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Montessori - Il Decalogo dell'Educatore
Nei giorni scorsi, sfogliando gli appunti presi durante la mia formazione...

Montessori: Esercizi di Vita Pratica

Le attività di vita pratica sono quelle che svolgiamo nella vita di tutti i giorni. In genere nelle scuole Montessori non si svolgono esercizi fini a se stessi. Se lo scopo è affinare questa o quella abilità, lo si fa sempre in modo pratico e concreto, attraverso attività che fanno parte del nostro quotidiano e dalle quali, sfortunatamente, in famiglia tendiamo ad escludere i nostri bambini. Il semplice fatto di sapere di cosa si tratta potrà portarvi a vedere la vostra casa, le vostre faccende e i vostri bambini in modo completamente diverso e di accorgervi che non solo le cose sono conciliabili, ma che i bambini sono davvero felici quando permettiamo loro di “lavorare”.

Ci avete mai pensato, ad esempio, che se vi fate aiutare a stendere il bucato permettete ai vostri figli di esercitare i muscoli che utilizzeranno in seguito per scrivere? O che lasciando che mangino da soli anche se centrano la bocca una volta su dieci li aiutate a coordinare meglio i movimenti? Che incoraggiandoli a riordinare i giocattoli dopo averli utilizzati li aiutate a costruirsi un ordine interiore?

La vita è semplice, anche se a noi piace complicarcela, e nelle nostre case abbiamo tutto ciò che serve allo sviluppo sano ed armonioso dei nostri figli.

Nelle scuole Montessori, le attività di vita pratica vengono generalmente preparate in anticipo e tutto l’occorrente viene disposto su un vassoio. In questo modo il bambino ha a disposizione tutto ciò che gli occorre per svolgere una determinata attività. Ed ecco che sul vassoio dei travasi ci saranno i due contenitori ma anche lo straccetto per rimediare ad eventuali sviste. L’attività si svolge poi sul vassoio stesso. In questo modo l’azione rimane circoscritta e questo ha l’effetto collaterale di limitare eventuali danni (acqua o semi rovesciati, ad esempio). Ma il vero scopo è facilitare la concentrazione, mantenere l’ordine e permettere al bambino di riporre nuovamente tutto l’occorrente al suo posto.  I materiali sono presenti in ogni classe in un solo esemplare e se un bambino desidera utilizzarne uno che è già in uso dovrà non solo aspettare che l’altro abbia terminato, ma lasciare che lo rimetta a posto. Il motivo è molto semplice: si considera che ogni attività inizi quando il vassoio viene prelevato al suo posto e si concluda quando vi ritorna.

Lavarsi le mani non è quindi solo lavarsi le mani ma prendere il vassoio, portarlo sul tavolo, versare l’acqua, insaponare le mani, sciacquarle, asciugare le mani, aprire il barattolo, spalmarsi un po’ di crema, richiudere il barattolo, lavare i contenitori utilizzati, svuotare l’acqua utilizzata nel secchio, asciugare eventuali sgocciolature, piegare asciugamani e strofinacci e riporre il vassoio nuovamente al proprio posto (ovviamente non ci si lava le mani così ogni volta …).

Questo modo di fare permette al bambino di strutturare ogni azione e di mantenere l’ordine senza alcuno sforzo. Una volta acquisiti, questi comportamenti diventano automatici ed ogni azione viene effettuata con cura, con effetti meravigliosi sull’equilibrio delle persone e sull’armonia dell’ambiente nel quale vivono. Entrate in una classe Montessori e resterete sbalorditi dalla calma che vi regna. E anche le riunioni di educatori hanno un che di surreale: vi regna l’ordine, la calma… un’atmosfera estremamente rilassante!

Tutti possiamo creare qualche vassoio con attività di vita pratica da tenere in un angolo della casa, a portata di mano per quando il bambino manifesta interesse. Lavarsi le mani o i denti, versare l’acqua nel bicchiere con una piccola brocca, travasare un liquido da un contenitore all’altro, pinzare mollette da bucato… se iniziate a pensarci vi verranno in mente un sacco di idee!

Commenti

  1. dice

    Ok! sono ufficialmente in crisi!
    Quante volte ho escluso Matilde da “attività” quotidiane con la scusa del “abbiamo poco tempo”!
    E adesso mi spiego molti aspetti della sua persona e alcune delle sue attuali difficoltà (un margine di concentrazione molto, molto basso per esempio)
    Ma non è troppo tardi, vero?

