riconosco perfettamente il mio bimbo di 5 anni nella definizione di bilingue passivo. io sono italiana, il papà è spagnolo, e ognuno di noi parla la sua lingua, ma vivendo in italia il piccolo non sente il “bisogno” di esprimersi in spagnolo anche se lo capisce perfettamente. Anche noi da sempre ci serviamo del gioco e della lettura per stimolarlo, e negli ultimi tempi si cominiciano a vedere risultati, con frasi in spagnolo spontanee. L’importante credo sia non mollare, se si semina si raccoglie sempre.
Ritengo che il libro di Letizia sia molto interessante!L’ho letto d’un fiato e ci sono molti spunti di riflessione.
Posso dire la stessa cosa per il suo blog che leggo con regolarità:lì attingo molte idee e cerco di mettere in pratica i suoi consigli sull’insegnamento ludico dell’inglese. Che dire? I risultati sul mio cucciolo di 2 anni e mezzo si vedono:si diverte così tanto quando riconosce le parole in inglese che già conosce, ascoltando le canzoni!!!!E’ come se conoscesse un linguaggio diverso, “segreto”, che ritrova nei cartoni di Handy Manny(“Mamma…Manny ha detto “Good job”),nelle canzoncine(“mamma…quando dice “clap your hands”tu devi battere le mani!!!!)….e potrei portare, come esempio, mille altri episodi in cui l’inglese diventa motivo per giocare insieme(dalla caccia al tesoro a “strega comanda colore….”), per farmi mille delle sue tenere domande(“perchè Fusilla – la nostra gattina – non parla in inglese?”)…..
Bella idea!
Io non parlo lingue regionali quindi non posso insegnarle ai miei figli. La mia lingua madre è litaliano e quella di mio marito il francese. Per noi non cè quindi nulla di più naturale che trasmetterle entrambe ai nostri figli.
Non sono molto d’accordo con quello che si dice su un post, come persona bilingue (parlo la mia lingua nazionale e la regionale.)Io, lo stesso come tutta la gente dalle mie parti, so parlare tutte e due le lingue perfettamente. E tutti i bambini lo sanno fare. Seconda cosa, stai focalizzando troppo il post sulle lingue straniere quando dovresti focalizzarlo, al mio parere, sulle lingue locali. È triste il fatto di che le lingue locali, in Italia, si stiano perdendo e spesso vengano trattati come semplici dialetti. Lì c’è una questione piu importante di quella delle lingue internazionali. C’è tanto tempo per imparare quelle. Io con l’inglese ho cominciato ai 3-4 anni. Ed è meglio così. Poi facendo imparare al bambino una lingua che non è natale della madre ne del padre, si rischia di insegnarlo in modo scorretto e poi è piu difficile da correggere.
Sono d’accordo sul fatto che le lingue regionali meritino più attenzione e che parlare una lingua regionale comporta gli stessi effetti benefici che parlare una lingua straniera, dal punto di vista dell’impatto del bilinguismo sullo sviluppo celebrale e cognitivo. Su Bilingue per Gioco ne abbiamo parlato qui: http://bilinguepergioco.com/2010/01/20/scommettiamo-che-i-tuoi-genitori-sono-bilingui-e-non-lo-sai/.
Che sia più importante parlare di lingue straniere o regionali però è una questione puramente soggettiva sulla quale ci possono essere punti di vista diversi parimenti legittimi. Nulla vieta di fare un blog sulle lingue regionali, anzi, so di qualcuno che lo sta facendo, qui: http://bilinguismoregionale.hostoi.com/
L. http://www.bilinguepergioco.com
Non ho letto tutto e neanche approfondito l’argomento ma avrei una domanda se io non ho e-book posso utilizzare attraverso il pc il che lingua giochiamo?
” stai focalizzando troppo il post sulle lingue straniere quando dovresti focalizzarlo, al mio parere, sulle lingue locali.”
È soggettivo. Io sono una madre inglese, mio marito è italiano e nostro figlio è nato qui, in Italia. Per cui, da mio punto di vista, focalizzarlo di una lingua straniera va benissimo.
Alla fine, non importa qual’é la lingua, sia locale, sia dal lontano. La modalità e le motivazioni saranno molto simili.
Tania,
l’Ebook non è uno strumento fisico, è un file, un modo per definire del materiale che invece di essere stampato, libro, viene diffuso in formato elettronico, e-book, quindi basta un computer qualsiasi per leggere l’Ebook.
