Il Sonno dei Bambini

Nelle scorse settimane ho letto alcuni articoli interessanti sul sonno dei bambini. Paola Maraone condivide la sua esperienza con il training autogeno. Luana Troncanetti racconta la sua storia ed esprime il  suo dissenso riguardo al metodo Estivill. Claudia De Lillo parla semplicemente di “rieducazione“, suscitando reazioni discordi.

In fatto di problemi di sonno, credo di potermi definire una specialista. Due anni di notti in sonni con Leonardo, tre con Gloria. Chiara, la nostra “brava bambina”, ci ha regalato notti complete a partire dal suo primo anno di vita. Quello che per molti sarebbe un dramma, è in cara nostra un vero miracolo.

Dicevo quindi, che mi considero unas pecialista dei problemi di sonno. Purtroppo non posso, però, definirmi una specialista delle soluzioni ai problemi di sonno.

Con Leonardo è stato un vero e proprio shock. Non avevo alcuna esperienza e mi aspettavo un tenero bambolotto. Invece la cicogna mi ha recapitato una bomba ad orologeria. Impossibile disattivare la funzione snooze. Per i primi sette mesi, mai più di un’ora di sonno ininterrotto. Mai nel suo letto, né nella carrozzina.

Ovviamente la “colpa” di questo terribile disastro l’ho attribuita a me stessa. Non ero in grado di fare la mamma. Non ero in grado di insegnare a mio figlio a dormire. Non osavo parlarne, perché non volevo che tutti sapessero che ero una pessima mamma. Ma suppongo che le mie occhiaie e i 15 kg (i 10 della gravidanza più altri 5) persi in un mese non avessero bisogno di parole.

E così qualcuno (per evitare il linciaggio non dirò chi) mi ha regalato il fantomatico “fate la nanna”. Il metodo non mi convinceva affatto ma chi ero io, madre pessima ed incapace, per contestare le parole di un famoso medico?

Abbiamo deciso di provare, ma continuavamo a rimandare. Mancava poco alla nascita di Gloria e ci chiedevamo come avremmo fatto.  Ormai non avevamo più scelta. Dovevamo risolvere il problema. Il metodo era scientifico. Matematico. Non lasciava spazio alle obiezioni.

Abbiamo provato per qualche giorno.

Mentre Leonardo piangeva nella sua camera, io piangevo nella mia. Era insopportabile.

E’ con un profondo senso di fallimento che abbiamo interrotto l’esperimento. Non solo eravamo stati incapaci di educare nostro figlio al sonno, ma non eravamo neanche in grado di attuare una rieducazione.

Ormai avevamo toccato il fondo, e abbiamo deciso di tentare anche l’ultima, la peggiore, la più drastica delle soluzioni (prima del lancio dalla finestra): il Nopron*. Avete mai provato ad andare in farmacia a chiedere il Nopron? Se lo avete fatto, significa che il medico ve lo ha prescritto (il medicinale è disponibile solo su prescrizione). Eppure quando vi avvicinate al banco e, timidamente, pronunciate quella parola, cala un silenzio di tomba. Come se aveste detto, impugnando una pistola “questa è una rapina”. Tutto si ferma, tutto tace. Tutti si voltano a guardare quella madre indegna al punto di voler sedare il proprio bambino.

Dopo aver letto i possibili effetti indesiderati, abbiamo deciso di lasciar perdere.

Dopo il terzo, quarto, quinto risveglio notturno ci siamo detti “al diavolo”. E’ come avere un’arma in casa. Se ce l’hai, prima o poi la usi. Perché soffrire così quando la soluzione è lì, a portata di mano?

Dopo aver ingurgitato la sua dose, Leonardo ha iniziato a correre in tutte le direzioni. Impossibile metterlo a letto. Impossibile anche solo acchiapparlo. Il pediatra ci ha rassicurati: non fa mica effetto così, in un attimo. Ci vuole qualche giorno.

Dopo qualche giorno la situazione non faceva che peggiorare.

Ah. Forse era uno di quei rari casi in cui il farmaco ha un effetto paradosso. Ma dai…

(Mesi dopo, ho voluto testare l’efficacia del Nopron su me stessa e ho creduto di morire).

Leonardo è quindi tornato nel lettone e un mese dopo, con l’arrivo di Gloria, io e Jean ci siamo “separati”. Un figlio a testa, ciascuno combatteva le sue personali battaglie notturne. Al mattino ci scambiavamo i nostri bollettini di guerra.

