Schettino e De Falco: le due facce dell’Uomo Normale

Nelle ore successive alla tragedia della Costa Concordia, ho provato un senso di solidarietà per il comandante Schettino. Preso di mira da tutti, sembrava il capro espiatorio perfetto. Avrebbe portato sulle spalle il peso della catastrofe, permettendo all’azienda di uscirne pulita.

In fondo, il suo era stato un errore umano. E di errori umani ne commettiamo tutti, ogni giorno. Certo, le conseguenze erano disastrose, ma in fondo non è stato altro che un atto di immensa stupidità. La sua manovra per portare la nave verso la riva e il gran numero di persone portate in salvo mi sembravano attenuanti da non sottovalutare.

Non riuscivo nemmeno a rimproverargli il fatto di aver abbandonato la nave. Lo so per esperienza che nei momenti di panico si possono avere comportamenti assolutamente irrazionali.

Anni fa sono stata vittima di un’ aggressione e ho inseguito il mio aggressore finché un volto noto incrociato durante la corsa non mi ha riportata alla realtà. Se lo avessi raggiunto, che cosa gli avrei fatto mai?

Un’altra volta sono scampata miracolosamente ad un incidente in autostrada, e sapete cosa ho fatto? Me ne sono rimasta lì, in piedi, a valutare i danni dell’auto, finché un vigile del fuoco che passava di lì non è venuto a tirarmi via dalla corsia di sorpasso. Mi ha detto che la speranza di vita sul bordo dell’autostrada è di 15 minuti. E io me ne stavo lì, nel bel mezzo di una curva, come se niente fosse. Per questo immaginavo Schettino dopo la sua terribile svista che, preso dal panico, abbandonava la nave. E proprio non me la sentivo di  giudicarlo.

In fondo, come diceva ItMom, paragonando Schettino a Don Abbondio, “Il coraggio uno non se lo può dare”.

Poi ho ascoltato le conversazioni telefoniche tra Schettino e il capitano De Falco. La nonchalance del comandante mi ha lasciata di sasso. La sua indifferenza mi ha gelato il sangue nelle vene.  Di fronte alla vigliaccheria di Schettino, il capitano De Falco si è subito trasformato in eroe.

Con tutto il rispetto per quest’uomo, che ammiro profondamente per la professionalità con la quale ha gestito la situazione, penso che definirlo un eroe sia un tantino esagerato. In giro per il web c’è chi ha ricordato che è facile urlare #vadaabordocazzo quando si è comodamente seduti in poltrona, e che non sappiamo come De Falco avrebbe reagito se ci fosse stato lui, sulla nave.

Mi piace pensare che sarebbe stato un eroe. Ne sono praticamente certa. Ma viste le circostanze, lo definirei semplicemente come l’altra faccia di quello Schettino immensamente stupido che immaginavo all’inizio. L’altra faccia dell’uomo normale. Quella buona, a cui ormai siamo disabituati al punto da considerare l’adempimento del proprio dovere come un atto eroico.

Image Credits: Liquida.it

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Commenti

  1. dice

    Non ho nessuna certezza se siano eroi o antieroi ma è certo che anche io a sentire la telefonata mi sono gelata.
    Il coraggio può mancare, ma forse in posizioni del genere bisogna farselo venire.
    Quando in ultimo superiore andammo in gita in Grecia il traghetto su cui viaggiavamo si allagò, ecco a ripensarci ora non so se restammo tutti tranquilli per pura incoscienza o perchè l’equipaggio pur non parlando una parola di italiano seppe condurre tutto alla perfezione.

  2. dice

    Gramellini ha scritto sulla stampa un articolo molto significativo sullo Schettino che è in noi e come sempre ha saputo analizzare con intelligente profondità i lati della vicenda. Non so come si sarebbe comportato De Falco: voglio credere che di vigliacchi come Schettino ce ne siano pochi. Per motivi professionali ho frequentato molto navi passeggeri note e devo dire che i comandanti e gli equipaggi che ho conosciuto incontrando momenti di difficoltà erano animati da un forte senso del dovere che oggi, forse, latita. Mi impressiona anche quello che dici circoli nel web e cioè che c’è chi afferma che dire: vadaabordocazzo stando seduti in poltrona non sia difficile. Questa affermazione non mi piace perché presuppone e in qualche modo giustifica gli atti di vigliaccheria. Chi non è portato a fare l’eroe non lo faccia e non si prenda oneri ma nemmeno onori di posizioni che presuppongono anche rischi personali e atti di eroismo che sono dovuti.

    • dice

      Ho appena letto l’articolo su La Stampa, e condivido il punto di vista di Gramellini. Mi piace molto la tua frase: “Chi non è portato a fare l’eroe non lo faccia e non si prenda oneri ma nemmeno onori di posizioni che presuppongono anche rischi personali e atti di eroismo che sono dovuti”. Chi occupa posti del genere dovrebbe avere, come dici tu, una personalità fortissima ed essere votato al dovere.

  3. dice

    Ciao Claudia,
    anche io, come te, non me la sono mai sentita di giudicare quell’uomo, il comandante Schettino. E tuttora non lo faccio. Se ne parlava ieri su facebook. Io ho lavorato per anni nel settore aereo. Sono stata addestrata a fronteggiare le situazioni di emergenza ed ho studiato decine di incidenti aerei catastrofici. L’uomo può sbagliare, perché, appunto, è uomo. Inoltre, la mente umana, come giustamente raccontavi tu, può giocare brutti scherzi se sottoposta ad uno stress fortissimo. Alcuni comandanti, durante emergenze aeree tremendamente spaventose, perdevano il controllo della mente, si mettevano a canticchiare ed agivano con una calma surreale. Ed i comandanti aerei sono persone eccezionali, dalla personalità fortissima. Ma sono uomini. E la mente umana è imprevedibile.

