Ipnosi online: funziona davvero?

Come forse hai già visto, nei giorni scorsi ho pubblicato la mia prima seduta di ipnosi online. Si tratta di una seduta introduttiva, un primo approccio all’inconscio, pensata per chi ha bisogno di connettersi con il suo io più profondo per uscire da una situazione di stallo o prendere una decisione difficile.

Ho esitato un po’ prima di decidermi a condividere online il lavoro che sto iniziando a fare “dal vivo”. Quando si ha di fronte una persona si possono gestire le sue reazioni e si può intervenire di conseguenza. Con un video su youtube o con una registrazione questo non è possibile.

Non è tutto: l’ipnosi è essenzialmente comunicazione. Secondo Albert Mehrabian, psicologo americano di origine armena famoso per i suoi studi sull’argomento, il 55% della comunicazione si svolge attraverso il linguaggio non verbale. Il 38% è costituito da elementi paraverbali (essenzialmente la voce) e solo il 7% dal linguaggio.

Partendo da questo presupposto, una registrazione potrà veicolare al massimo il 45% del messaggio che contiene. In una seduta di ipnosi, in effetti, il terapeuta interagisce con il soggetto. Questo è impossibile in una seduta preconfezionata. Una seduta “dal vivo” inizia sempre con un’attenta anamnesi, e in base a questa viene elaborata una strategia personalizzata, studiata su misura per la persona che si ha di fronte e tenendo conto dei suoi obiettivi, dei suoi desideri, delle sue paure… persino dell’influenza delle persone che fanno parte della sua vita.

Ora, mi sembra chiaro che tutto questo non può essere inserito in una registrazione che verrà potenzialmente ascoltata da migliaia di persone. Tutte con lo stesso obiettivo (ad esempio “migliorare l’autostima”) ma tutte con una storia diversa. Il motivo per cui l’autostima è bassa può essere la chiave di una strategia efficace.

Tutto questo per dire che una seduta standard pubblicata in rete potrà essere efficace ma mai quanto una personalizzata, effettuata dal vivo. Potrebbe anche essere totalmente inefficace, perché la persona potrebbe essersi prefissata un obiettivo “sbagliato”.

Non solo: avendo il paziente davanti il terapeuta può permettersi di proporgli suggestioni più “audaci”, sapendo che sarà in grado di monitorare le sue reazioni e di intervenire di conseguenza. In una seduta registrata non ci si può permettere di correre rischi e bisogna quindi essere molto prudenti.

Definire un obiettivo

Ad esempio una donna che desidera perdere peso potrebbe non riuscirci con delle registrazioni. Durante un incontro con un ipnoterapeuta, potrebbe rivelare (volontariamente o meno, a parole o con il famoso linguaggio non verbale e paravarbale) che si nasconde dietro i chili di troppo per evitare di vivere una nuova relazione, che a livello cosciente desidera ma che il suo inconscio considera una potenziale fonte di sofferenza. Ecco quindi che un terapeuta attento lavorerà su questo problema, e non sull’aumento di peso, che non è che un sintomo di questa situazione. La persona che cercherà una seduta online potrebbe erroneamente concentrarsi sulla “punta dell’iceberg”, ovvero la perdita di peso, ignorando le cause reali del problema. Questo potrebbe compromettere l’efficacia della seduta.

Detto questo, una seduta di ipnosi registrata sarà un momento piacevole e rilassante e, se studiata con attenzione, non creerà problemi a chi l’ascolta. Non la ritengo paragonabile ad una seduta dal vivo ma la considero preferibile al niente. Un po’ come le lezioni di yoga. Spesso ricevo messaggi di persone che mi chiedono consiglio in merito: “Posso iniziare da sola guardando i tuoi video?” La mia risposta è sempre la stessa: se hai la possibilità di lavorare con un insegnante, fallo. Se invece l’alternativa è tra il divano e il video su YouTube, allora vada per la YouTube.

Ipnosi e autoipnosi

Allo stesso modo, se hai una difficoltà che pensi di poter risolvere grazie all’ipnosi, vai da un ipnoterapeuta. Se per un motivo o per l’altro non ti è possibile farlo, prova con una delle mie sedute. Nel peggiore dei casi non succederà nulla. Con un po’ di fortuna, succederà tutto. Preparati a veder affiorare le tue emozioni ed eventualmente le lacrime. Osserva i messaggi del tuo corpo e utilizza le sedute per entrare sempre più in contatto con il tuo inconscio.

In fondo, scrive Olivier Lockert, ipnoterapetua e autore francese, l’ipnosi è sempre autoipnosi. La presenza del terapeuta (o della traccia audio) ha la sola funzione di aiutare la persona a connettersi con il suo inconscio: fin da piccoli veniamo educati ad ascoltare le istruzioni che vengono dall’esterno e, pian piano, finiamo per perdere di vista la nostra voce interiore. Nel peggiore dei casi le sedute registrate ti aiuteranno a riprendere confidenza con questa voce.

Insomma, ho deciso di condividere delle sedute “standard” perché condividere ciò che imparo è nella mia natura. Non ti prometto miracoli ma non ti prometto nemmeno che non ne avverranno. Perché in ipnosi il lavoro non lo faccio io: lo fai tu. Solo tu puoi lavorare su di te. Io posso, se abbiamo fortuna, indicarti la strada giusta al momento giusto.

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