Bambini e tencologia. Un binomio che fa discutere. Se molti sono abbandonati davanti allo schermo o “parcheggiati” in un angolo con un videogioco in mano, c’è anche chi sa gestire saggiamente educazione e connessione.
In questo servizio de Le Iene alcuni bambini (tra cui Matilde, Tommaso e Aurora, i figli di Jolanda) e una simpaticissima Blanca (che non conosco personalmente ma che mi piacerebbe davvero incontrare!) parlano del loro rapporto con la tecnologia.
Io li trovo simpaticissimi, svegli ed intelligenti. Se questi (e questi) sono i nativi digitali, ben venga la tecnologia!
E voi? Come gestite il rapporto tra bambini e tecnologia?












Mio marito di mestiere sviluppa app per ipad e iphone e quindi ovviamente l’ipad circola in casa nostra. Mia figlia ha solo 2 anni e mezzo, non è ancora così “schiava” della tecnologia anche se ne è ovviamente attratta e la usa volentieri. Inizialmente ero restia nel farle usare l’ipad ma poi, discutendone anche con il marito, sono giunta alla conclusione che in dosi controllate, può essere un ulteriore stimolo e un prepararsi al mondo, sempre più indirizzato verso questo tipo di strumenti. Devo dire che al momento è solo uno dei tanti giochi e non l’oggetto dei desideri, quindi va bene così.
Binotto ha solo 20 mesi ma è incredibilmente attratto dal cellulare…e dai telefoni.
Per fortuna ho un cellulare che non uso più e gliel’ho dato senza batteria e sim per giocare. A volte lo vedo passare avanti e indietro con l’apparecchio al telefono impegnato in improbabili conversazioni e mi fa morir da ridere:)
Non abbiamo TV per ora e questo lo salva!!
Vorrei mettere le mani su mio notebook ma batte le manine su tutti i testi, quindi preferisco tenerlo lontano…
Adora la lavatrice e si arrampica nel frigo come una scimmietta…
Buona giornata!
A me il servizio non ha per nulla entusiasmato. Trovo in primo luogo molto pericoloso che i bambini utilizzino internet da soli (anche se sono convinta che non lo utilizzino sempre da soli), addiruttura youtube che è pieno di video orrendi… trovo precoce utilizzare il computer e inviare mail a 4 anni, e penso che si perda gran parte di quel piacere che deriva dal tenere in mano una fotografia, dallo scrivere una lettera, dal fare giochi manuali. Ho trovato enormemente triste la bambina che colorava con l’i-pad… e le bellissime matite colorate?!
Poi, a costo di sembrare antiquata a 25 anni, trovo quasi scandaloso che una bambina abbia il SUO portatile, il suo telefono, eccetera (dubito attaccasse gli stickers a quello dei genitori). Credo che ci sia un’età per tutto, a 10 anni una bambina dovrebbe avere molto altro con cui intrattenersi. Credo che molte volte (lo vedo anche sul bambino che curo io) un bambino si ritrovi a non sapere cos’altro fare semplicemente perchè non gli sono mai state proposte alternative interessanti a tv, videogames e computer. Del resto, se lui vede la mamma utilizzare l’i-pad, ma mai disegnare, colorare, fare le costruzioni, modellare il Dido’ (tutte cose che io adoro fare coi bambini, ma anche da sola quando voglio rilassarmi), come potrebbe conoscere queste attività?
Io utilizzo molto bene le tecnologie, e ho iniziato a 12 anni, non vedo quindi la fretta. C’è sempre tempo per imparare; se la preoccupazione (come vedo in tantissimi genitori) è quella, piuttosto triste, del “Troverà un lavoro migliore e più facilmente sapendo usare le tecnologie”, si può comunque iniziare verso i 10-12 anni, non a 4… hanno una vita davanti prima di dover cercare lavoro.
