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Attività Con i Bambini Piccoli: il Disegno

Spesso si pensa erroneamente che il metodo Montessori non dia spazio alla creatività. Eppure le scuole Montessori sfornano creativi a tutto andare. Perché allenano all’elasticità mentale. Ed è quella che serve, per creare.

In ogni classe è presente, comunque, un angolo dedicato al disegno, organizzato più o meno come quello che abbiamo allestito incasa nostra e che vedete nelle foto. Il bambino ha a disposizione undici colori disposti in contenitori separati. Siete in molti ad avermi chiesto il perché. Il motivo è molto semplice. Innanzitutto, per il principio rassicurante per cui ogni cosa ha il suo posto. Poi per una questione estetica, alla quale la Montessori attribuiva una grande importanza. Ma soprattutto perché la scelta del colore sia una vera scelta, e non il risultato casuale della “pesca” di un colore qualsiasi in mezzo ad un’accozzaglia di matite. Gli undici colori vengono disposti nell’ordine che vedete qui sopra e proposti insieme a fogli bianchi e fogli colorati.

In questo modo il bambino ha la possibilità di sperimentare e di scoprire, ad esempio, che il bianco non scrive sul foglio bianco ma lascia una traccia su quello nero. Che esistono diversi tipi di giallo e che scrivendo in giallo sul foglio blu si ottiene una scritta verde…

Un’idea divertente da proporre anche ai vostri bambini. Ne saranno senz’altro entusiasti!

Commenti

  1. dice

    vedo con piacere che i colori sono disposti in bicchieri di vetro. mi fa ricordare i miei primi anni nella scuola dell’infanzia (ho sempre insegnato con un metodo “mio” utilizzando diversi idee della Montesorri) ….. avevo messo dei bicchieri/vasi sui tavolini da gioco per i fiori freschi che portavano i bambini o io. la presenza di quei bicchieri diede un senzo di calma nella vita in sezione, nei giochi, di rispetto per le cose, attenti com’erano i bambini a non romperli.
    più tardi – in altra scuola dell’infanzia – ricordo che a tavola c’erano i piatti, bicchieri e bottiglie di vetro —- ed i piccolini non hanno fatto cadere tante cose per terra durante quell’anno, c’era un senso di calma durnate ip pranzo. più tardi – in altre mense scolastiche – posate e bicchieri (e bottiglie di acqua minerale) erano di plastica…. e il “rispetto” non c’era più….ed il volume era anche aumentato!

    • debbie dice

      la mia è una domanda a cui non trovo risposta: perché con mio figlio di due anni non funziona? continuo a proporgli piatti e bicchieri di vetro ma li rompe volutamente e poi mi dice che è pericoloso perché ci facciamo male sotto i piedi (camminiamo scalzi in casa). Dove sbaglio?

      • dice

        Mi piacerebbe avere una risposta pronta per te ma… non saprei. Forse tuo figlio ha capito che dopo un tot di bicchieri rotti tiri fuori quello di plastica?

        • debbie dice

          No, Claudia, noi non abbiamo bicchieri di plastica. Ormai lo faccio bere nei vasetti di vetro dello yogurt, così se li rompe non esauriamo i bicchieri. Ho la sensazione che sia un gesto di sfida e ogni volta mi chiedo come reagire quando fa questi gesti. Qualcuno ha un consiglio? Ovviamente non è sempre così…e comunque, ora che ci penso, lo faceva pure con la bottiglietta di plastica quando era piccolo, ma adesso ha due anni! E poi lo fa solo se è seduto al seggiolone (è una sedia di legno rialzata), quando va a bere da solo nel suo armadietto con la caraffina d’acqua e il bicchiere non lo fa, lì è super fiero di se e si muove con eleganza direi. Mi sa che ci sto arrivando da sola…grazie per lo spunto e il tuo modo sempre chiaro di spiegarci le cose sul metodo MOntessori.