Nei mesi successivi Leonardo (che aveva ormai due anni) ha iniziato finalmente a dormire tutta la notte. Ha abbandonato però il riposino pomeridiano.

Gloria intanto seguiva le orme di suo fratello. Le modalità erano leggermente diverse ma  il succo era lo stesso: non si dormiva.

Dopo un anno e mezzo di camere separate, abbiamo deciso di tentare una nuova sistemazione. Io avrei voluto un letto a quattro piazze nel quale dormire tutti insieme. Jean ha invece proposto che noi ritrovassimo il nostro letto comune, e che i bambini facessero altrettanto.

Gloria aveva un anno e mezzo e Leonardo tre quando li abbiamo messi in camera insieme in un “lettone” formato dai loro due letti accostati l’uno all’altro.

I bambini hanno gradito e la routine serale era gradevole per tutti. Si addormentavano tranquillamente ma Gloria ha continuato a svegliarsi urlando diverse volte a notte fino ai tre anni.

Intanto era già un passo avanti e, piano piano (moolto piano), la situazione si è regolarizzata.

Dopo un paio di mesi di notti tutte filate ci siamo sentiti così rinvigoriti che abbiamo deciso di mettere in cantiere il terzo.

Ormai non eravamo più segli sprovveduti pronti a credere in qualsiasi cosa sia scritta in un libro e firmata da un personaggio autorevole. Vista la nostra esperienza “sul campo” abbiamo elaborato la nostra personale strategia. Che consisteva esattamente in ciò che avevamo fatto con i primi due. L’unica, importantissima differenza, è che questa volta sarebbe stata una scelta. Che non ci saremmo sentiti in colpa o incompetenti. Quello era l’unico modo che noi avevamo trovato per gestire le notti dei nostri figli. Non certo il più facile, né quello che chi cerca una “soluzione” auspicherebbe.

Ma le soluzioni drastiche non facevano per noi. Allora tanto valeva adottare quelle soft in piena coscienza.

Chiara ha dormito con noi nel lettone, allattata a richiesta, durante il suo primo anno di vita. Poi ha iniziato a non svegliarsi più la notte. L’abbiamo quindi sistemata nel suo lettino, sempre in camera nostra. Dopo qualche mese l’abbiamo trasferita in camera dei bambini.

Arrivati nella nuova casa, Leonardo ha chiesto di poter avere la sua camera. La sua richiesta ci è sembrata ragionevole e naturale, la tempistica perfetta.

Le bambine invece condivideranno una grande stanza che in futuro, se lo desidereranno, potrà essere divisa in due.

Le nostre giornate si concludono in genere con una storia (spesso e volentieri è Leonardo a leggerla alle sue sorelle), una seduta di sofrologia e un bacio. Mentre i bambini dormono profondamente, io sfrutto l’allenamento intensivo degli ultimi anni per lavorare fino a tardi, riuscendo comunque ad alzarmi prima di tutti, per potermi concedere un po’ di yoga ed un buon caffè nella pace del mattino.

Con il senno di poi, posso dire che non tutto il male viene per nuocere…

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* Per maggiori informazioni sulle ragioni dell’attuale indisponibilità del Nopron, leggete qui.

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Commenti

  1. Debbie dice:

    Wow…tutte le mie amiche mi parlano del famoso “Fate la nanna” ma non l’ho mai voluto considerare, almeno siamo in due! Il mio Picci, Leonardo pure lui, dorme tutta la notte nel suo lettino però sapessi che fatica la sera! Quando ci dice bene si addormenta in braccio, cullato, con un mantra indiano in sottofondo. Quando salta il sonnellino delle sette è una tragedia greca. Diventa agitato, intrattabile, prepotente, insolente…povera stella, ha solo dieci mesi, ma mi porta a dei livelli di tensione che a volte penso di svenire. Meno male che ho lavorato per anni con il pubblico e so auto-controllarmi…In queste situazioni c’è una e solo una cosa che funziona: Il MEI TAI. Me lo ha fatto mia mamma che è sarta dopo aver visto i tuoi, io lavo i piatti, stendo i panni, cammino, sto al telefono e lui sviene a comando. Non ti ringrazierò mai abbastanza per avercelo fatto conoscere.
    Ps: bellissima la foto nella stanza di Leonardo e Gloria che sbircia…che amore!

