Yoga: Meglio Soli o in Compagnia?

Scritto il 28 giugno 2011 | 15 Commenti

Spesso mi chiedete se sia possibile imparare lo yoga da soli, con un libro o un dvd. Magari qualcuno vi ha messo in guardia sui possibili danni dello yoga “fatto male” e quindi la mia risposta vi stupisce. Perché la mia risposta è sì.

Imparare lo yoga da soli è possibile. Perché fare yoga significa ascoltare il proprio corpo, e questo potete tranquillamente impararlo da soli, bastano pochi minuti al giorno. Se sentite il desiderio di provare, l’impossibilità tecnica di frequentare un corso non è una ragione sufficientemente valida per lasciar perdere.

Il segreto per evitare i tanto decantati “danni” sta proprio nel principio di cui parlavo sopra: ascoltare il proprio corpo.

Se decidete di provare a praticare lo yoga e non l’avete mai fatto prima, procuratevi un buon libro o un dvd (come quelli di yoga journal o quelli “per negati” e, vi dirò di più, anche la wii è sempre meglio di niente) e cominciate subito.

Cominciate con la respirazione e con esercizi semplici come quelli proposti nelle mie carte o nel mio libro. E non dimenticate di ascoltare il vostro corpo. Se una delle posizioni è particolarmente gradevole, mantenetela per tutto il tempo che vorrete.

Se un’altra vi riesce troppo difficile o vi procura dolore, lasciate perdere. Non significa che “non siete capaci” ma semplicemente che quella posizione non è adatta a voi, almeno in quel momento.

Ricordate: lo yoga non è sforzo, lo yoga non è dolore. Lo yoga è benessere. Ovviamente non vi consiglio di cimentarvi con posizioni avanzate senza l’aiuto di un insegnante qualificato, ma tutti possono effettuare posizioni come il gatto, il cane a testa in giù, il bambino.

Praticate regolarmente le posizioni di base e non dimenticate la respirazione, che è forse la parte più importante. Potrete provare ad esempio la respirazione della cannuccia oppure quella a narici alternate.

Se e quando ne avrete la possibilità, vi consiglio comunque di frequentare un corso o anche un semplice stage di pochi giorni. Questo vi permetterà non solo di conoscere persone con le quali avete un interesse comune, ma anche di approfondire la tecnica e di variare le posizioni e le sequenze.

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15 Commenti a “Yoga: Meglio Soli o in Compagnia?”

  1. Elisabetta scrive:

    Io mi sono avvicinata allo yoga con un dvd anche perchè per me in quel momento era più semplice fare yoga a casa da sola essendo i miei figli maggiori piccolini e quindi non sapevo a chi appoggiarli. Poi negli anni ho frequentato qualche corso e debbo dire che mi sono divertita molto e il confronto con gli altrie con un istruttore in carne ed ossa è stato importante…..ah dimenticavo ho comprato anche la wii……è simpatica! Un ultima cosa comprerò anche il tuo libro perchè quando faccio yoga anche piccolina inizia a voler provare e quindi cosa cè di meglio di unlibro apposta per bambini!

  2. Elenabit scrive:

    Ciao Claudia, sapresti consigliare un buon libro per praticare lo yoga durante la gravidanza? Sono al sesto mese e in zona non ho trovato corsi specifici per le future mamme :-(

  3. Francesca scrive:

    Io invece ho fatto il percorso inverso: mi sono avvicinata allo yoga tramite un corso con persone in carne e ossa, e dopo un po’di tempo ho preferito continuare da sola.Primo perchè c’erano cose che non mi piacevano,o meglio, che non trovavo adatte a me nello svolgimento delle lezioni, secondo perchè credo che lo yoga sia un’otttimo modo per entrare profondamente in contatto con se stessi, con quella parte di se piu’intima e vera che non è “francesca la figlia”, “francesca l’impiegata”, “francesca la fidanzata” ecc..ma che è senza nome e sta dentro di noi..e per fare questo secondo me è indispensabile essere soli.

  4. Giada scrive:

    Bellissimo post, sono d’accordo con te. Sentire il proprio corpo e nessun movimentoi brusco nelllo scioglimento degli Asana.
    Io mi trovo meglio da sola che in gruppo (ok, era un corso di pilates, non di yoga) perchè…ho i miei tempi. c’è la posizione che tengo poco, e quella che non mollerei mai :-)

  5. Tatina scrive:

    Ieri avevo iniziato a scriverti un’email proprio per chiederti dei consigli e in questo post hai risposto alle mie domande. Circa un mese fa mio marito si è recato presso la casa editrice ed ha acquistato il tuo libro. Nostro figlio ha frequentato un corso di yoga al nido e n’è rimasto folgorato… Mi sono ritrovata ad avere a che fare con un mondo che non conosco… ecco perchè quando ho visto il tuo libro ho pensato che doveva essere mio. Ogni tanto lui lo prende e mi chiede di leggerlo insieme…è divertente farlo insieme. Grazie

  6. Trasparelena scrive:

    ma sai che a me la respirazione a narici alternate mette ansia? infatti di solito quando la facciamo al corso io faccio qualche altro tipo di respirazione (la mia preferita è quella con la rotazione della testa, che non ricordo mai come si chiama)

    • Claudia scrive:

      Come già detto per le asana, fai bene a non farla se non ti piace ;-)

      • Sujan S. scrive:

        Ciao Trasparelena,

        siccome parli di “Corso” io ti consiglierei di confrontarti con il tuo o la tua insegnante relativamente a questa tua difficoltà (invece di evitare la tecnica o sostituirla con una che ti piace di più): di ragioni per cui un esercizio o una posizione ci danno risultati non piacevoli o inaspettati possono essere molti e lavorare su questo può permetterci di crescere con e nella pratica.