          • dice

            Molto bella l’idea di una estetica appagante da cui i bambini non potranno che trarre giovamento. Apprezzo molto la scelta dei colori agevolata dai contenitori in vetro che rendono i piccoli maggiormente consapevoli delle loro scelte. Nel caso di Debbie il bambino sta inviando alla mamma chiari segnali di voler scegliere in piena autonomia e se sarà lui a scegliere caraffa e bicchiere sicuramente questi rimangono integri. Lo sviluppo dell’autonomia nel bambino si manifesta attraverso molti canali e il momento in cui afferma il proprio “io” è delicato e importante. Lasciandolo decidere in maniera autonoma tra vetro e plastica non mi stupirei di vederlo optare per il primo: quello che il bambino sta sperimentando è la sua efficacia e la sua capacità di incidere nel mondo relazionale. Mi sembra una ottima fase in cui interagire rispettando le sue preferenze e la sua volontà: la vostra interazione ne uscirà rafforzata senza nulla togliere alle attività pedagogiche che saranno condivise nelle scelte di fondo.

  2. roberta dice

    proverò! In effetti noi abbiamo le matite pigiate su più contenitori e mischiate tra loro…un macello!E’ molto bello creare angoli dedicati alle varie attività solo che il problema spazio a casa mia mi sembra insormontabile e mi scoraggia Volevo chiederti qualche parola in più su quello che hai scritto, sul fatto che la montessori attribuisse grande importanza all’aspetto estetico.Una volta parlavo con una mia amica di come gestire gli spazi in casa e lei mi disse “tra l’estetica e la praticità sceglierò sempre l’estetica.”Lì per lì mi sembrò una cosa assurda e invece a distanza di anni mi chiedo se non avessi potuto concepire i miei spazi concedendo qualcosa di più al bello, questo anche in funzione di una educazione alla bellezza per le mie figlie.Ne sento la mancanza andando avanti con gli anni, come prima non succedeva.Ti ringrazio

    • dice

      Tra estetica e praticità, io punterei sulla seconda. Ma già che stiamo facendo uno sforzo, perché non tentare di averle entrambe? Dal punto di vista montessoriano, se il materiale non è bello, il bambino non ne sarà attratto. Se però il materiale non fosse pratico, sarebbe ancora peggio: il bambino ne sarebbe attratto ma non potrebbe utilizzarlo correttamente… sai che frustrazione!

      Io sono una maniaca dell’ordine e ho uno spiccato senso estetico. Ho sempre pensato di essere esagerata ma leggendo la Montessori mi rendo conto che l’ordine è importante, e che in un ambiente bello ci si sente bene. Tutto qui. Insomma, per concludere: non rinunciare alla praticità, ma cerca di renderla bella. Praticità e bellezza possono andare tranquillamente a braccetto. E in genere si sposano entrambe con un altro concetto importantissimo: SEMPLICITA’. Poche cose, tutte al loro posto. Non c’è niente di più pratico e di più bello da vedere.

      • elena dice

        Aggiungerei che la bellezza non è tale se non è pratica! le cose e gli ambienti “ben disegnati” sono belli quando danno piacere agli occhi, ma soprattutto gradevolezza e confort alla vita. Allo stesso tempo la praticità non è tale se non è bella, come possiamo infatti pensare che sia “pratico” un ambiente disordinato, caotico, scuro o sporco… Spesso mi sento dire “le case o sono belle o le vivi”, ma io non approvo: dobbiamo cercare di vivere nella bellezza, fa bene alla mente al cuore, ai rapporti famigliari e alla crescita dei bambini, proprio come un bel cielo azzurro ed il sole. :-)

      • Laurence dice

        Ciao Claudia, il tuo blog mi piace molto ma su questo non sono d’accordo.

        Ho i miei forti dubbi che non ci sia niente di meglio da vedere che poche cose al loro posto.
        Anzi, più che dubbi ritengo che sia una questione di gusti, abitudini e punti di vista.
        Ricordo il piacere che provavo da piccola nel scegliere il colore più adatto al mio disegno frugando nella enorme e incasinatissima scatola dei pastelli. Lo stesso piacere lo rivedo ora in mia nipote.

        Io e mia sorella siamo due estete un po’ disordinate.