  2. Marta dice:

    Cara Claudia, che tempismo il tu post, ti avrei scritto una mail personale se non avessi letto queste tue righe stamattina. Si dà il caso infatti che sia un mese che Nicolò, il nostro terzo che ora ha 9 mesi e mezzo, si sveglia OGNI ORA, se va bene. Naturalmente pur di avere qualche sprazzo di sonno lo attacco al seno, lui ciuccia per un po’, sembra che il latte sia per lui un sonnifero e ripiomba nel sonno, sonno però che non dura più di un’ora…così io appena mi sono riaddormentata, vengo nuovamente svegliata dai suoi dolci urletti. Specifico che quanto hai detto sulla storia dell sonno dei tuoi primi due coincide quasi integralmente con la storia del sonno delle mie due bambine, a parte il fatto che hanno impiegato qualche anno in più per imparare a dormire da sole tutta la notte. Comuqnue, memori dell’esperienza passata, abbiamo anche noi optato per la soluzione soft…dormire assieme nel lettone, latte a richiesta, ecc. Questa volta ero veramente motivata, speranzosa che da solo Nicolò si regolarizzasse, ma vedo che qui va sempre peggio…quando aveva pochi mesi i suoi risvegli erano 2 al massimo 3…ora la situazione sta degenerando, io devo lavorare la mattina e sono uno zombi…Dici che devo perseverare e aspettare il fatidico anno d’età? Io al latte artificiale col biberon non voglio cedere…

  3. lorena dice:

    La mia piccola Nicole ha ora 16 mesi. Per i primi dieci si è svegliata anche dieci, quindici volte a notte e ora ha dimezzato i suoi risvegli. Continuo ad allattarla a richiesta e credo fortemente nell’importanza del nostro istinto materno, nel non ascoltare le voci fuori campo che ci fanno sentire inadeguate (quando siamo stanche, provate fisicamente e psicologicamente che effetto maggiore sortiscono!) e nel fatto che ogni bimbo è un universo a parte.
    Grazie Claudia per ricordarci ancora una volta che istinto e amore contano più di tutto!
    Una meravigliosa giornata
    Lorena

  4. Piccolalory dice:

    Grazie per questa testimonianza sincera e tanto più preziosa perchè non pretende di insegnare nulla, sei sempre unica :-) , ti abbraccio

  5. Gloria dice:

    Anche Sveva fino a più di tre anni si è svegliata tutte le notti urlando. Siria, che ha 2 anni di differenza, non ha ancora dormito una notte di fila, e dopo i primi 15 mesi di 5-6 risvegli notturni per ciucciare, adesso si sveglia piangendo alle 2 e viene trasferita nel lettone direttamente. Da qualche mese le abbiamo abbassato il letto e tolto le sponde, così è più tranquilla, e dorme con la sorella, ma il richiamo notturno è inderogabile… Vuoi dire che abbiamo speranze solo per un eventuale terzo?
    Scherzi a parte, sogno il giorno in cui entrambe dormiranno beate, ma intanto per mille motivi le capisco e le coccolo…
    Cresceranno, e ci mancheranno anche i risvegli notturni e le notti tutti e quattro nel lettone…

  6. Bianconiglia dice:

    Sorvoliamo sulla totale assenza di scientificità del metodo Estivill, e sui danni che può provocare, perché il web è pieno di articoli e commenti che lo testimoniano. Personalmente, quello che mi dà più fastidio di questo metodo (e di altri suoi simili) è che poggia su un grande inganno: far credere che il sonno dei bambini sia uguale a quello degli adulti, e quindi che un bambino piccolo che non si addormenta da solo e non tira tutta la notte abbia qualcosa che non va. Peccato che sia assolutamente fisiologico che un neonato abbia bisogno del contatto fisico per prendere serenamente sonno, così come sono fisiologici (e variabili rispetto all’età) anche un certo numero di risvegli notturni. Invece grazie a Estivill & soci situazioni del tutto nella norma vengono percepite come problematiche. Come se non bastasse, i genitori si sentono degli incapaci perché non sanno “insegnare a dormire” al loro bambino, con ripercussioni anche sulla coppia che spesso non sono di poco conto.
    Forse sarebbe più utile spiegare ai futuri genitori che devono “semplicemente” mettere in conto un certo numero di mesi (se va male, come a me col secondogenito, anche parecchi…) in cui le notti di sonno filato saranno un ricordo. Ma, come raccontava Claudia, le strategie per contenere il nostro disagio ci sono. Bisogna solo trovare quelle che sentiamo più nostre.

