Immagini online e diritti d’autore

Fotografie: le regole in materia di copyright

Questa immagine di Leonardo (qui appositamente etichettata per evitare ulteriori abusi) ha un grande successo. Negli ultimi mesi mi è stata segnalata tre volte su tre siti diversi.

Alla luce di questi fatti, e per rispondere alle domande che spesso mi ponete in materia di privacy, vorrei dire due parole.

Non sono un’esperta in merito, ma questo è il poco che so:

Quando si decide, come ho fatto io, di pubblicare le proprie foto sul web, si può scegliere di sottoporle a licenza.

Le principali licenze

  • Nessuna licenza: di default, le foto sono protette da copyright: se vuoi che le foto non abbiano copyright lo devi indicare chiaramente, e chi le usa deve farsi rilasciare una dichiarazione. Le leggi di riferimento sono la Legge 22 aprile 1941. n.633 e successive modifiche e la legge 248 del 28 agosto 2000. 
  • Full copyright (tutti i diritti riservati). Se scegliete questa opzione, come ho fatto io, le foto rimangono di vostra proprietà. Il che è comunque relativo: potranno infatti essere eventualmente utilizzate da terzi, citandone la fonte e nel rispetto del contesto nel quale erano inserite.
  • Licenza Creative Commons (alcuni diritti riservati): in questo caso potete scegliere di limitare l’utilizzo delle vostre immagini, mettendole a disposizione a determinate condizioni (ad esempio “uso non commerciale”).

Queste sono le regole. Ovviamente il web è grande e può darsi che le vostre immagini vengano utilizzate da un sacco di gente senza che lo veniate mai a sapere.

C’è chi opta per il watermark o altri sistemi del genere per apporre una “firma” alle proprie immagini.

Personalmente, sapevo fin dall’inizio di non poter mantenere il controllo assoluto su tutto ciò che avrei pubblicato. Mi limito quindi a selezionare immagini non compromettenti, e a tenere gli occhi aperti.

Quando mi viene segnalato un abuso intervengo immediatamente, e finora mi è capitato una sola volta di imbattermi in una persona che ha rifiutato di rimuovere un’immagine rubata, che ritraeva i miei figli. Ho dovuto ricorrere ad un avvocato e, sebbene io abbia deciso di non sporgere denuncia penale richiedendo un risarcimento (che può ammontare a diverse migliaia di euro) la persona in questione dovrà comunque pagare 250€ di spese legali.

Per quanto riguarda gli altri eventuali abusi di cui non sono a conoscenza, sono cosciente di non poterci fare nulla e ho accettato i “rischi” che questo comporta. Ho messo la parola “rischi” tra virgolette perché in realtà i miei figli non corrono alcun rischio e questo è, per me, ciò che conta realmente.

Per sapere esattamente cosa è permesso fare in materia di fotografia e cosa no, potete leggere questo interessante articolo.