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Montessori – Il Decalogo dell’Educatore

Classe Montessori 3-6

Nei giorni scorsi, sfogliando gli appunti presi durante la mia formazione Montessori, ho trovato questo decalogo, che mi piace molto e che vorrei condividere con voi:

  1. Non toccate il bambino contro la sua volontà.
  2. Non parlate MAI male di un bambino, né in sua presenza, né in sua assenza.
  3. Concentrate i vostri sforzi nel rinforzare ed incoraggiare ciò che vi è di positivo nel bambino.
  4. Investite tutta la vostra energia nella preparazione dell’ambiente. Curatelo in modo meticoloso. Aiutate il bambino a sentirsi a proprio agio e a sentirsi responsabile del luogo in cui vive o lavora. Mostrategli come utilizzare il materiale e come (e dove) riporlo*.
  5. Siate sempre pronti a reagire quando il bambino ha bisogno di voi. Ascoltate e rispondete sempre al bambino quando si rivolge a voi.
  6. Rispettate il bambino che fa un errore e che si corregge da sé ma siate pronti ad intervenire in caso di utilizzo improprio** del materiale e di azioni che possono mettere in pericolo il bambino stesso o gli altri.
  7. Rispettate il bambino che si riposa, guarda gli altri lavorare, riflette su ciò che fa, vuole fare o farà. Non obbligatelo a passare ad un’altra attività.
  8. Aiutate il bambino che cerca un’attività e non riesce a trovarla.
  9. Proponete regolarmente al bambino le attività che ha rifiutato in precedenza. Aiutatelo ad acquisire le capacità che ancora non ha e a superare le sue imperfezioni. Fatelo nel rispetto dell’ambiente e con parole amabili. Siate una presenza amorevole. Fate in modo che la vostra presenza e la vostra disponibilità siano percepite pare il bambino che cerca e che restino in disparte per quello che ha già trovato la sua attività.
  10. Trattate sempre il bambino con grande delicatezza e offritegli sempre il meglio che potete.

 

Sono regole pensate per la scuola ma importantissime anche a casa.

Che cosa ne pensate? Quali di queste regole applicate spontaneamente e quali invece sono più faticose da rispettare? E quali sono (se ce ne sono) quelle che non condividete?

 

Leggi anche: Steiner e Montessori – due metodi a confronto

*questo vale per il materiale Montessori come per qualunque altro oggetto presente in casa. Spesso diamo per scontato che il bambino capisca al volo, dopo una breve dimostrazione o dopo averci osservati all’opera, come utilizzare un determinato oggetto. Spendiamo qualche minuto per mostrargli, gesto per gesto, come maneggiare e riporre gli oggetti di uso quotidiano. Gli insegneremo ad averne cura, trasmettendogli un’attitudine che durerà nel tempo e che si rifletterà su molti aspetti della sua vita.

**l’utilizzo creativo non è considerato un utilizzo improprio. L’utilizzo improprio è quello che danneggia il bambino o il materiale, o che mette in pericolo cose o persone. Quando un bambino utilizza un oggetto in modo diverso da quello per cui è stato concepito, facendolo in modo intelligente ed ingegnoso, è bene non interferire.

***

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Commenti

  1. dice

    ciao Claudia mi piacciono molto questi dieci regole, mi piacciono tutte insieme. Sono semplici chiare ma difficili da vivere e impersonare. Credo che bisognerebbe ritornare a queste attenzioni nel campo dell’educazone. ciao grazie Nicola

  2. dice

    Grazie Claudia!
    Sono tutte belle e…. tutte faticose.
    Sono applicabili in tutti i campi in cui si lavora con i bambini.
    Io sono catechista e credo che a maggior ragione debba mostrarmi ancora più amorevole.
    I bambini richiedono attenzione e spesso lo fanno tutti insieme. Diventa davvero difficile ascoltare attentamente e rispondere ad ognuno di loro.

  3. Elena dice

    I punti 1,2,10, e soprattutto 3, cioè quelli che riguardano il rispetto del bambino come persona, sono per me le regole più faticose da rispettare, specialmente nei momenti di stanchezza, e soprattutto nei confronti della bambina grande, già in piena fase di preadolescenza/contrasto con regole e genitori; questo decalogo lo devo imprimere a grandi caratteri nella mia mente, deve essere per me come un mantra. Grazie ancora per avere condiviso .