  2. dice

    La prima cosa che mi viene in mente è che mi avrebbe fatto bene un po’ di educazione montessoriana da piccola, perchè a casa mia regna il caos, che è comunque sempre inferiore a quello che ho in testa.
    Secondo te se mi impegno a preparare qualcosa del genere anche per me e le mie faccende, mi può aiutare a correggermi e riordinare la mia mente, anche se ormai sono adulta?
    Per i bambini invece da che età potrei cominciare a proporre questi vassoietti? Immagino dipenda dall’attività che poi gli ci faccio fare, ma immagino anche che prima di una certa età non riescano proprio a comprendere il concetto di “riordinare” o la sequenza di cose da fare… o no? Nello specifico il piccolo di 4 anni non avrà sicuramente problemi, se non quello della voglia, mentre il piccolo di 7 mesi ancora mi sa che è troppo piccolo un po’ per tutto…

    • dice

      E’ utilissimo anche per noi! Io mi ritrovo senza nemmeno farlo apposta ad organizzare le mie attività in modo montessoriano. Magari al posto del vassoio c’è una scatola, ma il fatto di procedere con ordine, di preparare in anticipo tutto l’occorrente, di svolgere ogni compito in maniera regolare aiuta tantissimo. A me viene spontaneo perché lo faccio a scuola e sono certa che se lo fai con i tuoi figli verrà spontaneo anche a te. Queste attività vengono proposte dai tre anni in poi. Per quanto riguarda il riordinare, non si tratta di chiedere ai bambini di farlo ma di mostrare loro come si svolge l’attività dall’inizio alla fine. Cioè dal momento in cui prendi il tuo vassoio (o scatola, o cesta, poco importa…) a quello in cui riponi il tutto. Il bambino ti imiterà. Se non lo fa, puoi mostrargli dolcemente come, prima di passare ad altro, sia bene riporre l’attività precedente. Piano piano lo farà, non solo con le attività che gli avrai preparato ma anche con tutto il resto.

  3. dice

    Col mio bimbo di 20 mesi cerco di renderlo partecipe il più possibile, ad esempio mangia ormai da solo anche col cucchiaino (con le cose liquide lo aiuto un pò ma in parte fa da sè), quando stendo mi passa le mollette, oppure la sera mentre il papà fa la doccia gli porta i vestiti che gli passo,quando sporca il tavolo coi pennarelli è lui adesso che mi chiede lo straccetto bagnato per pulire ecc… certo non sempre mi riesce

  4. donatella dice

    i miei figli sono super curiosi e super vivaci e soprattutto la femmina mi chiede esplicitamente di fare da sola da quando ha iniziato a usare le manine ……mi è sempre piaciuto coinvolgerli in queste attività di cui parli….è così bello !anche se qualche volta fanno disastri……quante volte ho rimediato a scempi troppo grandi per loro !ma credo che comunque a loro sia servito !faccio già da un po’ le attività coi vassoietti…magari non sono una brava fotografa :) ma loro si divertono un mondo.solo una cosa è difficile insegnare-ai miei intendo-e non ottiene mai successo quando la propongo……….RIMETTERE IN ORDINE TUTTO QUANDO SI FINISCE ! la casa è in perenne caos ,cosa che mi crea l’opposto della calma e dell’armonia appunto…ma davvero si rifiutano categoricamente….bisogna forzare un po’ o cedere noi…davvero a loro il disordine è indifferente !boh….

  5. dice

    Anche io, un pò per disfunzione professionale….mi ritrovo a ricreare piccoli momenti di vita pratica tanto che …come quando andiamo al nido Ale mette le sue scarpe nell’armadietto da solo…quando arriva a casa le mette nella scarpiera senza che io gli dica niente…
    Da brava “riciclona” gli sto insegnando dove si butta la plastica, la carta ecc :P
    Vuole la spungna per pulire dove sporca…quindi ne ha una sua alla sua portata…
    Ammetto che il nido (dove lavoravo e che ora frequenta da solo) mi aiuta molto in questo perchè anche se non esplicitamente montessoriano privilegia le attività di vita pratica.
    Adesso per Alessandro visto che ho tempo sto pensando tavole delle allacciature. Per facilitarlo! Vuole allacciarsi il giubotto da solo ma un pò alla volta sta distruggendo la cerniera :P
    Dopo di che le proporro’ al nido :)
    Sempre belli i tuoi post!

