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Attività con i Bambini Piccoli: L’importanza della Ripetizione

Spesso mi chiedete consigli sulle attività da svolgere con i bambini molto piccoli. Vi ho risposto più volte che in genere non propongo attività strutturate a Chiara, né lo facevo con Leonardo e Gloria quando erano molto piccoli. Le attività di tutti i giorni sono uno stimolo più che sufficiente per loro.

Nel corso della mia formazione ho avuto modo di scoprire che anche la Montessori la pensava così. E infatti ai bambini dai due ai tre anni (come quelli di cui mi occuperò io) vengono proposte quasi esclusivamente attività di vita pratica.

Il che è una bellissima notizia, perché significa che avete già in casa tutto quello che vi serve. Magari vi manca solo l’allenamento a vedere gesti tanto semplici come attività vere e proprie, utili per lo sviluppo e per la crescita dei vostri figli.

Questa bambina ce ne dimostra l’importanza, mettendo tutta la sua volontà e concentrazione in un gesto apparentemente scontato. Ciò che sta costruendo è importantissimo, e la piccola smetterà solo quando il processo interno che la spinge alla ripetizione sarà completato.

Commenti

  1. Enzy dice

    È vero, in ogni attività quotidiana c’è nascosta una vera lezione. Per i bimbi molto piccoli, anche mettere i panni in lavatrice selezionando i colori o posare le posate negli scomparti è già un apprendimento. È meravigliosa l’attenzione che ci mettono nell’eseguire un compito con tanta cura e pazienza, mia figlia posa le posate negli scomparti e se mette una forchetta al posto di un cucchiaio si corregge e la rimette a posto. Ha soli 22 mesi e conosce tutti i posti degli oggetti. Quando la lascio con mia mamma e le chiede: sofia, dove sono i biccheri? o i pannolini? lei gli risponde: ‘li nonna’, o li prende lei stessa. L’altro giorno mi ha ‘aiutato’ a fare una ciambella, e si è divertita un mondo a girare l’impasto.

  2. roberta dice

    molto interessante, grazie Claudia. E mi piace che parli di “processo interno”: mio figlio, che ha 18 mesi, “naturalmente” tende a fare attività ripetitive e, naturalmente, si arrabbia se viene interrotto, perchè viene disturbato mentre sta facendo qualcosa di importante.

  3. dice

    Interessantissimo. Sai come ho insegnato a contare ai nani? Mentre facevamo le scale (le abbiamo IN casa) ogni volta contavo tutti i gradini. Finché un giorno hanno cominciato a seguirmi pure loro. Entrambi prima dei due anni sapevano contare fino a 10. Non sono dei geni, sono solo stati stimoalti :D

    • simona dice

      anche le mie ex piccole, diciannove gradini per andare a dormire o a tuffarsi nella vasca grande!
      Vorrei aggiungere l’importanza dei piccoli a stare con i grandi, quando facciamo i compiti insieme a Emma spesso Chiara è lì con noi assorta a colorare o a giocare, ma non è “assente” capita che se ci dimentichiamo qualcosa lei ce lo ricorda o a distanza di tempo salti fuori con un operazione (semplice certo…) di matematica…hanno le antennine sempre accese!
      Simona

  4. dice

    Quanto sarebbe importante che noi genitori ed educatori non intervenissimo per correggere o per interrompere la ripetizione quando i bambini fanno gesti come questo, apparentemente senza senso… Grazie per il filmato, rende molto bene l’idea.

  5. dice

    Mi sento di condividere quello che scrivi. Perché in effetti è molto logico…

    Perciò, se ho capito bene,le attività che spesso vengono proposte nei nidi convenzionali (come i vari laboratori sui colori, i travasi, i travestimenti, la musica, ecc.) sono “di troppo” secondo la Montessori (e anche secondo te!) …

    …stai innescando una serie di riflessioni nella mia testa…che potrebbero avere un risultato catastrofico!

    • dice

      Tutto ciò che ruota intorno alla vita di ogni giorno va benissimo (secondo la Montessori, e anche secondo me). Musica, travasi, travestimenti compresi. Il punto è che non c’è bisogno di complicarsi la vita cercando attività ad hoc quando in realtà sono già presenti intorno a noi…

      • dice

        infatti…
        io al nido ho spesso lasciato il pacchetto dei favvoletti a disposizione…
        vedere compiere quei gesti rituali sempre con piu’ precisione era un grande obiettivo raggiunto
        prendi il fazzoletto-pulisci il naso (circa ecco si ehm:P ) butta il fazzoletto :P

        vedere i bambini di un anno che si tolgono e mettono vicendevolmente le calze
        vedere i bambini che imparano a sparecchiare il proprio angolo del tavolo spontaneameente…

        ecco sono queste le attività che amo di piu’

