Montessori: il Grande Equivoco
Nel corso di questi anni vi ho parlato molte volte della mia passione per...
Niente più Scuse: Minimalismo per Genitori
Molti di noi pensano che il minimalismo sia impossibile in una casa in...

Babbo Natale e La Vera Storia della Befana

In un commento al post di ieri Sere mi chiedeva come concilio la figura di Babbo Natale con i regali offerti ai bambini da amici e parenti. In casa nostra, semplicemente, le due cose convivono. Dal giorno in cui mio cugino (senza figli) si è innocentemente presentato a casa, qualche giorno prima di Natale, con i suoi regali per i bambini. Dopo un attimo di smarrimento mi sono detta che in fondo il fatto che i regali non arrivassero solo da Babbo Natale non solo non avrebbe rovinato la festa ma avrebbe potuto renderla addirittura più gioiosa.

A casa nostra, quindi, alcuni regali vengono portati da Babbo Natale, altri dagli zii, dai nonni, dai genitori, eccetera. Questo mi permette inoltre di incoraggiare i bambini a pensare agli altri e a realizzare a loro volta dei regali.

La figura stessa di Babbo Natale si fa tra l’altro più “sfocata” man mano che i bambini crescono. A un anno da questo post, la mia posizione è molto più rilassata sull’argomento.  Quando, incalzati dagli amichetti che non ci credono più, i bambini mi chiedono una conferma, non me la sento di insistere e giro loro la domanda. Rispondo che ci sono persone che credono in Babbo Natale e altre no (come c’è chi crede nell’esistenza degli extraterrestri e chi no, ad esempio). Che a me piace crederci e che non so quale sia il “vero” Babbo Natale. Che forse ce n’è più di uno, e che in fondo ogni persona che, vestita del tradizionale costume rosso e bianco, distribuisce gioia e/o regali, può essere considerata a pieno titolo un Babbo Natale.

Ma siccome oggi è il giorno dell’epifania, voglio condividere con voi questa bellissima storia che ho sentito ieri su TV 2000, poco prima del mio intervento nel quale parlavo della tradizionale Galette des Rois.

Comunque lo festeggiate, buon 6 gennaio a tutti!

Commenti

  1. Nicoletta S dice

    anche io sto impostando il discorso di Babbo Natale in questo modo. del resto come spiegare il fatto che noi compriamo i regali per gli altri bambini? a volte reggo il gioco di quei parenti che dicono che Babbo Natale ha lasciato per sbaglio qualche regalo a casa loro, altre io stessa le spiego che Babbo Natale fa i regali più desiderati mentre gli altri fanno dei pensierini per essere un pochino come Babbo Natale e per poter donare qualcosa. LA mia piccola ha ancora 3 anni ed è tutto semplice ma mi sembra un’ottima impostazione.

  2. silvia dice

    Ciao Claudia,
    Quando mio figlio più grande era molto piccolo la cuginetta più grande di un anno e due mesi gli ha detto che Babbo Natale non esiste e lui, rimasto molto male, era venuto a chiederci spiegazioni. Parlo di quando aveva circa 4 anni se non meno. Mio marito ha avuto un’intuizione geniale: gli ha risposto che Babbo Natale esisterà finché ci saranno dei bambini che chi credono. Come dire che nel momento in cui smetti di crederci non esiste più per te.
    Io lo trovo geniale perché non gli si è raccontata una bugia su qualcosa che non esiste, ma ha capito che se lui ci crede c’è, altrimenti non c’e. Una cosa mi spiace, che non possano ringraziare i mittenti dei regalo, ma arriverà anche quel momento.

  3. dice

    “Ma Babbo Natale esiste?”
    Io ci sono già passata perchè i miei figli sono grandicelli.
    Proprio l’altro giorno ho condiviso l’esperienza sul mio blog, sarei contenta se servisse a qualcuno.
    Per quel che riguarda la Befana, invece, esiste certamente, vive a casa mia, indovina chi è?
    Buona giornata.