  4. Sara74 dice

    Perfetto, tutto il contrario di quello che faccio!!!!
    Vorrei un tuo consiglio se non ti dispiace.
    Mio figlio ha quasi 4 anni ma non gioca con NIENTE.
    Ha una montagna di giochi ma non utilizza mai niente. Né le costruzioni, né la cucina, né le lettere magnetiche, né il trenino, né le macchinine, non disegna, puzzle, memory ….. potrei continuare all’infinito. Se proprio gioca lo fa per circa 1 minuto/2 e poi finisce il gioco.
    L’unica cosa che fa é ascoltare la musica, se gli capita atiro un telefonino comincia a smanettare e basta. Non riesco a coinvolgerlo in nessun gioco. Se gli propongo di giocare a qualcosa mi dice “fallo tu” e lui guarda quello che faccio.
    Sono veramente disperata. Ieri sera l’ho minacciato dicendogli che avrei buttatto tutti i giochi che tanto a lui non servono (lo so sono una madre orribile!!!) e lui mi ha risposto di non buttarli che avrebbe giocato domani. MA GIOCA ADESSO NON DOMANI!!!!.
    Claudia ti prego dammi uno dei tuoi saggi consigli :-(…….
    Un abbraccio.
    Sara

    • dice

      Quando dici che non gioca con niente vuol dire che non gioca? Perché se gioca ma non con i giocattoli secondo me non c’è nessun problema. E se non gioca proprio… che cosa fa invece di giocare? Hai provato a proporgli delle attività di vita pratica? Aspetto di saperne di più, nel frattempo il primo consiglio è di far sparire cellulari e tablet dalla sua portata. Non sono per la demonizzazione di questi oggetti, ma è ancora un po’ piccolo e se sono gli unici giochi che lo attraggono penso che bisognerebbe prendere una posizione

      • Sara74 dice

        Oh grazie Claudia!!!
        Si quando dico che non gioca vuol dire che non gioca.
        Se c’è la musica allora balla, altrimenti vuole venire in braccio e vuole coccole.
        Tablet e altri aggeggi elettronici non ne abbiamo. Abbiamo solo i ns. cellulari (neanche di ultima generazione!) e ogni tanto se ne impossessa ma anche sui cellulari vuole sentire la musica.
        Cosa intendi di preciso con attività di vita pratica?
        Attività di vita pratica ne fa, quando cucino lui è sempre lì vicino a me (per questo gli abbiamo preso la cucina) se carico la lavatrice mi aiuta, se aspiro altrettanto però non è che posso stare tutto il giorno a fare faccende di casa per tenerlo impegnato.
        Il fatto è che mi piacerebbe che giocasse anche un po’ da solo mentre magari cucino o stiro.,… Non so se sono riuscita a spiegarmi.

        • Laura dice

          Scusa se mi intrometto, ma dopo aver letto che spesso vuole solo coccole ho pensato:

          Mia figlia, da quando ha cominciato l’asilo, ha bisogno di sessioni doppie di coccole nel pomeriggio (e io ne sono ben contenta,!).
          Ha 3 anni e mezzo e anche lei predilige di gran lunga i giochi “fisici” seguiti a ruota da : cucinare con la mamma, pulire con la mamma,lavare con la mamma….io credo che un po’ sia sicuramente una sua inclinazione caratteriale ( e io che le ho comprato moltissimi libri che nemmeno guarda!!!!!) un po’ , spero, amplierà i suoi orizzonti crescendo.
          Magari sbaglio, sicuramente Claudia ne sa più di me.
          Laura

        • dice

          Sinceramente, io non mi preoccuperei, a meno che il bambino non sia proprio apatico. Sai che nelle scuole Montessori all’inizio c’erano bambole e altri giochi ma poi li hanno tolti perché i bambini, potendo scegliere tra giocare e fare le cose sul serio, sceglievano questa seconda opzione. Per questo ti parlavo di attività di vita pratica, come queste http://www.lacasanellaprateria.com/2012/02/montessori-vita-pratica/.

          Quando tu fai le faccende lui partecipa attivamente o sta a guardarti? Se non lo fai già prova ad affidargli qualche compito semplice in cucina, e… lo sai che puoi anche farlo stirare? http://www.lacasanellaprateria.com/2012/01/attivit%C3%A0-di-vita-pratica-la-bella-lavanderina/

          E’ bello che ami ballare, magari compragli una radio adatta ai bambini e qualche cd, o qualche strumento musicale.

          Purtroppo io non ho esperienza di bambini che da piccoli giocano da soli. So che esistono, ma non me n’è capitato nemmeno uno. E mi rendo conto che in questo momento può essere pesante ma sappi che tutto quello che ora fate insieme sarà per entrambi un bellissimo ricordo più avanti.

