Nei giorni scorsi è iniziata la mia nuova avventura montessoriana. Per cominciare, una giornata di “full immersion” a scuola insieme ai miei figli.
Una giornata intensa, emozionante e faticosa. Una giornata meravigliosa. Vorrei precisare che non intendo qui descrivere il metodo o le scuole Montessori in generale ma quella che andrò ad integrare e che mi ha definitivamente conquistata, spazzando via i dubbi che mi restavano.
Il sistema delle fasce di età (3-6, 6-12, 12-15) contrapposto alle classi nelle quali si interagisce solo con i coetanei mi piaceva già nella teoria, ma viverlo è stato davvero emozionante. I tre ambienti (insomma, le tre “classi”) sono comunicanti. I bambini possono passare da uno all’altro, andare a salutare il fratello maggiore o la sorellina piccola, assistere alle attività degli altri (a condizione di non interferire) e sperimentare il materiale destinato ad altre fasce di età se sono pronti.
I bambini/ragazzi scelgono autonomamente le attività da svolgere e possono “lavorare” stando seduti, in piedi, sdraiati per terra, soli o insieme ad uno o più compagni. Non sono seduti in silenzio ad ascoltare passivamente la lezione ma interagiscono e possono anche muoversi e chiacchierare tra di loro, a condizione di svolgere correttamente il compito prescelto.
Nella sala dei grandi c’è un pianoforte e chiunque può decidere di alzarsi ed andare a suonare. Chi sa farlo allieta gli altri. Chi non è capace può sperimentare o farsi insegnare dai compagni.
Le regole da rispettare sono tre:
- Non si disturba chi sta lavorando
- Niente violenza
- Il materiale va rispettato e riposto dopo l’utilizzo
Si può stare sdraiati a terra, quindi, ma non bloccare il passaggio. Si può suonare il piano ma non strimpellare in modo sconclusionato.
In questo ambiente, Leonardo si è immediatamente illuminato. Ho visto la differenza nel giro di pochi minuti. E anche Gloria, che non aveva affatto voglia di cambiare di nuovo scuola, ha chiesto di poter cominciare subito.
Per quanto riguarda Chiara, ogni volta che saliamo in macchina mi chiede di andare “à la cocole” (la scuola).
Con qualche riserva per Gloria, che è molto legata agli amichetti della scuola attuale, ero sicura che i bambini sarebbero stati entusiasti. I miei dubbi riguardavano invece la mia competenza. Perché se è facile amare i propri figli, non è detto che si riesca ad essere altrettanto a proprio agio con quelli degli altri.
A rassicurarmi ci hanno pensato proprio loro, i bambini. Non solo quelli piccoli, con cui lavorerò, ma anche i più grandi, che mi hanno accolta calorosamente. Mi hanno tempestata di domande e, incuriositi nel sentirmi parlare in italiano con i miei figli, hanno espresso un grande interesse nei confronti della nostra lingua.
Mi hanno conquistata all’istante. Sono già entrati nel mio cuore. A pochi giorni di distanza non è raro che io mi sorprenda a pensare o a parlare di uno di loro.
All’ora di pranzo, quando ho annunciato a Leonardo che saremmo andati a casa per mangiare, lui ha insistito per poter restare. Tutti i ragazzi si sono offerti di dargli una parte del proprio pasto per permettergli di rimanere. Un gesto spontaneo e generoso che mi ha toccata profondamente.
La disponibilità, generosità e la solidarietà tra bambini sono forse gli aspetti che mi hanno toccata maggiormente durante questa esperienza. E’ meraviglioso vedere come i piccoli si rivolgono ai più grandi con fiducia e come questi ultimi siano aperti e disponibili verso i compagni.
E’ fantastico vedere come, lasciati liberi di sperimentare, i bambini imparano più (e meglio) di quanto immagazzinerebbero (temporaneamente) nel silenzio, nell’immobilità e sotto la “minaccia” di un giudizio. Questo è vero e proprio child-led learning.
Non è vero che, come temono alcuni “i bambini fanno quello che vogliono”. Semplicemente non vengono forzati e vanno al proprio ritmo. Il bambino particolarmente dotato potrà accedere ai materiali di livello superiore. Quello un po’ più lento avrà la possibilità di lavorare maggiormente sulle competenze non ancora acquisite.
E non è vero neanche, come credevo io stessa, che nella scuola Montessori non ci sia spazio per la creatività. Se è vero che i materiali possono essere utilizzati unicamente allo scopo previsto, esistono spazi appositamente dedicati alla creatività. In qualsiasi momento il bambino può decidere di alzarsi e andare a fare un disegno, a dipingere, a suonare.
Sono consapevole del fatto che si tratta di una scuola d’élite (io stessa non potrei permetterla se non ci lavorassi) e che non sono accessibili a tutti. Spero però di potervi aiutare, con le mie testimonianze, a godere dei vantaggi di questo sistema anche nelle vostre case, insieme ai vostri bambini. Non si tratta di “seguire un metodo” anziché affidarsi al proprio istinto o al proprio buon senso, ma di ispirarsi al lavoro di persone che si dedicano ai bambini con passione, e da cui abbiamo molto da imparare (parlo della Montessori ma anche degli educatori validi con i quali abbiamo a che fare ogni giorno).
Perché, come ho già scritto in precedenza, la scuola è senz’altro molto importante ma l’educazione dei nostri figli, alla fine, la facciamo noi.












Ma è meraviglioso io potrei ancora portare tutti e tre i miei figli nella stessa scuola , potri farli interagire fra loro , non correre da una parte all’ altra del paese per portarli e per riprenderli da scuola ,potrebbero suonare se ne avessero voglia , cosa che qui fanno a suon di lezioni prrivate ad orari differenti insomma neanche nel più meraviglioso dei miei sogni una cosa così poteva accadere….se fossi una persona invidiosa ti direi che provo invidia per te , non credo di esserlo quindi ti auguro buona fortuna!
Claudia, ho letto spesso le tue osservazioni sul metodo montessoriano e mi sono informata. Purtroppo le nostre scuole non hanno materiale montessoriano ma alcuni insegnanti seguono comunque il suo metodo in maniera del tutto indipendente. Come dicevi, la scelta di iscrivere il proprio figlio a questo tipo di scuola è molto dispendiosa ma comunque si in alternativa, si può reperire il materiale e ottimizzare il lavoro a casa. Io ho spesso creato dei giochini simili e i risultati sono eccellenti! Evviva la Montessori!!!!!
Descrizione di una giornata stupenda,concordo pienamente ,l’educazione dei nostri figli e’ delegata a noi,anche se ho l’impressione che negli ultimi anni sia delegata completamente agli insegnanti.
