Montessori – non è tutto oro quello che luccica

(fotografia scattata in classe da uno dei miei allievi)

Ad appena un anno dal suo inizio si conclude la nostra avventura nella scuola Montessori. Un anno di speranze, di progetti, di sogni e… di delusioni. Un progetto nel quale abbiamo investito molto del nostro tempo e delle nostre energie.

Dopo aver lavorato a singhiozzi, con incarichi sempre diversi, e rigorosamente gratis (contrariamente a quanto era stato pattuito) nel corso di quest’anno; dopo aver visto insegnanti e assistenti dare le dimissioni per via di incompatibilità di carattere (e di idee) con la direzione, dopo aver visto sfumare la classe della quale avrei dovuto occuparmi; dopo aver investito tempo, denaro, ed energie in un percorso formativo che non rimpiango nemmeno per un secondo, mi sono trovata di fronte ad un muro.

La direzione mi ha informata che anche per il prossimo anno non ci saranno fondi per finanziare il mio posto. Per me non era un problema, ero pronta a continuare a lavorare in cambio della retta per i miei figli. Ma questo a loro non basta più: chiedono a me e a Jean di lavorare come volontari e di pagare la retta. Piccolo dettaglio: se lavoriamo gratis, dove li prendiamo i soldi per pagare la retta (che comunque non ci potremmo permettere con due stipendi normali)?

Contro questo muro si sono schiantate le nostre speranze, i nostri sogni, e i nostri progetti. Abbiamo dovuto raccogliere i cocci e cercare di ricomporre un progetto educativo per il prossimo anno.

Dopo lunghe discussioni, notti insonni e conversazioni interminabili con mamme homeschoolers, insegnanti ed educatori; dopo alcune giornate di “prova” per vedere come i bambini si relazionavano con compagni ed insegnanti, abbiamo deciso di tornare alla scuola pubblica del paese, che avevamo lasciato per imbarcarci in quella che ci sembrava una meravigliosa avventura, e che si è trasformata in una sorta di “trappola” (dopo aver sperimentato tutti i vantaggi dell’approccio Montessori, dopo che i bambini si sono ambientati, scatta la richiesta che, se sei un buon genitore, in nome dell’educazione dei tuoi figli, non puoi rifiutare…). Noi lo abbiamo vissuto come un vero e proprio ricatto e… non ci stiamo. Come abbiamo già detto più volte in contesti diversi, siamo convinti che la scuola la facciano le persone. E se lo scopo non è educare i bambini ma fare soldi, non c’è “metodo” che tenga.

Con tutto quello che ho imparato nel corso di quest’anno (e che continuerò ad imparare perché sto collaborando ad un bellissimo progetto ispirato all’approccio Montessori, completamente slegato dalla “nostra” scuola) potrò accompagnare i miei figli e supportarli nel loro percorso didattico “tradizionale”.

En passant, spero di poter accompagnare anche quanti di voi desiderano sperimentare alcuni dei principi della pedagogia Montessori, senza dover necessariamente frequentare una scuola specializzata. Forte dell’esperienza, dell’entusiasmo e nella fiducia che ho maturato durante questi mesi, spero di poter rinascere dalle “ceneri” di questa avventura e di poter iniziare un percorso alternativo che possa giovare non solo a me e alla mia famiglia ma anche a tutti coloro che ci seguono con interesse.

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Post aggiornato il 28 marzo 2017:

Il mio sogno di accompagnare i miei lettori alla scoperta dell’approccio Montessori ha superato i confini di questo blog ed è ora disponibile in libreria! Si chiama “Montessori per Tutti” ed è rivolto alla fascia d’età 3-6 anni. Attualmente sto lavorando alla versione 6-12.