  4. Irene dice

    Anche da noi i regali che trova la mattina del 25 sotto l’albero sono portati da Babbo Natale, quelli che le vengono dati in altri momenti direttamente da qualcuno, vengono semplicemente presentati come regali di quel qualcuno.
    E poi ho imparato da te a farle trovare nel letto, la mattina del 25, i regali fatti a mano da me! :-)

  5. dice

    Bellissima fiaba, Claudia, grazie per avermela fatta scoprire (Ieri ti ho persa per un soffio :-()! Anche da noi stessa impostazione, tanto più che le bimbe sono attivamente coinvolte nella preparazione dei regali per le persone care, è loro il compito di realizzare artistici bigliettini ;-)!

  6. barbara f. dice

    grazie mille dei bei consigli e della storia della befana!
    anch’io proporrò alla mia bimba di realizzare dei bigliettini di ringraziamento…

    buona befana!

    barbara f.

  7. sere dice

    ciao claudia,
    ho letto avidamente questo tuo post e i vari commenti e mi ritrovo in molti di questi.
    lorenzo ha 3 anni e gli ho buttato informazioni alla rinfusa, per 2 motivi:1-abbiamo tutti i parenti lontani, 2-lorenzo, tra compleanno e feste natalizie ne ha davvero tantissime tutte tra metà novembre e gennaio(compleanno, s.lucia, che si festeggia qui a brescia dove viviamo, babbo natale, dalle ns origini milanesi e toscane, epifania…); anche io però non sono mai stata convinta di questo babbo natale che lascia i regali dai parenti, e sono fermamente convinta che la cosa + importante sia la sua felicità e non il mittente del regalo ma, come dici tu, qualcuno non molla, e anche io mi ponevo la domanda di come spiegare i vari acquisti e lavoretti fatti da noi x altri. già una mia amica adotta la soluzione che anche tu mantieni quindi mi sa che ci penserò, non scartando la spiegazione pur sempre magica del marito di siliva.
    grazie per i suggerimenti, buona befana a tutte! :D
    PS: l’epifania è stata fino ad ora la festa + facile: lorenzo ha preso per buona la vecchina che riempie le calze di dolcetti e stop ;)

  8. dice

    Io dico semplicemente che Babbo Natale nel fare il giro a volte si dimentica i regali e allora magari li lascia dalla nonna o dalla zia. E quando comincerà a chiedermi se esite davvero io gli spiegherò come già detto sopra che Babbo Natale esiste finchè ci si crede. D’altronde a mio modo anche io credo ancora nella magia del natale, e mi piacerebbe che anche mio figlio cresca così.

  9. donatella dice

    anche a casa nostra è così …passa babbo natale ma i bambini ricevono tanti doni anche da amici e una marea di parenti !!ma penso sia così nella maggior parte delle famiglie !molti ,me compresa,dicono che babbo natale ha lasciato i doni in casa loro e quando i bimbi mi chiedono perchè compro regali per tizio o caio in vista del natale…dico che babbo natale mi ha chiesto di aiutarlo !!!

  10. dice

    Bellissima. la storia della befana… anche se per chi, come me, non è credente, sarà un po’ difficile raccontare queste storie (e tutte le altre legate alle nostre festività di origine cristiana). Non perchè non voglio parlarne o voglio epurarne alcune parti… quanto perchè ho paura che mio figlio possa percepire il contrasto tra racconti come questo e quello che gli dirò in altri momenti o in altri discorsi (ad esempio il fatto di non andare a messa, di non dire le preghiere la sera)…
    Sono successo anche a voi cose del genere?
    Comunque i miei sono timori assolutamente preventivi… per ora il mio bimbo non ha neanche 16 mesi e riesce a malapena a dire “babbo”… figuriamoci chiedermi se “babbo natale” esiste…

    • dice

      Se questa storia (o altre storie legate alla tradizione cristiana) ti piace puoi raccontarla semplicemente come se fosse una favola. Che tu sia credente o meno, tuo figlio sentirà parlare di Gesù. Puoi dirgli, proprio come succede con Babbo Natale, che ci sono persone che ci credono e altre no.