        Lo scopo dell’insegnante è dare al praticante quello che a lui/lei serve, non quello che a lui/lei piace: può succedere che questi due aspetti talvolta coincidano ma non è detto né è necessario che sia così.

        Può sembrare un paradosso ma talvolta sono proprio le tecniche che ci piacciono di meno che possono aiutarci di più, perché vanno a toccare parti di noi che magari noi tendiamo a non considerare o ad evitare (e capirne la ragione e come superare ciò diventa davvero importante).

        • Claudia scrive:

          Personalmente, ho imparato lo yoga da un preparatissimo maestro indiano. Anche io non amavo questo tipo di respirazione che invece dava grandi benefici agli altri e mi sentivo frustrata per non riuscire a praticarla correttamente. Dopo aver interrotto i corsi per via di un trasloco ho continuato da sola per parecchio tempo, evitando questa tecnica. Anni dopo, tornando a frequentare un corso di yoga, ho provato grande piacere nel praticare la respirazione a narici alternate, che fa ora parte del mio programma quotidiano. Forse l’insegnante avrebbe potuto aiutarmi a superare le mie difficoltà. O forse semplicemente non era per me l’esercizio giusto in quel momento. ;-)

          • Sujan S. scrive:

            Un insegnante è lì proprio per fare ciò: guidare chi ha davanti, osservandolo/a e confrontandosi con lui/lei.

            Scegliere autonomamente di non fare una tecnica perché “non piace”, pur in presenza di un insegnante, è un’occasione persa, una possibilità che si lascia passare: se si è fortunati questa può rivelarsi una scelta giusta…..ma difficilmente un praticante ha l’esperienza e la conoscenza per capire se la resistenza ad un certo lavoro va in qualche modo assecondata o se invece bisogna lavorarci sopra.

            Non avendo la possibilità di continuare la tua pratica con il primo insegnante a causa dei tuoi impegni, hai fatto bene a non insistere……non avendo un insegnante con cui confrontarti è corretto limitare al massimo i rischi ;-)

  7. Pierangela scrive:

    …..certo che però l’energia che da la condivisione di una lezione di yoga è impagabile…….
    in fondo yoga significa “unione” e ovviamente non è solo riferito all’unione corpo/mente ma a tutto ciò che la forza dello yoga riesce ad unire, quindi anche le energie e le “anime” delle persone che lo praticano….(ovviamente sempre se lo praticano con il cuore e non solo come mera attività fisica fine a se stessa)…..

    shanti.

  8. Sujan S. scrive:

    Per esperienze dirette ritengo che il modo migliore per avvicinarsi alla pratica dello Yoga, soprattutto per assoluti neofiti, sia attraverso dei Corsi tenuti da insegnanti in carne ed ossa con cui sia possibile confrontarsi.

    Lo Yoga è una disciplina “personale” e unica così come uniche sono le caratteristiche di ogni persona (solo pochissimi aspetti della persona possono essere “generalizzati”): è partendo da queste che un insegnante preparato può indicare al singolo i modi ed i tempi per affrontare posizioni ed esercizi (tecniche di pranayama comprese) così da trarne il massimo beneficio.

    E’ certo che non essendoci questa possibilità, un testo possa comunque essere un inizio possibile, ma con cautela ed attenzione: assumere la/e posizione/i viste in una foto non significa necessariamente fare una buona pratica, se per fare ciò forzo o spingo il mio corpo oltre quelli che sono le sue caratteristiche attuali.

    Rispetto di sé, rispetto dei propri tempi……e consapevolezza: imparare ad ascoltarsi non è così immediato (anzi!) e richiede un impegno simile a quello che si fa quando si comincia qualsiasi attività che non si conosce.

    Quante persone che non sanno nuotare accetterebbero di fare un tuffo in piscina dopo aver letto un libro sul nuoto (o sugli esercizi preparatori relativi a questa disciplina sportiva)? :-)

    • Claudia scrive:

      Ciao e grazie per il tuo intervento. Ovviamente mi riferivo a persone che desiderano avvicinarsi allo yoga ma sono nell’impossibilità di frequentare un corso (come spesso accade alle mamme che mi scrivono). Non consiglierei a nessuno di tuffarsi in piscina dopo aver letto un libro sul nuoto, ma incoraggerei chi desidera prendere confidenza con l’acqua ad iniziare mettendo i piedi a bagno.

  9. simona scrive:

    CIAO
    siamo rientrati dalle vacanze sabato sera, siamo partiti con le tue carte, ma soprattutto con il tuo libro che oramai conosciamo tutti a memoria! Gli ultimi giorni pensavo proprio a questo “a parte giocare con le bimbe, se volessi io imparare qualcosa?” E non ho il tempo per un corso?
    Ed ecco la risposta: il tuo post!
    Grazie ancora una volta,
    Simona

  10. Monica scrive:

    Ciao Claudia,
    sono Monica e… da qualche settimana ho scoperto lo yoga! Grazie a mia figlia che, dopo aver visto Way Baloo, non ha smesso di tormentarmi finché ho deciso di iscriverla ad un corso per bambini in un centro che molto intelligentemente ne ha organizzato uno parallelo per gli accompagnatori:)
    Comprerò il tuo libro… Giochiamo con lo yoga, e mi rifarò viva:) complimenti per il blog e tutto il resto

    p.s. grazie per aver ripreso ogni passaggio del saluto al sole, proprio ieri ho chiesto alla nostra insegnante di indicarmi un sito in cui ritrovarlo, perché senza guida… sono una frana!

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