Oppure, altra motivazione diffusissima, è quella di intrattenere i bambini in qualcosa che non sporca, non fa rumore, non si rompe, magari mentre la mamma prepara la cena. A quel punto io dico, un cartone animato? Detesto i cartoni violenti e inutili tipo Ben 10 e compagnia, ma un Pippo e Topolino, che sono abbastanza innoqui?
Insomma, in caso non si sia capito, io ai miei eventuali figli non darò nulla di tutto ciò, se non qualche gioco al computer (come io stessa facevo, a 8-10 anni), una volta ogni tanto. Poi chissà, magari cambierò idea e gli metterò in mano un videogioco al primo piantino… speriamo di no!
Spero di non essere sembrata scortese nell’esprimere il mio punto di vista.
Ciao!
Sara
Ciao Sara, sono mamma di due bambini di 2 e 6 anni. Condivido tutto, assolutamente tutto quanto hai affermato.
In casa mia si guarda la tv il sabato o la domenica il tempo di vedere un cartone animato decente, spesso in dvd.
Il bello è che non mi chiedono di più.
Non usano il computer ne il telefonino…in compenso , amano disegnare e il piu’ grande trascorre moltissimo tempo ad esprimersi in questo modo.
Gli piace sfogliare libri ed ora anche leggere, visto che è al primo anno di scuola elementare. I libri abbondano in casa mia, adatti alla sua età, ricchi di immagini colorate, ma adora anche leggere Topolino.
Inoltre GIOCANO! ed è questo che i bambini dovrebbero fare, per un sano ed equilibrato sviluppo!
Per la fredda, distaccata tecnologia c’e’ sempre tempo…..l’adolescenza è lontanta….
Ste
Io non sono per l’accesso precoce alla tecnologia. E sono d’accordo sul fatto che inviare e-mail a 4 anni non sia il massimo.
Infatti i bambini che mi hanno colpita sono Matilde (12 anni) e Blanca (10), che mi sembrano molto sveglie e intelligenti.
Perché però bisogna dire che un bambino che usa il computer non gioca? Mio figlio Leonardo ha quasi 9 anni. Ho fatto di tutto per tenerlo lontano da tv, computer e videogiochi. Né lui reclamava niente di tutto ciò (nella foto sopra, un suo videogioco fai da te che lo soddisfava ampiamente).
Poi però quando gli chiedevano che lavoro fa la mamma lui rispondeva “guarda il computer”.
Piano piano, verso i sette-otto anni, ha iniziato ad interessarsi alla tecnologia. Invece dei videogiochi gli ho proposto picnick (che ahimé sta per chiudere), un programma online per il fotoritocco. Si diverte da morire e impara ad utilizzare uno strumento che gli sarà utile.
Dopo aver ricevuto (e rifilato ad amici e parenti) non so quanti computer giocattolo, glie ne abbiamo regalato uno vero. Un laptop in versione mini (tipo quello della piccola Blanca). Lo utilizza più che altro per fare ricerche di immagini, sempre con la nostra supervisione. E sa che tra qualche anno dovrà condividerlo con le sorelle.
Non gli permetterei di stare davanti al computer per ore, ma non ho bisogno di imporgli nessun controllo. Lo usa raramente e per periodi di tempo decisamente brevi. E poi gioca, scrive lettere e addirittura libri, legge, e fa tutto quello che fanno i bambini normali.
Ecco, secondo me, quella più giusta è sempre la via di mezzo.
Fino a qualche anno fa avrei parlato come Sara. Oggi sono un po’ più “flessibile”. La tecnologia fa parte delle nsostre vite e farà parte di quelle dei nostri figli. Demonizzarla non serve. Imparare ad usarla, come dice la bimba nel video, per rendersi la vita più facile, senza esserne risucchiati, mi sembra ragionevole.
Sono daccordo sulla via di mezzo, gli estremi sono sempre dannosi, in un verso o nell’altro.