    • dice

      In effetti la Montessori parlava spesso di come, anche noi adulti, roviniamo gli oggetti per via di abitudini scorretti (come tirare la porta e girare contemporaneamente la chiave nella toppa). Le attività di vita pratica mirano invece ad isolare ogni gesto per poterlo poi compiere correttamente. Lo scopo non è preservare le porte o le cerniere ma educare la mente ad essere pienamente cosciente di ogni gesto.

      • dice

        infatti chi se ne frega della cerniera quella si cambia, mi piace l’idea che ale non si arrabbi perchè la cerniera non va su, ma che sia soddisfatto di aver chiuso il giubotto da solo e correttamente…
        Perchè mio figlio è un pò collerico a volte, si arrabbia per nulla e penso che questi esercizi lo possano aiutare ad incanalare meglio piccole frustrazioni :)

  6. sara dice

    Vittorio ha 3 anni (li compirà tra due settimane) e quasi tutte le sere vuole lavare i piatti oppure le sue macchinine,per me è una grande soddisfazione anche se poi dopo un pò perde la concentrazione e iniziano a volare gli schizzi,anche se credo sia normale così.
    Per quanto riguarda i travasi al momento sembra meno interessato perchè devo dire li abbiamo fatti tanto nel corso dei 18 mesi- due anni ,avevo fatto fare dalla nonna anche 4 telai delle allacciature ma diciamo che gli è piaciuto sperimentare di più direttamente dai vestiti.
    Vittorio ha frequentato una asilo nido comunale ma con maestre appassionate al metodo Montessoriano e alla materna ora le attuali maestre mi dicono che per quanto sia molto vivace mette tanta cura nel fare le cose.
    La tua esperienza che ci racconti,i tuoi consigli,gli esempi aiutano molto noi mamme che cerchiamo nei nostri limiti di mettere in pratica questo metodo e che spesso nella nostra vita quotidiana se pronunciamo la parola Montessori veniamo guardate con aria interrogativa.Grazie ancora

  7. dice

    Io è un po’ che ho iniziato ad utilizzare questo metodo. Un po’ per caso, perchè, quando il Malandrino aveva circa 2 anni, coinvolgerlo nelle attività che stavo facendo, era l’unico modo per riuscire a fare qualche mestiere in casa. Un po’ perchè mia nonna usava questo metodo con me, rendendomi partecipe di tutte le attività della casa: dal grattugiare il formaggio, al cucire.
    Ultimamente però mi sto proprio impegnando molto di più in questo senso. Il Malandrino è facilmente distraibile e sto proprio cercando di insegnargli ad iniziare e finire un’attività senza fare altre mille cose in mezzo, anche in previsione del fatto che l’anno prossimo dovrà andare a scuola. Mi sono accorta che questo era anche un mio errore, perchè se è vero che il multitasking è un dono, a volte si perde il piacere di fare una cosa sola e di godersela fino in fondo.
    L’altro fattore che mi sta portando sempre di più a seguire questo metodo è stato vedere dei grossi risultati in un percorso che da circa un anno e mezzo stiamo seguendo con il Malandrino. Poco prima che nascesse la Patacca,il Malandrino ha sviluppato delle forti paure (o fobie come le hanno chiamte gli specialisti). Il nocciolo della questione era una mancanza di fiducia. In se stesso? In noi? Non lo avevamo capito. Abbiamo lavorato molto cercando di aumentare la sua fiducia in noi, ma con scarsissimi risultati. Ed era abbastanza ovvio dato che noi siamo una coppia che si occupa dei figli e che dedica loro del tempo. Così stanca di tutto questo ho ripreso in mano un libro della Montessori “Educare alla libertà”: “non si può essere liberi se non si è indipendenti…La madre che imbocca il bambino senza compiere il minimo sforzo per insegnargli a tenere il cucchiaio e a cercare la propria bocca o che almeno non mangia ella stessa invitandolo a guardare come fa, non è una buona madre. Ella offende la dignità umana di suo figlio. Lo tratta come un fantoccio, mentre è un uomo affidato dalla natura alle sue cure. Chi non comprende che insegnare ad un bambino a mangiare, a lavarsi e a vestirsi, è un lavoro ben più lungo, difficile e paziente che imboccarlo, lavarlo, vestirlo?”. Queste parole sono state per me una folgorazione e da lì è cominciato un nuovo percorso, che ha portato a buoni risultati. Non ne siamo ancora fuori, ma almeno stiamo tirando un po’ il fiato…

  8. dice

    Grazie per questo post; anche io dovrò lavorare un pò su me stessa per riuscire a mettere in pratica almeno alcune di queste attività.

