Montessori - Il Decalogo dell'Educatore
Nei giorni scorsi, sfogliando gli appunti presi durante la mia formazione...
Steiner e Montessori: due metodi a confronto
Questi due personaggi, praticamente contemporanei, hanno lasciato un'impronta...

Il Seme della Consapevolezza

meditazione
Ultimamente il tempo è piuttosto capriccioso, e noi che siamo abituati ad avere il sole 360 giorni all’anno approfittiamo di ogni raggio intermittente per mettere il naso fuori.

Proprio quello che è successo domenica. Il primo, timido raggio di sole ha dato il via ad una serie di telefonate e ci siamo dati appuntamento al mare con alcuni amichetti. I bambini hanno giocato a pallone, poi a scavar buche e a costruire vulcani di sabbia.

Ad un certo punto Gloria si è alzata ed è andata a sedersi in riva al mare, gambe incrociate, sguardo rivolto verso l’infinito. Vedendola da lontano mi sono alzata anche io per andare a fotografarla.

Arrivata a pochi passi da lei ho scattato la foto. Avvicinandomi ancora, ho visto che aveva gli occhi chiusi. Lei si è accorta della mia presenza, li ha aperti e mi ha sorriso.

- Cosa fai?

- Ascolto il rumore delle onde. Mi piace il suono dell’acqua. Mi piace anche il rumore che fa il vento tra gli alberi e il canto degli uccelli. Il rumore delle moto invece mi disturba. Perché abbiamo inventato le auto e le moto? Non potevamo andare a piedi? Oppure in barca? Le barche non fanno rumore…

Le ho spiegato che l’auto ci fa comodo quando vogliamo andare a Torino, ma che la sua osservazione era giusta, e che dovremmo cercare di muoverci di più a piedi o in bicicletta.

Siamo rimaste lì un bel po’ in riva al mare, a chiacchierare di questioni importanti. Gloria mi ha detto che da grande vuole studiare gli animali, ma non ha ancora deciso se concentrarsi sui mammiferi o sugli animali marini. Le ho detto di iniziare a studiarli entrambi, e che con il tempo le idee le si chiariranno.

Ma non è di questo che volevo parlare.

Dopo aver scattato la foto che vedete qui sopra, da brava blogger irrimediabilmente iperconnessa, l’ho pubblicata su instagram. Quando, più tardi, ho letto i commenti, ho pensato che chi conosce Gloria, leggendoli, si sbellicherebbe dalle risate.

L’immagine richiama indubbliamente ad un’atmosfera zen. Termine piuttosto lontano dal carattere della nostra cara Gloria. Perché… no, non basta essere figli dell’insegnante di yoga per essere zen, e Gloria è – come la maggior parte dei bambini – un uragano vivente, capace di alternare momenti di dolcezza infinita ed esplosioni di collera incontenibili.

Non voglio che immaginiate i miei figli come dei piccoli maestri zen e che vi chiediate, guardando i vostri, dove avete sbagliato. I bambini sono bambini. Sono pieni di vita e di energia. È normale ed è giusto così.

Però possiamo, con il nostro esempio, seminare qualcosa in fondo al loro cuore. E quel qualcosa ogni tanto si manifesta, come quando Gloria ha lasciato i giochi per andare ad ascoltare le onde, seduta ad occhi chiusi in riva al mare, o quando Leonardo (il cui soprannome è «vulcano»), ispirato dal paesaggio di montagna si è messo a fare «l’albero».

Momenti come questi sono dei mattoncini che vanno a costruire le fondamenta del loro equilibrio interiore. Anche quando corrono, saltano, urlano, persino quando bisticciano, hanno in loro la pace. In momenti molto speciali (guarda caso sempre di fronte allo spettacolo della natura) questa pace emerge e li spinge a fermarsi, a chiudere gli occhi e a fondersi con la bellezza che li circonda.

Cosa fare per prendersi cura di questo seme interiore che tutti abbiamo? Prendete esempio da Gloria e da Leonardo: fermatevi un attimo, davanti ad un trmonto, in riva al mare, di fronte ad un paesaggio maestoso. Sedetevi lì, per terra, e respirate. Cercate di essere semplicemente presenti, qui e ora.

I vostri figli vi osserveranno e poi, un giorno, vi imiteranno. Questi momenti di pace e di consapevolezza entreranno pian piano a far parte delle vostre vite, e vi saranno di grande utilità nei momenti difficili.

Commenti

  1. dice

    Grazie… questo post serve davvero a fermarsi a ragionare.. qui e ora. Quanto siamo d’esempio per i nostri figli? Quanto resta in loro, di ciò che facciamo, anche quando ci sembra che non ci somiglino per niente? Molto, credo io… e anche tu.
    Non mi accade spesso di fermarmi come la tua piccola Gloria.. peccato… ma ora che “lo so”, cercherò di migliorare!
    Buona settimana!

