Come (e Quanto) Guadagna un Blogger

Spesso ricevo, e spesso leggo in fondo ai post delle mie colleghe, domande in merito alla retribuzione dei blogger: «Come funzionano le collaborazioni con i brand?», «Cosa significa esattamente «post sponsorizzato”?», «Questo contenuto è spontaneo o ti pagano per parlare di un prodotto?», «Quanto ti pagano? E perché proprio te?».

Di questo, e di molti altri argomenti legati al blogging, parlavo già nel 2011 nel mio libro «La mia mamma sta con me – Conciliare famiglia e lavoro grazie a internet». Ma gli anni passano e, sebbene tutto ciò che scrivevo all’epoca resti valido, si aprono continuamente nuove opportunità. Mi sembra giusto, quindi, dare una rinfrescata e affrontare questo argomento che spesso viene considerato, a torto, un tabù.

Come guadagna un blogger

Come fa un blogger a vivere? Chi lo paga per raccontare i fatti suoi o per fotografarsi insieme a un determinato prodotto? E perché quel blogger e non quell’altro, che a me piace di più? Vediamo le cose con ordine.

I banner

Il banner è uno spazio pubblicitario che può essere venduto, sul web come nella vita reale. Immagina di avere un terreno che costeggia una strada. Su quel terreno metti un cartellone e lo affitti a scopi pubblicitari. I banner funzionano allo stesso modo. Alcune concessionarie propongono un pagamento in base ai clic sul banner, altre semplicemente in base al numero di visualizzazioni dello stesso. Il guadagno derivante dal singolo clic/visualizzazione è minimo, ma diventa interessante quando il blog è molto trafficato, proprio come la strada.

I post sponsorizzati

Se il tuo blog è ben avviato, ha un buon numero di visitatori e se ti sei guadagnato la loro fiducia, probabilmente inizierai a ricevere richieste di collaborazione da parte delle aziende. In genere all’inizio si tratta di prodotti in cambio di recensioni. Più il blog diventerà autorevole, più un link sulle sue pagine sarà ambito. Ad un certo punto potrai quindi iniziare a chiedere un compenso, che crescerà all’aumentare del traffico sul sito e della visibilità sui social network.

Guarda il video per capire come funzionano i post sponsorizzati

Le affiliazioni

Si tratta di un meccanismo molto semplice e trasparente che permette al blogger (o a chiunque altro) di guadagnare quando le persone acquistano un prodotto da lui suggerito. Se ho letto un bel libro e decido di parlarne sul mio blog, posso inserire un link affiliato. Se lo acquisti su amazon cliccando sul link stesso, il marketplace (e non tu, che non spenderai un centesimo in più) mi corrisponderà una piccola percentuale sui tuoi acquisti.

Attività parallele

Se hai un blog autorevole e sai gestire bene i social network, il tuo profilo diventa interessante per eventuali terze parti. Potresti iniziare a scrivere per altri siti web o riviste, pubblicare libri, occuparti della comunicazione social di un’azienda, o aprire un e-shop. Il blog ti servirà a farti conoscere da chi ti affiderà il lavoro o da chi acquisterà i tuoi prodotti o servizi.

Partecipazione ad eventi

Se sei un blogger particolarmente autorevole in un determinato settore, potresti essere invitato ad eventi nei quali ti si richiede di mettere a disposizione le tue competenze. L’invito potrà prevedere un rimborso spese o una remunerazione, in base al tipo di progetto e al “peso” dell’influencer.

Calcolare il valore di un blogger

Ma come si stabilisce il “peso” di un influencer? Il criterio più immediato è quello dei numeri: le visite sul blog e i follower sui vari social network, ad esempio. Ma attenzione: questi numeri non sono mai assoluti, e se in alcuni ambiti emergere è difficile (vuoi fare la fashion blogger? Buona fortuna!) in altri è ancora possibile creare una community, far sentire la propria voce e diventare quindi interlocutori interessanti nonostante un numero di follower limitato. L’importante non è raggiungere milioni di persone ma diventare una voce autorevole nella propria nicchia.

Come diventare autorevole

Per diventare autorevole in una determinata nicchia devi semplicemente specializzarti. Sul mio blog ad esempio parlo di cose che conosco molto bene: famiglia, viaggi, yoga e metodo Montessori. Lo faccio da così tanti anni (dieci, per l’esattezza) e da tanti anni continuo ad approfondire questi argomenti, che ci sono persone che ascoltano quello che ho da dire in merito. Se un’azienda vuole rivolgersi alle persone interessate a questi argomenti, potrebbe decidere di farlo tramite me.