La chiave di volta è sicuramente l’età del bambino. Un bambino di 8/9/10 anni è ben diverso da un bimbo
di età inferiore, come chiaramente differenti sono gli effetti su di lui della tecnologia.
Di questo i genitori dovrebbero tenere conto per prendere con maggiore consapevolezza le decisioni.
E’ che purtroppo oggi si sono un po’ perse le conoscenze riguardo le forze che agiscono nel bambino
alle diverse età, e quindi poco si sa di ciò che occorre fare per favorirne il pieno dispiegamento…
e troppo spesso si considerano i bambini degli adulti in miniatura…
………..il loro invece è proprio tutto un altro mondo….
Claudia sono perfettamente in sintonia con te (e anche Lapo e Leon visto che anche loro si sono costruiti computer e videogiochi di carta e cartone e ancora lo fanno
).
Io ho comprato il videogioco aa 7 anni e da qualche tempo Lapo (8 anni) ha un suo blog su cui posta invenzioni e lavoretti con la mia supervisione. E’ ancora alle prime armi proprio perchè solo da adesso ho permesso l’accesso.
Anche lui ha il netbook in attesa di avere un suo computer vero e proprio e credo che questi tempi siano giusti per l’accesso al computer e alla rete (sempre con la supervizione degli adulti) anche se il piccolino del video mi ha affascinato per la padronanza del mezzo…
Erano i figli di Jolanda? Non lo sapevo!
Concordo su Blanca, piacerebbe anche a me conoscerla.
Sono anche io per la via di mezzo, al momento le mie figlie cercano dei video in inglese su You Tube (quella in prima elementare… mentre l’altra usa… la sorella!). Televisione ne vediamo poca, un po’ perché non mi va e soprattutto perché abbiamo mille altre cose da fare.
Credo che non saper usare il computer, per la nuova generazione, equivalga ad essere analfabeti ma penso che ci siano tempi un po’ più rilassato che mandare delle mail a 4 anni.
Io vorrei essere come Blanca!!

Anche io sono per le vie di mezzo: adoro leggere, scrivere, disegnare, odio telefonare perché non percepisco il contatto personale con l’interlocutore, non lo vedo in viso, non lo vedo nel quotidiano, ma allo stesso tempo adoro internet e la tecnologia, non la capisco né la so usare tutta, ma la trovo utile per molti versi. Se avessi figli, non potrei non tener conto della mia doppia passione, né insegnarli che una delle due è sbagliata: che esempio sarei?
E ha ragione Blanca: “rapporto” è un po’ esagerato.
ho visto quel servizio! a me e’ piaciuto molto, la serieta con cui ne parlavano i “grandi”
ne discutevamo proprio oggi in ufficio!
i miei bambini 2 e 5 anni smanettano molto al pc, sempre sotto mio controllo e per un tempo stabilito.
ma adorano tanto il pc quanto il rotolarsi nel prato o scorrazzare in bicicletta insieme agli amichetti.
basta trovare il giusto equilibriio!
I nostri figli sono sicuramente avvezzi alla tecnologia più di quanto lo eravamo noi alla loro età e in maniera più istintiva e immediata.
La tecnologia c’è, bisogna farne i conti.
Secondo me è inutile impedir loro di utilizzarla, allo stesso modo, però è giusto che venga proposta come uno strumento e mai come fine.
Va bene usare il computer, ma per fare qualcosa, per soddisfare una voglia di sapere, non per passare pomeriggi interi al video.
Va bene giocare con i videogiochi, ma per un tempo limitato, i miei figli hanno solo il nintendo ds (niente wii o playstation) e giocano per 20/30 minuti al max. al giorno.
Va bene avere il telefonino, ma deve servire a telefonare in caso di emergenza: mio figlio di 14 anni ha imparato a dosare la ricarica e sa che non può spendere più di un tot, se vuole parlare con gli amici, li frequenta; mio figlio di 11 anni non ha ancora il telefono, non gli serve.