In bocca al lupo…Chocolat.
Devo dire che apprezzo molto il metodo montessoriano nella prescolastica, e magari anche nei primi anni di elementari ma poi no.
Credo che un approccio classico incanali meglio, che dia più metodo (sì, anche quello dello stare seduti ad ascoltare qualcuno che ti spiega, in silenzio e con pazienza…Dio sa se mia figlia ne ha bisogno!!).
Non trovo che il rigore e la valutazione siano sbagliati. Anzi.
Fino a che non c’è bisogno di raggiungere uno scopo preciso questo approccio credo sia ottimale, ma dal momento in cui la scuola diventa istruzione e viene finalizzata ad un risultato a mio parere ci deve essere un metodo anche frontale e valutativo.
Perchè valutiamo e siamo valutati sempre nella vita. E credo che si debba imparare a dare al giudizio il giusto peso o si rischia poi di sbattere contro uno shock quando si viene sbalzati nel mondo reale, al liceo o all’università o sul lavoro.
Non sono d’accordo. C’è chi non è fatto per stare seduto in silenzio ed è giusto (secondo me) che non sia costretto a farlo. Sono persone che NON sceglieranno un lavoro d’ufficio. Nelle scuole Montessori i risultati ci sono, e non sono assolutamente inferiori a quelli delle scuole tradizionali, anzi. L’assenza del giudizio esterno non significa che il bambino è allo sbaraglio. Il metodo montessori prevede il “controllo dell’errore” intrinseco al lavoro stesso. Il bambino comprende da solo il suo errore e lo corregge. Non ho mai sentito di bambini educati con questo metodo, sconvolti di fronte al giudizio esterno in seguito. I bambini non vivono fuori dal mondo e sono esposti alle stesse frustrazioni che vivono gli altri. Imparano a far bene per la voglia di far bene e non per paura della maestra. Da adulti faranno del loro meglio al lavoro perché ci tengono e non per paura del capo. Non so se mi sono spiegata ma credo che questo metodo venga spesso frainteso. Se poi si tratta semplicemente di un punto di vista diverso, ben venga…
ciao claudia.
volevo legarmi a quanto detto da mammachetesta sulla questione del metodo. anche il montessori è un metodo, per questo automaticamente si presume che sia studiato in modo preciso e che quindi non sia basato sulla confusione e sul disordine totale, cosa che invece si trova in tante scuole tradizionali.
qualche mese fa ho assistito ad una conferenza tenuta dalla preside di un istituto comprensivo di trento nel quale ci sono classi classiche e ad indirizzo montessoriano, che vanno dalla prima elementare alla terza media. al di la di tutte le meravigliose informazioni date (dati e concetti che “in italia” sono ancora molto lontani dall’essere possibili, purtroppo, come la possibilità di movimento libero all’interno della scuola come detto da claudia o la semplice esistenza delle elementari montessoriane), è sato presentato un filmato nel quale si vedevano le attività svolte in classe; bè, sono rimasta basita dalla disciplina, dal silenzio e dall’ordine! pur lasciando liberi i bambini di esprimersi autonomamente, questi sono anche tenuti a rispettare non solo gli altri bambini ma anche i tempi, i materiali e le strutture stesse. inoltre, da alcune testimonianze di ragazzini che avevano frequentato prima classi tradizionali e poi montessoriane, veniva evidenziato come questi avessero fatto fatica allinizio ad abituarsi alla nuova situazione ma come poi avessero fatto enormi progressi, ma non si è mai riscontrato il contrario! se tanto mi da tanto, probabilmente parole come rigore e valutazione, hanno molto + significato (positivo) col metodo montessori che non nelle scuole tradizionali.
in ultimo volevo aggiungere che per insegnare bisogna essere laureate come dice giulia e che per insegnare nelle montessori di trento oltre alla laurea si fa anche un corso specializzato di 3 anni mentre mi è stato che in alcune materne montessoriane qui da noi non è necessario avere alcun titolo ma è abbastanza il corso (la cui validità è da valutare).
grazie, ciao.
Sere.
Cara Claudia…mi è venuto il nervoso a leggere certe cattiverie…meglio un’insegnante come te senza laurea in scienze dell’educazione, che crede veramente in quello che fa, che un’insegnante con laurea in mano che non parla nemmeno l’italiano!!!!
E qui ce ne sono veramente tante, penso la maggior parte…Figurati che Alessandro i primi anni di scuola tra un pò imparava prima il calabrese (visto che la maestra arrivava da la) che l’italiano.Continua così ti meriti questo e di più!!!
No credo siano state scritte cose cattive, se leggi bene. Si parlava di titolo di studi e corsi di formazione. Invece, la cosa cattiva l’hai scritta tu!
Beh, dai, se non stavi insinuando che io raccontassi fandonie ti sei espressa abbastanza male… o abbiamo capito male in tanti. Comunque la chiudiamo qui?
ragazze mi volevo introdure nella discussione. per dire la mia
conosco persone laureate che fanno mestieri che nn hanno nulla a che vedere con il loro escursus , un esempio? mio marito, laureato in storia e geografia (più esame d’abilitazione per far il prof) che ora fa il TATUATORE. e perché? perché i voti portano i ragazzi a studiare come dei pazzi prima dell’eesame per ottenere IL voto senza realmente suscitare il loro ‘interesse’. mi sconvolge vedere ragazzi di 20, 25 anni che studiano SOLO PER PASSARE L’ESAME. cioè vedere degli ADULTI che non sono mossi da una reale sete di sapere mi fa davvero cadere le braccia!.
l’approccio (la pedagogia) montessori non è sinonimo lassismo (ma neanche di “disciplina severa”) e l’assenza di voto ( di punizione E DI RICOMPENSA) non impediscono la voglia di sapere!!!!! anzi, il ragazzo, non essendo avvilito dal giudizio dell’adulto (positivo o negativo che sia) coltiva dentro di se la curiosità.
non so voi, ma io nn do tanta importanza alle “lauree”, visto in che condizioni vengono elargite. (cioè, volete dirmi che gente che a 30anni sta ancora all’università e che si laurea dopo 10anni di calvario potrebbe avere più valore di qualcuno di appassionato che da anni lavora “sul campo” solo per un “pezzo di carta” in più? io non credo)
buonanotte (si’ sono insonne^^)
buongiorno.
scusate, ieri non ho seguito la discussione ma ho visto ke è continuata. probabilmente anche io mi sono espressa male dicendo che per insegnare BISOGNA essere laureate. volevo dire che mi risulta che qui in italia per insegnare sia necessario questo titolo di studio. questa precisazione perchè ho visto che natascia probabilmente l’ha interpretata come un attacco a claudia, cosa che non era nelle mie intenzioni. inoltre anche mery (che non conosco minimamente) penso sia stata fraintesa. sicuramente lei parla della sua esperienza personale che è completamente diversa da quanto dice claudia e xciò non la capisce, il che non siginifica necessariamente che creda che claudia stia raccontando frottole, e probabilmente leggendo parole scritte senza vedere la persona in faccia o sentire il tono di voce è possibile interpretare male.
comunque oggi nuovo giorno nuova vita, auguri a tutte x quella di ciascuna in qualunque Paese sia!