  3. dice

    Ciao, mi piace molto l’organizzazione lineare, essenziale e pulita che è data allo spazio per il disegno, tutto ciò che la mia casa non è, infatti mi ha punta sul vivo la tua descrizione della pesca del colore tra un’ “accozzaglia” di matite, perchè, devo farmi un esame di coscienza, questa è l’impressione che ho, osservando obiettivamente la postazione di disegno dei miei figli.
    Tanto spazio è vero, ma anche una pletora di colori ed oggetti di ogni tipo, tra i quali difficilmente a volte si riesce a rintracciare quel che serve.
    Avevo in programma oggi la scrematura dei giochi in scatola, ma credo si aggiungerà anche quella del materiale da disegno.
    Quanto all’importanza riconosciuta alla libera espressione artistica dei bambini devo confessare che è sempre stata una delle poche (forse l’unica) questioni su cui ho avuto qualche perplessità relativamente al metodo, ho sempre pensato che il metodo montessoriano stimoli l’indipendenza, la soluzione creativa dei problemi, la flessibilità, ma sia un po’ carente relativamente alla stimolazione dell’espressione artistica, ma devo dire che questa tua interpretazione non fa una piega
    Buona giornata
    Michela

  4. Elena dice

    Bella bella bella bellissima idea, pur nella sua estrema semplicità. Come ho fatto a non pensarci? L’unico accorgimento che prendero’ con mio figlio piccolo sara’ quella di dargli solo un foglio (massimo 2) per ogni colore, altrimenti è capace di disegnare su tutti quanti! I fogli li ho comprati da ikea, tanto x cambiare, come anche le seggioline e il tavolino di sala che i bimbi usano anche come postazione di lavoro (che loro chiamano angolo dell’art attack)

  5. dice

    Credo anche io che sia importante la praticità in una casa e per essere pratica deve essere ordinata e se sotto quel mucchio di giocattoli c’è ciò che ti piace, hai lo stimolo in più per tenere tutto a posto.
    Praticità-Ordine-Bellezza vanno a braccetto!

  6. dice

    Al nido, il carrello dei colori è disposto allo stesso molto…in ogni barattolo di vetro le cere diverse :P
    Poi sui tavoli per evitare spiacevoli inconvenienti usavamo vaschetti di plastica trasparente di recupero come quelle delle carote :)

  7. dice

    Ciao,
    anche da noi non sarebbe male organizzare in questo modo le cose… armonia e ordine materiali per arrivare a quelle mentali :)
    Sui vasetti di vetro, però, sono dubbiosa perchè Emanuele (2 anni) è nella fase “lancio degli oggetti”.
    Forse dovrei tentare e vedere se un eventuale “incidente” (rottura di un vasetto) cambierebbe il suo approccio verso gli oggetti?
    La tendenza a circondarlo di oggetti infrangibili non aiuta certo lo sviluppo della sua sensibilità e delicatezza, me ne rendo conto, Ma c’è sempre questa specie di paura che qualcosa si rompa… come se fosse una catastrofe…

    Un’altra cosa: premetto che non sono molto preparata in materia, e ciò che conosco lo devo alla lettura di articoli come quelli che pubblichi e poco altro… mi ha colpita la tua frase “…Perché allenano all’elasticità mentale”.
    A me, chssà perchè, l’idea che i bambini seguano sempre il medesimo ordine per svolgere alcune attività (tipo il riordino, o almeno che venga proposto sempre la medesima procedura per molte attività), aveva portato istintivamente a pensare ad una sorta di “rigidità” mentale.
    So di sbagliarmi… e, ripensandoci, effettivamente per imparare a fare una cosa, è anche giusto vederne più volte il completo e medesimo svolgimento, per non confondersi le idee.

    ciao
    Chiara

    • dice

      Avevo anche io questa idea prima di “immergermi” nel mondo montessoriano. Di come viene allenata l’elasticità mentale parlerò al più presto, promesso!

  8. dice

    mi piacerebbe qualche suggerimento per aiutare i bambini ad essere “soddisfatti” dei loro disegni.
    a me è capitato spesso che le mie figlie, soprattutto nei primi anni delle elementari, sempre a contatto con illustrazioni, fumetti e cartoni animati, trovassero “brutti” i propri disegni, che non reggevano il confronto con quelli dei professionisti.
    grazie e a presto

    • dice

      Per aiutare i bambini ad essere soddisfatti dei propri disegni bisognerebbe evitare di giudicarli. Smettere non solo di dire “così non va” ma anche “ma che bello!”. Smettere di chiedere ai più piccini “che cos’è?” (spesso e volentieri i bambini piccoli disegnano per il piacere di farlo e non intendono raffigurare nulla di preciso). Con i bambini più grandi bisognerebbe alternare i momenti in cui disegnano ispirandosi a fumetti e cartoni animati a quelli in cui disegnano “dal vero” o inventando completamente. Puoi spiegare alle tue figlie che i disegni che vede nei fumetti sono realizzati da professionisti, adulti che si sono esercitati per anni prima di raggiungere la “perfezione”. E che anche loro, se lo vorranno, potranno riuscirci. Ma ci vorrà parecchio tempo e molta pazienza.