          • Sara74 dice

            Grazie tante Claudia per il tempo e l’attenzione che ci dedichi. No non è apatico ma sono veramente disperata e sconfortata.
            Anche io conosco molti bambini che giocano da soli per questo Lorenzo mi sembra “anormale”.
            Alla scuola dell’infanzia non ama stare nel salone con tutti gli altri bambini, lui non vede l’ora di andare in classe, la troppa confusione gli da fastidio,
            Quando faccio le faccende partecipa molto attivamente, anche troppo.
            Se carico la lavatrice lui mi aiuta mettendo i panni nell’oblò, poi mi vuole aiutare a versare il detersivo e infine è lui che schiaccia il bottone per avviarla. Lo stesso quando stendo, infatti nella sua camera ha un piccolo stendino dove mette le sue cosine ad asciugare. Anche quando cucino gli faccio mescolare, tagliare con il suo coltellino di plastica, spesso facciamo i biscotti insieme.
            Ed infine ha un ferro da stiro vero che usa (ma senza spina inserita) per stirare bavaglie, tovaglioli ecc.
            Quando aspiro non c’è verso che lo possa fare io, si impossessa dell’aspirapolvere e non lo molla più!!!!
            Per quanto riguarda la musica si autogestisce ha 2/3 lettori/radio che usa con molta padronanza e inserisce da solo i CD che vuole ascoltare.
            Avevo già letto tutti i link relativi alle attività di vita pratica e li avevo messi in pratica con molto successo.
            A suo favore posso dire che gli piace molto la lettura e se fosse per lui dovrei stare tutto il giorno a leggergli libri e a descrivergli le figure….. Infatti l’alfabeto stampatello maiuscolo lo conosce benissimo e ora sta imparando lo stampatello minuscolo.
            Davvero anche i tuoi non hanno mai giocato da soli? Da quello che ho sempre letto pensavo il contrario.
            Allora non mi devo fare prendere dallo sconforto pensando di avere un bambino “anomalo?”. Posso sperare che quando sarà più grande si arrangerà da solo?
            Grazie per i tuoi consigli che mi aiutano tanto.
            Sei una persona così saggia e così piena di conoscenza…… Sei speciale perchè anche se non ci conosci ci sei molto vicina.
            Un abbraccio forte forte.
            Sara & Lorenzo :-X

  5. Laura dice

    Ciao Claudia,
    sono un’educatrice e questo decalogo lo trovo perfetto!
    Condivido appieno le idee montessoriane, anche se non sempre riesco a dare il meglio di me. Mi capita, a volte, di ripensare alla mia giornata e di non essere pienamente contenta di come ho agito e ho affrontato la situazione. I punti per me più difficili da rispettare sono l’1 e il 2. Credo molto nel punto 3. Il rinforzo positivo lo considero fondamentale per l’autustima di ciascun bambino.
    I bambini, come tutti del resto, sono essere unici e speciali e la difficoltà sta nel saper rispettare tutto ciò che fa parte di loro.
    Da loro possiamo imparare a mantenere vivo il bambino che è in noi e vivere appieno il presente .

    • dice

      Anche io sono nella stessa situazione di molte mamme. Condivido le regole che hai elencato, ma a volte, quando la stanchezza e lo stress prendono il sopravvento, restano solo belle parole. Cerco, come Laura, di far crescere la loro autostima valorizzando i loro progressi e azioni positive con parole di elogio e tante coccole.
      Devo stampare questo decalogo e ripassarmelo di tanto in tanto.
      ciao claudia

  6. dice

    Molto interessanti queste regole, e sicuramente di buon senso. L’unica che non ho capito è la prima, e cioè quella di non toccare il bambino..mi spieghi cosa vuol dire?