Buongiorno a tutte le donne che hanno preso parte a questa alquanto animata discussione, non sono un abituè di questo genere di blog (per contro lo è mia moglie che me lo ha segnalato) mi permetto di introdurmi nella discussione in quanto insegnante di italiano (laureato) in una scuola pubblica francese. In Francia ci sono sicuramente casi nei quali è possibile che una persona non in possesso della laurea possa insegnare in una scuola ma solo se questa non fa parte del circuito statale o parastatale. In Francia come in Italia e come in ogni altro paese aderente alla comunità europea, per una questione di omogeneità legislativa, l’insegnamento è riservato a persone in possesso di titoli adeguati (anche qui in Francia ci sono i concorsi per titoli). Quello che ho detto non toglie la possibilità che Claudia possa aver trovato lavoro come insegnante in una scuola, montessoriana, col preventivo accordo del direttore o della direttrice dell’istituto in questione. Detto ciò passo a quello che invece mi ha lasciato alquanto basito, nel commento di Natascia ho letto che suo figlio ha quasi imparato il “CALABRESE” – scrivo “CALABRESE” in grande in quanto fiero di essere tale, e nella mia fierezza sono certo di conoscere bene la lingua italiana senza per’altro disdegnare il pittoresco dialetto della mia regione. Trovo molto offensivo quello che ha detto, il fatto che lei possa innervosirsi per le cattiverie che lei e solo lei pensa siano state rivolte nei confronti di Claudia, non l’autorizza in alcun modo ad denigrare le persone per la provenienza da un luogo diverso da quello dal quale lei proviene. Mi auguro comunque per lei, per suo figlio, ma soprattutto per noi “CALABRESI” che abbiano sostituito tale maestra con una del nord che avrà sicuramente una dialettica più forbita e colta di quella da lei esibita nel suo commento.
PS
Complimenti per il tuo blog molto ben curato e in bocca al lupo, insegnare in questo paese non è per nulla cosa semplice o da sottovalutare.
Un attimo… chi ha detto che non ho la laurea? Certo che ce l’ho, ma non in scienze dell’educazione.
Per quanto riguarda il commento di Natascia, lei intendeva sottolineare il fatto che la maestra non parlasse correttamente l’italiano, condizione indispensabile per poterlo insegnare. Capisco che possa aver urtato la sensibilità di chi si sente chiamato in causa, proprio come il commento di tua moglie ha urtato la mia e quella di alcuni miei lettori.
Chiarito il doppio equivoco, spero si possa continuare a discutere tranquillamente.
Che meraviglia..leggere di una scuola così in armonia con i bambini mi fa commuovere..e anche arrabbiare,perchè trovo profondamente ingiusto che sia una scuola d’elite..tutti dovrebbero poter scegliere..
Una curiosità?ma anche per insegnare nelle scuole montessoriane bisogna essere laureate in scienze dell’educazione?
In Italia non so, e a dire il vero non mi risulta che per insegnare si debba essere laureate in scienze dell’educazione… sbaglio? Mia cugina è interprete come me e insegna francese alle medie. Qui il mio titolo di studio + la formazione montessori in corso mi permettono di iniziare il percorso. Poi potrò fare formazioni aggiuntive ed avere una ulteriore evoluzione.
Se non vado errata credo proprio che qui in Italia, anche per insegnare alla scuola dell’infanzia, ci voglia la laurea in scienze dell’educazione!Grazie per la risposta!
Forse più per la scuola dell’infanzia che dopo… mi sembra logico ma sono felice che qui non sia così
In Italia è obbligatoria la laurea in scienze della formazione con indirizzo specifico in scuola dell’infanzia per i diplomati dal 2002/2003, per i diplomati prima di quegli anni è sufficiente il diploma di liceo pedagogico o scuola magistrale.
Per la scuola d’infanzia e primaria serve la laurea in scienze dell’educazione; per medie inferiori e superiori oltre alla laurea ci vuole il biennio di specializzazione nell’insegnamento… almeno quando sono entrata io! Con la laurea soltanto si possono fare supplenze temporanee ma non entrare di ruolo… insomma, è un gran pasticcio
!
no giulia non basta affatto il titolo del liceo pedagogico ormai …io ho anche l’abilitazione per insegnare nelle materne ed elementari perche diplomata entro il 2002……….ma non serve a niente….ora vorrei riprendere ma il curriculum è quello che conta insieme ai titoli di studio …..tirocini….punteggi vari…posizione nella graduatoria del provveditorato…io insomma col diploma e l’abilitazione NON POTRò FARE NIENTE !!solo pregare di trovare un nido privato che grazie ai finanziamenti di provincia e regione accetti di farmi fare un tirocinio formativo…anche se scelgono comunque chi ha già esperienza così sai già fare tutto ed evitano di seguirti !!oltre ai nido per tutto il resto serve la laurea …una mia amica sta studiando ancora perchè la laurea non le basta per esempio……..ma si sa che se hai le conoscenze entri dappertutto !!!mi dispiace solo che poi le persone che lavorano con i nostri figli non hanno neanche lontanamente le competenze che descrive claudia sulla scuola montessori !!!si, dovrebbe essere quella la scuola statale italiana !!!che sogno !!!in bocca al lupo claudia e continua a farci sognare questa scuola per i nostri bambini
Si, è così, la laurea in Scienze dell’educazione da sola non è sufficiente per poter insegnare in una scuola montessoriana. Occorre frequentare i corsi di preparazione al metodo. In bocca al lupo Claudia!