L. http://www.bilinguepergioco.com
I wish I could understand this better! But I think your guest was saying something that I believe is very important – that with multilingualism it’s a misconception to think that the two (or more) languages will be exactly the same. People often aspire to a situation that simply doesn’t exist. We’re raising our kids bilingually (Dutch-English) and really enjoying it. It would break my heart if the kids didn’t know Dutch (their Dad’s mother tongue).
riconosco perfettamente il mio bimbo di 5 anni nella definizione di bilingue passivo. io sono italiana, il papà è spagnolo, e ognuno di noi parla la sua lingua, ma vivendo in italia il piccolo non sente il “bisogno” di esprimersi in spagnolo anche se lo capisce perfettamente. Anche noi da sempre ci serviamo del gioco e della lettura per stimolarlo, e negli ultimi tempi si cominiciano a vedere risultati, con frasi in spagnolo spontanee. L’importante credo sia non mollare, se si semina si raccoglie sempre.
Ritengo che il libro di Letizia sia molto interessante!L’ho letto d’un fiato e ci sono molti spunti di riflessione.
Posso dire la stessa cosa per il suo blog che leggo con regolarità:lì attingo molte idee e cerco di mettere in pratica i suoi consigli sull’insegnamento ludico dell’inglese. Che dire? I risultati sul mio cucciolo di 2 anni e mezzo si vedono:si diverte così tanto quando riconosce le parole in inglese che già conosce, ascoltando le canzoni!!!!E’ come se conoscesse un linguaggio diverso, “segreto”, che ritrova nei cartoni di Handy Manny(“Mamma…Manny ha detto “Good job”),nelle canzoncine(“mamma…quando dice “clap your hands”tu devi battere le mani!!!!)….e potrei portare, come esempio, mille altri episodi in cui l’inglese diventa motivo per giocare insieme(dalla caccia al tesoro a “strega comanda colore….”), per farmi mille delle sue tenere domande(“perchè Fusilla – la nostra gattina – non parla in inglese?”)…..
Bella idea!
Io non parlo lingue regionali quindi non posso insegnarle ai miei figli. La mia lingua madre è litaliano e quella di mio marito il francese. Per noi non cè quindi nulla di più naturale che trasmetterle entrambe ai nostri figli.
Non sono molto d’accordo con quello che si dice su un post, come persona bilingue (parlo la mia lingua nazionale e la regionale.)Io, lo stesso come tutta la gente dalle mie parti, so parlare tutte e due le lingue perfettamente. E tutti i bambini lo sanno fare. Seconda cosa, stai focalizzando troppo il post sulle lingue straniere quando dovresti focalizzarlo, al mio parere, sulle lingue locali. È triste il fatto di che le lingue locali, in Italia, si stiano perdendo e spesso vengano trattati come semplici dialetti. Lì c’è una questione piu importante di quella delle lingue internazionali. C’è tanto tempo per imparare quelle. Io con l’inglese ho cominciato ai 3-4 anni. Ed è meglio così. Poi facendo imparare al bambino una lingua che non è natale della madre ne del padre, si rischia di insegnarlo in modo scorretto e poi è piu difficile da correggere.
Sono d’accordo sul fatto che le lingue regionali meritino più attenzione e che parlare una lingua regionale comporta gli stessi effetti benefici che parlare una lingua straniera, dal punto di vista dell’impatto del bilinguismo sullo sviluppo celebrale e cognitivo. Su Bilingue per Gioco ne abbiamo parlato qui: http://bilinguepergioco.com/2010/01/20/scommettiamo-che-i-tuoi-genitori-sono-bilingui-e-non-lo-sai/.
Che sia più importante parlare di lingue straniere o regionali però è una questione puramente soggettiva sulla quale ci possono essere punti di vista diversi parimenti legittimi. Nulla vieta di fare un blog sulle lingue regionali, anzi, so di qualcuno che lo sta facendo, qui: http://bilinguismoregionale.hostoi.com/
L.
http://www.bilinguepergioco.com
Non ho letto tutto e neanche approfondito l’argomento ma avrei una domanda se io non ho e-book posso utilizzare attraverso il pc il che lingua giochiamo?
” stai focalizzando troppo il post sulle lingue straniere quando dovresti focalizzarlo, al mio parere, sulle lingue locali.”
È soggettivo. Io sono una madre inglese, mio marito è italiano e nostro figlio è nato qui, in Italia. Per cui, da mio punto di vista, focalizzarlo di una lingua straniera va benissimo.
Alla fine, non importa qual’é la lingua, sia locale, sia dal lontano. La modalità e le motivazioni saranno molto simili.
Tania,
l’Ebook non è uno strumento fisico, è un file, un modo per definire del materiale che invece di essere stampato, libro, viene diffuso in formato elettronico, e-book, quindi basta un computer qualsiasi per leggere l’Ebook.
L.
http://www.bilinguepergioco.com
I wish I could understand this better! But I think your guest was saying something that I believe is very important – that with multilingualism it’s a misconception to think that the two (or more) languages will be exactly the same. People often aspire to a situation that simply doesn’t exist. We’re raising our kids bilingually (Dutch-English) and really enjoying it. It would break my heart if the kids didn’t know Dutch (their Dad’s mother tongue).
Thank you for visiting my blog! So bilinguism is one more thing we have in common. Welcome to my little house on the prairie!