Guardano la tv, ma anche quella non in maniera totalizzante.
Insomma nulla è vietato, ma cerchiamo di far capire a loro che ci sono tante attività che riempiono le giornate, la tecnologia ne è una parte, una piccola parte.
Non mi pare che facciano una malattia di questi limiti, anzi, si trovano qualcosa da fare di alternativo.
Per quel che riguarda il servizio delle Iene, non credo che per ragazzini così piccoli sia necessario avere una vita “virtuale”, anzi penso che sia inutile e alla peggio dannoso, sembrano sicuramente molto svegli e anche consapevoli di quello che fanno, ma fino a che punto?
Blanca che è sicuramente molto intelligente e con ottima proprietà di linguaggio per la sua età, mi ha inquietato un po: mi è parsa molto più grande dei suoi 10 anni e questa è una delle cose che, a me personalmente, preoccupa un po’.
Io preferisco portarla a giocare dai figli delle mie amiche suoi coetanei o farla comunque giocare all’aperto, se fuori piove invece ci inventiamo cose carine da fare in casa io e lei e lei si diverte un mondo… uso il pc però quando non vuole mangiare perchè con i suoi cartoni preferiti mangia molto di più oppure la lascio qualche minuto davanti alla tv solo per passare il mocio in casa mezz’ora al massimo non di più, poi basta tecnologia… W la vita vera
)
Quella “drogata” di tecnologia a casa mia sono io, il mio mostrino di 3 anni spesso mi incita con frasi del tipo ” mamma spegni il computer che fuori è una bella giornata?” , fortunatamente per ora ha tutt’altro per la testa e in tv guarda programmi per la sua età e di rado. A noi colorare piace, ma con i colori, perchè sporca le mani e giocare con la terra in giardino, è il nostro passatempo preferito…ma non vi nego che tra qualche anno, spero si appassioni anche a quel poco di tecnologia che basta per non essere un pesce fuori dall’acqua. In fin dei conti i miei hobby sono il giardinaggio e il fai da te e di questi tempi vengono supportati egregiamente dalle nozioni che si trovano su internet. Quindi per me la tecnologia va benissimo, ma usata bene, come dice Claudia!!!
Fantastico il videogioco faidate di Leo, io alla sua età avevo “prodotto” una macchina del tempo per le mie Barbie, con pastelli e cartone!
First é proprio un nativo digitale ha 6 anni e da 1 anno ha il suo pc che usa benissimo nonostante stia ancora all’asilo e quindi non dovrebbe saper leggere e scrivere, allo stesso tempo Second 4 anni ne é assolutamente disinteressato quindi credo dipenda anche dal bambino, ovvio che comunque loro vivono tv, pc, telefonini come normali per noi invece che ci ricordiamo com’era la vita “prima” é diverso, credo che ognuno sia figlio della proria epoca, i nostri genitori non capivano alcune cose della nostra generazione e noi non capiremo quella dei nostri é naturale
Mia figlia (5 anni) frequenta una scuola di ispirazione steineriana qui in Olanda, dove l’uso della televisione, del computer e di strumenti tecnologici da parte dei bambini viene scoraggiato al massimo. Molti genitori dei bambini della scuola (bambini da 4 a 12 anni) vietano ai propri figli di vedere la tv o di usare il computer, col risultato che quando questi bambini vengono a giocare con mia figlia a casa nostra in genere a prima cosa che chiedono e’ di accendere la tv o il computer. Quindi come sempre vietare e’ controproducente. Anche io credo che la via di mezzo e il buon senso debbano prevalere. Quindi si’ all’utilizzo della tecnologia CON (insieme) ai bambini anche piccoli, ma sempre in modo intelligente e ovviamente a piccole dosi. Quindi per fare un esempio un grosso NO alla televisione a schermo gigante messa al centro della stanza (e della casa) perennemente accesa a sottofondo sul canale dei cartoni (cosa purtroppo normale in molte case), ma SI alla mezzo’ora di cartoni o programmi per bambini in tv o meglio in dvd o su internet scelti e controllati dai genitori in base all’eta’ dei figli… o riguardo a Internet, io permetto per esempio a mia figlia ogni tanto di colorare disegni o mandala on line o fare giochi on line tipo quelli che si trovano su molti siti educativi per bambini (tipo baby-flash.com) e devo dire che lei si diverte tantissimo e impara (forse) qualcosa. Poi ovviamente i mandala e i disegni li fa e li colora anche e soprattutto sulla carta…