Mi riferivo all’insegnamento in Italia…comunque basta essere in possesso di un diploma magistrale o di liceo psicopedagogico, più corso di preparazione al metodo. Cara Claudia, se hanno pensato di darti questa opportunità vuol dire che hai tutte le carte in regola, e non solo da un punto di vista burocratico! Ancora in bocca al lupo! Silvia
In Italia, come in tutti gli altri paesi, per insegnare in una scuola (qualunque scuola) è necessaria una laurea in scienze dell’educazione; In una scuola montessoriana(vera scuola montessoriana), in più, occorre aver frequentato i corsi di preparazione al metodo. Tutto vero quello che dicono Sere, Piccolalory e Donatella. Io ci vivo in Francia, il sistema d’insegnamento è lo stesso che in Italia e, devo aggiungere,sono più rigidi nella valutazione dei titoli di studi(tutti i titoli di studio) stranieri. Non riesco a capire come tu possa insegnare. Mia sorella insegna in una scuola francese, possiede una laurea in scienze dell’educazione con corsi e tutto il resto, ha fatto un concorso. Quello che fa tua cugina è attinente al suo corso di studi, non fa una piega. Capisco che tu sie interprete, ma non centra nulla con quello che dovrai fare. In bocca al lupo.
Ps.La Francia è un gran bel paese ma, ama la burocrazia e tutto l’iter che ne deriva. Strano che con te abbiano fatto un’eccezione. Sei fortunata. Ma in quale città o paesino della Provenza vivi? Dire Provenza è troppo generale.
Troppo generale? Pubblico le nostre foto, i nostri nomi e le nostre facce, dovrei dare anche indirizzo e numero di telefono forse? Per permettere a persone sospettose di controllare le mie credenziali? Non hanno fatto nessuna eccezione. Ho tutte le carte in regola per insegnare nel sistema tradizionale e mi sto formando per quello Montessori. Qui in Francia (come saprai, visto che ci vivi) è possibile iniziare a lavorare anche se non si è terminata la formazione. Non intendo fornire l’indirizzo della scuola in cui lavorerò visto che non è utile a nessuno dei miei lettori (che vivono in Italia) mentre comprometterebbe seriamente quel minimo di privacy che desidero mantenere. Lo so che in questo momento ho una fortuna sfacciata ma cercate di sopportare. Nella vita ne ho passate tante e ora finalmente raccolgo quello che ho seminato.
Io non mi sono permessa di chiederti il numero di telefono, la via in cui vivi e l’indirizzo della scuola per cui andrai a lavorare. Chiedevo solo in che paesino della provenza vivi. Comunque sia, io che vivo in Francia, dico che lavorare nella scuola è molto difficile. Sono molto contenta per te, ma io rispondevo in merito al titolo di studio. Sono felice che la vita ti sorride dopo i periodi difficili che hai passato. Buon inizio di lavoro Se ti trovi a passare dalla Bretagna fammelo sapere io ci vivo,è una terra fantastica è bellissima.
Ps:Per quanto concerne la risposta di mammafelice rispondo alla frase “sei fortunata a non aver dovuto passare molte cose che invece lei ha passato “. Ognuno nella propria vita ha passato delle cose e delle fasi spiacevole, le mie sono diverse da quelle di Claudia ma, posso garantirti con ragionevole certezza, che sono molto pesanti ma non per questo mi sento sfortunata o altro. Sono una persona fortunatissima perchè dopo tanto buio, io e la mia famiglia incominciamo a sorridere.
Claudia è fortunata? Certo, ha una bella famiglia e una bella casa. E adesso ha anche un lavoro (in prova).
Mary, questa non è fortuna. E’ una cosa che dovrebbe capitare a tutte le mamme. Comunque io la vita di Claudia la conosco, e posso dirti con ragionevole certezza che sei fortunata a non aver dovuto passare molte cose che invece lei ha passato
Ognuno é artefice del proprio destino…
Io Claudia sono star felice per te, questo post carico di emozioni é carico di vita.
Sono certa che saprai coltivare al meglio questa esperienza che arricchirà te, i ragazzi e sicuramente anche noi, perché sono certa che la tua positività e questa possibilità filtrerà da queste pagine e, attraverso di queste io continuerò ad arricchirmi.
Davanti a questo post, per me, si può solo entrare in empatia con il tuo stato d’animo e gioirne. Il resto non lo capisco proprio….
Baci!
Credo che le persone veramente fortunate siano i bambini di questa scuola che avranno una maestra dolcissima, sorridente e COMPETENTE e i loro genitori che troveranno in lei un VALIDO aiuto nella loro educazione. A noi la fortuna di averla “conosciuta” su questo blog e di poter condividere almeno un po’ del suo sapere.
Un abbraccio fortissimo, e tanti auguri per questa nuova bellissima esperienza.
in francia TUTTE le formazioni Montessori (da quelle che constano 9mila euro all’ami o le altre) NON sono riconosciute “dallo stato” . e quindi son riconosciute tutte nello stesso modo…
Grazie Claudia! Sei sempre di grande ispirazione per me!!
In bocca al lupo a tutta la famiglia per questa fantastica avventura!!
Da pedagogista non posso fare altro che apprezzare una scuola del genere. Il bambino va apprezzato e valorizzato per le sue peculiarità. Sono molto felice per la tua esperienza lavorativa e per l’opportunità che i tuoi figli hanno di frequentare una scuola così!
La legge di attrazione ha funzionato ancora, complimenti
Bellissimo poter leggere la tua, la vostra esperienza, Claudia! Ancora tantissimi auguri di buon proseguimento, e di certo sará un piacere se ci permetterai ancora di seguire pezzi di questa avventura!
Da quando ti ho scoperto, qui sul blog e incontrata al Salone del Libro, ho trovato in te una particolare sensibilità verso i bambini, vedi come ti hanno accolta, ma anche verso noi “grandi”. Come dice Silvia “la legge di attrazione ha funzionato”, si non potevate non incontrarvi: tu e questa scuola!
Tantissimi auguri a tutti voi per questa nuova esperienza e se avrai ancora un po’ di tempo per raccontarcela credo di non essere l’unica ad esserne felice.
simona
Amo molto il metodo Montessori,ho letto molti libri sull’argomento tra cui “La scoperta del bambino” e “I bambini hanno bisogno di fiducia” che mi hanno appassionato ancora di più,credo che dia il giusto approccio alla vita .
Il tuo post mi ha dato molta gioia ma anche un pò di amarezza perchè dove abito io non c’è possibilità di scelta e anche se ci fosse forse non potrei permettermelo ,comunque credo proprio che tu abbia fatto la scelta giusta e i tuoi bambini te nè daranno prova.
E’ una preziosa occasione per te ed i tuoi bambini… non avevo capito che li avresti portati tutti con te. Per quanto riguarda il metodo montessori mi piace tutto ciò che è pensato per i bambini e mi piace ringraziare la mia fortuna che mi ha concesso di essere mamma e rincontrare il mondo dell’infanzia per goderne. Forse ci sono persone nate per fare le educatrici ed altre che invece trovano risorse dall’essere mamma. Io non ho mai perso di vista la bambina che è in me, ma devo alla mia bambina e agli incontri con i suoi amichetti la consapevolezza che il mondo adulto spesso non funziona perchè non si rispettano quelle regole innate e semplici che i bambini portano dentro di sè.
