Un esercizio per determinare i tuoi obiettivi

L’inizio dell’anno è il periodo dei buoni propositi, e spesso riflettiamo sugli obiettivi da perseguire nei mesi successivi. Ma siamo sicuri che gli obiettivi che abbiamo scelto siano davvero importanti per noi? Da quando ho iniziato a praticare l’ipnosi mi trovo quotidianamente confrontata alle richieste delle persone che si rivolgono a me. Spesso vengono con una richiesta precisa, ad esempio: voglio perdere peso.

Questa, insieme al lavoro sull’autostima, è in assoluto la richiesta più frequente tra le donne che si rivolgono a me. La maggior parte di loro ha effettivamente bisogno di perdere peso. Di fronte ad altre strabuzzo gli occhi e cerco di trattenermi dal dire loro che non ne hanno affatto bisogno. In questo modo però interromperei la comunicazione. Attraverso alcune domande, invece, riesco a capire il motivo di questa richiesta apparentemente assurda, e a definire insieme a loro un obiettivo più adatto.

I chili di troppo come corazza protettiva

Ricordo ad esempio il caso di una donna molto bella, sulla cinquantina. Secondo i suoi standard, e confrontandosi con l’immagine di sé di qualche anno prima, riteneva di dover dimagrire. Vista dall’esterno era assolutamente perfetta così com’era. Attraverso il questionario che vi proporrò tra poco, siamo entrambe riuscite a capire che quei pochi chili, che aveva messo su dopo essere stata lasciata dal marito, erano la sua corazza. Le servivano per proteggersi da eventuali altre relazioni. Mi diceva infatti che non si piaceva e che, seppur desiderasse intraprendere una nuova relazione, non poteva concepire di lasciar avvicinare un uomo finché si portava addosso quei chili in eccesso.

Abbiamo concordato che avremmo lavorato sul peso più avanti, se questo obiettivo le fosse sempre stato a cuore, ma che bisognava cominciare partendo dall’immagine di sé, e dalla capacità di aprirsi ad eventuali corteggiatori. Nel giro di due sedute è letteralmente rifiorita. Ha accantonato l’obiettivo “dimagrire” e, nonostante questo, ha perso “inspiegabilmente” quei chili che voleva eliminare. Nonostante io non abbia alcun dubbio sull’immenso potere della mente, non smetto di meravigliarmi di fronte alle sue manifestazioni.

Ma veniamo al questionario. Nelle mie sedute non lo propongo come un vero e proprio questionario ma come una semplice conversazione. Posso, a seconda dei casi e delle risposte del mio interlocutore, aggiungere delle domande o saltarne altre. Ma siccome ho testato su me stessa il potere della “domanda giusta”, che può addirittura rendere superfluo il lavoro con uno psicologo o con un ipnoterapeuta, ci tenevo a proporlo qui per esteso. Si tratta di un questionario che l’ipnosi moderna ha preso in prestito dalla PNL, tecnica ideata da Richard Bandler e John Grinder ispirandosi, tra l’altro, proprio all’ipnosi ericksoniana. Ti consiglio di rispondere alle domande seguenti per iscritto, in modo da poterci tornare al termine del questionario ma anche nelle settimane e nei mesi successivi. Concediti una mezz’oretta in un posto tranquillo nel quale potrai riflettere senza interruzioni.

Qual è il tuo obiettivo?

Sicuramente hai già in mente qualcosa. Il tuo obiettivo verrà rinforzato dalle domande che seguono oppure queste ti permetteranno di orientarti su un’atra priorità. Il tuo obiettivo dovrà essere:

  • preciso
  • formulato in positivo (senza negazioni)
  • dipendere solo da te
  • realistico
  • ecologico*

*Per ecologico si intende che l’obiettivo non deve turbare l’equilibrio nella vita della persona e di chi le sta intorno. Se un uomo vuole diventare un grande seduttore, questo potrebbe creargli problemi con la moglie. Dell’ecologia è importante parlare (o rifletterci se lavori alla definizione dei tuoi obiettivi in modo autonomo). È un punto che si può anche sorvolare, ma il soggetto deve essere pronto ad affrontare le conseguenze che ne derivano. Ad esempio il signore dell’esempio appena citato deve accettare il fatto che, una volta raggiunto il suo obiettivo, potrebbe perdere sua moglie. Se l’obiettivo è più importante del rischio che comporta, si può andare avanti.

