La magia della scrittura

Nelle scorse settimane ho fatto una cosa che non facevo da tantissimo tempo: ho visitato la home page del mio blog. La pagina “Home” contiene dieci articoli e ho notato che il più vecchio, quello in fondo alla pagina, era del 2020. Nel 2021 ho scritto solo nove articoli sul blog, di cui due sponsorizzati.

Ho ripensato alla soffitta nel quale mi rifugiavo ogni singola sera, dopo aver messo a dormire i miei bimbi, per scrivere su queste pagine. Era il 2007 ed io ero appena fuggita dalla città con la mia famiglia, inseguendo il sogno bucolico di una vita più lenta, a contatto con la natura.

Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti. Ho fatto due traslochi, pubblicato sette libri, tradotto due romanzi, cresciuto tre figli, ho divorziato, ho pianto, mi sono rimboccata le maniche, ho fatto mille lavoretti, ho ricominciato credere nell’amore, ho camminato per 300 km lungo il cammino di Santiago. Poi un giorno mi sono accorta che, non so quando, avevo smesso di fare una cosa che per me era sempre stata vitale: scrivere.

Se questo blog è stato inizialmente il naturale proseguimento del mio irrinunciabile diario cartaceo aveva, rispetto a quest’ultimo, una caratteristica supplementare: era condiviso. Se la scrittura è sempre stata per me una sorta di auto-terapia, queste pagine sono state spesso anche di conforto e di sostegno ad altri, e sono state lo strumento attraverso il quale da altri ho ricevuto conforto e sostegno.

Se non scrivevo qui, era perché stavo scrivendo altrove: un libro, un articolo, un nuovo progetto. Fino allo scorso anno, il 2021. Per me, il peggiore di tutti. E uno dei principali sintomi della depressione che stavo attraversando è stato proprio questo: non avevo nemmeno più voglia di scrivere. Una cosa che non mi era mai successa dal giorno in cui ho imparato a tenere in mano una penna. Anche nei momenti di massima stanchezza e di tristezza, la scrittura era sempre stata il mio rifugio. Poi un giorno, o forse giorno per giorno, durante quell’anno peggiore di tutti, devo essermi ritrovata a corto di idee, o di immaginazione. Accorgermene è stato uno scossone, e tornare a pigiare sui tasti un vero e proprio risveglio.

“Credo che la strada per uscire dalla depressione si trovi nelle storie che non sono state raccontate, che devono essere raccontate, nell’esplorazione delle sensazioni che esse portano alla luce nello scriverle” dice Louise DeSalvo nel suo “Scrivere per stare meglio”

Ho sfogliato quel libro, letto tanto tempo fa, e ne ho ripercorse le parti sottolineate. Ho ricominciato a scrivere. Ho buttato fuori una storia alla quale lavorerò per i prossimi mesi, forse anni: impossibile prevederlo. E poi ho scritto un post. Un post qui sul blog, che mi ha immediatamente restituito tutto l’affetto che ricevevo quando lo curavo quotidianamente. Un abbraccio virtuale ma dolce, immenso confortante. Ho ritrovato persone che erano rimaste in silenzio durante il mio silenzio, ma che erano sempre lì, pronte a darmi il conforto di cui avevo bisogno non appena sono tornata ad aprirmi. È stato meraviglioso.

Grazie a tutti voi che avete abitato questo spazio in tutti questi anni, e a voi che passate di qui per la prima volta. Se c’è una cosa che ho imparato da questo momento difficile è che qualunque cosa ci faccia star bene merita un ritaglio di tempo nelle nostre giornate: non è tempo perso quello che fa bene al cuore.

Cosa fa bene al vostro cuore?