A Scuola di Capoeira

Si dice che la capoeira sia nata in Africa, cresciuta in Brasile, ma che appartenga oggi al mondo intero.

Ma che cos’è esattamente la capoeira? Danza? Arte marziale? Gioco? Sport? La capoeira è tutto questo è molto di più. E’ arte, musica, cultura, festa, folclore, divertimento, difesa personale, e molto altro ancora. In Brasile, questa disciplina è riconosciuta dal 1974 come sport nazionale.

L’arte della capoeira nasce verso la fine del 1500 quando gli schiavi africani, deportati in Brasile dai colonizzatori portoghesi, la utilizzavano per difendersi dai soprusi. Si esercitavano nell’autodifesa e nella lotta nella speranza di conquistare la libertà e dissimulavano i loro allenamenti sotto forma di danza per non incorrere in dure punizioni (era infatti vietato agli schiavi esercitarsi in qualsiasi forma di combattimento). L’origine del termine ricorda il “terreno sul quale l’erba è stata tagliata per coltivare la terra”. La prateria in cui gli schiavi fuggiti fondavano i loro villaggi. Il termine evoca quindi la lotta di liberazione dalla schiavitù.

Esistono diversi stili di capoeira, tutti accomunati da alcune caratteristiche fondamentali. La musica è parte integrante di questa disciplina e il berimbau è lo strumento principe. Si tratta di uno strumento artigianale costruito da un arco, una corda metallica e una zucca secca vuota ( la cabaça) che funge da cassa di risonanza.

I partecipanti si dispongono in cerchio (la roda) e battono le mani al ritmo del berimbau (che viene suonato dal capoerista più anziano, in genere il maestro). Due a due, i capoeristi prendono posto ai piedi del berimbau e iniziano il loro “gioco”. L’uscita di uno dei due e l’ingresso di un nuovo avversario potrà essere determinato da un cenno del suonatore o dalla richiesta di un terzo giocatore. I diversi ritmi utilizzati sono detti toques, e a ciascun “tocco” corrisponde una diversa forma di gioco.

Ai tempi della schiavitù, quando i sorveglianti si avvicinavano, il suonatore utilizzava il ritmo “del cavaliere” (Cavalaria) per avvisare i compagni. A tale segnale i capoeristi praticavano movimenti più “scenografici” e meno legati al combattimento.

I capoeristi sono in genere vestiti di bianco, come bianchi erano gli abiti dei giorni di festa durante i quali ci si riuniva per “giocare” insieme. Molte scuole di capoeira utilizzano un sistema di corde che, annodate intorno alla vita, corrispondono a ciò che la cintura rappresenta nelle altre arti marziali. Ogni scuola ha un suo codice di colori associati ai diversi “gradi”. Anche la corda viene dai tempi degli schiavi, quando solo i ricchi potevano permettersi una vera cintura.

LA CAPOEIRA PER I BAMBINI

La capoeira è uno sport perfetto per i bambini già a partire dai cinque-sei anni. Si tratta infatti di un’attività estremamente completa che, ai benefici delle arti marziali, associa la componente ritmica e musicale. I bambini imparano non solo a muoversi, acquisendo una grande agilità, ma a costruire e a suonare gli strumenti tradizionali.

Ma la capoeira ha anche una forte valenza sociale. I piccoli capoeristi entrano infatti a far parte di una sorta di grande famiglia nella quale ciascuno avrà un soprannome, scelto dal maestro in base alle caratteristiche del bambino. Ecco quindi Feliz (felice), sempre sorridente, Laranja (arancia) il bambino con i capelli rossi, o Salmao (Salmone) come i compagni brasiliani hanno battezzato un capoerista dalla pelle chiara bruciata dal sole di Bahia. In genere il maestro cerca di esaltare le qualità del bambino, che si vedrà valorizzato dal proprio soprannome.

Un altro aspetto non trascurabile quando si tratta di attività da proporre ai bambini  è la componente ludica: la capoeira è divertente. E’ un gioco che permette di esprimere le proprie potenzialità e di acquisire, attraverso la padronanza del proprio corpo, una maggiore sicurezza in sé.  Anche il canto ha un ruolo fondamentale sotto questo aspetto. Viene infatti utilizzato in altri ambiti come vera e propria terapia per migliorare la consapevolezza di sé e per rinforzare l’autostima.

La capoeira aiuta a sviluppare l’equilibrio, l’orecchio musicale, la concentrazione, la disciplina, il rispetto reciproco e lo spirito di collaborazione. Permette inoltre di avvicinare i bambini ad una lingua straniera (tutti i canti tradizionali sono in portoghese), “assorbendola” senza nemmeno accorgersene. Se ce ne fosse bisogno, ecco nove motivi per imparare il portoghese.

In Italia sono ormai circa un centinaio le scuole di capoeira sparse su tutto il territorio. Troverete maggiori informazioni sul sito della Federazione Italiana Capoeira (www.capoeira.it).