Sono molto felice per questa tua esperienza. Sono da sempre convinta che la scuola la facciano le persone, prima e al di là di qualunque riforma… nella scuola in cui abbiamo deciso di iscrivere Letizia per il prossimo anno siamo stati accolti dai bimbi più grandi che avevano preparato il benvenuto per i potenziali nuovi allievi e hanno avuto il compito di accoglierli e intrattenerli… è stato molto bello e, da quello che scrivi, di ispirazione montessoriana mi sembra di capire. In aula i bimbi svolgevano invece la stessa attività, ma non sembravano esserci forzature. Ho apprezzato molto che l’ambiente non fosse dispersivo, troppo pieno di giocattoli; era così in un altro asilo, i bimbi si alzavano e facevano ciò che volevano ma l’impressione era più di confusione e di ricreazione, proprio per l’inadeguatezza, a mio parere, dell’ambiente.
Sono sempre molto attratta da metodi alternativi alla scuola tradizionale. Premetto che a me costava moltissimo stare ferma 8 ore seduta al banco (soprattutto al ritorno dalle vacanze estive!) e spesso venivo richiamata per questo. Per il Malandrino a dire il vero abbiamo scelto una materna tradizionale. Per vari motivi. Volevo una scuola vicino casa. Volevo che i suoi compagni di classe abitassero nello stesso quartiere in modo da poterli incontrare anche al parchetto. Volevo una classe multirazziale perchè ormai Milano è una città multirazziale e le scuole Montessoriane (o steineriane) sono un lusso che non tutti si possono permettere. Volevo dare una chance (si scrive così?) alla scuola pubblica, perchè è una risorsa alla quale non voglio rinunciare. E non mi sono trovata male. Ora si pone il quesito della scuola elementare: entro dicembre dobbiamo scegliere. E non è facile. C’è tempo..ma le idee sono ancora molto confuse…
claudia è tutta la mattina che sogno ………lasciare tutto per la francia dove mio marito trovi un buon lavoro e io in una scuola montessori
)))invece apro gli occhi e mi ritrovo qui in una città con l’11% di disoccupazione…il 45% di disoccupazione giovanile e la speranza di trovare un umile lavoro che mi dia qualche soldino per un piccolo modesto futuro per i miei miei bambini…….che purtroppo vanno in una scuola definita ottima dove però devono stare seduti per ore zitti per imparare …dove i bambini di pochi anni più grandi o ti picchiano o ti insegnano tutte le parolacce e i brutti gesti…dove le maestre ti sgridano o ti mettono le note se parli coi compagni…..inorridisco mi viene la depressione…io sono incompetente claudia e lo sai se magari riuscissi a riposare bene la notte sarei almeno una mamma un po più calma…….ma spero che con i tuoi racconti riuscirò a trarre spunto per donare ai miei figli un angolo di mondo migliore e una mamma- anche -migliore………..baci
ciao… volevo cheiderti, ma non credi che un domani in un liceo/università potranno trovare delle difficolta con un metodo di insegnamento cosi diverso e con l’obbligo di una disciplina ben piu rigida?
No. I grandi non sono tutti stravaccati per terra. Quelli che ho potuto osservare in questi giorni mi sembrano assolutamente pronti ad integrare la scuola tradizionale.
roberta, come dicevo più su’:
conosco persone laureate che fanno mestieri che nn hanno nulla a che vedere con il loro escursus , un esempio? mio marito, laureato in storia e geografia (più esame d’abilitazione per far il prof) che ora fa il TATUATORE. e perché? perché i voti portano i ragazzi a studiare come dei pazzi prima dell’eesame per ottenere IL voto senza realmente suscitare il loro ‘interesse’. mi sconvolge vedere ragazzi di 20, 25 anni che studiano SOLO PER PASSARE L’ESAME. cioè vedere degli ADULTI che non sono mossi da una reale sete di sapere mi fa davvero cadere le braccia!.
l’approccio (la pedagogia) montessori non è sinonimo lassismo (ma neanche di “disciplina severa”) e l’assenza di voto ( di punizione E DI RICOMPENSA) non impediscono la voglia di sapere!!!!! anzi, il ragazzo, non essendo avvilito dal giudizio dell’adulto (positivo o negativo che sia) coltiva dentro di se la curiosità.
non so voi, ma io nn do tanta importanza alle “lauree”, visto in che condizioni vengono elargite. (cioè, volete dirmi che gente che a 30anni sta ancora all’università e che si laurea dopo 10anni di calvario potrebbe avere più valore di qualcuno di appassionato che da anni lavora “sul campo” solo per un “pezzo di carta” in più? io non credo)
Questa cosa che i grandi aiutano i piccoli lo fanno pure nell’asilo (statale) della BambinaGrande: i bambini di 3 anni vengono “affidati” a quelli più grandi (due grandi per un piccolo, di solito).
Inizialmente gli abbinamenti li fanno le maestre, che poi li modificano a seconda delle attitudini e delle simpatie dei bambini stessi.
Ad esempio mia figlia (4 anni) a settembre non ha avuto nessun 3-enne affidato, ha chiesto di avere la sua amichetta A. e le è stata assegnata (con somma gioia di entrambe)
E le maestre mi hanno detto che nonostante la BambinaGrande sia una bambina molto vivace e dinamica, quando è con A. le sta dietro con cura, la tiene per mano e corre piano (e mi sento molto fiera per questo, devo dire, perchè ci ho lavorato un sacco con lei sul fatto che con i piccoli ci vuole cura)
Complimenti per la bella esperienza che state facendo e farete!!!
ciao claudia, ti seguiremo!
ho una domanda: e steiner? in un tuo post molto interessante ne spiegavi differenze e vicinanze, ora pensi di integrare quanto appreso dai due metodi?
Certo, ed è quello che comunque ho sempre fatto (il tutto ovviamente filtrato dal mio buon senso e dalle mie personali convinzioni)…
Si legge la tua emozione in questa pagina. Ti auguro davvero di realizzare i tuoi desideri, di imparare e lasciare che i bambini imparino attraverso di te!
Auguri
brava! complimenti, ammirazione….e tanta sincera invidia!!!:)
lacrimuccia… la scuola che avrei tanto desiderato per me stessa e che tanto desidero per mia figlia
Congratulazioni Claudia! E in bocca al lupo per questa nuova avventura (che immagino inizierai a tempo pieno a settembre).
Ti ho scritto una mail due giorni fa perchè non so di quanto devo farti il bonifico per il mei tai, ma non ho ancora ricevuto risposta…mi fai sapere? Grazie e buona vita!
