Yoga: perché diciamo “Namasté”

Nomadic Lass
Credits: Nomadic Lass on Flickr

 

Se avete mai provato una lezione di yoga, avrete sentito senz’altro questa parola. A volte la uso anche io sul blog, dando forse per scontato il suo significato.

Il termine è sanscrito e viene utilizzato ancora oggi in India come saluto, congiungendo le mani davanti al petto ed effettuando un leggero inchino. Letteralmente, namasté significa “mi inchino a te”.

Nello yoga questo saluto assume una valenza fortemente simbolica e spirituale. Salutandosi al suono del “Namasté” ad inizio e/o a fine seduta, i praticanti si inchinano, con grande rispetto e devozione,  alla parte di divino che è presente nell’altro. Il saluto è accompagnato dal gesto di unire le mani all’altezza del chakra del cuore, il che ne rafforza ulteriormente il simbolismo.

Si tratta quindi di ricordare a noi stessi e agli altri che siamo parte di un tutto e che in ciascuno di noi brilla una scintilla divina.

Namasté!

 

[articolo importato da 10minyoga.com]