  4. dice

    Non so neppure io se definire eroi od antieroi questi personaggi. Forse non è neppure tanto importante, certo è che una persona nella posizione di Schettino, in simili circostanze di emergenza ha il preciso dovere di anteporre il bene degli altri al proprio , il suo comportamento contravviene ad ogni regola per un pubblico ufficiale, e lo pone in una posizione inaccettabile. Il contenuto della telefonata è scioccante.
    Michela

  5. dice

    io non sono d’accordo: schettino ricopriva un ruolo importante, un ruolo di potere, che immagino abbia meritato in qualche modo, quindi è obbligatorio aspettarsi da lui un comportamento adatto a quel ruolo.
    che poi l’armatore lo usi come capro espiatorio e che de falco sia stato ingenuamente innalzato al ruolo di eroe, condivido in pieno.

    • dice

      Hai ragione, sono d’accordo con te. Il fatto è che nei momenti di panico non sempre si è all’altezza. Io gli passo tutto ma non il fatto di non reagire alle esortazioni (e poi agli ordini) di De Falco.

      • donatella dice

        ma questa frase mi lascia sorpresa………..davvero claudia gli passi tutte le cag*** che ha fatto tranne il fatto di non aver reagito agli ordini di de falco ??per carità liberissima.ci stiamo solo scambiando personali opinioni su una triste vicenda.

    • donatella dice

      elena concordo con te su schettino.per de falco non mi sembra un eroe..ha semplicemente reagito così in quel momento di emergenza ,di quello che poi igiornalisti scrivono sta a noi non dare troppo rilievo,che lo chiamino come vogliono…certo forse anche io lo avrei preso leggermente a urla….. e che dev’essere uno della capitaneria a comunicare al comandante i cadaveri o il comandante che tiene i contatti necessari per capire la situazione ?prima di dare certi titoli alle persone dovrebbero sottoporli a una perizia psicologica seria per capire se poi reggono i gradi che hanno.sennò tutte le competenze e l’esperienza a che servono ?certo de falco non avrebbe potuto dirgli in un momento di grave emergenza ”bravo complimenti tanto la maggior parte si sono salvati” quindi …..sorvoliamo che è meglio.qui gli eroi sono quelli che stanno rischiando la vita entrando in quella nave…anche se è il loro dovere……. e tutti quelli che alla faccia di schettino si faranno un altra crociera !!!!

  6. dice

    Sai Claudia, anche io da ieri non faccio che pensare a come ci si stia accanendo contro quest’uomo, sicuramente colpevole di superficialità, quanto meno, ma non un mostro come si sta cercando di farlo diventare. Ho l’impressione che in questo momento storico per l’Italia servisse un capro espiatorio, uno su cui poter puntare il dito, su cui poter sparlare, per non pensare al resto….

    • dice

      scusami rossella ma si possono concedere un’errore (e ricordiamo che aveva spento il computer di bordo 4 minuti prima dell’impatto) ma non 10 di seguito e tra l’altro coprirsi di bugie sopra bugie. no non è un capo espiatorio. occuoi una posizione di rilievo e allora sii all’altezza o almeno tanto intelligente da capire che dopo i primi errori bisogna guardare in faccia la realtà e dare l’allarme. ma cosa credeva di fare dopo aver battuto, metterci una toppa e continuare la sua bella crociera? no scusatemi e scusami Claudia ma proprio non riesco a comprendere di come si possa arrivare a tanta superficialità da parte di un comandante con a bordo tutte quelle persone, donne e bambini. siamo umani e sbagliamo, ma poi non si può perseverare in quella maniera. l’accanimento mediatico è il minimo che si possa meritare.

      • donatella dice

        sono d’accordo !!non è un’incidente improvviso che capita e in 10 minuti tutto precipita !allora si che se si va in panico non si riesce a gestire la situazione !ma lui ragazze ha navigato per più di un’ora….quindi no comment !!!

  7. dice

    Io ammetto invece di aver pensato subito che ha sbagliato, l’unica cosa giusta che ha fatto è stata avvicinare la nave alla costa. E’ vero la mente umana gioca brutti scherzi. Ma anche il fatto che non ha fatto scendere immediatamente i passeggeri?? Continuava a dire che era un guasto tecnico quando sapeva benissimo di aver preso uno scoglio. Avrebbe potuto far scendere tutti immediatamente senza creare crisi di panico nella gente. Ho sentito dire che ha dato l’allarme quando la nave era già inclinata e metà delle scialuppe erano ormai inutilizzabili. Va bene farsi prendere dal panico, ma quando hai una città sotto la tua responsabilità poi ti devi riprendere. De Falco non lo chiamerei eroe, ha fatto il suo dovere. Ed è quello che avrebbe dovuto fare Schettino, e una volta sentita la telefonata avrebbe dovuto dire “ok ho avuto un momento di panico, ma sono un comandante ora risalgo e aiuto la gente”. Non riesco a perdonargli una cosa del genere. E nemmeno il fatto che abbia avvicinato la nave cosi tanto alla costa. E se invece di cadere sullo scoglio la nave fosse caduta su Giglio Porto? Sono andata quest’estate li e li scogli si vedono benissimo anche a pelo dell’acqua..senza bisogno di radar

  8. Silvia dice

    Indipendentemente dalle mie opinioni sui due comandanti, non condivido la frase-sentenza di chi, in giro per il web, ha scritto: “In giro per il web c’è chi ha ricordato che è facile urlare #vadaabordocazzo quando si è comodamente seduti in poltrona”. Non era comodamente seduto in poltrona, coordinava da terra il salvataggio di 4000 persone, non credo sia definibile come una situazione di comoda poltrona. Almeno non per chi ha un’anima e una coscienza. Io mi vedo dietro una plancia di controlli e comandi a coordinare il salvataggio di 4000 persone disperse a bordo di una nave ormai buia e fredda o in acque per quanto calme gelide e ostili al buio. Non so se sanno nuotare, se hanno i salvagenti, se sono a bordo delle scialuppe o a bordo della nave intrappolate in sale da cui non riescono più a uscire perchè i mobili rovesciati impediscono loro di passare, non so se hanno aria, se ci vedono in quel buio devastante. Ci sono 8-10 gradi in mare. E in mare fa freddo, anche a bordo di una nave, molto più freddo che a terra.
    Non mi sentirei comodamente seduta in poltrona, non la accetto come definizione. De Falco non sarà un eroe, avrà fatto solo il suo dovere, ma immagindandomi in quella situazione vedo il nervosismo salire, l’arrabbiatura per quegli ufficiali che dovrebbero darmi risposte per poter coordinare i sommozzatori, le navi di salvataggio, gli elicotteri e che non sono a bordo e non mi dicono quante persone sono riuscite a calarsi nelle scialuppe, quante hanno i giubbotti di salvataggio, quante sono finite in mare, montarmi alla testa come non mai, fino a sospendere quel capitano dal suo ruolo e ad assumere il comando DA TERRA, con tutte le difficoltà che questo comoporta. Anche perchè, qualora vi fossero stati strumenti funzionanti, avrebbero potuto aiutare a capire quale fosse la situazione della nave e l’urgenza delle operazioni, ma se ai comandi non c’era più nessuno…beh….era come chiedere la luna. Non era facile stare a terra. come non era facile stare accanto alla nave e soccorrere le persone. Alla faccia della poltrona comoda, ha assunto le responsabilità del comandante della nave, la responsabilità di 4000 vite da salvare. Alla faccia di chi spara giudizi su twitter e sul web STANDO su una poltrona.