Secondo me bisogna tener conto che i nostri figli vivono in questo secolo non in quello passato in cui noi siamo cresciuti. E come tutte le cose anche con la tecnologia c’è il buono e il cattivo. A mio figlio capita di dover imparare delle canzoni in inglese dal sito al quale la scuola si appoggia. Impara così la canzoncina da un persona che è inglese madrelingua. Non sopporto invece chi fa mangiare il figlio sia a casa o al ristorante (“se no non mangia!” dicono) con l’ipad o il cell davanti. Su tutte le cose c’è la via di mezzo che in questo caso consiste nel valutare di volta in volta senza preclude a priori. Ah dimenticavo… una compagna di scuola di mia figlia si è trasferita con la famiglia dall’altra parte del mondo (america)… così adesso “skyppiano” (si dice così?) e il distacco è stato meno doloroso
ciao
Sinceramente ho ostacolato più che ho potuto, proponendo sempre alternative unplugged che si fondassero sul “contatto” .
In realtà è stato un buon modo per fare cose insieme a loro, ma quanto ad arrestare ciò che per loro è assolutamente naturale…..piccoli nativi digitali crescono e questo mondo è il loro.
Noi possiamo provare a passargli un pò del nostro…e restare fiduciosi!
ciao
Mio marito è un analista programmatore e ora insegna informatica alle superiori e lui va molto cauto con i bambini per cui a scuola e a casa si usa, ma cerca di prediligere ancora giochi e soluzioni in cui il bambino sia stimolato al ragionamento perché secondo lui la taclologia a volte facilitando certi passaggi velocizza il lavoro, rende più reattivi ma toglie il pensiero riflessivo e concordo con lui..
Un giusto equilibrio forse
Come ti ho scritto nei commenti io sono per le vie di mezzo. Viviamo in un epoca nella quale è praticamente impossibile stare senza la tecnologia. Faccio un lavoro dove uso il computer quasi 24 ore al giorno, da piccola cercavo qualsiasi cosa fosse tecnologica, i mie andavano spesso in Giappone per lavoro e ogni tanto tornavano con qualche giochetto tecnologico adoravo il commodore 64, ma amo la lettura, l’arte, scrivere e dipingere..quindi non credo di essere venuta su cosi male.
A mio figlio sto insegnando più o meno la stessa cosa. Non ho ancora l’IPad ma Stefano sa già usare il mio mac, glielo concedo ogni tanto (una volta a settimana) per fare qualche giochino su disney junior, ma ha già imparato a usare anche photoshop..certo a suo modo, ma ha capito il meccanismo.
Ogni tanto si mette qui a fianco a me con il suo computerino di Winnie e dice che lavora con me.
Poi però ama anche la lettura, adora i libri ama colorare e scrivere ed è molto creativo anche nel fare i lavoretti manuali.
Certo ecco un po’ sono rimasta anche io sconvolta dal fatto che alcuni bambini avessero già in mano il loro Iphone e i il loro IPad..quando non ce l’ho nemmeno io, anche perché secondo me è giusto lasciarglieli ma come ho detto con moderazione. Penso che questi strumenti siano un arricchimento se usati bene, ovvio che poi non concordo con chi li usa come baby sitter o come parcheggio, conosco gente che ha messo la tv in camera al proprio figlio per farlo addormentare li alla sera senza doversi sbattere troppo..o usa la tv come baby sitter, o peggio il pc, ecco questi sono tutti atteggiamenti che non condivido, ma i bambini del servizio invece secondo me sono il giusto esempio di come vorrei che crescesse mio figlio.