  7. DanielaP dice

    Io le trovo tutte belle.
    Non riesco sempre , fatico tanto a farlo, ad applicare la 2 e la 3.
    Io mi dedico tanto a loro , ma essendotanto stata criticata da bambina , purtroppo non riesco ad ingoiare la linguaccia , e appena perdo la pazienza(magari per l’ennesima cosa che stanno rifacendo e che era stata da me già rimproverata n volte) sbotto e critico i miei figli, i bambini lo vedo reagiscono : la 1a di 10 anni perdendo autostima (lei che è già taaanto insicura e che a settembre inizierà ahime le scuole medie), la 2a di 7 anni(la più eclettica, fansiosa iperattiva ma anche “difficile” dei miei figli) estraniandosi cioè chiudendosi in un mondo suo fingendo che nn sia successo niente, il 3o di quasi 4 anni (piccolo e molto in trasformazione ma già moolto testardo) dicendomi di no a tutto.
    Questo è il mio grande tormento, xchè invece di incoraggiare i bambini scado in critiche e rimbrotti , a volte anche duri. Mi sento sfinita subito dopo, desolata e mi odio, ma purtroppo lo faccio……

  8. dice

    Questo me lo riuso per un post che voglio scrivere sulla formazione degli adulti. Se opportunamente declinate valgono allo stesso identico modo.
    Grazie di questa condivisione.

  9. dice

    Trovo difficile per me il primo punto. Ogni tanto, senza essere invadente una carezza, un abbraccio o un gesto affettuoso, che magari è inaspettato credo sia solo qualcosa di positivo. Perchè non toccarlo?? Se poi mi dici “tocchicciarlo” sono d’accordo, ma come in tutte le cose ci vuole equilibrio ed abituare i bambini al sano contatto fisico in un mondo sempre più freddo mi sembra una bella cosa. Che ne pensi?
    Gli altri punti li condivido.. non sempre riesco, ma li capisco. Proprio stasera vado ad un incontro sull’Autoeducazione.
    Un abbraccio
    Angela

    • dice

      In effetti il decalogo è stato stilato per gli educatori delle scuole Montessori. In quanto genitori, direi che possiamo concederci tutte le coccole che vogliamo, a meno che il bambino non si mostri infastidito dal nostro atteggiamento.

  10. dice

    Grazie per la semplicità e la l’intensità che racchiudi in queste parole… sono davvero un insegnamento prezioso.
    Ciò che penso, su cui sto cercando di lavorare è che per poter incarnare questi principi sia fondamentale il lavoro su di sé: sciogliere i propri nodi per poter avere uno spazio interno maggiore da dedicare all’ascolto e all’amore incondizionato. Spesso però quando apro questo argomento mi sento come il brutto anatroccolo ;)

  11. Paola dice

    Ciao Claudia, trovo molto utile questa tua condivisione. La regola per me più difficile è la 1 per i miei bimbi di 3 anni e 4 mesi perchè io amo molto il contatto fisico e al più grande lo chiedo spesso se mi da un bacino…cerco di contenermi però e di cercare questo contatto nel momento opportuno e in modo che non lo infastidisca. La n° 4: magari!viviamo in 50mq… nel piccolo corridoio ho messo un armadio piccolo senza ante in modo che faccia da scaffale per i suoi materiali creativi..dunque ci stiamo lavorando La 5,importantissima, perchè, credo riguarda l’ascolto e a volte mi lascio fregare da un falso ascolto (la mia superbia mi fa pensare di sapere già cosa vogliono i miei figli, invece no). La n° 7: ogni tanto mi viene la foga da educatrice (ahi ahi) e se vedo che lui non sta facendo niente gli propongo attività a raffica come se il riposo fosse un disonore. Su questo punto il mio compagno mi richiama sempre. Lui è insegnante yoga (ma guarda un pò) e spero prima o poi di poter arrivare al suo stato mentale scevro da inutili preoccupazioni, che trovo molto somigliante al tuo.
    Complimenti ancora per il blog

  12. dice

    Bellissimo decalogo, che va bene anche per imgenitori, visto che dovrebbero anche essere i primi educatori a rapportarsi col bimbo ;)
    Il primo punto, da genitore, lo trovo impossibile da effettuare, visto che credo sia importante far capire al mio duenne che gli voglio bene, sia a parole che con le coccole…ma non lo invito a darmi bacini o coccole, gliele faccio io poi se lui vuole ricambiare, bene, altrimenti e’ lo stesso, l’importante e’ che si senta amato, per me.
    Il quarto punto lo trovo a volte difficile da eseguire, ma perche’ sono disordinata di mio, anche se devo dire che il cercare di organizzare la casa per il bimbo mi aiuta a rendermi piu’ ordinata. ;)

  13. dice

    Di una dolcezza e profondità stupende.
    La mia preferita è la 3: cercare e valorizzare sempre gli aspetti positivi in ogni bambino, apprezzare i suoi punti di forza anzichè concentrarsi solo sulle cose che non vanno.
    E poi anche essere una presenza amorevole dovrebbe essere la missione di ogni educatore e di ogni genitore.

