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Tecnologia e Meditazione

Cattura

Come tutte le innovazioni anche la tecnologia ha portato, insieme ad un gran numero di vantaggi, anche un bel po’ di scompiglio nelle nostre vite. Non è facile riuscire a gestire la possibilità di essere ovunque e di comunicare con chiunque, in qualsiasi momento. Non è facile rinunciare al senso di onnipotenza che deriva dalla convinzione di poter fare tutto, e subito, salvo poi ritrovarsi accasciati in un angolo, completamente privi di forze.

Ma davvero la tecnologia è nemica della consapevolezza? Il web è la tomba della concentrazione?

In effetti, navigando quotidianamente in rete, ci abituiamo ad un tipo di comunicazione diversa. I testi sono più brevi e diretti, e “saltelliamo” allegramente da un link all’altro, da una pagina web all’altra, alla ricerca di informazioni brevi, chiare e concise. Spesso non arriviamo in fondo alla pagina che stiamo leggendo. E la nostra capacità di concentrazione, alla lunga, ne risente.

La rete ha creato quindi un nuovo problema. Ma in rete c’è anche chi cerca la soluzione. Ed ecco che fioccano siti e app dedicati alla meditazione.

Di “Make some headspace” vi parlavo qui esattamente un anno fa. L’ultima novità, presentata alla Social Media Week di Milano e subito rilanciata dai nostri amici genovesi, è Buddhify. Brevi meditazioni guidate adatte ad ogni situazione della giornata. Mentre si aspetta, durante un viaggio, mentre si cammina o quando non si riesce a dormire.

Piccoli esercizi di consapevolezza che ci aiutano a “staccare” per qualche minuto e ad entrare in contatto con noi stessi.

Al momento, purtroppo, entrambe le app sono disponibili esclusivamente in inglese. Se non lo padroneggiate agevolmente potete provare con il percorso guidato in italiano proposto da Deepak Chopra. Basta registrarsi per accedere ogni giorno ad una traccia diversa per la meditazione guidata.

Ma abbiamo davvero bisogno di questi strumenti per trovare la pace interiore?

Ovviamente no. Basta sedersi un attimo, chiudere gli occhi e respirare. Non c’è niente di più semplice. Ma siccome siamo poco abituati alla semplicità, possiamo ricorrere alla tecnologia per ritrovarla, e poi continuare il nostro viaggio alla ricerca di noi stessi in maniera autonoma.

Perché la mente è come il mare. Sopra ci sono le onde, che possono essere più o meno agitate. Può esserci addirittura la tempesta. Ma qualunque sia la situazione in superficie, al fondo regna la calma più totale. Dobbiamo solo imparare ad immergerci.

Commenti

  1. viviana dice

    Cara Claudia,
    il fatto che io ieri abbia appena finito di leggere il libro di Deepak Chopra “Le coincidenze”….
    questo tuo post….
    sarà una “coincidenza” ;-) ?
    buona giornata e grazie
    Viv

  2. dice

    E’ buffo ricorrere alla tecnologia per ritrovare la semplicità. Ma se funziona o se è un buono spunto… perchè no? Mi hai incuriosita con questa app, me la andrò a vedere.

    Comunque con yoga for dummies – o home-yoga, come lo chiamo io – sto continuando sai? Mi piace. E ne sono piacevolmente stupita. In buona parte è merito tuo e delle tue indicazioni, grazie! <3

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