    Mi ha colpito particolarmente la tua frase “incoraggiandoli a riordinare i giocattoli dopo averli utilizzati li aiutate a costruirsi un ordine interiore”… la nostra battaglia contro il caos dei giochi la stiamo ancora combattendo, nel senso che abbiamo cominciato a sistemarne alcuni suddividendoli ordinatamente in scatole separate.
    Altri sono ancora tutti mischiati, in alcune cassette e scatoloni… ma col tempo vedremo di sistemare anche quelli.

    Beh, da quando quei giochi che ora sono in ordine, ognuno nella sua bella scatola, i bimbi sono molto più portati a rimetterli a posto. Certo, magari dietro nostra richiesta, però lo fanno facilmente e più velocemente.
    Prima regnava il caos e forse anche per loro non aveva senso mettere a posto… ora (a parte le sere in cui siamo tutti più stanchi e magari ci “dimentichiamo” di riordinare) prima che loro vadano a dormire, la sala ritorna ad essere ordinata (senza eccessi… ;) ) ed è decisamente più rilassante… :)

  9. Enzy dice

    Quando faccio le faccende di casa i miei figli collaborano sempre, se devo fare qualcosa di più preciso o che per loro è difficile o pericoloso lo faccio sola, la mattina presto quando dormono, così poi abbiamo la possibilità di lavorare assieme. Ovviamente i tempi sono molto lunghi ma piano piano migliorano. Sistemano le cose al loro posto in modo automatico. E se li lascio con mia mamma ci pensano loro a trovare quello che serve. Soprattutto la piccola di 2 anni mi stupisce, spolvera con una cura, proprio con calma e ha iniziato appena si reggeva in piedi,ora sta imparando a vestirsi da sola, ci sta tantissimo ma con tanta pazienza guarda, infila la testa se sbaglia, sfila rimette senza arrabbiarsi. E non vuole che io intervengo per nessun motivo!

  10. dice

    Ciao,
    Molto bello questo post.
    Io ho avuto la fortuna di vivere con la mia nonna da bambina, ricordo perfettamente quando molto piccola aiutavo a far la pasta in casa, i tortellini, mi insegno’ a lavorare a maglia ed all’uncinetto, a filare, a far le pulizie! E soprattutto a pasticciare in cucina, tutte le cose che ora si tendono ad evitare ai bambini. All’epoca della mia nonna, una donna di campagna, era scontato che i bambini aiutassero fin da piccoli nelle faccende domestiche. Ricordo che da piccolissima mi portavano alla vendemmia, dandomi in uso le stesse cesoie che usavano gli adulti (cosa inimmaginabile ora).Per me e’ stato naturale proporre le stesse cose ai miei bambini (tranne le cesoie :-)). Credo che le attivita’ manuali oltre alla valenza pedagogica possiedano anche una forte connotazione meditativa, favoriscano nei bambini la concentrazione ed il rilassamento. Il problema e’ che abbiamo sempre tutti una dannata fretta, che mal si concilia con i tempi dei bambini!
    Michela