  2. dice

    Loro sono noi, sono quello che siamo, il modo di parlare di esprimersi di capire cosa e’ giusto. Solo noi possiamo aiutarli a vedere la vita oltre quello che realmente appare. Mi illumino quando mio figlio vede le siepi pubbliche contaminate da bottiglie di plastica e mi dice:” mamma guarda che maleducati , non si fa!” Claudia stamattina ho guardato mio figlio e gli ho sorriso ma non mi sono accorta di averlo fatto. Lui mi ha chiesto: “mamma perché mi hai fatto un sorriso?” Io gli ho detto che si può sorridere sempre non ci deve essere un motivo per sorridere alle persone … Ecco cosa abbiamo il compito di fare noi genitori … Guidarli!!!

  3. Paola dice

    Bellissima condivisione!…e che bello parlare con i propri figli di questioni importanti ( e non). Mio figlio più grande ha quasi 3 anni e io cerco di parlare molto con lui, a invogliarlo a esprimersi. Comincio sempre io dicendogli come mi sento, quello che ho fatto oggi…aiuta me e aiuta lui. Questo è anche un piccolo seme da coltivare, me lo ha insegnato mia madre, che ha sempre spinto me e i miei fratelli al confronto e di conseguenza alla riflessione. Alla luce delle mie esperienze posso dire che il dialogo con mia madre, seppur abbiamo idee molto diverse, mi ha salvato da situazioni molto pericolose, da cui sarebbe stato difficile tornare indietro. A presto
    ps: e sempre viva la mamma!

  4. dice

    Anche noi domenica siamo andati al mare e la sera il cielo era terso e pieno di stelle e First ha detto mamma guarda che bello! A volte le bellezze della natura le diamo per scontate meno male che ci sono i bambini che ce lo ricordano che non è così :-) buona giornata Angela

  5. dice

    La Glorietta è una bambina così energica e sensibile che ha già scoperto la poesia della consapevolezza…e il fastidio del rumore!
    Sai che anche Gaia mi chiede sempre di “eliminare” le auto?
    Chissà…secondo me questi bambini qualche sorpresa ce la riserveranno!
    :)

  6. dice

    Se penso a quante volte mi sono sentita dire, e ho sentito dire ad altri bambini anche di recente: “ma cosa fai li seduto imbambolato a guardare il vuoto??alzati e vai a fare qualcosa!!!”….

    • dice

      Secondo me agli adulti questa cosa fa paura perché non ne sono capaci! Appena hanno un attimo di tempo non impegnato corrono a fumare una sigaretta, a smanettare sul cellulare (e qui casco anche io) o a mangiare qualcosa… invece di rimproverarli dobbiamo prendere esempio ;-)

  7. Elena dice

    Ciao Claudia, come non condividere le tue riflessioni, sicuramente lo conosci già …il libro di Tich Nath Hahn, Semi di felicità. Dedicato ai bambini, stupendo, pieno di idee. Tich Nath Hahn ha tanti discorsi dedicati ai bambini e sono efficaci nella loro semplicità anche per parlare di bullismo, compassione, amicizia, talenti naturali. Il Plum Village è in Francia…. facci un pensierino. Un abbraccio.

  8. Sara74 dice

    Ciao Claudia,
    io non conosco Gloria ed in effetti guardando la foto e legendo quanto hai scritto immaginavo una piccola bambina zen e mi stavo già per intristire e stavo per chiedermi dove sto sbagliando…… Fiuuu
    Sara

  9. Tania dice

    La poesia va cercata non solo per esprimere la propria sensibilità ma perchè riesce a trasmetterci che è fuori la salvezza …….solo i sensibili arrivano a capire.

  10. dice

    Quante volte sogno di sedermi sulla sabbia, di fronte al tramonto, in una spiaggia deserta….per poter meditare e per rilassarmi in silenzio, ascoltando solo il rumore (una vera melodia) delle onde…
    Questa foto rende proprio l’idea! Brava per aver colto questo momento!

  11. dice

    mi piace quello che hai scritto in particolare come ci vedono i nostri figli. Loro guardano attentamente noi, il nostro comportamento e attitudine alla vita, quegli atteggiamenti impercettibili, che spesso non risaltano agli occhi.
    E di nuovo i nostri figli ci portano un regalo, quello di migliorare noi stessi guardandoci attraverso i loro occhi :)

  12. dice

    Fermiamoci un istante da tutto ciò che è routine, spezzando la metodicità sterile del quotidiano e guardando il mondo come lo vedono i nostri figli, con spontaneità.
    Concordo pienamente con te…recentemente ho anche voluto sperimentare la pratica dello yoga e ne sono molto affascinata.

  13. margherita dice

    Brava Claudia….sono straconvinta che se i bambini vivono questi momenti porteranno con loro tutta la vita una ricchezza dentro a cui attingere sempre….sopratutto nei momenti difficili………..

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