    • dice

      condivido in pieno. anzi credo che in una situazione del genere sarebbe stato più facile gettarsi in mare e salvare qualcuno con le proprie mani che non stare attaccato a quella poltrona con l’ansia di coordinare tutto, di capire tutto, ti salvare tutti. no certe frasi non si possono proprio leggere.

  9. dice

    Buongiorno,
    non so se sono d’accordo con te perché Schettino ha mentito per ore, prima ai passeggeri, poi alla Guardia Costiera. E’ panico questo? O era coscientemente in grado di capire la cazzata che aveva fatto e non ha avuto il coraggio di prendere e aggiustare le cose finché c’era tempo? Era il Comandante, pagato per farlo e formato anche per agire in casi come questo. Ha mentito per ore e questo credo che nessuno riesce a perdonargli. Ora ci sono decine di sommozzatori dei vigili del fuoco, pagati molto meno di lui (senza contare i volontari) che stanno recuperando cadaveri.

    Saluti

  10. dice

    Anch’io sono rimasta agghiacciata dalle telefonate.
    Prima non avevo capito quali erano le responsabilità di Schettino, non appieno.
    Ma sentire le esortazioni di De Falco e la resistenza di Schettino, pensando alle persone che rischiavano di morire o erano già morte, mi ha lasciata di stucco.
    De Falco non è un eroe, ha fatto il suo lavoro, quello che è il suo dovere, lo ha fatto bene.
    Schettino DEVE pagare per non averlo fatto, ma per il suo errore e la sua irresponsabilità qualcuno ha già pagato, un caro prezzo.

  11. dice

    Anche a me è stata l’indifferenza a gelare il sangue.
    Come se stesse parlando di andare a prendere la lista della spesa lasciata a casa.
    E leggere l’intervista di De Falco a Repubblica di oggi mi ha dato la tua stessa certezza: sarebbe stato un eroe. E’ stato una brava e normalissima persona. Lo ha detto anche lui.

  12. dice

    Non mi sono molto curata della faccenda del capitano e non ne conosco tutti i particolari. Credo che ora la cosa più importante sia fare il bilancio di chi c’è e di chi purtroppo non ce più e del recupero dei corpi. Non scordiamoci del carburante presente nella nave… Sinceramente Schettino un pò mi fa pena, ma credo che non puoi fare un mestiere del genere se te la fai addosso. Gli eroi, quelli veri sono i sommozzatori che sono all’interno di una nave che piano piano sta scendendo sempre più giù.

  13. dice

    No, di solito sono sempre d’accordo coi tuoi post ma Schettino è indifendibile, chi conosce il codice militare sa che quando si ha la divisa e si è nell’esercizio delle proprie funzioni tutto il resto non conta, non puoi farti prendere dal panico o cercare di salvarti la pelle perché il tuo ruolo è un altro e se sei un militare lo sai benissimo fin dall’inizio. Un comandante non abbandona la nave in quel modo. Poteva rimediare all’”errore” dando subito l’allarme, facendo partire subito l’evacuazione: poteva salvarli TUTTI. Invece ha tergiversato più di un’ora e poi è scappato. De Falco dalla telefonata si capisce che il senso del ruolo ce l’ha e non penso proprio che sarebbe scappato dalla nave. Sull’articolo di Gramellini non sono d’accordo: trovo davvero irritante, ogni volta che qualcuno compie qualche atto vile o delinquenziale, cominciare a dire “In fondo in ognuno di noi c’è un po’ di lui”, semplicemente perché non è vero e lo dimostrano gli stessi fatti di questi giorni: per un vile come Schettino c’è l’abnegazione dei vigili del fuoco, dei sommozzatori (stanno rischiando grosso per cercare le vittime), degli abitanti del Giglio che in piena notte hanno aperto le porte e le cucine di casa propria, c’è l’eroismo (quello sì) del giovane batterista che ha lasciato il suo posto sulla scialuppa a un bambino e in questo modo è probabilmente morto (è tra i dispersi), c’è il commissario di bordo che è rimasto due giorni sulla barca con la gamba rotta rischiando di morire perché ha salvato gli altri; è un’offesa anche nei loro confronti dire che c’è un potenziale schettino in ognuno di noi.

    • dice

      E’ esattamente quello che volevo dire io qualche commento sopra. Certo, nessuno vuole fare di lui un capro espiatorio, e forse concorreranno le responsabilità di altre persone, ma quando scrivevo che in quanto pubblico ufficiale Schettino aveva il dovere di non abbandonare la nave a costo della sua stessa vita, intendevo dire esattamente quel che ha scritto Ilaria.
      Michela

