10MinYoga
Vi ho parlato nei giorni scorsi dei nuovi progetti in cantiere. Uno di questi è...
Yoga al Mammacheblog
Quante volte mi avete detto che vorreste fare yoga con me? Ecco finalmente una prima...

Spinning!

Giornata all'insegna dello spinning, con il prezioso aiuto di Sylvie, che ha cercato di farmi capire come funziona questo benedetto arcolaio, mentre le sue bellissime Prune e Maud giocavano con Leonardo e Gloria, e coccolavano la piccola Chiara.

Inoltre Sylvie mi ha prestato un libro molto ben fatto, che consiglio a chiunque fosse interessata alla filatura.

 Cinque bambini in giro per casa e un'amica con cui condividere questa nuova follia.

Cosa potrei volere di più dalla vita?

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A Proposito di Filatura

Negli ultimi post sulla lana, sulla tintura e sulla filatura, ho ricevuto diverse domande alle quali, come promesso, cerchero' qui di dare una risposta.

Per cominciare, l'arcolaio l'ho trovato su ebay, precisamente qui. Questa venditrice ha tutto cio' che serve per cardare e filare la lana. Il modello che ho scelto è un LOUET S10. Come look ne preferivo un o più tradizionale, tipo questo:

Ma mi sono informata bene e pare che il Louet sia l'ideale per cominciare. Oltretutto viene dall'Olanda (invece che dalla Nuova Zelanda o dagli USA come molti altri) il che riduce le spese di spedizione e l'impatto ambientale. Per trovare la lana grezza dovreste rivolgervi direttamente ad un allevatore. Invece quella cardata potete trovarla da un materassaio. Andrà bene per imparare, per sperimentare. Una volta capito come funziona, potrete cercare qualcosa di più "raffinato" su etsy. Oppure qui, dalla mia amica Sylvie, che tinge e fila a mano.
Non credo sia necessario un corso per imparare a filare. Non so neanche se ne esistono. Io in ogni caso ci sto provando da autodidatta, con l'aiuto del libretto di istruzioni, un paio di libri e quel genio di Sylvie.
Per chi volesse cimentarsi, si puo' cominciare con un fuso come quello di cui parlavo qui (anche questi sono reperibili su ebay) e con i video che ho pubblicato nello stesso post. Io e Sylvie abbiamo imparato cosi'.
Per il momento è tutto, spero di non aver dimenticato nulla… nuovi aggiornamenti nei prossimi giorni!

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Lana, Lana, Lana!

Quello appena passato è stato un fine settimana tutto all’insegna della lana. E’ venuta a trovarci mia cognata con suo marito. Ad agosto ci daranno la nostra prima nipotina. Loro vivono a Lione e lei, che da quando è rimasta incinta ha iniziato a lavorare a maglia, mi ha portato un po’ di cachemere de La Droguerie (foto sopra). Colori perfetti per Leonardo e JM.

Intanto avevo ricevuto questa: Rowan Bluefaced Leicester Undyed, una lana bella spessa e non tinta, per i nostri esperimenti. A dire il vero è bellissima anche cosi’, infatti ne ho tenuto qualche gomitolo da parte. Ecco invece come l’hanno reinterpretata Leonardo e Gloria, che oggi hanno avuto la loro prima lezione di maglia proprio usando i loro gomitoli:
Questo invece è il golfino fatto con i primi gomitoli che ho tinto. Ne è rimasta ancora un po’, credo che diventerà un cappellino.
Ma la vera star di questo fine settimana è questa:
Sto per entrare in un tunnel dal quale sarà molto difficile uscire…