Questione di etica

Sì, è vero, il mondo è bello perché e vario, e di persone poco oneste ce ne sono in ogni campo. Ma voglio parlare della categoria di cui faccio parte, che è quella dei professionisti seri. Quando vendi uno spazio pubblicitario (sia esso un post o un banner) sul tuo blog, stai vendendo uno spazio, non la tua opinione.  Accetti o rifiuti di parlare di un determinato servizio/prodotto in base a diversi criteri che non sono, come potrebbe sembrare all’occhio inesperto, esclusivamente economici. A volte si decide di parlare di un progetto semplicemente perché questo ci ha conquistati, altre si rinuncia ad un buon cachet perché il prodotto in questione non è in linea con le proprie convinzioni personali o con la linea editoriale che si è deciso di dare al blog. Come spiego nel video sopra, questo tipo di comportamento alla lunga paga molto più di un contratto firmato per guadagnare in fretta. Una scelta sbagliata può rovinare la cosa più importante che hai da offrire sia alle aziende che ai tuoi lettori: la tua credibilità.

Vita da Blogger: una Vita Comoda?

Quella del blogger è una vita fantastica, perché fa quello che ama fare e può organizzarsi come meglio crede. Se però pensi che la vita da blogger sia alzarsi la mattina, scrivere un post in cinque minuti, scattare un paio di foto e via, ti sbagli di grosso. Perché diventi una fonte di sostentamento devi lavorare a tempo pieno. Scrivere un post richiede tempo e in molti casi anche preparazione. Quello che appare sul tuo schermo è il frutto di ore di lavoro di studio, scrittura, editing. Le splendide foto che vedi pubblicate su instagram sono state selezionate tra numerosi scatti, e la maggior parte delle volte non sono casuali e spontanee come sembrano. Hanno subito inoltre un lavoro di post-produzione prima di essere pubblicate. Anche le collaborazioni con le aziende richiedono attente riflessioni: bisogna riuscire a presentare un prodotto o servizio, ma anche a intrattenere piacevolmente il lettore rendendo il post interessante a prescindere dal prodotto stesso. Alcune aziende ti lasciano carta bianca, mentre altre vorrebbero intervenire pesantemente sui contenuti. In questo caso è importante far capire che i tuoi lettori amano il tuo stile e ricordare al proprio interlocutore che è proprio per questo che si è rivolto a te.

Le ore di lavoro creativo sono molte, ma dietro le quinte ci sono anche altre cose importanti: una continua formazione, per restare al passo con i tempi in un mondo come quello del web che si evolve alla velocità della luce. Ci si trova a dover sperimentare, come ho fatto recentemente per far crescere la mia pagina Facebook. Si prende nota di ciò che ha funzionato e di ciò che non ha portato frutti; si riprova, si legge, si naviga, si studia, si impara.

Poi c’è la contabilità, le fatture, la fiscalità, la pianificazione, la gestione degli investimenti. Eh sì, perché anche se chiunque può aprire un blog gratis, portare avanti un blog negli anni ha un costo. Bisogna pagare per avere un buon servizio di hosting, un professionista serio che gestisca la manutenzione ordinaria, straordinaria e gli imprevisti, investire in un buon tema e aggiornarlo regolarmente, acquistare il materiale necessario (computer, macchina fotografica, smartphone, eccetera).

Al compenso che un blogger riceve dalle varie collaborazioni vanno quindi detratte le tasse, le spese di gestione e gli investimenti. Per quanto mi riguarda, alla fine rimane circa il 50%. Ma veniamo alla domanda cruciale:

Quanto guadagna un blogger?

Mi dispiace deluderti ma la risposta non esiste. È come chiedere quanto guadagna un imprenditore, un artista, un attore, un commerciante. Il valore del blogger dipende da troppi fattori per poter essere calcolato. Ogni nicchia ha le sue regole, ogni agenzia i suoi criteri, ogni brand i suoi canoni, in base ai quali per un determinato influencer pagherebbero oro mentre per un altro, a parità di “numeri” sborserebbero molto meno. L’unica cosa che posso affermare è che nel blogging esiste un aspetto molto democratico: più lavori, più guadagni. Se ti sembra che ci siano blogger che passano la vita a farsi i selfie sappi che, tranne qualche raro caso (la fortuna esiste in tutti i campi) quella è solo la punta dell’iceberg, e che in genere dietro c’è un serio lavoro di programmazione, scrittura, formazione o auto-formazione, eccetera. Se credi che fare il blogger significhi stare seduto davanti al pc con una tazza di caffè, ti sbagli di grosso. Guadagni a parte, il blogger è un po’ come il calciatore: ti sembra che non faccia altro che correre dietro ad un pallone per novanta minuti, ma non consideri gli anni di allenamento, i sacrifici e le rinunce che ciascuno di quei ragazzi ha fatto per arrivare fino lì.

Leggi anche “Guadagnare con un blog: il tabù del denaro”

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