  14. dice

    Ciao sono Cristina, ti ho conosciuta tramite il sito dei Piccolini e poi oggi ritrovandoti su Twitter sono qui a scoprire il tuo blog. Le tue sono considerazioni che anch’io ho fatto e che condivido pienamente..Questa vicenda ha del surreale sotto diversi aspetti: surreale è la manovra, surreale è la reazione o meglio la non reazione con fuga, surreale l’atteggiamento della compagnia, surreali molti commenti letti qua è là.. Ciò che è drammaticamente reale sono quelle vite umane spezzate che questo tam tam continua ad uccidere ancora e ancora.. C’è una brama quasi ossessiva di giudicare un solo responsabile, ma è veramente l’unico? Era forse il solo? Se lui è entrato in panico e ha dato i numeri gli altri dov’erano? Cosa hanno fatto? E’ pensabile che nessun altro fosse in grado di gestire la situazione? Ma va bene così.. La mia paura è che alla fine tutto divverà attutito, le luci si spegneranno e si accenderanno altrove e quelle vite spezzate non avranno mai la vera giustizia che meritano..A parte questo tema, complimenti per il blog..Continuerò a seguirti con piacere :)

  15. dice

    scusate se non ho potuto leggere tutti i commenti. stiamo parlando di un comandante e si presuppone che certe doti per raggiungere quella posizione ce le hai, altrimenti fai spazio agli altri. il panico non può esserci quando stai decidendo la vita di 4000 persone.. nè tanto meno di una. mi dispiace non riesco a giustificarlo minimamente perchè occupava quel posto e tu, comandante, sai cosa significa occuparlo, sia la tua nave love boat o titanic.
    e il defalco non sarà un eroe, ma sono convinta di quel vadabordoc…o che ci ha fatto sussultare dalla sedia non per il comando (facile sicuramente da fare) ma perchè si sentiva la sofferenza e la rabbia, la voce roca di un uomo che voleva salvare quelle vite e che avrebbe fatto di tutto pur di non vedere sotto i suoi occhi quell’immane disastro. forse non siamo più abituati, forse ormai i nostri occhi si vedono solo politici corrotti e con poco senso del dovere, impiegati che timbrano il cartellino e spariscono, gente ubriaca al volante che investe bambini e sparisce nel nulla. e allora che sia un eroe, come lo sono tutti quelli che oggi dovrebbero gridare a tantissime persone “prenditi le tue responsabilià!” perchè gli incidenti succedono, il panico pure, ma chi occupa posti di rilievo avrà delle doti caratteriali che altri non hanno altrimenti che vadano a fare altro, che non sei comandante solo quando devi fare il saluto ai turisti con la tua sirena.

  16. dice

    Ciao Claudia,

    anche gli eroi (se esistono) soffrono di panico o hanno paura, ne sono certa.

    Ma un comandante, un dirigente o chiunque abbia una piccola responsabilità (e se ci pensiamo bene tutti ne abbiamo nei confronti degli altri, anche solo mettendoci alla guida) non deve venire meno al suo dovere, soprattutto se questo implica la vita di altri.

    La tua frase ” L’altra faccia dell’uomo normale. Quella buona, a cui ormai siamo disabituati al punto da considerare l’adempimento del proprio dovere come un atto eroico.” è quanto mai vera. De Falco ha solo fatto quello che andava fatto mentre Schettino ha fatto proprio quello che non andava fatto. Questa è la sola differenza. Il livello di responsabilità.

  17. Pastafrolla dice

    Io non intendo difendere il comandante anche se come te, prima di sentire la telefonata, cercavo di tenere il mio giudizio “in sospeso” fino a notizie ufficiali.

    Ho avuto l’iniziale senso di rabbia per la sua spacconata, il pensare di poter passare cosi’ vicino alla costa per dimostrare chissa’ che. Ecco, mi dicevo, un’altro esponente del genere maschio italico che tanto qui all’estero (dove vivo) sembra essere il cliche dell’uomo italiano: il belloccio e straffottente che dopo i 50 guarda le donne dal collo in giu’ e magari fa pure il cretino forte della sua posizione di “potere”. E lo so benissimo che non sono tutti cosi’ ma e’ difficile combattere contro questi luoghi comuni soprattutto visto la nostre recente storia politica.

    Comunque, dopo la registrazione, la rabbia e’ diventata incredulita’. Alla fine era un Don Abbondio a cui qualcuno stava dicendo cosa fare, poterva dire: “va bene, vado” e invece ha mentito ed e’ tornato a riva.

    Oggi purtroppo non smetto di pensare alla bambina che non si trova piu’, ha l’eta’ di mia figlia e mi domando cosa avrei fatto io, con due bambine piccole in quella situazione di pericolo.
    Penso a lei e mi prende una tristezza al cuore. Chissa’ cosa il comandante e gli altri del suo equipaggio e della compagnia (sicuramente lui ha fatto e detto qualcosa ad altri nell’ora o piu’ precedente alla tragedia) avrebbero potuto fare per salvare la piccola e gli altri ancora dispersi.

    Allo stesso tempo, spero che la vicenda non diventi un’altra Cogne o Avetrana televisiva. Anche io dovro’ cercare di staccarmi dalle notizie o trasmissioni di approfondimento varie per non cadere in quel circo mediatico che sembra il modo di gestire le notizie degli ultimi anni.
    Speriamo che la magistratura, che forse avrebbe dovuto tenere il capitano dentro invece che agli arresti domiciliari e magari anche evitare che le notizie finissero subito in rete (una registrazione ufficiale non avrebbe dovuto essere prima data alle autorita’ invece che al CdS? mah, ormai non ci capisco piu’ nulla), riesca a chiarire tutti gli aspetti di questa vicenda anche solo per rispetto di quelli che a riva non ci sono piu’ arrivati.

  18. dice

    Mah, soprattutto alla luce di quanto e’ emerso nelle ultime ore: “non sono scappato, sono caduto nella scialuppa” (casualmente insieme al secondo capitano e agli ufficiali) secondo me Schettino non ha scusanti. Non perche’ e’ andato addosso a uno scoglio ma per TUTTO quello che NON ha fatto dopo. Se non avesse perso tempo non ci sarebbero stati morti e dispersi. Sono costretta a casa da una brutta influenza e aime’ mi sto’ guardando tutti i programmi di approfondimento sulla vicenda. Le testimonianze delle persone che erano sulla nave sono agghiaccianti e non riesco a provare il minimo senso di “solidarieta’”per Schettino. Trovo anzi sia assudo che rischi solo 15 anni. Non considero assolutamente un eroe De Falco. Come non considero tale il commissario di bordo. Per carita’, tanto di cappello eh, ma hanno fatto il loro dovere. Salvare vite e’ una loro scelta altrimenti farebbero un lavoro che non comporta il mettere in pericolo la loro vita per salvare quella degli altri.