  11. Sonia dice

    Sì, è verissimo: la mia piccolina si diverte tantissimo ad ‘aiutarmi’ in casa! E ho scoperto che molte attività noiose diventano anche per me decisamente più piacevoli se svolte con lei: stendere i panni più grandi dell bucato al piano più alto dello stendibiancheria, mentre lei stende quelli più piccoli sul ripiano più basso; svuotare la lavastoviglie (le ho fatto anche vedere come tenere i coltelli e con un ditino ha voluto sentire come sono affilati: li prende sempre nel verso giusto!! ;-)); preparare le pappe ‘finte’ mentre mamma cucina quelle vere… e poi l’altro giorno abbiamo preparato anche una bella torta di mele, vera, insieme! Che soddisfazione vederla cuocere poi in forno e assaggiarne un pezzettino dicendo ‘Tatta.. mhmhmh! Boooaaa!’ (Traduzione: ‘Torta, mhmhm! Buona!’ con tanto di ditino indice che ruotava sulla guancia!).
    In questi giorni sto leggendo un libro, recentemente ristampato, e che sicuramente conoscerai, ‘Una casa a misura di bambino’ di Grazia Honegger Fresco e Sara Honegger Chiari:
    http://www.macrolibrarsi.it/libri/__una_casa_a_misura_di_bambino.php?pn=1734&gclid=CPnAx6zF7awCFcSFDgodmGNJJw
    Consigliatissimo a tutti :-)
    Buona giornata!

  12. Sonia dice

    Dimenticavo: l’idea del vassoio è geniale! Mi chiedevo proprio come fare per evitare di avere chicci di riso e pasta ovunque… ;-)
    Devo proprio iniziare a leggere seriamente un po’ di materiale della Montessori.
    Grazie per tutti gli spunti!

  13. dice

    Illuminante post… presto mi dedicherò ad approfondire la pedagogia montessoriana.
    Comunque le foto sono della scuola in cui lavori? Che ordine che c’è!

  14. dice

    Bellissimo e utilissimo post come sempre.
    I bambini sono fantastici nei loro occhi vedi la gioia di poter fare le cose e si illuminano quando portano a termine una qualsiasi azione nel modo corretto.Guardarli e’ la gioia piu’ grande!L’altra mattina Francesco di 2 anni preparava con me le tagliatelle e rompeva le uova,impastava e girava la manovella della macchinetta per taglire.Era felicissimo!Mentre il fratello piu’ grande Pietro di 11 anni e’ riuscito addirittura a costriìuire una piccola cucina di legno per la cuginetta.Certt all’inizio non ero abituata,sono stata cresciuta molto diversamente ma ho sentito dentro il bisogno di fare con i miei figli tutto il contrario.Mio marito e’ di grande aiuto e anche lui si dadica molto ai bambini Giovanni di 5 anni non vuole andare a scuola perche’ preferisce aiutare il padre.Gli ha regalato un banco da falegname completo di chiodi e martello!
    Presto mi dedichero’ alla costruzione di alcuni materiali grazie al tuo book….nel mentre ci dedicheremo alla lettura del tuo libro….. Giohiamo allo yoga E’ARRIVATO!!!!!!

  15. dice

    Bene, lo sapevo che era giusto assecondare Edoardo quando vuole passare l’ aspirapolvere!!!
    Tempo fa gli ho proposto di fare il bucato, a mano, con pochi indumenti, un po’ di acqua nel lavandino del bagno ed un pezzo di sapone di Marsiglia puro…un successo!! Ha anche chiesto la spugna per asciugare il pavimento che lui stesso aveva bagnato :-)))

  16. dice

    Io e Daniela facciamo corsi di cucina per bimbi ormai da 8 anni. E durante l’ora di corso, i bimbi se ne stanno tranquilli e contenti. Se il bimbo, in generale, é ben intrattenuto si sente stimolato e protagonista. E il diavolo che é in lui….si assopisce! Ti ringrazio…in effetti non avevo mai considerato che anche noi, in qulache modo, applichiamo il metodo Montessori. Merci beacoup, xxx!

  17. Michela dice

    Proprio ieri sera la mia piccola si è cimentata ad affettare con il papà circa 1 kg di champignon per fare le crespelle. Le abbiamo messo il coltello in mano un po’ titubanti ma ha osservato con tale attenzione come fare dal mio compagno che dopo poco darle fiducia è stato naturale. E lei era soddisfatta di aiutarci, è stata una serata molto bella. Wow! Son più Montessoriana di quello che pensavo!!! (mia madre la chiama incoscienza! Orrore! una quatrenne col coltello in mano!!).

