Attachment Parenting

Baby Leonardo


Baby Gloria


L’Attachment Parenting non è stato una scelta per noi. Semplicemente Leonardo non smetteva di piangere, a meno che non fosse tra le nostre braccia. Quindi abbiamo finito per portarcelo “addossso” (nel marsupio) dappertutto. Non dormiva se non nel nostro letto. E quindi vi approdava regolarmente. Di poppate ad orari regolari, neanche a parlarne. Ho dovuto “cedere” all’allattamento a richiesta.

Tutti mi dicevano che lo stavo viziando. Io mi sentivo in colpa, inadeguata, incapace. Insomma, una cattiva madre. Ma non c’era niente da fare. Non riuscivo a calmarlo se non tenendomelo sempre addosso, né a farlo dormire nel suo lettino. Non riuscivo ad allattarlo ogni tre, quattro ore. Non sopportavo di lasciarlo piangere quando avevo i mezzi per calmarlo.

Poi è arrivata Gloria e, ancora prima che nascesse ho deciso che l’avrei “portata”, che l’avrei tenuta a dormire nel mio letto e che l’avrei allattata a richiesta. Non che ritenessi che tutto questo fosse giusto, ma non avevo voglia di combattere. Tanto valeva gettare subito la spugna: ci avrei guadagnato qualche ora di sonno.

I miei figli non sono mai stati affidati a nessuno. Non per scelta, ma piuttosto perché non avevamo scelta. E’ stato frustrante. Mi sono sentita molto sola.

Ma ora che sono cresciuti, quando li guardo sono orgogliosa di me stessa. Sono eccezionali: gentili, affettuosi, sensibili…
No, non sono perfetti. Ma sono adorabili. E credo che questo sia dovuto per il 50% alla fortuna, e 50% all’educazione. Quindi posso dire che finora abbiamo svolto più che bene il nostro compito di genitori.

Tempo fa ho acquistato il libro “The Attachment Parenting Book” (di W. e M. Sears). Quest’estate l’ho letto. E ho scoperto che ci sono persone che pensano che il modo in cui ho allevato i miei figli sia quello giusto. Non solo, incoraggiano a portare i bambini nel marsupio invece che nel passeggino, a tenerli nel letto insieme ai genitori, ad allattarli a richiesta. Mettono in guardia contro i “baby trainers”, quelli cioè che ne sanno sempre più della mamma.

Ho ascoltato i consigli di persone che mi dicevano di lasciar piangere i miei figli, di farli dormire nel loro letto (o, meglio ancora, nella loro camera), che portarli sempre nel marsupio non andava bene. Li ho ascoltati perché venivano da persone che avevano pi esperienza di me, e quindi credevo avessero ragione. Ho ascoltato i consigli di molti “baby trainers” invece di ascoltare il mio istinto.

Fortunatamente, il mio istinto l’ho seguito lo stesso. Sfortunatamente, mi sono sempre sentita terribilmente in colpa.
La nostra bimba nascerà a gennaio. Il suo mei tai personale è già pronto e ho intenzione di portarmela dappertutto. Ho intenzione di allevarla esattamente come ho fatto con suo fratello e con sua sorella. Ma questa volta sapro’ per esperienza di aver ragione. Sapro’ che sto facendo la cosa giusta, e non mi sentiro’ in colpa.