  19. debbie dice

    Io credo che tra i due comandanti ci sia una differenza basilare: uno è militare e l’altro no. Facevo l’assistente di volo e ho conosciuto entrambe le categorie: quelli che vengono da un ambiente militare, spesso, hanno vissuto già situazioni di vera emergenza in situazioni critiche tipo guerre o simili, quindi hanno un diverso addestramento. Però mi ricordo anche un incidente aereo dell’Air Afrique avvenuto tanti anni fà in cui due mie ex colleghe viaggiavano fuori servizio, come passeggere, insieme a due piloti. L’aereo in atterraggio prese fuoco e l’equipaggio africano non era assolutamente preparato a gestire l’evacuazione. Fu una di loro ad aprire la porta e…indovinate chi furono i primi a scendere? i piloti italiani che viaggiavano come passeggeri insieme a loro…i colleghi. Una di queste hostess rimase nelle fiamme per liberare la collega che aveva una gamba fratturata ed era rimasta incastrata, la portò in salvo lei. Quando ripassavamo le emergenze,prima di ogni volo, ripetevamo spesso le procedure di evacuazione e ci veniva detto di percorrere tutta la cabina e controllare anche i bagni per appurare che non ci fosse più nessuno a bordo. Il comandante aveva il compito di scendere dalla porta posteriore dell’aeromobile per controllare che a bordo non ci fosse più nemmeno un membro d’equipaggio o passeggero. Però, in situazioni critiche, vige la regola del “common sense”. Se il fuoco avanza a dismisura e so che non ce la farei a percorrere tutta la cabina, non faccio l’eroe. Ecco, credo che questa non fosse la situazione in cui si trovava il comandante Schettino. Non ho mai sentito parlare un membro d’equipaggio in quel modo, anche a me sono venuti i brividi e mi chiedo chi ce lo abbia messo. I naviganti, per mare o in volo, periodicamente devono sottoporsi a controlli di idoneità fisica o psicologica: il comandante Schettino deve essere stato proprio bravo in teoria e poco in pratica. Chiunque può panicare, io non dico che al suo posto avrei fatto chissà che perché finchè uno non ci si trova non lo può dire. Però so che gli equipaggi ben addestrati raramente panicano in emergenza: è anche capitato che assistenti di volo esperti si chiudessero in bagno durante un’evacuazione, pur sapendo di dover sbarcare gli altri e se stessi. Non siamo macchine, non lo possiamo sapere…pensavo prima di ascoltare la freddezza del capitano Schettino. De Falco non è stato un eroe, però cazzo quella è la voce di un comandante vero!

  20. dice

    Non sono d’accordo con te, Claudia.
    Io non avrei mai intrapreso una carriera per diventare Capitano di una nave.
    Non ho il sangue freddo per reagire a situazioni di pericolo, non sono in grado di reagire con prontezza sobbarcandomi grandi responsabilità tra cui le vite di altre persone.
    Lui avrebbe dovuto. E non solo non l’ha fatto. Ma si è dato alla fuga. Da vigliacco.
    Ha compiuto una manovra che, definirla “azzardata”, è un eufemismo. Si è avvicinato troppo alla costa per “sfilare” e mettere in mostra il suo gioiellino che avrebbe sventrato da lì a poco.
    Poi, dopo il danno, riconosciuto, non ha dato subito l’allarme, è fuggito come il peggiore dei codardi lasciando a bordo equipaggio e passeggeri nel pieno del pericolo!
    Senza parlare delle scuse indecenti che ha provato ad accampare: “E’ troppo buio per tornare a bordo”, “sono caduto dentro alla scialuppa” e altre imbeccilità del genere.
    Pensa che si sono comportati in modo più coraggioso i poveri filippini lava-piatti della cambusa che hanno soccorso i passeggeri e li hanno aiutati a salire sulle scialuppe prima di mettersi in salvo loro stessi!!! I filippini lava-piatti non prendevano stipendi da molti zeri come Schettino! Nè brindavano nella sala ristorante con lo smoking bianco.
    Che vergogna.
    Nessuna giustificazione per lui.
    Per quanto riguarda De Falco, lui ha detto tutto in un’intervista: “Gesù, che ho fatto di straordinario? Io ho fatto solo il mio dovere. Quello che avrebbe fatto qualunque altro uomo, donna, marinaio al mio posto quella notte” e ancora: “Vi posso chiedere un favore? Dimenticatevi di me. Smettete di parlare di me. L’eroe non sono io”.

  21. sere dice

    ciao claudia.
    argomento impegnativo in questo post.
    tante cose si potrebbero dire e sicuramente tante ne sono state dette, e i media tutti lo faranno ancora per lungo tempo, senza pensare, tra l’altro, ai naufraghi e a tutti i famigliari dei dispersi e dei deceduti che devono subire l’immensa sofferenza di sentire ripetute decine di volte le stesse parole che decretano la sciagura che li riguarda o riguarda i loro cari.
    personalmente anche io ho pensato che, con tutto l’addestramento, l’esperienza, il carattere, il senso del dovere, che si può avere, l’essere umano può sbagliare proprio in quanto essere umano. con questo non sto giustificando il comandante schettino, sto solo non escludendo l’umana possibilità di farsi prendere dal panico, di pensare, istintivamente, alla propria vita e alla propria salvezza. e anche io come tanti penso che defalco sia sicuramente una persona integra e forte, non per questo un eroe; se parliamo di meriti o applausi (ipotetici ovviamente) da fare, li si possono fare certamente a lui per la professionalità e la fermezza così come a tutte le altre persone che materialmente si sono occupati e si stanno occupando dei soccorsi, dei dispersi ecc., non solo in questa ma in tutte le altre situazioni che in italia e nel mondo si verficano giornalmente, anche senza salire alla ribata delle cronache; ma vero è che, come dice ilaria nel suo commento, schettino è un comandante, un militare, un uomo quindi che ricopre un ruolo di grande responsabilità (non lo definirei di potere nel senso stretto della parola), che fa parte di un ordine con un codice ben precico che, in quel momento di tragedia e bisogno, lui non ha rispettato. penso che sotto il punto di vista umano schettino si possa anche comprendere, si potrebbe forse anche compatire, ma dal punto di vista del dovere, bè, mi dispiace ma non ha giustificazioni: schettino verrà giudicato da chi di dovere e porterà il peso del suo comportamento per il resto della vita e oltre se possibile, ma lui ha la possibilità di scusarsi, difendersi, mentre lo stesso peso dovranno portarlo tutti i famigliari dei morti e dei dispersi che questo sbaglio umano ha causato e che non hanno possibilità di replica. perchè, non ce lo dimentichiamo, detto tutto quello che è possibile, forse bisognerebbe stare anche un attimo in silenzio e pensare a queste vite spente.