  6. dice

    In effetti abbiamo la convinzione che le cose complicate siano quelle più utili o che garantiscono maggiori risultati, invece spesso sono le cose più semplici a fornire gli insegnamenti migliori. Io non ho figli, ma ho visto mia zia all’opera con i suoi nipotini, un maschietto e una femminuccia, considerati dai loro stessi genitori “irrequieti”. Loro hanno la cameretta piena di giochi, ma quando vengono lasciati alla nonna (mia zia) lei riesce a “calmarli” coinvolgendoli nelle sue mansioni di casalinga. Metto tra virgolette perché a me non piacciono queste etichette (ne sono stata vittima da piccola), e osservando questi due bimbi riesco a vederli solo molto curiosi del mondo che li circonda, come è normale che siano i bambini. Perciò trovo bellissimo il metodo di mia zia di dar loro un pezzo di pasta con cui creare “biscotti” (anche quando in realtà la pasta è per la pizza o per i ravioli) e lasciare che loro creino e disfino a ripetizione, con o senza formine, e senza intervenire per correggerli, e senza considerare quell’attività come un modo per “calmarli” (come la madre dei bimbi dice, incredula), ma semmai come un modo per insegnar loro ad usare le mani e la mente in una creazione tutta loro, che nasce dalla semplice imitazione della nonna. Mia zia dice che loro così si sentono parte attiva anziché messi da parte perché “la nonna ha da fare”.
    Questo video lascerebbe perplessa la mamma in questione, mentre mia zia (che forse ha solo vagamente sentito nominare la Montessori) direbbe: beh e che c’è di male? se lei vuole mettersi e togliersi le calze fino a sera, lasciaglielo fare.

  7. dice

    Anch’io ho notato che si diverte di più con le attività che fanno parte della quotidianità, siccome in questi giorni è molto preso dal volersi infilare i calzini da solo come la bimba del filmato ma non riesce ancora (ha 19 mesi) è meglio che lo aiuti mentre prova o lasciarlo fare da solo?

      • dice

        Grazie Claudia, a volte se ne sta tranquillo a provare, altre si innervosisce perchè non riesce allora gli do un aiuto e poi gli batto le mani e lui è contentissimo…faccio male?dovrei complimentarmi solo se riesce da solo?

        • dice

          Secondo la Montessori non dovremmo complimentarci (quasi) mai: la soddisfazione di essere riuscito da solo è più che sufficiente. Complimentandoci (troppo) li rendiamo “schiavi” della nostra approvazione.

          Ovviamente tutto questo è da prendere con la giusta dose di buon senso ma secondo me il ragionamento non fa una piega…

          • dice

            Grazie Claudia, sto leggendo alcuni libri della Montessori e questa o mi era sfuggita o ancora non avevo letto nulla a riguardo

  8. dice

    Sembra mia figlia :D Montessori diceva sempre: quando la bambina sta facendo qualcosa intelligente, nessuno non dovrebbe mai interromperlo. Il bambino decide da se quando è ora di finire quello che sta facendo.
    La nostra figlia è cresciuta così e spero che anche per il piccolino avrò così tanta pazienza di ASPETTARE dietro di lui/loro. Credo di aver mai detto ai miei figli piccoli: “Non sei capace a farlo” – perché secondo me sono capaci di fare tutto e di più!

  9. Barbara dice

    Grazie di cuore Caludia per i tuoi consigli sempre preziosi! Ti ho scoperta appena nato mio figlio Leonardo, grazie ad un’amica che gia ti seguiva da tempo, e da allora quasi tutti i giorni leggo entusiasta tutto cio che proponi. Mi piace tanto coinvolgere Leo nell’attivita’ quotidiana…esempio mi passa le mollette quando stendo i panni, o mi aiuta a pulire i vetri….o passare l’aspirapolvere…e noto sempre che piu’ lo coinvolgo e piu’ si sente soddisfatto!
    Io vivo a Tenerife, e dall’anno prossimo (quando Leo avra’ 2 anni e mezzo) lo iscrivero’ in una “scuola” Steineriana…e’ ambientata in una fattoria…e ti giuro non vedo l’ora di vivere questa esperienza! Grazie della tua testimonianza.
    Con affetto
    Barbara

      • Barbara dice

        Quando vuoi!!! Sarebbe bellissimo incontrarci proprio qua!!!…Se in pieno inverno senti un po’ di nostalgia di brezza marina, cielo azzurro e aria pulita da respirare…vi aspettiamo!!! Tenerife e’ anche chiamata isola dell’eterna primavera…e’ un’isola splendida…con un’energia davvero magica….dai facci un pensierino!! :-)
        HASTA LUEGO!!!!!

  10. dice

    mi hai fatto ricordare di First che da piccolo si apriva e chiudeva la cerniera della maglia in continuazione a me guardarlo faceva venire l’esaurimento ma in effetti è andato a scuola che già sapeva vestirsi da solo!

  11. dice

    io da piccola sono andata in una scuola di ispirazione Montessori e Steiner. I miei giochi o meglio attivita’ di quando ero piccola sono ancora cosi’ vividi ricordi in me che naturalmente li offro a mia figlia, solo leggendo questo tuo post mi sono ricordata del perche’ mi e’ parso naturale farla giocare con i calzini mentre stendo ;-)
    Iniziero’ a seguirti

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