  18. Elena dice

    Quando propongo attività di tipo montessoriano a mio figlio, che è un diavoletto, come di incanto si calma e rimane concentrato per anche un’ora, il che con lui ha del miracoloso (al contrario di mia figlia che di solito sta tranquillamente anche un’ora a leggere o disegnare). Quello che un po’ di tempo fa non avevo capito era l’uso dei vassoi (a volte metto semplici scatole o coperchi di scatole purchè abbastanza larghe e un po’ profonde), che è importantissimo e serve a non farmi disperare per lo sporco che faceva giocare mio figlio in un continuo stato di tensione! Devo dire che pero’ ancora non ho trovato un metodo per far mettere a posto giochi e attività (o anche semplicemente libri e disegni) e spesso i miei figli lasciano a me questo compito (anche il poco spazio nella casa e il fatto che tutto sia molto stipato o non alla loro altezza certo non li aiuta)….come invoglarli? Si accettano suggerimenti!

    • dice

      Prova (così io ho fatto quand’erano più piccoli) a disegnare insieme a loro su del cartoncino l’immagine che poi appenderai alle ceste destinate ai giochi. Mi spiego meglio. Noi abbiamo disegnato una macchinina, poi appesa alla cesta che contiene le macchinine, la pentolina sulla cesta delle stoviglie, un cappello sulla cesta dei travestimenti, un animale sulla cesta degli animali. Così anche i più piccoli che non sanno leggere, sapranno qual’è il posto per ogni cosa.
      Noi acquistammo anni addietro un paio di scaffali Billy da Ikea, apposta per loro, sono economici, tutto si trova alla loro altezza, e sono indipendenti nel prendere e riporre le loro cose. Fissa alcune regole, poche, e tieni a loro disposizione una quantità limitata di oggetti, che provvederai a ruotare periodicamente. Quando non li vedono per un po’ e poi li ritrovano tutto sembra nuovo ed entusiasmante.
      Per quanto riguarda i libri, i miei bambini hanno spazi distinti, mentre per i disegni, i più belli esponili in giro per la casa all’interno di cornici colorate, così i bambini vedranno che la loro arte è tenuta in grande considerazione. Gli altri io li ripongo dopo aver scritto sul retro data e soggetto su di una cartellina apposita (una a testa) con gli anelli dentro buste plastificate.
      Spero di esserti stata utile.
      Ciao,
      Michela

  19. Mamma Elena dice

    Soprattutto con il mio bimbo più grande sono riuscita a creare un coinvolgimento nelle attività quotidiane sin da piccolo : abbiamo pasticciato molto con diversi materiali ed effettivamente ora che ha quasi 3 anni è già molto preciso con il materiale da disegno, taglia bene con forchetta e coltello ed in generale non è sbadato (tranne quando la stanchezza si fa sentire ^_^).
    Con il secondo, che ha 9 mesi e mezzo, ho più difficoltà!Perché sono una frana nell’organizzazione delle giornate…è sempre tutto un casino!
    Una cosa su cui dovrei lavorare molto invece è la questione dell’ordine…non riesco ad insegnarglielo perché sono più disordinata di loro @_@

  20. dice

    I miei gemelli sono come il sole e la luna, lei vuole pulire, cucinare, spazzare mentre lui non ci pensa manco per la capa. Però io li coinvolgo entrambi, chiedo perfavore, dico grazie. Appendiamo i loro disegni in cucina dove abbiamo 4 lavagne magnetiche per i loro capolavori. Abbiamo appeso i primi quadri, ritoccato l’albero di compensato che è diventato rosa :0. Certe sere capita anche che chieda loro di darmi spazio perchè non ho pazienza di seguirli, che ci rifaremo la sera successiva… protestano ma si adeguano.

  21. deb dice

    Ho utilizzato il metodo montessori più o meno senza saperlo, dai suoi disegni appesi alle pareti all’aiuto in cucina. L’unico vero e totale fallimento rimane la stesura del bucato. Non ne vuole proprio sapere!! Mannaggia!!E pensare che io ooodio stendere il bucato. Mi sa che le ho comunicato questa antipatia..

  22. dice

    Io e Benedetta facciamo tutte le attività della casa insieme! Cucinare (le piace un sacco tagliuzzare con un coltellino di plastica!), stendere il bucato, passare l’aspirapolvere, caricare e scaricare la lavastoviglie, sistemare i letti.
    Quando spolvero devo dare uno straccetto anche a lei perchè vuole fare quello che fa la sua mamma!
    E’ vero che a volte si procede con lentezza, e vero che a volte fanno un pò di caos, ma mi piace così tanto vedere il suo faccino impegnato a fare i mestieri!!

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