  22. dice

    Sulla telefonata tra il comandante e l’altro comandante: non sono riuscita a finire di ascoltarla perché era imbarazzante, ero in imbarazzo io per Schettino: sentire il Comandante di una nave che sta affondando parlare a spizzichi e bocconi e tirare fuori scuse come “è buio”. Dai, ma per favore, che cosa avrebbe voluto sentirsi dire Schettino dal Comandante della Guardia Costiera? Le coccole per telefono? Io non ho sentito panico nel suo tono di voce, ma solo bugie bugie e non sapere come metterle giú meglio. E De Falco ci credo che abbia alzato il tono della voce quando uno cerca di capire quanta gente rischia la vita dall’altra parte colui che dovrebbe aiutare fa “eeeeeeehhhhhmmmm si, no guardi…si, no….allora….” e i minuti passano… Ho dovuto fermare il video perché non ce la facevo ad ascoltare e De Falco è pure stato gentile, io un vaffa a Schettino glielo avrei urlato ben bene nel timpano e se ce lo avessi avuto là lo avrei buttato in mare.

    Scusassssero lo sfogo.

    • Mamma nuvola dice

      Io ritengo che Schettino e tutta la Costa Crociere non abbiano diritto a nessuna scusante.
      Sono stata sulla Costa Concordia nell’Agosto 2007 a fare lo stesso giro, posso testimoniare che “casualmente” anche allora passammo vicinissimi all’isola del Giglio, ma proprio molto molto vicini e ciò era stato annunciato almeno 10 volte dagli altoparlanti dal capitano come se fosse l’evento di tutto il viaggio, io e mio marito siamo sicuri che fosse una pratica usuale, una scelta della Costa per chissà quale motivo nascosto, avevano chiesto ai passeggeri ad ogni annuncio di affacciarsi sui ponti a vedere l’isola di notte e che forse, dopo il suono delle sirene della nave di saluto, avremmo visto i fuochi e sarebbe stato il saluto dell’isola alla nave….fuochi che poi non ci furono….
      Comunque concesso che Schettino per poter fare l’avvicinamento abbia dovuto spegnere i sonar e poi sia stato vittima di un errore umano, tutto il resto è assurdo. Immediatamente la strumentazione della nave avrà segnalato l’allagamento e la portata, non ha chiuso le porte stagne, non ha dato il may day, l’evacuazione è incominciata dopo 2 ore e non su sue indicazioni quando la nave ormai era già inclinata, lui chissà era forse già al sicuro con i suoi ufficiali. Vergognoso che nessuno con poteri di comando abbia preso in mano la situazione come si doveva, tutti scappati loro. Intanto c’erano i camerieri, gli animatori, il personale semplice che aspettavano loro indicazioni e loro aiuto…fin tanto che non han deciso di far di testa loro per fortuna. Mi immagino i passeggeri appena imbarcati che ancora non sanno orientarsi su quella nave enorme, noi ci abbiamo messo 2 giorni per incominciare a capire come orientarsi. Mi immagino le famiglie coi bambini doversi arrampicare sulla scialuppa con un vuoto enorme sotto, quelli che son dovuti scendere con la scala….assurdo veramente. Schettino a tutti i suoi ufficiali dovrebero stare in prigione e invece per uno strano motivo sono ai domiciliari. Paese assurdo il nostro, Schettino avrà il suo santo protettore che si chiami Costa o si chiami in altro modo, odio quando la legge non è uguale per tutti, quando chi ha ucciso è fuori dal carcere e chi ha commesso un piccolo furto o chi si autodifende è imprigionato a vita. De Falco dall’altro canto non ha fatto niente di eccezionale, si è giustamente indignato con un capitano che ha abbandonato il suo equipaggio a sè stesso, cercava un modo per fargli fare qualcosa era in teoria il suo unico punto di riferimento sui soccorsi sulla nave. Ha detto quello che ognuno di noi gli avrebbe detto in quel momento, io sarei stata molto meno diplomatica, sarei andata giù molto più pesante. Son troppo arrabbiata per quelle morti inutili

  23. Micky dice

    De Falco non è un eroe. Si esagera sempre, si idealizza in maniera precipitosa… perchè mancano figure positive, che si preoccupano per gli altri oltre che per se stessi. Se ci fosse più indignazione, se non si fosse sempre pronti a giustificare, a offrire umana comprensione (tizio è tanto giovane/caio era sconvolto/sempronio non voleva…) forse gli uomini come il comandante ci sarebbero comunque…ma (magari) prima di mettere in pericolo la vita degli altri per una “bravata” (così è stata definita sui giornali), ci penserebbero meglio.
    Lo sdegno non è un male quando ha ragion d’essere. Almeno credo.