    • dice

      Io ai miei bambini dico sempre che NON esistono disegni brutti, che nei disegni il cielo NON deve essere per forza blu ed il prato verde, che ci sono persone molto famose che per anni hanno dipinto tentando di “vedere quello che vedono i bambini”…
      Gli ho mostrato alcune foto perchè vedessero che le mie non erano solo parole…sorridono…ridono…e poi mi dicono: “ma mamma, questo disegno sembra fatto da un bebè!” =)
      Da allora trovano molto divertente paragonarsi e/o confrontarsi con i dipinti di Picasso e Mirò o i disegni di Hervè Tullet

    • dice

      La mia esperienza in ambito Montessoriano mi sconvolge proprio per questo: in fondo si tratta di semplici regole di buon senso che però, una volta messe a fuoco, ti cambiano la vita!

  9. chiara dice

    purtroppo gli spazi della nostra casa sono minimi e per molte attività i bimbi devono chiedere, questo è un limite perchè il vedere un oggetto ti stimola ad utilizzarlo. questo x me è un dispiacere e mi chiedo se ci siano delle accortezze in più da autilizzare.
    rispetto al disegno io ho sempre cercato di non indirizzare il mio quattrenne in immagini schematiche perchè potesse esprimersi liberamente, ma dai suoi disegni non emergono figure, sono cerchi e righe e null’altro…mi chiedo se è normale…mi sembra che i suoi coetanei riescano già a disegnare figure… forse ho sbagliato l’approccio? qualche opinione?

    • dice

      No, non sono incollati! E il fatto che siano di vetro serve proprio a far capire al bambino che deve maneggiarlo con cura. Non li farà cadere due volte…

  10. dice

    io ho provato a mettere a disposizione fogli e colori, ma è stato un disastro! dopo pochi momenti di “ordine” mi sono trovata con tutti i fogli usati, e i muri di casa tutti scarabocchiati? so che le attività montessoriane devono essere sempre guidate: forse ho sbagliato a “distrarmi”?

    • dice

      In effetti le attività montessoriane andrebbero presentate, almeno una volta, dall’inizio alla fine (cioè dal prelevare il materiale al riporlo, comprese le tappe intermedie). E comunque, per carità, i bambini sono bambini… i fogli scarabocchiati e “sprecati” capitano anche a me…

  11. simona dice

    ordine bellezza…eh (sospiro)…ho una casa da paura, nonostante la fortuna di avere tanto spazio è tutto un “rebelot”…ecco un giusto proposito per questo inizio d’anno…Ordine e Bellezza…non posso certo pretendere dalle bimbe ordine se prima NOI non siamo in grado di metterCI in ordine.
    Posso mettere nel vasetto del giallo diversi tipi di colori tipo matite pastelli e pennarelli? Oppure è meglio proporre una tipologia per volta? grazie
    simona

      • dice

        Dimenticavo… i vasetti sono sempre a disposizione, o vengono messi sul tavolo quando ibambini hanno voglia di disegnare (a casa vostra intendo)?
        Qui temo che, con i vasetti sempre sul tavolo, rischieremmo qualche danno quando ci sono in corso i giochi “movimentati” :)

        ps: prima ho fatto un piccolo “esperimento”… Emanuele ama giocare col Geomag di suo fratello, e siccome i coperchi dei contenitori ingombravano il tavolino, con movimenti lenti li ho spostati impilandoli in un angolo del tavolo. Durante il gioco, ha fatto la stessa cosa :)
        E poi, dato che aveva difficoltà a tirar fuori le sfere dalla nicchia in cui sono contenute, gli ho messo la mano sopra alla scatola e l’ho capovolta, in modo che le sfere non uscissero rotolando sul tavolo e per terra… è diventato il gioco che abbiamo fatto insieme per altri 5 minuti buoni!!! ;)

        grazie ancora per il post e anche per le tue risposte

        ciao ciao
        Chiara

  12. dice

    Anche io mi stavo domandando il perché di quei colori separati. Grazie della spiegazione!