  7. Sara dice:

    Grazie per questo post e per questa testimonianza preziosa!
    Conosco il metodo Estivill: qualche anno fa andava tanto di moda e tanti lo celebravano come la risoluzione a tutti i problemi di sonno dei bambini. Quando sono rimasta incinta, anche ame avevano fatto credere che i bimbi dovessero dormire soli nella loro cameretta, non urlare, non piangere… Delle bambole, insomma. E se qualcuno si azzardava a prenderli in braccio per calmarli, allora li stava viziando. Per fortuna, all’inizio della gravidanza, ho letto Bebé a costo zero di Giorgia Cozza: be’, mi si è aperto un mondo. Un mondo che rispondeva pienamente alla mia sensibilità, ho trovato confermato ciò che non volevo ammettere: che i bimbi vanno abbracciati, che non bisogna avere timore a portarli nel lettone, a portarli addosso, a consolarli se piangono, a offrire loro il seno quando sono nervosi.
    Oggi Alberto compie 5 mesi: da subito ha dormito con noi nel lettone e l’ho portato nel mei tai. Ormai si sveglia pochissimo di notte, solo per una o due poppate (a parte quando non sta molto bene, come stanotte) ed è molto sereno.
    Credo che solo noi genitori sappiamo qual è la cosa migliore per i nostri figli e non un manuale che pretende di etichettare i bambini come se fossero tutti uguali.

  8. ChiaraP dice:

    cara Claudia,
    da tempo leggo i tuoi post ma, per una serie di motivi che non scrivo per non fare un tema, non ti avevo mai lasciato commenti… i tuoi post sull’allattamento e sul sonno dei bambini sono sempre molto toccanti, fanno bene all’anima!
    il mio bimbo ha appena compiuto un anno, è sempre stato allattato a richiesta ma la notte si è regolato fin da piccolissimo da solo: a parte qualche periodo particolare, faceva 1-2 poppate. poi, 1 mesetto fa, ha cominciato a svegliarsi urlando varie volte a notte rifiutando qualsiasi forma di consolazione, seno compreso. per fortuna abbiamo un bravissimo pediatra (tedesco) che gli ha dato 1 dose di belladonna 30ch e, magicamente, tutto è finito… ora, complici cambio di stagione e raffreddore, sta un po’ ricominciando, vedremo come vanno le prossime notti, altrimenti seconda dose di belladonna…

  9. v@lentin@ dice:

    col primo figlio abbiamo iniziato a dormire la notte quando all’età di 1anno e mezzo riusciva ad uscire dal lettino e infilarsi nel nostro…. La seconda si addormentava da sola e non si svegliava piu’ fino alla mattina .con il mio terzo le cose erano iniziate bene, allattamento a richiesta, lettone eravamo contenti tutti e due. La situazione pero’ col passare dei mesi peggiorava. Lui non riposava bene era disturbato nervoso ciucciava anche per 1hemezza prima di addormentarsi per la notte. Avevo da dedicarmi anche agli altri 2 ero sfinita ma vedevo che soprattutto non era la soluzione per lui. piangeva molto per addormentarsi al seno ‘strappava’….. se dormiva e uno di noi si muoveva si svegliava a piangere.a 8 mesi,mi sono rivolta alla mia levatrice…mi ha consigliato il famoso libro…..non ne avevo mai sentito parlare….me lo sono letta e l’ho fatto leggere a mio marito….non sapevamo se fosse ‘giusto’. Poi mi sono detta che sicuramente cosi, non si poteva piu’ continuare….E abbiamo messo in pratica il ‘metodo’…Ho iniziato pero’ dalla nanna della mattina, siamo continuati ad entrare in camera a rassicurarlo per piu’ di 1 h, poi con la nanna del pomeriggio è stato necessario un po’ meno tempo. La notte siamo entrati sempre a turno nella cameretta per mezz’ora….dalla seconda notte è stata NOTTE INTERAAAA! Il bello è che in poco tempo quando dopo il rito storiella – coccole- canzoncina ci avvicinavamo al letto , lui ci si buttava quasi…..Ci ha proprio confermato che quello di cui aveva bisogno era il poter dormire bene, va a letto contento, sereno . Io mi sento serena . Quando anche la quarta dopo gli 8 mesi ha cominciato con le stesse dinamiche del fratello abbiamo adottato lo stesso iter . Anche lei dalla seconda notte l’ha fatta intera!!
    Non mi sentirei di consigliarlo prima di questa età prima non capirebbero e hanno ancora bisogno di stare nel lettone con la mamma . è comunque soggettivo c’è chi riesce a ‘sopravvivere’ a notti insonni o serate infinite, io ero al limite……
    Un abbraccio… riposato