Spinning Night

Ieri sera l’incontro del Tricot-Thé Annecy si è svolto a casa mia. E meno male, perché con il tempo che faceva non avrei messo il naso fuori casa per niente al mondo!
Sylvie è venuta con la sua borsa piena di meraviglie, mi ha spiegato come tingere le fibre da filare e poi… lezione pratica di filatura.
Avevo intenzione di scattarle qualche foto durante  le sue “dimostrazioni” ma tra una chiacchiera e l’altra me ne sono completamente dimenticata.
Quando è andata via, Sylvie mi ha lasciato una Spindle (fuso a trottola, nella foto sopra) e un sacco di lane diverse da filare. C’è persino un ciuffetto di seta!
Filare è meraviglioso… Trasformare la fibra grezza in un filato, con il quale poi realizzare un capo che scalderà una persona cara.
Ma il lavoro di filatura è già una soddisfazione in sé, indipendentemente da cosa quel filato diventerà in seguito.
Ho sempre guardato i miei gomitoli di lana come la “materia prima”. Oggi il gomitolo puo’ essere il prodotto finito, o comunque la “metà dell’opera”. Si’, è vero, cosi’ diventa tutto più lungo, ma che importa… la soddisfazione di poter immaginare un filato, sceglierne il colore/i e lo spessore e realizzarlo val bene quel po’ di pazienza in più che il processo creativo richiede.
E’ un nuovo mondo che si apre davanti a me, un viaggio che inizia oggi e chissà dove mi porterà. Non mi resta che ringraziare Sylvie per la sua gentilezza e disponibilità, spegnere il computer e… filare!

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Per chi fosse interessata, ecco due video-tutorials (in inglese) che illustrano molto chiaramente la filatura con il fuso a trottola:


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Qualcosa di Speciale

 

Ci sono giorni in cui il postino è una vera apparizione. Oggi è uno di quelli. Oggi mi ha portato questa meravigliosa lana (merinos + bambù) filata a mano, spessa e morbida come piace a me, e nei colori pastello, che sono i miei preferiti. L’ho acquistata un po’ di tempo fa su Etsy, da kcknits. I tempi di consegna dagli USA sono stati un po’ lunghi, ma ne valeva la pena. E’ davvero una meraviglia.

Insieme ho anche acquistato del’alpaca grezza, da cardare o da filare. La mia intenzione è quella di filarla. Ho la fortuna di avere un’eccellente maestra, Sylvie, disposta ad insegnarmi quest’arte che ho sempre desiderato apprendere.
Qui in Francia è difficile trovare della lana 100% naturale. Eppure non sono certo le pecore a mancare, soprattutto dalle nostre parti!

Ma non c’è proprio la cultura della “pura lana”. Se entrate in un negozio di filati e ascoltate le signore che parlano tra di loro, sceglieranno quella con la maggiore percentuale di acrilico, perché “la lana punge”. Evidentemente non conoscono la mia amata Merinos Otto, né filati come quelli fotografati qui sopra, che in effetti qui non si trovano facilmente.
L’unico posto nel quale ho trovato una buona scelta di filati naturali è La Droguerie, un negozio bellissimo (purtroppo il più vicino si trova a Lione) dove si possono trovare anche perle e perline (esposte in barattoli di vetro come fossero caramelle), cordoni, cordoncini, bottoni, accessori vari, modelli, libri e chi più ne ha più ne metta. Ma nonostante La Droguerie sia un paradiso e una vera gioia per gli occhi, le mie lane preferite restano quelle di Canetta, delle quali faccio incetta quando vado a Torino.
Per me è importante scegliere con cura i materiali che indosseranno i miei bambini, e mi rendo conto che questa cultura mi è stata inculcata (non so se volontariamente o no) a sua volta da mia mamma. Che magari avevamo un regalo solo per Natale, ma eravamo sempre vestite come principesse, e con questo non intendo all’ultimo grido, ma con abiti di grande qualità. Insomma, le fibre sintetiche proprio non le sopporto. Sono fredde, non lasciano traspirare la pelle, di conseguenza fanno sudare ed emanano terribili odori (cosa che non succede con il cotone o con la lana). Per questo non vestirei mai i miei figli in acrilico. Per non parlare del piacere di maneggiare una morbida lana naturale mentre la si lavora… vi assicuro che non ha pari. Quella della foto in alto me la sto coccolando come fa un bambino con il suo pupazzo preferito, in attesa di decidere cosa farne, ed è un vero piacere per i sensi!
L’unica eccezione la faccio per il pile, che pur essendo una fibra sintetica ha il vantaggio di essere ecologica (lo sapevate che lo si ricava dalle bottiglie di plastica riciclate?), economica e calda quanto la lana. Per andare a giocare in giardino, con una maglietta di cotone sotto ovviamente, è perfetto.
Ora non mi resta che aspettare giovedi’ prossimo, quando ospitero’ il Tricot-Thé Annecy in casa mia, e Sylvie mi impartirà la prima lezione di filatura…