Confermo… La seconda laurea che sto prendendo io è in Scienze della Formazione Primaria, indirizzo Infanzia, con specializzazione per il sostegno. Da quest’anno con la riforma i due indirizzi non saranno più divisi.
Solo dopo questo titolo, qui in Italia, potrò accedere (o almeno mi piacerebbe!) a uno dei corsi dell’Opera Montessori!
PS: Ho risposto senza leggere un certo commento. Non te ne curare troppo… tu sai quello che fai
congratulazioni per il nuovo lavoro! ma tu di quale fascia d’età ti occuperai? o sarai una maestra trasversale?
in bocca al lupo per tutto!
Mi occuperò di una classe nuova di zecca di bimbi dai due ai tre anni ma interagirò con tutti. E ora mi hanno anche chiesto di parlare esclusivamente in italiano.
Sono felice per te.. è proprio vero: ognuno prima o poi raccoglie ciò che semina! Ti ammiro per come sei, per tutto ciò che fai e come lo fai. Da che ti conosco ho sempre ribadito che sei speciale.
Ti faccio una confidenza: peccato che questo tipo di scuola (anche la staineriana) non sia accessibile economicamente, a tutte le persone che credono in questo metodo, ma solo a chi se la può permettere.. infatti io ho dovuto rinunciare e mi dispiace molto.
Un abbraccio
ogni tanto passo e leggo, direi che il garbo della padrona di casa la dice lunga anche sulla sua capacità di gestione dei conflitti ( montessori o non montessori ). La fortuna, se di questo vogliamo parlare, raramente arriva a chi non la cerca e non la merita, e se pure gli arriva presto se ne va !
sono molto contenta per te perchè si vede l’entusiasmo che sprizza dal video.
buon proseguimento
p.s. ragazze ci organizziamo in squadre e setacciamo la provenza? e quando la troviamo ci nascondiamo noi e ci cerca lei? daiiiiiiiiiii
Bene, bene, perché in realtà vivo in Bretagna, la provenza era solo per sviare i curiosi
Sono davvero felice per te! Questa fortuna te la meriti tutta e ti auguro che sia una splendida esperienza!
che dire…seguirò con felicità tutti i tuoi “aggiornamenti” lavorativi che scriverai sui post. insegno alla scuola primaria statale in Italia, ogni giorno mi riprometto di cercare di trasmettere ai miei ragazzi il piacere per il sapere, il conoscere, lo scoprire,… non è facile, non sempre ci riesco, ma già porsi delle domande sul proprio modo di agire credo sia importante…
il metodo montessori esiste da decenni, “funziona” sempre benissimo…
grazie per renderci partecipi delle tue esperienze, ci insegneranno tante cose nuove e utili.
potresti tenerle per te ma non lo fai… sei ammirevole.
in bocca al lupo e buon inizio!
barbara f.
Io leggendoti penso che probabilmente stai raccogliendo quello che hai seminato e mi incoraggia tanto nei miei momenti difficile perche’ sono felice quando persone riescono in quel che credono e mi incoraggia…chiamala Forutna ma nn credo che sia solo quella
)))
é bello leggere con quanto entusiasmo, voglia, delicatezza ti approcci a questo nuovo lavoro. Imparerai insieme ai bambini e sono sicura che ti insegneranno molte cose. Fortunata? e allora? te lo meriti. anche se io non ti conosco, per quel poco che ho letto tutte le cose te le sei conquistate e un po’ di fortuna ogni tanto non guasta. anzi è la giusta ricompensa! Bella la Bretagna!!
Cara Claudia, io credo che, sì, nella vita la fortuna sia indispensabile, ma anche che conti poco se non è sostenuta dal talento, dall’iniziativa, dalla voglia di fare… devono esserci tutte queste cose per poter “cogliere l’attimo”. Il metodo Montessori mi ha sempre interessato, pur non avendone una conoscenza diretta. Perciò sono ansiosa di sentirti raccontare la tua esperienza. Ti ‘accompagno’ con tanto affetto e stima… in bocca al lupo!
Cara Claudia, la tua gioia mi da piacere. E’ molto tempo che ti seguo, commento poco, ma questa gioia la voglio proprio condividere! Leggere le tue parole mi ha risuonato dentro….forse davvero possiamo cambiare il mondo partendo da noi. Se il nostri bimbi cresceranno in un contesto di condivisione e rispetto, per se e per gli altri, in cui la famiglia sia realmente presente e responsabile, da grandi saranno persone capaci di basarsi su un proprio “centro” ( citando Battiato! ) solido e costante che li potrà accompagnare lungo le loro vite. Che meraviglia! Che dono!
Spinti da questo sentire, anch’io insieme ad un piccolo gruppo di genitori (pochi soldi e tanta volontà), abbiamo fondato un associazione ed a settembre partirà il nostro progetto di scuola familiare vicino Firenze! Sogno che un giorno queste piccole realtà siano la normalità. Congratulazioni!
che bello! sono davvero contenta per te! da me non ci sono scuole montessori, per il momento sono stata fortunata ho trovato delle ottime insegnanti per i miei figli,e la nostrascuola che ha pochi iscritti ha le pluriclassi, all’inizio ero scettica invece me ne sono trovta contenta i bambini interagiscono bene tra di loro e il piccolo può andare tranquillamente nella classe del grande senza recare alcun disturbo
Splendido, brava!
La vita restituisce quello che le dai, tu di certo stai donando a cuore aperto e le occasioni di felicità si moltiplicano.
Ti auguro di crescere e di diventare esattamente quello che desideri (insegnante, assistente, coordinatrice, collaboratrice.. ci sono ruoli diversi no?).
Un abbraccio.
PS. mi associo a Penta anche qui (come capita pressochè sempre sul suo blog) e ovviamente a Mamma Felice superstar
W Claudia e cio’ che fa’,quello che ha ha e quello che crea e crera’ e ci insegnera’.
W la fortuna che cia accompagna ogni mattina che vediamo il sole
Io cerco di praticare il metodo Montessori quì a casa ma purtroppo non posso permettermi questo tipo di scuola per i miei 4 bambini,percio’ frequentano quella pubblica dove pero’ non tutte le mestre sono poi così male.
Credo fermanete in cio’ che dici alla fine l’insegnamento,l’esempio lo diamo noi xcio’ cerchiamo di fare del nostro meglio dando il buon esempio sempre comunque in tutto e per tutto!
…..lo sai che fai una ricerca in Italia le scuole Montessori sono all’inteno dei ministeri a disposizione dei dipendenti…..
