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Montessori: tra rigore e innovazione



Uno dei pregiudizi più diffusi riguardo all’approccio Montessori è la sua (presunta) eccessiva rigidità. I  materiali servono per un unico scopo, e devono essere utilizzati in un modo solo. Se questo è vero nella teoria, Maria Montessori stessa esortava gli insegnanti a rispettare “L’utile attività”, ovvero l’uso alternativo dei materiali, a condizione che questo fosse creativo e non distruttivo.

Vogliamo parlare di questa torre rosa? Riprendo, a tale proposito, un articolo pubblicato da Sylvia Dorance:

“Cosa ci trasmette questa foto? Tanto per cominciare, lo sguardo di questa bambina, soddisfatta dello “scherzetto” appena fatto. Ma non si tratta solo di uno scherzo. In questo sguardo gioioso c’è tutta l’intelligenza, l’audacia tipica dell’infanzia, che va preservata ad ogni costo. Perché, lo dimentichiamo troppo spesso, la pedagogia Montessori non mira unicamente all’ordine e al rispetto delle regole. La ricchezza di questo approccio sta, al contrario, nel delicato equilibrio tra rigore e libertà. L’innovazione è possibile grazie alla padronanza di una tecnica, di un sapere o di un savoir-faire.”

Le nozioni apprese nel costruire (o nell’osservare l’insegnante, il genitore o chi per lui) la torre rosa in modo “tradizionale” si esprimono qui in modo creativo, mettendo alla prova le leggi fisiche e l’ingegno del bambino.

Il rigore

L’educatrice ha mostrato a questa bambina la torre rosa già montata in un angolo della classe. Poi le ha spiegato come smontarla per poterla trasportare, un cubo alla volta, fino al suo tappetino. In seguito, le ha mostrato come ricostruire la torre partendo dal cubo più grande e cercando il successivo, poi ancora il seguente e così via fino ad arrivare all’ultimo, il più piccolo. La bambina avrà, forse, costriuto la torre più volte. Questo non ha importanza. Ciò che è  evidente, osservando i primi cinque cubi, è che ha perfettamente assimilato il concetto delle dimensioni.

Il cambiamento

Ad un certo punto qualcosa è cambiato. Proprio come un ricercatore, questa bambina ha voluto sperimentare (“Cosa succederebbe se invece di un cubo piccolo ne mettessi uno grande?”). Ed ecco spalancarsi davanti a lei una nuova possibilità. Immaginate tutte le varianti in base alla personalità di ogni bambino. Alla fine, questa torre rosa a forma di clessidra è una grande vittoria:

  • nell’intenzione (la bambina non ha iniziato con i cubi più grandi: li ha tenuti da parte per utilizzarli in seguito)
  • nella concezione (la costruzione è equilibrata nelle proporzioni)
  • nell’abilità gestuale che richiede questa costruzione (trovare i punti di equilibrio e avere la mano ferma in modo da non far cadere tutto)

Possiamo constatare inoltre che, nella sua audacia, questa costruzione ha un filo logico: i cubi nella parte superiore, ad eccezione dell’ultimo, sono disposti in ordine crescente. La simmetria è perfettamente intenzionale.

E anche il cubo più piccolo, in cima, non è lì per caso. Se fosse altrove, metterebbe a rischio la stabilità dell’intera costruzione. La bambina ha scelto il posto più logico, che è anche quello più divertente e creativo: come una ciliegina sulla torta.

Saper osservare

Questa stranezza montessoriana può inizialmente apparire destabilizzante. Ma non dimentichiamo che lo scopo dei materiali Montessori è di rispondere ai bisogni del bambino. Il fine non è quindi la riproduzione fedele ma la comprensione di un principio. E il fatto che il bambino agisca non per essere lodato ma per un impulso che viene dall’interno.

