Il Nome Inlfuenza la Nostra Vita?

Il nome che portiamo ha un’influenza sulla persona che siamo? Se così fosse la responsabilità, in quanto genitori, della scelta del nome per i propri sarebbe molto più grande di quanto pensiamo.

Mentre scrivevo questo post mi è tornato in mente un articolo pubblicato qualche tempo fa su Repubblica.it. L’articolo riporta le conclusioni del professor David Figlio (Northwestern University, Illinois) sull’argomento. Secondo il professore, quando incontriamo una persona, il suo nome invia inevitabilmente determinati impulsi al nostro cervello. In un certo senso la “etichettiamo” in base al nome che porta. Ad esempio sarà “più facile dubitare della virtù di una Jessica che di una Geltrude, scontato considerare più moderno un Alex che un Salvatore“.

Il modo in cui ci chiamiamo è un simbolo, uno specchio – spiega lo psichiatra Alessandro Meluzzi – e rappresenta il nostro biglietto di presentazione di fronte al resto del mondo. Il suono che ha e il significato che rievoca influiscono direttamente sul comportamento degli altri nei nostri confronti.

Secondo il professore la scelta stessa del nome è anche un tentativo (più o meno inconscio) da parte dei genitori di fornire al proprio figlio determinate caratteristiche: un nome molto originale se vogliamo che nostro figlio si faccia notare; quello della nonna se vogliamo che si adegui alle tradizioni di famiglia.

Gli studiosi hanno inoltre notato che “nomi aggraziati e femminili fanno sì che chi li porta riceva un trattamento di favore, mentre quelli androgini o inusuali fanno scattare comportamenti penalizzanti” e che “i nomi troppo originali o rari rendere le persone più diffidenti”.

Devo dire che sono d’accordo sul fatto che la scelta del nome sia come un seme che piantiamo nella speranza che i nostri figli abbiano determinate caratteristiche. Leonardo, Gloria e Chiara parlano da sé. Che questo “funzioni” o meno non lo so, ma secondo me un pochino sì.

Personalmente ho cercato dei nomi che si distinguessero pur restando relativamente “classici”. Perché penso che un nome troppo originale possa essere un peso.

Ricordo di aver letto da qualche parte un intervista ad Ilary Totti che diceva di essersi sempre sentita speciale grazie al suo nome insolito. Suppongo che il fatto di essere molto bella abbia influito non poco. Se per una bella ragazza un nome “strano” può essere motivo di vanto, per chi non è una star del cinema potrebbe trattarsi di una vera e propria croce.

Voi cosa ne dici? Hai mai pensato all’«eredità» che lasciamo ai nostri figli attraverso il nome?

E il tuo nome? Sai come è stato scelto? Ti piace o non ti piace? Ti è d’aiuto o d’impaccio?

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