Mio figlio, 7 anni, ha nintendo wii, playstation portatile, usa iphone e ipod per giocare. Guarda la televisione. Il tutto con moderazione e senza alcuna fissazione per nessuna delle cose sopra elencate. Disegna e colorar tantissimo. Ama giocare all’aria aperta e quando siamo in casa giochiamo insieme a carte, battaglia navale, memory…ed ogni tanto gioca con prodotti tecnologici. Non ha ne un proprio pc ne un celluare.
Sa che cosa sia facebook (ogni tanto legge i commenti dei miei amici, quelli che io gli faccio leggere e vede le foto). Sa cosa sia internet e lo utilizziamo quando vogliamo imparare qualcosa di nuovo ( ad esempio un vocabolo, vedere come è fatto un fiore o una animale).
Tutto qua.
Per il resto c’è tempo. Ogni cosa a suo tempo. Non possiamo farli diventare dei piccoli steve jobbs…ma allo stesso tempo uccidere la loro creatività la loro fantasia il loro essere bambini. Carta, penna e pennarelli sono ancora essenziali se non fondamentali nella crescita di un bambino. Il pc impareranno ad utilizzarlo a suo tempo e soprattutto assolutamente sotto la nostra supervisione.
Moonlitgirl
Anche io, come sara, sono rimasta poco entusiasta guardando il servizio. concordo con lei su quasi tutto. dico quasi perchè trovo sara forse un po troppo estremista, e, scusami sara, forse un po avvantaggiata rispetto ad un genitore. credo infatti che avere dei figli e curare bambini di altri siano due cose molto diverse. a volte è il genitore stesso a non controllarsi o ad essere stanco e poco disposto verso il bambino e lo mette davanti alla tv o lo fa stare accanto a lui al computer perchè deve sbrigare qualche “faccenta informatica” mentre le tate o baby sitter ecc possono tornare a casa loro e stare davanti al pc o al telefono quanto e come vogliono.
è stata proprio blanca a colpirmi di +,ma negativamente. ammirevole il suo desiderio di fare l’astronoma, un po meno la risposta su cosa preferisse fra un cielo stellato e il computer. questo binomio inseparabile è lo stesso che fa mio marito, quarantenne tecnico di computer: lui vivrebbe molto volentieri in campagna con mucche e galline ma con la connessione internet sempre a disposizione! non trovo questo desiderio negativo, all’età di mio marito, ma all’età di blanca… farle usare il computer per conoscere il cielo stellato, in modo che quando alzerà gli occhi sia consapevole delle informazioni avute e lo trovi ancora + affascinante si, lasciarle un computer in mano per farle cercare – tra l’altro – un vocabolo al posto di farle usare il dizionario no…
(quando lucci chiede se lei ha capito che lui non capiva niente, avrei preferito sentir dire a blanca “sembrava che NON AVESSI CAPITO quello che ti stavo dicendo” invece che “sembrava che NON CAPIVI COSA DICEVO”. il che non è una critica al suo linguaggio, non mi permetterei mai.)
lei stessa dice che la tecnologia serve per rendere + semplici alcune cose ma ho il timore che con quest’ottica si perda il senso di quel minimo di fatica o di piacere che comporta FARE certe cose come ridere con una amica(possiamo usare tutta la punteggiatura che vogliamo per esprimere la nostra contentezza ma mancherà sempre il sonoro che contagia), andare in biblioteca a cercare quello che ci interessa.
favorevole alla conoscenza dei termini per me + astrusi che invece blanca usa naturalmente, contraria all’utilizzo concreto degli srtumenti con quella disinvoltura almeno ancora per qualche anno.