Imparare ad osservare in modo discreto e rispettoso di fronte a questo genere di sorprese fa parte della preparazione all’insegnamento montessoriano. Un intervento esterno avrebbe impedito a questa bambina di sperimentare ciò che aveva pensato. La posizione di “osservatore” dell’iinsegnante permette al bambino di vedere “cosa verrà fuori”, permettendogli di imparare attraverso la sperimentazione.

Su questi blog (francesi) di homeschoolers montessoriani potete vedere altri utilizzi creativi della torre rosa insieme alla scala marrone:

Family and co

Kaldeirael

3 dans le petit nid

Devenir grandLe petit monde de Lisa

Petit petit Montessori

Testo in corsivo liberamente tratto dal blog di Sylvia Dorance (autrice dell’e-book “Materiale Montessori fai-da-te“) per gentile concessione dell’autrice.

Claudia Porta

Blogger, autrice, insegnante di yoga, SUP yoga e meditazione. Insegno dal vivo ma anche tramite videolezioni su youtube e attraverso l'app iOS 10minyoga.

Commenti

  1. dice

    È un aspetto che vale sempre la pena di ribadire, perché è vero che la montessori passa a torto per rigida.
    Grazie per i links, ottimi spunti per chi fa scuola familiare (e anche per chi non la fa!)
    Costruire la torre e buttarla giù, invece, lo considereresti un uso distruttivo? Perché qua per ogni torre innalzata c’è poi un crollo… Io ho sempre lasciato fare con un po’ di accortezza (a che non ci colpisca), dici che la montessori sarebbe d’accordo?

  2. dice

    Forse non ne so abbastanza, ma non ho mai considerato la pedagogia Montessori rigida. Semmai la trovo molto rispettosa della libertà e dell’individualità del bambino. E, in quest’ottica, la clessidra della bimba in foto è una vittoria: solo dopo aver compreso come funziona, ha potuto cercare e sperimentare una nuova stabilità e una nuova architettura.
    Molto interessanti anche gli altri link: grazie!
    Il mio bimbo quest’anno frequenta un nido molto serio pubblico, che utilizza anche materiali Montessori, e va matto per i blocchi di cilindri!
    Buona giornata,
    a presto!
    :-))

  3. DanielaP dice

    Grazie Claudia
    ottimi spunti per la vita di tutti i gg , quando purtroppo non si può accedere a scuole Montessori
    né si può praticare la scuola famigliare !!! <3
    Dani

  4. dice

    Sono una mamma di 2 gemelli di 13 mesi e da poco blogger anch’io nei ritagli di tempo. Sei stata una piacevole scoperta e ti ho subito cercata su Twitter in modo da poterti seguire e ricevere i tuoi aggiornamenti… Ma soprattutto è stato interessante leggere i tuoi post sulla Montessori. Proprio in questi giorni avevo infatti letto qualcosina in rete e adesso voglio assolutamente saperne di più. Anzi ne approfitto per chiederti un libro che sia un must have (o meglio, must read), secondo te.

    Grazie e a presto su questi schermi 😉

  5. dice

    Grazie per la sezione dedicata al metodo Montessori. L’anno prossimo mio figlio frequenterà una scuola Montessori e sebbene mi sia già informata sul metodo (anche molto prima di iscriverlo) i tuoi post saranno utilissimi per ampliare le mie conoscenze sul metodo stesso.
    Grazie e a presto
    Laura
    Ps. Ovviamente ti seguo senza indugio.

  6. dice

    Cara Claudia, e’ difficilissimo trovare scuole montessoriane. Ma con grande soddisfazione posso dirti che nella scuola del mio duenne stanno attuando il metodo montessoriano per quanto riguarda il cibo. I risultati sono naturalmente fantastici, perché i bimbi acquisiscono quell” indipendenza che solitamente noi adulti crediamo non abbiano. E ti dirò di più… I figli di mio fratello (americani) frequentano una scuola italiana privata montessoriana …. Insomma direi che il metodo Montessori e’ riconosciuto un po’ dappertutto! Io lo adoro!

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