Una nuova sfida: l’ipnosi

Chi mi conosce lo sa: non sto mai ferma. Mi piace lavorare su me stessa, imparare nuove cose, spostare i paletti. Nelle arti marziali, quando un atleta inizia a vincere molto spesso, il maestro gli mette davanti un avversario più forte. Nel tiro con l’arco, quando l’arciere fa spesso centro, gli si allontana il bersaglio. Inconsapevolmente prima, consapevolmente poi, ho sempre applicato questa strategia alla mia crescita personale.

Da ormai 12 anni pratico lo yoga, da 5 lo insegno. Ho ancora molto, moltissimo da imparare. Ci sono posizioni che ancora non so eseguire e altre che non riuscirò mai a fare. Ma il mio scopo non è diventare una contorsionista: ho deciso di diventare insegnante di yoga perché volevo condividere ciò che aveva cambiato in positivo la mia vita. Volevo aiutare gli altri a stare meglio.

Alla fine di ogni lezione c’è sempre almeno uno dei miei allievi che viene a ringraziarmi per averlo aiutato a liberarsi dall’ansia, dal dolore, da un blocco o altro. Loro sono come uno specchio che mi rimanda un’immagine positiva del mio lavoro.

Spesso, dopo aver sperimentato con me il rilassamento profondo, le persone mi confidano di essersi sentite come “sotto ipnosi” e mi chiedono se pratico – appunto – l’ipnosi. In genere sono persone che non l’hanno mai provata ma che immaginano che lo stato di “trance”, se così lo possiamo definire, che li aiuto a raggiungere somigli a quello che, nella loro percezione, è l’ipnosi.

Rispondo sempre che no, non pratico l’ipnosi, ma che è una cosa che mi ha sempre attratta.

Negli ultimi due anni ho avuto occasione di parlare con molte persone che, grazie all’ipnosi, hanno perso peso o smesso di fumare. Obiettivi importanti che hanno cambiato in meglio la loro vita. Ho conosciuto un chirurgo che, grazie all’ipnosi, opera i suoi pazienti senza anestesia. L’entusiasmo di queste persone mi ha contagiata. Così ho deciso di mettermi alla prova con una nuova sfida e mi sono iscritta ad una formazione per diventare ipnoterapeuta.

In Italia questo mestiere è accessibile soltanto a medici e psicologi. Qui in Francia, invece, queste restrizioni non esistono. Ecco quindi che, in quello che è già un momento di svolta nella mia vita personale, mi tuffo in questa nuova sfida che mi darà – spero – nuovo entusiasmo e nuova energia.