io uso la tecnologia, ma resto fondamentalmente analogica. non dubito che mio figlio, nato nel 21esimo secolo, userà tecnologia che io non capirò mai, ma per ora, a 3 anni e mezzo, il massimo che gli è concesso fare è, come diceva qualcun altra, far finta di telefonare a qualcuno usando un mio vecchio cellulare svuotato di tutto e picchiare i tasti di una vecchia tastiera che serve a fargli imparare lettere e numeri. al suo 3° compleanno la nonna gli ha regalato un computer giocattolo che serve solo a fare giochini logici, per lui ancora un po complicati, e ovviamente gli abbiamo insegnato ad accenderlo e ad usare le frecce, ma lui lo usa veramente poco. e non abbiamo nemmeno la televisione! a volte mi chiedo se non lo stiamo emarginando noi stessi, ma poi vedo che quando chiede di vedere un divd, non lo guarda oltre i 5 minuti, e quando nomina a sorpresa qualche personaggio di cartoni animati o fumetti (vedi batman o ben 10 ecc), io volentieri gli spiego chi sono, vado in biblioteca a cercare info e si, cerco anche su google, ma mi preparo le notizie e gli mostro dei fogli, non sto davanti al pc insieme a lui.
il babbo col computer ci lavora, la mamma si informa o comunica con persone che non si vedono spesso (molto di + via telefono), questo è quello che gli abbiamo spiegato ed è quello che è giusto che sappia, secondo me, alla sua età.
come è giusto che matilde a 12 anni sappia quali sono i pericoli di internet se la usa ma avere blog, i-pad, i-phone ecc personali, mi sembra davvero troppo.
quando matilde risponde alla domanda “cosa faresti se ti contattasero” – dopo averle chiesto se conosce il termine pedofilo – , dice che non risponderebbe, che chiederebbe alla sua mamma, ma la pericolosità non sta proprio nel fatto che forse matilde non si rende conto che le persone pericolose sono + grandi di lei, + astute e + cattive, e che sanno bene come imbrogliare i ragazzini? (anche questo non vuol dire che matilde sia una sprovveduta, ma solo che è una ragazzina di 12 anni, passibile di influenze o imbrogli).
apprezzato di + il video di gulli: + grande, affiancato fin dall’inizio da suo padre.
buona giornata a tutte.
Mi unisco a chi non è molto entusiasta del servizio, mi ha colpita anche l’uso spropositato dell’inglese, va bene studiarlo sin da piccoli, ma perché dire “send” invece di inviare? È una moda che vedo anche sui giornali, sui blog, sempre più parole straniere inutili che impoveriscono la nostra lingua, io capisco quando il termine è insostituibile, ma ormai è un vero abuso.
Ho molti dubbi anche su questa mania della condivisione. Ho un cugino adolescente e vedo come i suoi coetanei usano facebook o i blog, il comportamento di Matilde non mi sembra così diffuso, scrivono qualsiasi cosa, spesso si mettono in mostra in modi pericolosi per la loro età (questo vale soprattutto per le ragazzine), accettano sconosciuti come amici, sono ben lontani da un uso distaccato e sicuro dei social network.
Poi non sono per il divieto assoluto, non penso che dieci minuti a giocare con l’ipad siano il male, così come la mezz’ora di tv; il problema dell’iphone alle medie per me riguarda anche il valore economico, non mi capacito di come si possa dare a un dodicenne un telefono da 600 euro, più della metà di uno stipendio di molti miei coetanei ventenni…
Detto questo credo che si impari molto anche dai genitori, se loro per primi usano fb in modo esibizionistico caricando dodicimila foto dei pargoli e scrivendo di tutto è chiaro che i figli difficilmente si comporteranno diversamente. Io spero che si possa davvero far sì che usino in modo intelligente e sicuro internet, ma non penso che i ragazzini del video siano la rappresentazione reale della loro generazione.