Ciao Claudia,
Leggendo i tuoi post e’ cresciuta in me la voglia di imparare sempre di piu’ sulle scuole montessoriane e ho fissato un appuntamento per il prossimo venerdi’ in una sede della mia citta’ (Buffalo – NY). Non vedo l’ora di andare: non sono mai entrata in una scuola montessoriana e sono davvero curiosa di visitarne una!
Grazie per avermi regalato uno spunto di riflessione in piu’
Non avevamo dubbi sul tuo successo e sul feeling che saresti riuscita a creare in poco tempo con i tuoi ” alunni” !
Vederlo scritto e raccontato fa ancor piu ‘ piacere!
che meraviglia!!! inbocca al lupo!! e poi tienici informati perché mi interessa molto sapere come gestirai il bilinguismo ed il materiale montessori. come farai con le carte di nomenclature o con le “dicté muette”? in france o in italiano?
e la questione che mi poso per mina…
Non avrò questo problema perché mi occuperò dei bambini di 2-3 anni…
ah ok. senti e invece con gloria e leonardo come t regoli? cioè li’ leggeranno in francese, no? tu pensi di introdurli all’italiano? lo so che per me è ancora presto (mina ha solo 2anni e 3mesi^^) ma questa questione è uscita durante la mia formazione. e anche i due formatori avevano pareri discordi! arhh!
Questo è un argomento che mi sta molto a cuore. Ne parlerò certamente sul blog. Stay tuned!
Ciao Claudia, complimenti!!
Che tu sappia, le scuole montessoriane funzionano nello stesso modo anche in Italia? Voglio dire, ci sono differenze pratiche, tipo materiali diversi, orari diversi, ecc… pur basandosi sullo stesso sistema o c’è qualche specie di ‘ente certificatore’ che garantisce un’uniformità nell’insegnamento (che poi si può chiamare insegnamento?? o collaborazione all’apprendimento?? hmm)?
E i genitori che ruolo hanno rispetto alla scuola? C’è un coinvolgimento maggiore rispetto alle statali o è lo stesso?
Presumo poi che non esistano uniformi?
Ti sto tempestando di domande eh? :-p Sono curiosa di conoscere meglio questa possibilità, magari vado a farmi un giro in una scuola Montessoriana qui a Melbourne, se mi lasciano entrare…
Beh, in bocca al lupo per tutto! Ah e un’ultima cosa… ma i bimbi in Francia vanno a scuola anche d’estate? Immagino sia un pò come in Germania dove fanno le vacanze estive corte, eh?
Scappo a far la spesa prima che ricominci a piovere, cavolo, lo sapevo che dovevo trasferirmi a Perth, altro che Melb….!!!
ciauuu
Suppongo ci siano un tot di regole da rispettare ma poi ognuno si gestisce come crede.
I genitori sono in genere molto partecipi ma più che altro perché, come dicevamo qui, chi sceglie una scuola del genere è in genere molto attivo nell’deucazione dei propri figli. La partecipazione non è richiesta come avviene invece nelle scuole steineriane.
Per quanto riguarda le uniformi non so se sia una regola dappertutto ma da noi ci sono i grembiuli-
Mi associo anche io a tutte quelle che ti hanno fatto gli auguri, perchè chiunque ha il diritto di inseguire dei sogni , realizzarli ed essere felice, soprattutto chi magari non è stato molto fortunato nella vita!!!
Ignora i commenti cattivi (la gente non ha nulla da fare, vedo!) e vai avanti per la tua strada nella ricerca della felicità!!!
Anche se non ti conosco personalmente, ti sento molto vicina perchè trasmetti, con le tue parole, una grande carica umana!!!
In bocca al lupo per questa avventura.
Ti lascio con queste parole tratte dal “Il gabbiano Jonathan Livingston” di R. Bach:
“Puoi arrivare da qualsiasi parte, nello spazio e nel tempo, dovunque tu desideri.”
Claudia che bello!!! pagherei ORO per avere una scuola montessoriana nelle vicinanze… e pagherei altrettanto oro per avere una maestra come te per mio figlio
Che bello vedere come sia possibile seguire le proprie inclinazioni…dovremmo farlo tutti, dovremmo avere il coraggio di seguire un nostro percorso personale, in barba ai modelli che ci vengono normalmente proposti…
provocazione che ha fatto inorridire qualcuno, hi!hi!
e tutte noi dovremmo provare a realizzarlo nei nostri microcosmi quotidiani, senz’altro ci sono tante Claudie con tanti sogni che si possono realizzare 

Vi porto un esempio fresco fresco:il mio secondo bambino, che ha pochi mesi, è un gran chiacchierone e ieri una signora ha commentato:”Ah signora, diventerà un avvocato!”
Ora, con tutto il rispetto per questa categoria… ci sono tanti altri mestieri al mondo… e oltretutto non so neppure se mio figlio avrà intenzione di frequentare l’università
E’ invidiabile il poter scoprire qual è la nostra strada e poterla seguire anche quando ci siamo già instradati su un altro percorso.
Tutto questo preambolo per dire:
Grazie Claudia! Ci dimostri ogni giorno che applicarci in ciò che ci appassiona rende felici
…Io comunque sono invidiosa perché vorrei una scuola ed un’insegnante così per i miei figli…e spero di trovarle
Baci
ciao!
ti volevo raccontare la mia esperienza di ex bambina educata montessori alle elementari nei lontani anni ottanta. In classe eravamo in 14, due insegnanti fissi e altri due specialistici per creatività, falegnameria, materie più tecniche. Avevamo due disabili gravi in classe senza insegnante di sostegno. Tra di noi vigeva la regola dell’aiutarsi a vicenda ma non ti nascondo le fatiche nell’accettare i “diversi”, le invidie che comunque tra noi bambini covavamo all’insaputa delle maestre perchè li vedevamo come privilegiati. Didattica basata sulla pratica, tutto prima in pratica e poi teoria. intervalli di giochi lunghissimi, gite con insegnanti di 3, 5 giorni che facevano morire di invidia gli amichetti provenienti da altre scuole.
Poi il “colpo” quando sono entrata alle medie inferiori, ho rischiato la bocciatura il primo anno e tanti miei compagni si sono trovati in difficoltà.
Adesso spero che si preparino di più i bimbi al possibile salto in una scuola pubblica. Quello che mi è rimasto è un legame fortissimo con i miei ex compagni, con una in particolare è di certo la”migliori amica”, e, in generale ho notato che abbiamo forse un modo di affrontare la vita in modo molto più emotivo, nel bene e nel male.
Però il mio bimbo va alla scuola pubblica, la montessori non me la posso permettere ed effetivamente la trovo un pò elitaria e troppo di metodo rispetto alla società di oggi. Stranamente, mi stupisco, ma alla pubblica mi trovo (per ora) benone.