    Riguardo ai colori, tu hai messo dei colori a cera giusto?
    Sconsiglierei (almeno finché si tratta di bambini sotto i 3 anni) l’uso dei pennarelli, poiché non permette al bambino di capire la pressione che sta usando nel disegno, problema che si risolve con pastelli e colori a cera.
    Per non parlare dei pennarelli giganti dati in manine così piccole che riescono appena ad abbracciare il pennarello! Così non rendiamo certo facile la vita al bambino…

    Tu cosa ne pensi?

    • dice

      Anche io non amo i pennarelli, per lo stesso motivo che hai citato. Li utilizziamo più che altro per disegnare su superfici come il legno o la pietra.

  13. dice

    questa attività mi fa venire in mente quando ho portato a casa a Davide una confezione di pastelli a cera (lui solitamente utilizza matite, pennarelli, colori a dita e adora colorare). L’abbiamo aperta insieme e tutto contento ha visto che c’erano tanti colori (24 pastelli piccoli). Il suo istinto è stato quello di cominciare a spezzarli a metà… gli ho spiegato come utilizzarli, ma nulla… la stessa cosa è successa a Natale con una scatola di gessetti (era insimeme alla lavagna magnetica che gli abbiamo regalato). Come fare a spiegargli di avere cura dei materiali?
    Ciao e grazie!

    • dice

      Sei sicura che si tratti di una mancanza di rispetto? Secondo me l’ha preso un po’ come un gioco. Spiegagli a che cosa servono e che se li spezza potrebbe perderli più facilmente, o che avrà maggiori difficoltà nell’impugnarli…

      La prossima volta che gli compri una scatola di pastelli o di gessetti, fagli vedere come tirarli fuori dalla scatola, utilizzarli e riporli prima di consegnarglieli.

  14. dice

    Cara Claudia, volevo chiederti se tu credi che la separazione dei colori singoli ciascuno nel proprio vasetto abbia la stessa valenza anche per bambini più grandi (ad esempio mio figlio di 7 che è appassionato di disegno) che già quindi scelgono nei propri disegni con coscienza con quale tinta colorare.
    E se infine c’è una ragione particolare per usare i pastelli a cera: istintivamente io li proporrei perchè danno più il senso della materia e reagiscono bene su fogli colorati, ma volevo sapere se c’era un qualche altro motivo secondo una logica montessoriana.
    Grazie!

  15. dice

    E’ una cosa che posso proporre anche al mio bimbo di 22 mesi? ora lui ha sul tavolino con seggiolina dei libri da colorare e dei fogli bianchi e una catola dove ci sono pastelli (grossi e corti) mischiati in una scatola, mentre i pennarelli per ora glieli ho tolti.Lui riconosce già diversi colori.Si possono mettere piu pastelli dello stesso colore in ogni vasetto? Grazie per gli spunti che ci dai…io cerco di fare qualcosa a casa perchè purtroppo in zona non esistono scuole montessoriane :(

    • dice

      Se ti sembra che tuo figlio sia pronto puoi proporgli questa attività. Magari inizia solo con i colori primari. Teoricamente ci vorrebbe un solo colore per vasetto ma come dicevo poco sopra, non prendiamoci troppo sul serio: siamo a casa, cerchiamo la giusta via di mezzo…

  16. Elena dice

    Fatto!!!
    Ho visto altre volte questa proposta, mi è sempre piaciuta ma non l’ho mai realizzata.
    Oggi ero in vena di creatività ed ho preso il tuo post al balzo.
    Smontato l’albero di Natale, ho rimesso il loro tavlino ikea da lavoro in sala, ho preso i vasettini dello yoghurt bio dell’esselunga in vetor (che conservo sempre) e li ho messo i colori.
    Ho variato un po’ ho messo in ogni vasettino un pastello a cera-un pastello tradizionale ed un pennarello ovviamente dello stesso colore…vediamo cosa dicono al ritorno dall’asilo.I miei sono più grandini 5 e 3 anni quindi non temo per i vasetti (spero……mai dire mai!!)

    Oggi non lavoravo e sono andata anche a comprare due pannelli di compensato che ho attaccato sul muro della loro camera per creare lo “spazio per dipingere” ovvero uno spazio delimitato dove attaccare i fogli e sbizzarirsii con i colori.
    Insomma giornata di predisposizione creatività!!