A casa nostra niente tv, solo radio, pc e dvd. A scuola hanno proposto delle piccole lezioni di “informatica” e il ns quasi settenne si è entusiasmato, così abbiamo deciso di regalargli un suo laptop… e che laptop! Quello di suo padre del 1999, niente collegamento internet ahimè
… Per ora usa, maluccio, Word.
Per lui è un gioco come un altro.
Comunque è vero il divieto attizza di più la curiosità.
Blanca è tenerissima ma allo stesso tempo mi lascia un po’ inquieta. Come se di fronte a me non avessi più una bimba ma una mini adulta…
Anche noi abbiamo usiato internet per controllare i vocaboli, nel nostro vecchio dizionario mancava la divisione in sillabe.
Da poco ho comprato una nuova edizione del Dovoto-Oli, così quando farà i compiti potrà sfogliare oltre che digitare!
Sono molto vicina al pensiero di Sara e il servizio non mi e’ proprio piaciuto(come tutte le Iene).
Pero’ condivido con te Claudia il fatto che la via di mezzo sia la cosa migliore,specialmente ora che la tecnologia ha invaso le nostre vite.E’ giusto saper usare gli strumenti per poter migliorare la nostra vita ma come puoi colorare un disegno sul compiuter?Oppure a 10 anni andare su Google e cercare il significato delle parole anziche’ usare un vocabolario?E’ un discorso molto complesso e credo che ci sia anche poca via d’uscita anche perche’ si rischia di avere l’effetto contrario se si nega tutto(o quasi).
Anche i miei bambini hanno costruito il loro nintendo ds con una scatolina e la carta .
Ti consiglio un simpatico film “il mistero della pietra magica”.
Io penso che la teconologia sia uno strumento, e non un fine, perciò come tale debba essere considerata.
Noi non abbiamo l’antenna televisiva, ma uno schermo con lettore DVD, e ci piace guardare insieme dei bei film. Certi periodi ne guardiamo uno a settimana, altri un po’ di più. Dipende dalle condizioni del tempo, dal nostro stato (anche di salute) e dalle circostanze. Abbiamo una nintendo wii, che sta spenta per settimane di fila, perché nessuno se ne ricorda, e magari fa gli straordinari quando viene regalato un gioco nuovo (dalla nonna), oppure si decide di fare un “torneo”: In studio c’è un pc dedicato ai “figli” (ho passato loro il mio vecchio quando l’ho cambiato). Capita che serva per le ricerche (quinta e quarta elementare) e a volte per guardare qualche video (i coccodrilli – mi scappa la pipì papà) con le piccoline (due e quattro anni). Da sola lascio solo la mia grande (11 anni), gli altri hanno libero accesso ad un sito per stampare disegni, per il resto domandano aiuto, e fanno insieme a noi.
Sempre la più grande, da pochi mesi, ha un suo indirizzo e-mail, che usa per scambiare lettere con i nonni, che vivono tutti lontani. Non abbiamo posto regole o età “d’entrata”, per ora si naviga a vista, a seconda delle inclinazioni del bambino (il mio secondo, per esempio, al momento non mostra affatto interesse, mentre la prima prepara presentazioni in power point per le relazioni scolastiche), e delle circostanze che si presentano.
Quel che conta è che tutto sia “in rapporto” con noi (ma questo vale per tutta la realtà, non solo per la teconologia), cosìcché possiamo accompagnarli nella scoperta di quel che li circonda.
anche io non ho apprezzato,soprattutto blanca. che non usa un congiuntivo manco morta e parla malino per la sua eta’, inglese a parte…ma che si pensa di perdere ad aspettare un po’?
fresca di video delle iene…….beh blanca mi sembra proprio l’erede di margherita hack……:) però però…si ,svegli e intelligenti …come del resto tutti i bambini curiosi e non a cui si mettono a disposizione i mezzi per fare esperienze adeguate.preferisco la natura !!! ma la tecnologia esiste quindi……….a piccole piccolissime dosi !!!!!!!