  10. ele dice:

    Pur essendo noi italo-catalani, Estivill è stato da noi sempre ignorato. E’ vero, ognuno deve sperimentare le proprie soluzioni, e noi non siamo mai riusciti a far piangere i bimbi. I miei hanno dormito con me per circa 6 mesi, allattandoli a richiesta, fino a quando non hanno imparato a girarsi e rotolare nel sonno ed essere sensibili ai nostri di movimenti, cosa che creava insopportabili risvegli a catena. Vari risvegli per notte sono proseguiti anche una volta soli nel loro lettino, ma io per esempio ho imparato che è importante non alzarsi per attaccarli o riaddormentarli al loro primo “Uè”, ma aspettare un pochino. A volte si riaddormentano da soli, o comunque piano piano imparano a farlo. Ora il mio piccolo ha 10 mesi, si sveglia solo 1-2 volte a notte, e già mi sento riposatissima!

  11. impossibile lasciare un commento breve su un argomento come questo. Che dire: Boy da neonato si svegliava ogni due ore per mangiare, ciucciava e ripiombava nel sonno, a volte lo rimettevo nel lettino, a volte continuava a dormire con me…cosa che omettevo anch’io per la vergogna. Girl si svegliava spessissimo per ciucciare, di solito rimaneva nel mio letto (dove per altro già dormiva Boy) mentre il papà soggiornava sul divano o dove trovava un letto libero.
    Mi sembrava già abbastanza, ma dopo essere stata svezzata, cioè a circa due anni, Girl ha cominciato a svegliarsi e rimanere sveglia, anche due o tre ore di fila, ovviamente chiacchierando ……
    Con l’inizio dell’asilo le cose sono migiorate e molto gradualmente (anni) siamo arrivati a mettere a dormire le due pesti nei loro lettini ritrovandoli lì la mattina dopo.
    Ovviamente ho letto fate la nanna, ma, per fortuna,sono rimasta talmente scioccata che da allora mi riferisco all’ autorevole dottore chiamandolo “il nazicatalano”. (c’è un passo in cui consiglia la costruzione di un recinto intorno al letto…).
    Con Bebè pratico il cosleeping.
    Cos’è cambiato? niente. Bebè si sveglia un mucchio di volte per notte, ciuccia un pò e poi si riaddormenta. Ovviamente tutto ciò avviene nel lettone e ho scoperto che quando dorme qualche ora nel suo lettino mi manca…
    Tutto come le altre volte quindi…
    Però è bello poter dare un nome a tutto ciò, poterne parlare con gli amici, non sentirsi un genitore incapace che vizia il suo bambino ma soltanto un genitore che cresce il prioprio piccolo come fanno tutti i mammiferi, sin dalla notte dei tempi….

  12. Claudia&Giorgia dice:

    ciao la mia è una storia al contrario infatti Giorgia, che ora ha 28 mesi, fino a 15gg dormiva tutta la notte dalle 20.00 alle 7.00 senza interruzioni e senza problemi nell’addormentrasi da sola poi, non ho ancora capito cosa sia successo, improvvisamente prima di addormentrasi continua a chiamare dicendo che è tutto buio, ha iniziato a svegliarsi piangendo anche 2 o 3 volte per notte….è successo ad altre?
    Per la questione libri devo dire che la teoria di Estevill mi ha sempre fatto molta paura perchè lasciare piangere un bambino inisterrottamente è come non rispondere ad una sua richiesta d’aiuto.
    Io ho amato moltissimo il libro di T.Hogg “Il linguaggio segreto dei neonati” ed ho messo in pratica molti dei suoi consigli soprattutto quello di insegnare al bimbo a riaddormentarsi da solo e non accorere al primo Uè.
    ciao

  13. Giulia dice:

    Dovresti scriverlo tu “il libro giusto” sulla nanna dei bebè!!! ;)
    Anch’io ho praticato il co-sleeping, non sapendo nemmeno cosa fosse, ma per pura sopravvivenza!! Con 2 figli nati in pieno inverno non era possibile per me alzarmi dal letto ed andare a surgelarmi altrove per allattare…meglio stare tutti sotto il piumone ed all’occorrenza tetta in bocca con un occhio aperto ed uno ancora chiuso…Ora anche i miei dormono in camera assieme ma il piccolo (quasi 3 anni…) si sveglia sempre urlando di notte e se si vuole dormire o viene nel lettone, o mi fermo io nel suo letto fino al mattino…Io ho ancora vivo il ricordo del terrore che avevo io a dormire da sola (figlia unica) e delle mie incursioni nel lettone, dove finalmente riuscivo a dormire tranquilla! Non vedo il motivo di costringere un bambino a sonni agitati perchè ha paura, o di costringere famiglie a non dormire solo per una questione di principio!