    Grazie per i tuoi innumerevoli e splendidi spunti

  17. dice

    Che bello, devo farlo anche io un angolino per loro….al momento hanno il classico portapenne con tutti i colori mischiati, pero mi accorgo che appunto prendono il primo, il più comodo ( specie il piccolo, di 2 anni) e così fa disegni monocromatici….
    La scuola dei miei figli e’ un po montessoriana e ne sono molto felice, oggi il grande ha portato i piatti pieni di minestra ai suoi amici, era felicissimo di non averne rovesciata nemmeno un po!

  18. dice

    Ciao, volevo sapere se c’era un perché nella scelta di 11 colori? Grazie. Molto interessante e farò al più presto un angolino anche per i miei bimbi. :-)
    Volevo chiederti dove trovare informazioni su attività da fare per bimbi più grandi 8-9anni…grazie :-)

  19. dice

    Ciao, molto interessante la modalità con la quale hai organizzato la semplice attività del “disegnare” in un’attività non solo ricreativa ma costruttiva sotto vari aspetti ….. che meraviglia questo metodo … è simile al mio motto “ogni cosa al suo posto… un posto per ogni cosa ! ” ….. peccato essermi resa conto, ormai, che in famiglia non tutti sono dello stesso parere :))
    Grazie.

  20. dice

    Anche nella mia classe si usa un metodo simile. I colori sono dividisi, appunto per colore, in contenitori.Nel tempo i bambini imparano a scegliere veramente il colore che a loro serve, e non a “pescare” a caso, a usare un colore alla volte, e non tremila sparpagliati, a rimettere il tappo. Insomma c’è più ordine, estetico e mentale :)
    Qui http://brucomela.blogspot.com/2010/05/latitanza.html il nostro carello era ancora in via di sperimentazione, ma ora è attivo al 100% ed i bambini si trovano benissimo!
    :)

  21. dice

    Ciao Claudia,
    vedo che abbiamo molte cose in comune! Dei miei amici hanno aperto ad un km da casa mia una scuola libera, un uomo ha lasciato loro gratis una villetta con enorme giardino in mezzo ai campi e l’educatrice che si è formata con il Metodo Montessori ha adeguato gli spazi interni così come dici tu. C’è anche l’angolo Waldorf perché una delle madri la voleva. Ed esiste pure l’angolo anarchico, dove i bimbi più piccoli, quelli di un anno fanno quello che vogliono. Mio figlio ha solo 4 mesi ma diciamo che lo abbiamo già iscritto. E’ una bella scuola perché non è ufficiale e frequentata anche dai genitori che sono parte integrante della formazione. Ci sono anche un paio di homeschoolers che per non stare a casa vengono un paio di giorni a settimana. Credo che sia anche importante stare con altri bimbi no? Il paradosso vuole che i due fondatori sono insegnanti della scuola pubblica che per non iscrivere la figlia di 3 anni in un sistema in cui non credono (poi che dà loro da mangiare, ma questi sono fatti loro) se ne sono aperta una. Fantasticamente frequentata al 99% da bimbi bilingue, anche noi siamo una famiglia con doppia nazionalità, se varchi il confine e vieni in Spagna sarà un piacere fartela vedere!
    Ciao!

    • Sara dice

      Claudia altro fantastico post !!

      Scusa Francesca, ma in Spagna dove? se solo fosse Barcelona avrei trovato la soluzione ai miei problemi :-)
      I miei figli vanno alla scuola italiana, totalmente fuori dalla mia logica ma non c’è alternativa con il catalano! Per una famiglia di origini disparate con esperienze in 7 paesi differenti non è possibile considerare un dialetto una lingua…specie se non sai quanto rimarrai!

      Grazie

      Sara

      • dice

        Sara, noi siamo a Valencia, nemmeno troppo lontani! Qua la scuola italiana non c’è proprio, ma altre coppie italo-spagnole hanno mandato i figli a Donyets, la scuola libera di Valencia che oramai ha compiuto 18 anni. Figuriamoci se a Barcelona non c’è una scuola libera, se c’è una pure ad Alicante (anzi, ad Alcoi, sui monti). Chiedo e ti faccio sapere, tanto si conoscono tutti!

        E cmq dillo a bassa voce che il catalano e il valenciano sono dialetti: io vivo con un valenciano doc e in casa si parla valenciano e italiano e se dicessi una cosa del genere si offenderebbe a morte. In fondo li capisco (insomma è un discorso lungo), ad ogni modo meglio il catalano del basco no? Sei mai stata a Bilbao?!