  24. sabrina dice

    Affezionata al tuo sito (grazie per tutte le meravigliose idee che mi hai donato) ma in pieno disaccordo con il tuo pensiero. Al di là delle definizioni di eroe e antieroe..passiamo oltre. Gli errori sono umani e grazie a dio lo siamo, le sciocchezze le abbiamo fatte tutti ci mancherebbe e ognuno ha un proprio elenco personale.
    Ma un conto è inseguire un ladro o avere una distrazione o dimenticarsi una cosa e chissà cos’altro..ma mettere a repentaglio la vita di più di quattromila persone per una sbruffoneria non lo definirei un semplice errore. Non dare un allarme che poteva salvare tutti e telefonare a destra e manca per capire come coprire il fattaccio e coprirlo per ore non è restare inebetiti come ti è successo in autostrada. Scappare appena la situazione si fa brutta in barba ai propri passeggeri, scavalcando la salvezza di uomini, donne e bambini dopo averli messi in quella situazione, bhè difficile trovare le parole..e poi piagnucolare perchè probabilmente lo licenzieranno (frase riferita da un ufficiale sulla scialuppa con lui), oh mamma, indifendibile.
    Eroe Di Falco, chissà forse è diventato un eroe chi fa il proprio lavoro..eroe, sì e come lui eroi chi si è calato da un elicottero in piena notte su una nave che non conosceva, eroe il vicesindaco dell’isola che è salito sulla nave per aiutare ed è stato fra gli ultimi ad andarsene, eroi tutti quelli del personale che sono rimasti e hanno aiutato…concordo con chi l’ha scritto.
    Ognuno di noi ha il proprio Schettino in sè? Guarda esiste il bianco e il nero in tutti noi, non è la scoperta dell’acqua calda, ma no..mi sento lontana da Schettino anni luce, come mi sento lontana da chi viaggia in autostrada a 200 all’ora e mi si pigia dietro, come mi sento lontana da chi prende in mano una pistola e la punta contro qualcuno e da tanta altra gente di cui è inutile fare un elenco.
    La parte buona di me dice che ognuno è schiavo di una propria storia e quindi posso, devo perdonare (ma non tocca a me, tocca a chi ha subito la perdita di una vita cara), ma questa è un’altra storia.

    ciao

  25. SARA dice

    Bravissima, la penso esattamente come te (in particolare: “Non riuscivo nemmeno a rimproverargli il fatto di aver abbandonato la nave. Lo so per esperienza che nei momenti di panico si possono avere comportamenti assolutamente irrazionali”).

  26. dice

    infatti lo stesso de falco ha detto in un’intervista “‎”Vi posso chiedere un favore? Dimenticatevi di me. Smettete di parlare di me. L’eroe non sono io”. Eppure, l’intuizione che sulla Concordia stava succedendo qualcosa… “L’intuizione? L’eroe è il mio sottocapo Alessandro Tosi, è lui che ha capito tutto quella notte. È lui che alle 22,07 guardando un puntino verde su un monitor senza sapere nulla che non fosse una telefonata dai carabinieri di Prato mi ha detto, “comandante, quella nave da crociera va troppo piano…” fonte repubblica

  27. Elenabit dice

    L’atteggiamento che contrappone l’eroe al vigliacco e sbatte il mostro in prima pagina è un meccanismo che scatta ogni qualvolta succedono catastrofi di questo genere e corrisponde a una sete di sensazionalismo che è connaturata a simili situazioni. Non lo approvo, ma non mi stupisce. Non accetto però la commiserazione verso questo individuo che aveva un codice deontologico da rispettare, oltre al fatto che avrebbe dovuto possedere buon senso e competenze per svolgere il suo lavoro.
    Chi commisera il comandante Schettino si comporta esattamente come chi lo distrugge, cioè perde di vista i doveri e le responsabilità che ogni incarico comporta. Cosa succederebbe, ad esempio, se i chirurghi in sala operatoria si facessero prendere dal panico o sopraffare dall’emozione tutte le volte che si presenta una situazione critica (cosa che avviene con alta frequenza)? L’errore umano, anche il più folle, è possibile, perchè non siamo macchine. Ma se si accetta un ruolo, lo si deve fare, più o meno bene, fino in fondo. Altrimenti si fa un altro mestiere. Bisognerebbe quindi domandarsi chi abbia selezionato un individuo così palesemente privo dei requisiti per svolgere il suo lavoro.

  28. anna dice

    “ora comando io,torni a bordo cazzo!”no, a me non piace per niente,de falco. e sarebbe stata piu’ utile un’altra conversazione, piu’ umana, piu’ efficace, piu’ d’aiuto a schettino, che superasse il panico, e a chi a bordo aveva bisogno di un comandante. fare la voce grossa sapendo di registrarsi, sapendo che si potra’ mostrare al mondo quanto si e’ forti, a me tutto fa pensare tranne ad un eroe.
    e, cazzo, dov’era tutte le altre volte che qualche nave passava ad inchinarsi?non e’ anche responsabilita’ sua?dico, sono anni che quella nave lo faceva,ma svegliarsi prima?

    • donatella dice

      la nave l’inchino lo ha sempre fatto a debita distanza non passando sugli scogli !!che c’entra de falco o l’azienda ?era una cosa che non poteva creare nessun problema come infatti si sa .ma mi si può spiegare perchè schettino è umano e può andare in panico e de falco invece doveva fare così doveva fare colà…addirittura fargli passare il panico a schettino……mah!

  29. dice

    Sai che sono assolutamente d’accordo?
    Però c’è un’altra domanda che a me è sorta subito spontanea a rimando della estrema stupidità (anche secondo me non c’è altro che questo) di Schettino, chi ha messo quest’uomo al comando di una nave di quella portata? Ed ecco che l’azienda non mi sembra più così innocente e in diritto di intentare cause…

  30. dice

    sono contenta di averti letta…anch’io provo la stessa emozione, non so come definirla…empatia forse?
    è difficile capire fino in fondo
    altra considerazione: non ti pare che la stampa la stia facendo diventare un spettacolo da mettere in scena, pure la donna che mangiava con lui….basta, penso che chi non c’è più abbia diritto di rispetto

  31. Bluemoon dice

    Ho riflettuto molto sul tuo post. E devo dire che subito ho pensato”ha ragione” , poi subito dopo “E ma se penso alla tragedia delle vite spezzate e famiglie distrutte” e poi ” no, ma in situazioni di panico uno pu non reagire razionalemnte”, insomma… non so neanch’io cosa pensare definitivamente.