  14. Valentina dice:

    Noi con la nostra piccolina eravamo disperati. Forse perchè come dici tu ci si aspettano questi fagottini silenziosi e invece…Elisa è nata nel Giugno del 2009 e abbiamo passato tutta l’estate in città…un incubo! Tra il caldo, le coliche, lei che voleva stare in braccio tutto e dico tutto il giorno e tutta la notte ero devastata, anzi eravamo devastati. Mio marito è stato un valido supporto, mi ha aiutato molto ma io allattavo quindi ero perennemente sveglia. Piangevo e come te mi sentivo una mamma inadeguata. Io che lavoravo in un nido e riuscivo ad addormentare 5 bambini insieme non riuscivo ad addormentarne una: la mia! Disperazione. Poi ho iniziato a rilassarmi, a capire che se lei voleva il contatto fisico dovevo darle il contatto fisico. Sono andata in libreria e ho comprato un libro sul massaggio infantile, facendo diventare in questo modo un rituale il massaggio alla pancia che l’aiutava ad alleviare le coliche. Ora ha 16 mesi, ancora di sveglia ogni tanto la notte e se non si riaddormenta subito la mettiamo nel lettone. E’ una bimba serena, tranquilla e poi come dice Gloria rimpiangeremo questi momenti, anche quelli più faticosi. Il primo anno di vita è troppo importante e il sonno non è un qualcosa di imposto dall’esterno. Odio profondamente il metodo Fate la nanna per quanto conosca tanta gente che lo venera! Ho sempre cercato di entrare in contatto con lei e capire cosa voleva dirmi. E mi sembra di aver fatto un buon lavoro. Ora siamo in attesa del secondo e non nascondo che prego affichè lui dorma più della sorella altrimenti come faremo!!! Come hai fatto Claudia con due bimbi così piccoli? Ho una paura…

  15. mammafrau dice:

    non dirò nulla su Fate la Nanna perchè non lo merita….molto carino invece Facciamo la Nanna, che lo smonta passo passo ;) Noi con Andrea non sappiamo cosa siano le notti filate, nel totale dorme tanto, ha sempre dormito tanto (notti di 11-12 ore, pomeriggi di 2-3) anche ora che ha quasi 21 mesi, però si sveglia sempre, minimo tre volte a notte, massimo non si può dire…che dobbiamo fare, la nostra vita è questa e ce la godiamo così, io so già che mi mancherà tantissimo quando dormirà da solo! Il lettone a quattro piazze sarebbe già tra i miei desideri, anche se per ora il bimbo è uno ma abbiamo anche la gatta a bordo, e comunque per ora la stanza è una per tutti perciò poco cambia lettino o lettone!

  16. EleVi dice:

    Mi piace molto questo post, mi ci ritrovo passo passo,anche se io di pargola ne ho una sola…quanti sensi di colpa inutili,quanta tempo perso prima di capire che il cosleeping era la soluzione migliore..nessuno può sapere come dormono i nostri figli,nè di cosa possono aver bisogno. Tantomeno un libretto scritto da uno che non ha il minimo rispetto per le altre persone.

  17. silvia dice:

    Bello questo post.
    Capita a fagiolo, come sarebbe capitato a fagiolo una settimana fa, un anno fa, 4 anni fa.
    Ettore ha quasi 4 anni e con lui abbiamo pian piano imparato che le nostre notti non sarebbero più state le stesse.. Si svegliava ogni 15 minuti io gli mettevo l’immancabile tetta in bocca (ero già decisa a tenerlo nel lettone da prima, per fortuna) e via. Giorno e notte. Tutti a darmi ovviamente addosso. Lo viziavo, non avrebbe più dormito da solo, non avremmo più avuto una vita di coppia io e Antonio: vere almeno le ultime due. Non dorme tutt’ora da solo, io e Antonio ci ritroviamo nello stesso letto per pochi attimi (che dedichiamo al sonno profondo) dopodiché ognuno accorre dove ce n’è bisogno. Cesare per fortuna si sveglia una volta, di solito, dopodiché se messo nel suo lettino arriva a mattina.
    Quando ho letto il fantomatico “Fate la nanna” ho avuto i conati di vomito, come quando penso all’idea di mandare Ettore a scuola.. mi è venuta la pelle d’oca. No, grazie, sbaglio da sola..
    Oltretutto l’unico distacco che ha avuto, togliergli la tetta quando ero incinta di nuovo di 5 mesi e non ce la facevo più, è stato una tragedia: pianti disperati, con Antonio che lo cullava tutta la notte, e io che piangevo al piano di sotto nel divano. Ha sostituito la tetta con un “piacevole” massaggio ai capelli di cui ci omaggia per tutta la notte..
    Quindi anche io non ho ricette magiche da dare, so solo che quello che ci siamo sentiti di fare finora è stato rispondere al loro bisogno di contatto.. c’è chi ne ha di più chi di meno.. ma tant’è.
    Pian piano le cose cambiano, bisogna essere sufficientemente bravi ad ascoltare adeguarsi, tutto lì..
    Buonanotte! :D

  18. Cristiana dice:

    Che consolzione sapere di non essere sola!Noi abbiamo pellegrinato per anni da un letto all’altro,partendo dal nostro lettone piano piano i bambini hanno trovato il loro posto e ora il piu’ grande a chiesto di avere una sua stanza.Con la bimba abbiamo passato notti da incubo ma per fortuna tutto e’ passat,anche se il fratello di 4 reclama la presenza del padre e io ho ellettone con me il cuccilino.sono stata vicina anch’io al Nopron ma poi non lo facevo mai.Ora che stanno crescendo e penso che sono gia’ passati 10 anni dal giorno dopo il quale nulla e’ stato piu’ come prima,credo che l’aver seguito il cuoe e la strada del seguire il loro bisogno sia stata la scelta migliore.Faticosa(se potessi esprimere un desiderio chiederei di dormire 2 giorni di seguito) sicuramente ma probabilmente fortificante per tutti.

  19. silvia dice:

    domanda: da che età dei bimbi hai iniziato con la sofrologia?

    • Claudia dice:

      Beh, con Chiara ho iniziato in utero!

      Ovviamente in età diverse i bambini “collaborano” in modo diverso ma già dai primi giorni i piccoli gradiscono la storiella. Nel caso di Chiara, poi, l’aveva sentita ogni sera già prima di nascere…

  20. federica dice:

    Applauso! Un post che riconcilia con la non-nanna dei nani!

  21. Wonderland dice:

    Noi invece siamo ancora nella fase “tanti risvegli urlanti e inspiegabili”. Stremati. Al secondo non ci pensiamo manco per sbaglio, e credo che il sonno incida moltissimo (tra le altre cose). Forse già la conosci ma qui c’è tutta la storia: http://machedavvero.blogspot.com/search/label/sonno

    • Claudia&Giorgia dice:

      ho letto la storia ed ho le lacirme agli occhi “ho fatto pusetta io….” la mia aggiunge anche uno splendido “Ma che pussa di cacca..!?!ed uno splendido f”atto pussetta lei indicando una signora vicino a noi…” vabbè detto questo anche noi siamo in piena fase da risvegli urlanti notturni enon riesco a trovare una giustificazione anche se oggi volgio parlare con la responsabile del nido per capire se in queste ultime 2 settimane è successo qualche cosa…vedremo!

  22. melinda dice:

    Beh, almeno si è in bella compagnia….. Con il secondo genito fino all’età di 7 mesi si dormiva si e no mezz’ora nell’arco delle 24 ore, era sempre in braccio e piangeva in continuazione, lui poverino aveva problemi di coliche e dermatite fortissima, all’inizio ero in crisi mi pareva di essere l’unica, poi mi sono detta:”cribbio ci sarà qualcun altro che fa il turno di notte” . Mi immaginavo l’Italia vista dall’alto in notturna con tutte le lucine accese (come mi era capitato più di una volta quando prendevo l’aereo per andare in vacanza), ogni lucina un bimbo sveglio e in questo modo non mi sentivo più tanto sola. A proposito non ho mai letto tanti libri in vita mia, quando mi stufavo di andare avanti e indietro con il bimbo sul braccio lo mettevo sulla sdraietta e con il piede lo cullavo (finchè durava), intanto con una piccola pila leggevo. Ora il mio cucciolo ha 3 anni e mezzo ed è da circa 7/8 mesi che mi dorme tutta la notte, però ogni tanto faccio una gran fatica a metterlo a dormire, continua avanti/indietro dal letto.
    Come si farebbe senza di loro?!