        • Sara dice

          Grazie Francesca,
          mi farebbe piacere sapere se ce ne fosse una a Bcn per bambini da 6 a 10 anni. Saresti davvero gentile ! Che bellaValencia :-)

          In quanto al catalano hai ragione … ma credimi ne ho studiate origini, storia, ho chiesto ai miei amici catalani (peraltro adorabili) ma continuo a non capire… non rientra nella mia logica da cosmopolita innamorata delle diversitá quando arricchiscono e non limitano o dividono… ma non voglio giudicare sarebbe mancanza di rispetto nei confronti di una terra meravigliosa che mi ospita.

          Posso raggiungerti in qualche modo senza tempestare il blog di Claudia peraltro meraviglioso, delicato e ricco di bellissime idee…
          grazie ancora
          Sara

  22. dice

    Ciao!! Capito qui dopo aver trovato il tuo libro che stò leggendo in questo periodo :) Ma che bella idea questa dei colori nei vasetti e dei fogli colorati!!! Mia figlia è ancora piccola ha solo 11 mesi ma quando sarà abbastanza grande proverò di sicuro, mi stò appassionando al metodo montessori anche io e stò cercando di leggere e procurarmi alcuni libri sull’argomento, piano piano mi leggerò anche i tuoi altri post… complimenti per il blog :)) ciao ciao

  23. Vane dice

    Complimenti…ogni tuo consiglio lo prendo come spunto per attivita’ da riproporre al mio bimbo di 2anni mezzo ma lui non e’ molto portato per il disegno ed altre attivita’ creative (a differenza della mamma) ma non demordo…oggi provero’ a proporgli il disegno in questo modo…grazie il tuo blog mi ha illuminato …grazie ancora

    • dice

      Vuoi dire che non è molto interessato a queste attività? Non ti preoccupare, i bambini attraversano delle fasi, che la Montessori chiamava “periodi sensibili” in cui si interessano a diverse attività. Per trarne il maggiore beneficio, bisogna tentare di individuarle e di “cavalcare l’onda” ;-)

  24. Irene dalla Maremma dice

    Ciao Claudia, leggo da molto il tuo blog che è fonte continua di stimoli e di ispirazione ma è la prima volta che ti scrivo. Sono insegnante alla scuola Primaria e stare con i bambini è il mio lavoro da sempre, oltre a studiare le lingue straniere! Ho riproposto alla mia piccolina di quasi tre anni l’angolo del disegno e l’ha apprezzato moltissimo. Mi piace l’idea che scelga i colori e che impari a riporli al posto giusto! Salvo la prima volta ha imparato a stare molto attenta a non rompere il materiale, le stoviglie e quant’altro le ho dato per giocare.Adora il set per il tè di Ikea!
    Ho letto durante le vacanze natalizie il tuo libro e l’ho trovato veramente ricco di consigli reali poiché testati sulla “tua” pelle. Ho apprezzato in particolare quando consigli di non lasciarsi risucchiare da Internet, i blog e il pc in generale. Devono essere strumenti in mano a menti pensanti e non alienate!
    Un saluto e buon lavoro!!Irene

  25. dice

    Ciao Claudia,
    grazie all’ispirazione che questo post mi ha dato, ho riordinato il materiale da disegno dei miei bambini, ma non mi sono limitata a questo, l’ho preso come punto di partenza per scrivere un post sulla casa più adatta ad andare incontro alle esigenze dei bambini più piccoli. La foto c’è se vuoi venire a vedere, o se vuoi lascio un link.
    Ciao e grazie ancora,
    Michela

  26. dice

    Ciao Claudia,

    veramente molto bello questo post. L’idea di dividere i colori è veramente interessante (abbiamo pserimentato una cosa simile con il Closlieu di Arno Stern, di cui parlerò presto in un post perchè è un’attività che mi ha colpito molto).

    A casa abbiamo – più o meno ordinati (ma in questi giorni recupero…….:))) !) tanti colori ma di materiali diversi (dal pennarello all’acquarello). Pensi che se metto in un contenitore tutti i rossi di tutti i materiali possa essere uno spunto per i bambini?

    grazie

    alessandra

    • dice

      Conosco Arno Stern e apprezzo molto il suo lavoro.

      Io preferirei proporre uno strumento creativo alla volta, almeno all’inizio. Ma è solo il mio parere personale e potresti smentirmi sperimentando con i tuoi figli!

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