Bambini e merenda

I miei figli hanno un orologio interno infallibile. Alle sette in punto (anche sei e mezza, se è domenica o durante le vacanze) scattano in piedi. Per anni mi sono detta che sarebbe venuto il giorno in cui, ormai grandicelli, si sarebbero preparati la colazione da soli e si sarebbero messi a giocare per i fatti loro, senza venire a svegliarmi.

Gli anni sono passati. Grandicelli sono diventati, e la colazione se la preparano da soli. Peccato, però, che sentano comunque il bisogno di venire a svegliarmi per dirmi che è finito il latte, bisogna ricomprare i cereali, oppure «Leonardo ha fatto questo», «Gloria ha detto quello» e così via.

All’ora di pranzo (come, del resto, a quella di cena) l’orologio interno viene automaticamente disinnescato. Ci sono mille cose molto più importanti, più urgenti, più interessanti da fare che sedersi a tavola e stare fermi per qualche minuto.

Ma ecco che la natura si fa sentire nuovamente all’ora di merenda. Finché si è a casa, tutto bene. In genere abbiamo buone scorte di tutto quanto si possa desiderare, e anche un sacco di buone idee e di ricette da preparare.

Il problema nasce quando siamo fuori e, per un motivo o per l’altro, non possiamo rispettare alla lettera (e all’ora prevista) il rito sacro della merenda. A volte io e Jean ce ne accorgiamo tardi, quando l’ora di cena è già pericolosamente vicina. Ci scambiamo uno sguardo d’intesa, sicuri che questa volta la faremo franca: non se ne sono accorti.

Poi, puntualmente, la domanda: «che ore sono?».

Sono passati ormai i tempi in cui si poteva rispondere ciò che si voleva. Ora sanno leggere l’ora e non li si può «fregare» tanto facilmente. Se per caso sono le quattro e cinque, oppure le cinque, o anche le sei, scatta immediatamente la sirena:

«NONABBIAMOFATTOMERENDAAAAA!!!!!»

Panico. È tardi, o siamo in giro e non abbiamo la possibilità di comprare qualcosa al volo. Urge una soluzione. Bisogna trattare: «la farete doppia domani», «prepareremo QUEL dolce che vi piace tanto», magari «potrete anche guardare la TV»… tutte le nostre proposte vengono bocciate, una dopo l’altra, e la sirena si fa sempre più insistente.

«Ok, farete merenda… dopo cena».

Silenzio.

È andata. L’idea della merenda dopo cena è abbastanza trasgressiva da diventare accettabile. Non dite ai miei figli che in realtà questa cosa esiste e si chiama «dessert»!

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