  14. dice

    Mamma mia quante cose su cui fermarmi a riflettere e le quali per me non è facile mettere in pratica, è difficile per me non interferire e non dirgli guarda si fa così, è difficile sopratutto con la grande di 5 anni che è molto superba (e dice cha sa sempre fare tutto) farele vedere passo passo come si fanno le cose, non vuole starmi a sentire lei dice che lo sà già fare e quando lo fa e non gli riesce si arrabbia e io non so’ come prenderla.

    La numero 1 non la condivido, o meglio non la comprendo, perchè non toccare il bambino?

    grazi e per la condivisione.

    • dice

      Come dicevi sopra, si parla di ambito scolastico. Non dimentichiamo che quando questo decalogo è stato stilato esistevano anche le pubizioni corporali

  15. Tiziana dice

    Ciao Claudia, grazie della condivisione. Nei giorno scorsi ho trovato sul sito viviere-semplice.org un post sulla Montessori e un link a delle letture de “La scoperta del bambino” proposte da RadioRai3 (scusate le imprecisioni tecniche ma se visitate il sito in questione é facile trovare il lnk). E’ duro per me leggere tante belle cose sul metodo Montessori dopo che qualche giorno fa ho ricevuto, per telefono e senza nemmeno la possibilità di incontrarci, un rifiuto dalla scuola Montessori di Lussemburgo per mia figlia quando ho detto che ha la sindrome di Down o trimosia21 come si dice piu’ comunemente in francese. Ti chiedo, se lo sai, se le scuole Montessori per chiamarsi cosi’ hanno bisogno di un qualche riconoscimento ufficiale da parte dell’istituto presso cui gli educatori fanno la formazione e se non varrebbe la pena di far sapere come alcune strutture si comportano, fermo restando che non manderei mai mia figlia in una scuola che la rifiuta a priori. Grazie di tutte le informazioni e le cose che condividi in rete.

  16. donatella dice

    ti faccio i miei complimenti claudia , sono anni che ti seguo e ti apprezzo sempre , dalle risposte che dai traspare la tua semplicità e il tuo essere speciale , sei comprensiva , non giudichi , sei umana e lo ricordi a chi ha un momento di sconforto , consoli e incoraggi.si vede che hai una mente aperta , che sei consapevole delle debolezze che possiamo avere tutte e degli errori che una mamma fa soffrendoci , .sembrano cose scontate ma non è così , ami il metodo montessori ma non vedi solo montessori , insomma hai il giusto equilibrio.c’è chi avrebbe detto ”oh mamma criticare duramente i bambini è tutt’altro che montessori…” ma tu no , non hai presunzione ,quella che oggi incontro spesso , l’essere sicuri di sapere -montessori diceva-caio diceva-non so se riesco a trasmetterti il mio pensiero…..tu parli non solo per le cose che leggi ma anche per l’esperienza di vita che hai con i bambini.perchè educare non è solo teoria è vita,è varietà , è esperienza ed esperienze , è sbagliare e imparare coi bambini, è fallimento ,è scoperta e gioia e 1000 altre cose…..buona giornata ;)

  17. carmen dice

    Cara Claudia trovo molto bello questo decalogo…e magari lo usassero gli insegnanti o certi insegnanti a scuola,forse ci sarebbero più bambini sicuri e capaci..!!!Io nn ti conosco la prima volta ke ti vedo grazie ad un link condiviso su Fb…,volevo domandarti come si fa a spingere o convincere un bambino di 9 anni a fare i compiti,ad impegnarsi e a fargli entrare in testa ciò ke deve imparare…perchè io con mio figlio non ci riesco e mi arrabbio anche quando vedo risultati pessimi…non sò come fare,se vorrai rispondermi,ti ringrazio!!!!!

    • dice

      Cara Carmen, l’unico modo è riuscire a risvegliare il suo interesse. Nelle scuole Montessori questo lo si fa fin da subito, permettendo ai bambini di lavorare sugli argomenti che maggiormente li attraggono, e… non ci sono compiti!

      Detto questo, purtroppo le scuole Montessori non sono alla portata di tutti (anche i miei figli ora vanno alla scuola pubblica e ne sono felicissimi). A nove anni è un po’ più difficile che a cinque o sei, ma credo che riuscire a trovare le applicazioni di quello che il bambino sta imparando nella vita pratica possa essere un ottimo incentivo.