    Sono certa che ci sono momenti in cui la nostra testa può partire e fare cose che “mai avremmo pensato di fare” (vedi bambini dimenticati nell’auto per lo stress).. Penso però anche che per noi fuori da quel mondo (delle navi, mare crociere ecc.) una situazione di panico e l’agire irrazionale del momento di stress sia più giustificabile perchè inaspettata e imprevedibile. Ma lui, lui lavorava in quel mondo del mare, non se lo sarà mai posto il problema nei tanti anni di carriera in quel campo: ” Potrebbe succedere un giorno.. Che farei? ” Fanno corsi su corsi su queste cose, e non si sarà mai immaginato se stesso in una situazione simile? Ecco, questo lo differenzia da noi che lavoriamo in altri ambiti ( e siamo responsabili nei nostri ambiti) . E quando ha iniziato a diventare comandante , quindi capo, dirigente, di una nave passeggeri ( e quanti passeggeri!….. non ci ha mai pensato cosa avrebbe fatto? Ecco che quindi il tentativo di comprendere il suo momento di panico e agire irrazionale , mi porta a non riuscire a essere vicino a lui emotivamente…non poteva non averlo mai immaginato.. .
    Grazie del post Claudia, mi hai fatto riflettere più a fdndo sulla vicenda umana…

  32. sabrina dice

    Ecco adesso la colpa è di De Falco che doveva (con quali mezzi?) impedire gli inchini..peccato che non è l’armatore di costa crociere che gli inchini ha sempre consentito di farli e che non c’è una legge in merito…
    Forse doveva essere meno severo con il comandante, parlargli gentilmente, offrirgli i pasticcini o chiamargli uno psicologo…intanto sulla nave si moriva. Ma se non usava quel tono avrebbe assecondato l’atteggiamento di chi cercava di coprire o minimizzare fino all’ultimo. Cmq chi lo sa cosa c’è dietro e da chi è arrivato l’ordine di temporeggiare.
    Il problema è che siamo sempre pronti a giustificare i comportamenti di chi si comporta male in questo paese, abbiamo un animo gentile e paterno verso tutti anche verso chi viene meno verso i propri doveri. Assecondiamo le debolezze perchè le abbiamo tutti e dimentichiamo che un conto è perdonare l’uomo, un altro è assolvere i suoi comportamenti e così siamo il paese che siamo.
    A me è rimasto impresso quello che disse con grande dignità la mamma di un ragazzo morto a Milano nel fattaccio dell’esplosione della camera iperbarica, quello dove si scoprirono negligenze e trascuratezza e dove morirono una ventina di persone se non sbaglio…lei parlò dell’importanza del dovere e del fatto che se ognuno di lo compisse con serietà allora saremo qualcosa di diverso, anche chi spazza le strade o prepara un piatto o fa qualsiasi lavoro all’apparenza più innocuo ha una responsabilità correlata alla propria azione che si ripercuote sugli altri.
    Un ordine di evacuazione dato per tempo avrebbe salvato tutti. Ecco quello che si rimprovera di più in questa faccenda.

    • sabrina dice

      e rileggendo il tuo post è quello che tu dicevi, me ne resa conto adesso..il dovere a cui siamo disabituati. Cosa si può fare per insegnarlo ai nostri piccoli senza modalità militari? Il senso del dovere che aiuta a creare i cittadini di domani (e anche la loro autostima futura)…questo è un argomento interessante.

    • anna dice

      no, mi spiace, non assecondo le debolezzedi nessuno,condanno quelle di tutti. gli “inclini” sono proibiti, solo che nessuno li segnala ufficialmente e cosi’vengono tollerati da tutti, anche da de falco fino a ieri. e non ho parlato di pasticcini ma solo di saper gestire la situazione in maniera piu’ civile e ferma, proprio per la salveza di chi era sulla nave, forse non hai capito il mio commento.comunque con quel tono non ha ottenuto molto.

      • sabrina dice

        scusami, non volevo fare polemiche, non è la sede opportuna..solo sai la parte emozionale è sempre forte in queste faccende

        • donatella dice

          ma guarda sabrina che non hai fatto polemica,hai detto la tua come tutte qui .mi dispiace solo che hai ragione.;)

  33. francy dice

    Purtroppo non c’è veramente una legge sugli inchini, lo riferisce la Guardia Costiera in un intervista su repubblica di oggi. Adesso si parla di introdurne una. Ma come si dice? I buoi sono già scappati..

  34. dice

    mi spiace non essere d’accordo con te… ti faccio presente che tu sei una “persona normale” che ha tutto il diritto di perdersi in un bicchier d’acqua (vedi aggressione ed incidente) ma chi è al comando di una nave di quelle dimensioni dovrebbe essere addestrato a questo tipo di evenienza. In mare non si può/deve abbandonare la propria nave. Prima vengono i passeggeri, poi la tua nave poi tu, comandante. Chi è alla guida di questi “mostri” dovrebbe aver superato test psicologici, corsi, insegnamenti che danno l’onore e la possibilità di essere li, al timone di un mostro del mare.
    De Falco più che un eroe è una persona che ha fatto il suo dovere.

  35. veronica dice

    Ho letto con molta attenzione questo pezzo, fortunatamente esiste qualcuno che non si uniforma alla massa, ma che da spazio ai propri pensieri, non buttati giu a casaccio, ma con scrupoloso rigore logico. Il comandante Schettino, esattamente cfome tutti coloro che si trovano ad occupare una posizione di responsabilità, ora ha il dovere di rispondere di cio che accade: la sua responsabilità è direttamente proporzionale al grado di competenze che in anni di lavoro ha conseguito. Ritengo che questa vicenda sia in buona sostanza, frutto del fato, purtroppo la vita è così: fai una cosa da una vita, ne conosci ogni aspetto, ma poi arriva quel momento in cui tutto cambia, quella ingenuità, quel attimo che ti non ti spieghi e non ti spiegherai mai, in cui tutto cambia. Accade qualcosa di tragico, di spiacevole, che da un isdtante all altro modifica in modo irreversibile la tua vita. Il comandante è ora il capro espiatorio, a lui probabilmente verrà destinata una pena esemplare. Ora anchev la revoca della patente nautica, che scelleratezza, mio dio. A schettino è accaduto quello che accade a tutti almeno una volta nella vita: una serie di circostanze sdbagliate, in una serata sbagliasta. Forza ed coraggio Comandante. Le sono vicina.

    • veronica dice

      Perdonate i numerosi errori di scrittura, ma ho pubblicato il mio commento da un lento dispositivo di internet mobile.

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