Perché è importante per te?

Qui emergono i tuoi valori, e tutto ciò che potrà servirti da motivazione. Sforzati di trovare il maggior numero di motivazioni possibili, magari stabilendo un minimo di tre.

Come saprai di aver raggiunto il tuo obiettivo?

Se l’obiettivo è perdere 10 kg lo saprai semplicemente salendo sulla bilancia. Se invece vuoi “essere più forte” o “avere più fiducia in te” dovrai stabilire dei traguardi che ti daranno la conferma del raggiungimento del tuo obiettivo.

  • come ti sentirai?
  • cosa diventerà possibile?

L’obiettivo è ecologico?

Il raggiungimento del tuo obiettivo potrebbe causare dei problemi, a te o alle persone che ti circondano? Un partner geloso, ad esempio, potrebbe non vedere di buon occhio l’emancipazione della propria compagna.

Cosa farai quando non avrai più il problema che oggi ti affligge? Come utilizzerai tutto il tempo e/o l’energia che avrai a disposizione? Non sorvolare su questa domanda, sforzati di immaginare la tua vita senza il tuo problema.

Il tuo problema attuale nasconde dei vantaggi?

Ad esempio un lavoro frustrante potrebbe darti una certa tranquillità economica, un matrimonio infelice ti protegge dall’incertezza della vita “là fuori”. È importante riflettere su questi vantaggi e valutare se si è pronti a farne a meno.

Cosa ti impedisce, al momento, di raggiungere il tuo obiettivo?

Se vuoi smettere di fumare, perché non lo fai? Vuoi mollare il lavoro? Cosa ti impedisce di farlo? Tenendo conto dei vantaggi elencati sopra (e probabilmente di altre motivazioni che emergeranno in seguito a questa domanda) ti accorgerai che se è vero che una parte di te vuole cambiare, ce n’è almeno un’altra che è restia a farlo. Perché la sigaretta è rassicurante, perché il lavoro ti dà la sicurezza di cui hai bisogno, eccetera. Diventa per un attimo l’avvocato della parte di te che resiste al cambiamento, per capire il suo punto di vista.

Di cosa hai bisogno per raggiungere il tuo obiettivo?

Qui si inizia ad elaborare una strategia utile al cambiamento. Quali risorse possiedi già? Quali invece dovresti sviluppare? A che punto sei sul cammino che ti porta al raggiungimento del tuo obiettivo? Ci sono delle tappe intermedie? Questa domanda è fondamentale e ogni tappa dovrebbe diventare un obiettivo a sé, sul quale lavorare nuovamente con l’aiuto del questionario.

Dove? Quando? Con chi?

Il raggiungimento del tuo obiettivo richiede uno spostamento? Quanto tempo ci vorrà? Ci sono altre persone coinvolte?

Un salto nel futuro

Chiudi gli occhi ed immaginati tra qualche giorno, settimana, mese, o addirittura tra qualche anno, tutto dipende dall’obiettivo e dai tempi necessari per raggiungerlo. Visualizza la scena, guardandoti dal di fuori: dove sei? Che cosa indossi? Com’è la tua postura? La tua espressione? Ora guardati invece dall’interno: come ti senti? Prenditi qualche istante per immergerti in queste sensazioni. Guardati intorno. Osserva la scena nei minimi dettagli. Ci sono dei suoni o degli odori? Osservali per un attimo.

Ricorda: alcune persone riescono facilmente a visualizzare delle immagini, per altre queste risulteranno poco chiare. Lo stesso vale per odori, suoni e sensazioni. Non preoccuparti se non riesci a vivere la scena immaginata in modo chiaro e concentrati su quello che ti stimola maggiormente.

Un breve esercizio

Ora ti propongo un semplice esercizio. Chiudi di nuovo gli occhi e torna all’immagine di te che hai appena visualizzato. Immagina che il “te” del futuro si rivolga al “te” di oggi, forte di tutta l’esperienza maturata durante il percorso che vi separa. Probabilmente ha qualcosa da dirti. Immagina di essere di fronte a questa versione di te e ascolta il suo messaggio.