      • dice

        Ciao Claudia, grazie del consiglio.
        Avrei però un dubbio: raccontare Gesù come una favola non rischia comunque di “svilire” l’argomento? Cappuccetto Rosso è una favola e nessun bambino crede veramente che se ti mangia un lupo puoi uscire fuori dalla sua pancia come se niente fosse (o almeno io da piccola sapevo che era una favola e che una cosa del genere non poteva succedere davvero), mentre Gesù è qualcosa di reale e presente per moltissime persone, che impostano la propria vita sul suo (validissimo) insegnamento…

        Nel frattempo ti volevo fare i complimenti per il blog e ringraziarti: il tuo è stato il primo mummy-blog che abbiamo conosciuto (cercando informazioni sui mei-tai, quando ero ancora in gravidanza) ed è stato grazie alla “facilità” e spontaneità con cui ti mostri all’esterno che siamo riusciti a superare (dopo più di un anno) la nostra naturale diffidenza e a “raccontarci”. Grazie mille.

        • dice

          Certo, per chi (come me) crede, l’argomento è molto serio. Ma per una famiglia non credente penso sia meglio affrontare l’argomento come se fosse una favola che ignorarlo del tutto.

          Grazie per i complimenti, sono felice di esserti stata utile.

          Un abbraccio

  11. dice

    Non passavo qui da tanto tempo… in questi meandri del web è facile perdersi di vista specie se non si ha molto tempo… ma è sempre un piacere leggere i tuoi post ricchi di idee e così sono restata per un po’ a curiosare. Ne approfitto per fare gli auguri di un buon inizio d’anno a te e alla tua famiglia!

  12. dice

    Ciao. Ho tre bambini e il più grande, 7 anni, come regalo da Babbo natale, ha voluto conoscere la VERA storia di Babbo Natale. Così sotto l’albero ha trovato una busta ben decorata, e all’interno una lettera scritta per lui da Babbo Natale. Racconta una storia che si basa su una tradizione antica, ma che interpreta in maniera moderna e razioanle la figura di Babbo Natale e spiega il significato del dono. Essendo mio figlio molto razionale ho reso la storia credibile, manteneddo il fascino del mistero e smorzando l’aspetto magico. Chi volesse leggerla, può chiedermene una copia. Sarò felice di mandargliela. Credo che in questo modo il mistero di Babbo Natale rimarrà intatto ancora per qualche anno…!

  13. Marta dice

    La vera storia della befana, che tu hai linkato, è stata messa in scena dai bambini della scuola dell’infanzia di mia figlia per la consueta recita di Natale!!! Che sorpresa ritrovarla qui sul tuo blog! Forse anche le insegnanti della nostra scuola si sono ispirate alla fiaba di don Perugini…

  14. silvia dice

    Francesca anche i miei figli, di 4 e 6 anni, vivono il contrasto fra una tradizione cristiana forte nei nonni paterni e nella scuola materna estremamente cattolica che il primo ha terminato lo scorso giugno e il secondo frequenta ancora, e la famiglia materna divisa fra agnostici e atei.
    E, almeno il più grande, la capiscono questa cosa. Sono ancora divisi fra il mondo magico dell’infanzia, in cui la religione ha buon gioco con tuti i suoi aspetti positivi e anche belli, e quello più razionale degli adulti.
    Però il grande è così scientifico e razionale che comincia già a dubitare di mole cose e argomenta molto bene i suoi dubbi. Noi gli abbiamo spiegato che ogni posizione, così come ogni religione, le cui norme sono sempre dettate da uso e buon senso,è rispettabile e va rispettata. E che è libero di scegliere (il 27 dicembre scorso su è risentito perché il prete cattolico del funerale della bisnonna ha detto che i cristiani sono la religione più fortunata perché Dio si è fatto bambino per condividere gioire e sofferenze, ma mamma ma nessuna religione è più fortunata altre!) E più tardi ha detto alla nonna che lui non crede in Dio, anche se all’asilo lo obbligavano a crederci….no comment!

  15. A. dice

    Io (da sempre atea e poco sentimentale) anche quando oltre a bambini piccoli ci sono bambini più grandi che dicono di sapere che Babbo Natale non esiste, ho sempre detto: “Io, ci ho sempre creduto, a Babbo Natale, e mi è sempre andata bene, ma se tu non ci vuoi credere, fai pure”. In genere funziona, anche se i più grandi sono sicuri di avere la risposta in tasca hanno sempre quel poco di esitazione che basta a rinforzare la possibilità che esista davvero. E poi, in fondo, è così, se ci credi almeno un po’, continuerà a esistere per te… “l’inferno esiste solo per chi ne ha paura” cantava De Andre’

Lascia un commento