  18. dice

    Ciao Claudia, io li chiamerei consigli, da applicare nel quotidiano.
    Per me il punto 5 è debole, quando mi sento chiamare, spesso rispondo con “arrivo…”, e prima di arrivare mi sento chiamata almeno due volte, ma si può sempre migliorare, nonostante ogni giorno cerco di dare alle mie bimbette, il meglio che posso.
    P.S.:Sempre utile rinfrescare queste nozioni.

  19. dice

    Grazie per questo articolo, Claudia. A prima vista alcuni consigli sembrano ovvi, ma non sempre è così. Anzi. Spesso proprio perché vogliamo il meglio per i bambini, sbagliamo a proporre mille giochi, a insegnare mille cose, a stimolarli nelle attività fisiche. E invece è importante ascoltare i bambini. Cercare di capire, lasciarlo riflettere, osservare, scegliere.

  20. Barbara F. dice

    Ciao Claudia, a giugno, dopo aver letto un tuo post riguardo i libri sulla Montessori che avevi letto e che consigliavi, mi sono decisa e ho iniziato con “Amore e libertà”, testo bellissimo e che mi ha aperto un mondo. In questi mesi poi ho letto quasi tutti i libri della Montessori. Come insegnante e mamma mi hanno arricchita tantissimo. Ti ringrazio tanto perchè mi hai, anche se inconsapevolmente, iniziata in questo mio percorso.
    Il decalogo che hai riportato dovrebbe essere appeso in ogni casa con bimbi e in ogni scuola, lo dico col cuore.
    Tuttavia oggi mi sento confusa. Sono rientrata del congedo per maternità della mia terza figlia proprio lunedì scorso. Ho ritrovato le classi lasciate lo scorso anno ma ne ho conosciute di nuove. Ed è proprio in una di queste che mi è successa una cosa molto spiacevole: per farla breve un bambino, in preda ad uno scatto di rabbia, è scappato dalla scuola con me che lo rincorrevo con l’atroce pensiero di aver lasciato il resto della classe in aula da solo. Per fortuna la vicenda si è conclusa senza danni per nessuno, a parte per il mio cuore e i miei nervi: ho perso dieci anni di vita, te lo assicuro.
    Ho raccontato tutto questo perchè penso che fare l’insegnante (soprattutto in Italia dove la categoria è fortemente criticata dall’opinione pubblica) sia il lavoro più bello del mondo ma, a volte, molto molto difficile. Avrei voluto avere la Montessori davanti per chiederle cosa avrebbe fatto dopo il “fattaccio” con quel bambino perchè talvolta tra il dire e il fare c’è proprio di mezzo il mare!
    Per fortuna nel corso della mia carriera non sono successi molti episodi come questo ma credo che in realtà disagiate esperienze così siano all’ordine del giorno.
    Scusa lo “sfogo” e grazie per tutto quello che scrivi.
    PS: fantastica quest’aula montessoriana!

    Barbara F.

  21. dice

    Ciao Claudia, anch’io sono maestra montessoriana e sono pienamente d’accordo col decalogo che hai pubblicato…raccoglie in poche righe un’idea di rispetto del bambino che è fondamentale!Il blog è davvero interessante! se non ti dispiace, lo inserisco fra la lista di siti che mi piacciono…ho creato da poco il mio blog per condividere le mie esperienze di mamma ed educatrice!

  22. dice

    Ciao Claudia!
    Sono educatrice in un nido d’infanzia e mi ritrovo tantissimo in questo decalogo perchè è ciò che quotidianamente abbiamo la responsabilità di fare in quanto relazionarsi con bambini piccoli è davvero una bellissima ricchezza e occasione!!! Per crescere e maturare anche noi adulti e soprattutto per metterci in contatto con la nostra parte di sè più pura, più trasparente, più coerente di noi stessi.
    Grazie!

  23. dice

    Ciao Claudia, mi piace molto questo decalogo, sono alla ricerca di un po’ di materiale per passare del tempo con Davide (5 anni) durante le vacanze. Stavo passando in rassegna un po’ di tuoi vecchi post per cercare di trovare quello che potrebbe essere una sorta di consuetudine giornaliera. Ho notato che Davide cambia spesso attività e, soprattutto nel disegno e nel colorare, sembra farlo giusto per farmi contenta (mi dice che non gli piace). Ho invece il timore che non lo faccia perchè non si sente bravo.
    Sicuramente l’ordine non è il mio forte, per prima cosa devo riorganizzare un po’ gli spazi della cameretta.
    Spero di riuscire ad avere la pazienza e la costanza di poter seguire al meglio Davide.

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