5 Consigli (più uno) per Avvicinare i Bambini allo Yoga

Guest post di Roberta Repetto

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Ho iniziato i corsi per bambini nelle scuole quasi per caso, sinceramente non troppo attratta dall’idea dover lottare per calmare gruppi di scalmanati costretti a fare yoga dalle maestre…ma fin dalla prima lezione mi sono perdutamente innamorata di questa attività, perché mi sono resa conto di come lo yoga risvegli potere immaginifico dei bambini… e questa mi sembra una cosa semplicemente meravigliosa!

Perché  è così importante questo potere? Perché dalla capacità di visualizzare determinate immagini si può passare alla capacità di sentire quello che vogliamo: è lo stesso “muscolo”, basta allenarlo! La chimica del nostro cervello permette di attivare le emozioni che scegliamo: il “cursore” in realtà è in mano nostra, non delle situazioni esterne che ci capitano. I sogni non ci fanno forse provare emozioni reali? Così può essere per tutto, noi possiamo scegliere di sentirci riposati e contenti del risultato prima di uno sforzo, felici dopo aver subito un torto… basta scegliere!

Educare i bambini ad allenare questo potere è sicuramente la cosa che mi attrae di più, anche perché con loro è così semplice!
Già dalla prima meditazione vedono prati fioriti, cieli stellati, bistecche gigantesche… vedono quello che li rende felici!

I miei consigli:

    1. LO SPAZIO – È più facile lavorare con i bambini se lo spazio che utilizziamo per lo yoga è riconoscibile ed utilizzato solo per questo. È faticosissimo fargli fare yoga in una palestra con una rete da pallavolo e le palle in un angolo… hanno già link attivi e, nella loro idea, più divertenti. Non serve una stanza, una palestra… basta il tappetino!! Rendetelo un rituale: ognuno il proprio tappetino da srotolare e riarrotolare con cura, da pulire con una spugnetta al termine dell’uso.E divertiteli invitandoli a non uscirne mai… come se fossero su una barca in mezzo al mare.
    2. IL TEMPO – Sembra banale come consiglio, ma il tempo per lo yoga deve essere il tempo per lo yoga. Non ci dovranno essere fratellini che entrano, telefoni che suonano, televisioni accese. Piuttosto meglio un tempo breve, magari anche solo 10 minuti all’inizio, ma questo deve essere sacro. Loro devono percepire che quello che stanno facendo è un’attività che merita concentrazione. (vale anche per gli adulti!)
    3. IL GIOCO (MA NON SOLO) – Il web è pieno di suggerimenti per attività ludiche dedicate allo yoga, e il libro di Claudia è uno degli esempi migliori. Quindi sì, spazio al gioco, ma non solo! Ho verificato che i bimbi si responsabilizzano molto di più se gli si fa capire che c’è un momento per il gioco ed uno per esercizi un po’ più seri. Vi stupiranno con commenti tipo “Ma se mi concentro ancora meglio poi volo?”. Quindi inserite il gioco, anche per l’80% del tempo, ma lasciate un momento per la sacralità dello yoga: una breve meditazione, un’asana comoda tenuta un po’ più a lungo, magari spiegandone la storia mitologica, il racconto di una favola con una morale da ascoltare a gambe incrociate… e non dimenticate il saluto finale. Andrà bene qualunque saluto, non parliamo di formalismi, ma è importante che capiscano che finita l’attività insieme ci si ringrazia reciprocamente.
    4. LE ENERGIE – A volte sentirete che c’è troppa energia nell’aria, che i bambini non riescono a stare fermi… beh, fateli muovere! Lo yoga non è solo staticità e rilassamento: avete mai visto un video di ashtanga di Iyengar?
      In questi casi io presento 4 o 5 asana (con nomi giocosi, non in sanscrito) tipo squalo, cane, cobra, rana, ostrica. E poi le faccio ripetere in successione. Tenendole a lungo e con i passaggi veloci, ad esempio. Tre o quattro giri e la voglia di saltellare passa, ma nel frattempo hanno fatto vero yoga!
    5. LA FLESSIBILITÀ – Vi stupirete di quanto sia falso che “i bambini sono di gomma”! Molti sono rigidi, e parecchio! Come abbiano fatto a irrigidirsi in così pochi anni di vita resta un mistero, ma resta quindi l’esigenza di aumentare la loro flessibilità. In Cina dicono che l’età di una persona è determinata dalla flessibilità della sua colonna vertebrale. Quindi lavorate tanto sulla schiena: pinza, ponte, cobra, aratro… tutte queste posizioni contribuiscono a sciogliere la spina dorsale.

Dulcis in fundo…

LA MEDITAZIONE
Come vi raccontavo sopra, per me la meditazione è il cuore dell’esperienza di yoga ai bambini. Nei miei corsi (anche in quelli per insegnanti) mostro diverse tecniche per far meditare i bambini. Sono tecniche semplici, basate sulla visualizzazione, grazie alle quali vi ritroverete a dover concludere la mediazione guidata perché il tempo è finito e non perché sono loro a volerne uscire. Mentre sono fermi e in silenzio, stimolate il loro potere creativo. Fateli immaginare, volare, sognare. Alla fine, dedicate sempre qualche minuto alla condivisione e all’ascolto dei loro “viaggi”. Vi stupirete delle meraviglie che, grazie a voi, hanno potuto sperimentare.


 

Roberta Repetto

Roberta Repetto

Roberta organizza (tramite la sua Università Popolare Anidra CNUPI – accreditata MIUR) “lo yoga entra in classe” un corso per maestre di scuola primaria e dell’infanzia con l’obiettivo di fornire agli insegnanti elementi per costruire lezioni di motoria e tema yoga o portare nello yoga elementi utili per la gestione della classe, come la meditazione.  Per informazioni sui corsi settimanali tenuti da Roberta a Chiavari (GE), visitate il sito anidra.it.