Buona fortuna per questa tua nuova esprienza!
Grazie per la tua testimonianza. Spero di poterne raccogliere altre.
In Italia la scuola è finita ieri…e oggi ci siamo trovate fra colleghe a stilare voti e giudizi sui bambini. per me è una pena!
incasellare un ragazzino in un voto, da alcuni anni NUMERICO (grazie alla cara ministra dell’istruzione!) è per me una cosa difficilissima e, con alcuni dei miei alunni, sofferta!
quando ho letto le vostre bellissime esperienze alla scuola montessori non vi nego di avervi invidiate…
ho discusso con alcune colleghe perchè secondo loro nella mia disciplina avevo dato un voto troppo alto. stiamo parlando di bambini di 10 anni che magari si impagnano ma hanno comunque difficoltà. sono io che sbaglio? sono troppo “larga di manica?” credo che la miglior base per avere dei risultati positivi sia avere fiducia e autostima in se stessi… non prendere una “mazzata” con un 6 tirato…
scusate lo sfogo…
barbara f.
Complimenti Claudia! Hai creduto nei tuoi sogni e mi pare che piano piano si stiano avverando…
Ma, una domanda: in Francia le scuole iniziano ora che da noi si va in vacanza?
In Francia la scuola comincia ad inizio settembre e termina a fine giugno. Però il mercoledì non si va a scuola e ci sono due settimane di vacanza in autunno e due in primavera. Io inizierò a lavorare a settembre, per ora sono in formazione.
Ciao Claudia,
seguo da tempo con interesse il tuo blog. Proprio il giorno prima di leggere questo tuo post mi e’ arrivata una telefonata (in risposta ai curriculum inviati qualche mese fa) in cui mi veniva richiesto un colloquio…….presso una scuola media a metodo Montessori! Non solo finalmente si apriva uno spiraglio; infatti da tempo per motivi personali sto cercando di cambiare lavoro e di cominciare ad insegnare……ma non mi aspettavo una simile proposta!
Ho fatto il colloquio ieri, aspetto una risposta e incrocio le dita. Se andasse in porto ti chiedero’ consigli, perche’ sara’ un’esperienza totalmente nuova!!
ciao, Teresa
avevo scritto un lungo post a è andato perso…dievo quanta cattivera e invidia,quanti interrogatori,quante domande sui bilinguismi e le carte motnessoriane..io invece penso che nella vita niente capiti a caso..sono felcie che na persona speciale e attenta come te Claudia sia entrata a far parte del meraviglioso mondo dei bambini………..
brava te lo sei meritata…….io credo che chi ti ha fatto il colloquio abbai avuto molto talento a sceglieriti e molto intuito……al diavolo la burocrazia…..le lauree e tutto il resto…
io lavoro in un ufficio e tutte le mattine,quantdo accompagno al nido mio figlio penso a quanto sono fortunate (insenso veramente buono) le educatrici a stare a contatto con i bambini,col loro splendido mondo tutto il giorno..io ci andrei li dentro anche afare il personale ausiliario,di aiuto nelle pulizie e nel dare da magiare ai bambini…
infondo quello che conta davvero è amarli
Cara Claudia,
che invidia, ma che bello per te e per i tuoi futuri alunni!
Sono una mamma-manager, che è riuscita ad ottenere un part-time verticale per evitare di vedere i bambini solo la sera e nei weekend. Ho segrete aspirazioni di cambio-radicale di vita, ma per ora ancora poco coraggio di farlo.
I miei figli vanno in una Scuola (nido e Casa del Bambini) Montessori, privata e italiana. L’ho scelta quasi a scatola chiusa con un percorso che sintetizzato fa cosi:
1) mi sono innamorata del concetto del continuum (vedi libro di J. LIedeloff) e ho cominciato a frequentare il forum del continuum
2) ho scoperto, leggendo email e conversazioni di mamme di tutto il mondo “seguaci” e convinte su attachment parenting etc, i metodi Waldorf e Montessori e ho cominciato ad informarmi
3) quando ho dovuto scegliere (ho accettato una proposta per una posizione manageriale interessante e a part-time verticale) il nido per il mio bimbo di due anni ho scoperto che esisteva una scuola Montessori nella mia città e, senza informarmi troppo, ho mandato li il primo e ora anche la seconda.
ora è vero che il Metodo è molto interessante e ha sicuramente molti pregi, ma soprattutto in età pre-scolare, quello che conta è la PASSIONE e l’amore che ci mette la maestra, quindi, per quel poco che percepisco dal tuo blog, già solo per la tua passione per la creatività, per la tua voglia di condividere le cose belle e visto l’amore per i tuoi bimbi e credo che, laurea in scienze dell’educazione o no, tu possa molto probabilmente essere una maestra auspicabile per tanti bambini e in grado di dare loro tanta gioia e rendere sereni i genitori!
io per esempio credo che i i miei figli si trovino abbastanza bene con il metodo ma che gli unici problemi siano con l’approccio NON-attachment parenting delle maestre che mi sono capitate.
Tornando alle aspirazioni segrete, mi sto rendendo conto che il mio lavoro mi appassiona sempre meno da quando sono mamma e che in qualche modo vorrei mettere le mie competenze in campo per stare a contatto con i bambini. Ma con una laurea e un master in argomenti lontani dalla pedagogia mi chiedo verosimilmente cosa posso fare……
complimenti ancora!
E
Cara Claudia, sono una giornalista e insegnante di yoga e meditazione a Milano. Devo ora scegliere la scuola per la mia bimba di 2 anni e sono indecisa tra la steiner e la montessori. Mi sento forse più vicina al metodo steiner per l’approccio spirituale e fantastico che permea ogni attività. Mi sembra che oggi ne abbiamo così bisogno… però forse non conosco a fondo la pedagogia Montessori. Potresti aiutarmi a scegliere al meglio tra i due? Grazie. Un abbraccio gioioso, Isabel
Ciao Isabel, non è facile dare un consiglio in questo senso. Io ho la fortuna di conoscere bene entrambi i metodi e sono tutti e due molto validi. Del metodo steineriano mi piace il lato artistico (meno, devo ammettere, quello strettamente “fantastico”). Di quello montessoriano apprezzo l’ordine interiore che crea, senza alcuno sforzo. Ma come dico sempre, oltre al metodo bisogna valutare anche le persone che lo applicano. Se fossi in te, quindi, andrei per prima cosa a visitare entrambe le scuole e a parlare con gli insegnanti. Già solo questo potrebbe far sparire tutti i dubbi. In caso contrario… ne parliamo ancora
. Mi raccomando, fammi sapere!