Un uomo di 88 anni operato al cuore sotto ipnosi. Senza anestesia

Lille, 22 settembre 2018. Gérard Courtois, paziente ottantottenne del Centre Hospitalier Universitaire è stato sottoposto alla sostituzione di una valvola aortica. Un intervento che richiede un’incisione in ciascuna delle arterie femorali per introdurvi dei tubicini che vengono fatti risalire fino al cuore. Un’operazione in genere effettuata sotto anestesia generale (o locale ma comunque con dosi importanti di morfina, ansiolitici e sedativi).

«Spesso, nel caso di pazienti anziani, l’anestesia comporta maggiori effetti collaterali rispetto all’intervento stesso». Spiega Arnaud Sudre, il chirurgo che ha effettuato l’operazione.

Hélène Sergent, infermiera presso il servizio di cardiologia del CHU di Lille formata all’ipnosi, ha seguito il paziente nelle settimana precedenti per poterlo accompagnare facilmente riportandolo con la mente ai suoi ricordi più belli: i viaggi effettuati con sua moglie e il suo giardino, che cura con amore.

«Il paziente era talmente rilassato che ad un certo punto si è addormentato». Racconta la donna.

Stéphane Barbereu, giornalista di France Bleu Nord, il quotidiano che per primo ha riportato la notizia, spiega che in media l’80% dei pazienti è ricettivo all’ipnosi.

Nella mia esperienza personale ho potuto constatare che in realtà molte delle persone definite “non ricettive” possono essere tranquillamente ipnotizzate cambiando semplicemente approccio. La mia ipotesi è stata confortata anche dal dottor Pascal Pietrini, primario del Centro di Microchirurgia Oculare presso l’ospedale Polyclinique de l’Atlantique a Saint Herblain, che mi ha raccontato di non aver mai incontrato, in tanti anni di esperienza (parliamo sempre di ipnosi in chirurgia), un paziente “non ipotizzabile”.

Il lavoro di chirurghi come il dottor Pietrini e il dottor Sudre è importantissimo, innanzitutto per permettere a pazienti sensibili all’anestesia di accedere ad interventi ai quali altrimenti avrebbero dovuto rinunciare, con pesanti conseguenze sulla loro qualità di vita, ma anche per sensibilizzare il “grande pubblico” trasmettendo un messaggio importante: l’ipnosi funziona, e la sua efficacia si può toccare non solo con mano ma addirittura con il bisturi.