  23. Ivonne dice:

    La nostra storia è al contrario, Elisa ha sempre dormito, tanto. Per me è stato un problema con l’allattamento, lei dormiva anche 12-14 ore e io esplodevo! La pediatra mi disse di svegliarla la notte per la poppata, io ero contraria, ma soffrivo così tanto che ho provato. UNA sola volta, è bastato per mettere in chiaro che o si dorme o si mangia, Elisa voleva dormire! Ora ha 16 mesi, dorme ancora come un ghiro, a parte quando perde il suo topo-nanna o il biberon. Per addormentarla io l’ho sempre massaggiata, e lei ha sempre ceduto sotto le mie mani. Si rannicchiava, sospirava e poi diventava morbida come pasta di pane. Sarò stata fortunata, ma credo sia stato importante capire le sue necessità: “nanna non vuol dire pappa” e “nanna vuol dire abbandonarsi al piacere del sonno”.
    Ora aspetto la sorellina, magari fra qualche mese vi racconterò una storia completamente diversa!

  24. polly dice:

    bel post, ogni volta mi rammarico di non aver scoperto il mommy blogging quando avevo le bimbe piccolissime e mi sentivo sola come un cane. i primi mesi delle mie gemelle sono stati una veglia continua, non dormivano mai contemporaneamente e io, a parte la notte, ero sempre sola. quando hanno cominciato a dormire qualche ora filata è arrivata carolina e ha scombussolato la loro vita. ho provato a lasciarle urlare, è stata più che altro una prova per i miei nervi. ho fatto tutto da sola, le sentivo urlare e cercavo di resistere nella stanza affianco, guardando il muro bianco. non che avessero problemi con il sonno, semplicemente si svegliavano in media un paio di volte l’una, solo che erano tre. la pediatra mi ha consigliato un antistaminico (noprom???), ma ho evitato. dopo tre anni, ho tentato il rescue remedy…rimanevano stecchite fino a mattina, ma io mi voglio male e allora ho evitato. da un paio d’anni si svegliano una sola volta, migrano nel mio letto, e mi sveglio con una delle tre che urla perchè non è al mio fianco. l’ultima frontiera, quella della disperazione, è stata: “a chi dorme sempre nel suo lettino, babbo natale porterà un regalo speciale”…l’anno scorso solo carolina ha avuto un regalo in più, quest’anno pian piano, ce la stiamo facendo. grazie per lo spazio per sfogarmi!

  25. allora sei umana?!?!? scherzo è bello riconoscersi nella esperienze delle altre mamme, ho aperto un blog anche per questo..per un confronto aperto e senza “veli” perchè quando parli con le altre mamme sembra sempre che sei tu quella che non riesci…anche io ho comprato il libro di estevill, ho provato ma faceva a botte con le mie convinzioni…. avevo letto del nopron ma mi rifiutavo di cadere in tentazione…e poi tutto si è sistemato..vabè ho dovuto aspettare due anni e mezzo dei twins per fare una tirata notturna e da poco il weekend è diventato un risveglio normale (8.00/9.00) prima era sempre alle 6.30-7.00 ma poi alla fine ho sempre pensato che io li avevo abituati io alla sveglia presto per andare a scuola quindi…non ci si può poi lamentare + di tanto…. bravissima a dividere le stanze…io in futuro chissà…per adesso cerco di arredare la cameretta ……

  26. Lanterna dice:

    Ecco, io la cosa che non riesco a capire è perché una madre di figli insonni si senta spesso una cattiva madre: da quello che mi dicevano le donne della mia famiglia, mi ero già fatta l’idea di mettere in conto mesi, forse anni di notti insonni. Me lo dicevano come una cosa normale: i bambini mangiano, fanno la cacca e non dormono mai.
    Il fatto che i miei figli dormano volentieri mi fa sentire fortunata, non brava. E se, per disgrazia arrivasse un terzo e non dormisse, la considererei una sfortuna, non una sconfitta.
    Non mi piace fare terrorismo alle neomadri o alle donne incinte, ma penso che sia meglio metterle davanti a ciò che potrebbe aspettarle, per prepararle e non farle sentire “strane” se il bambino non si comporta come Cicciobello. L’unica cosa a cui non ero preparata era lo strazio dell’allattamento (mia madre andava di biberon, un classico anni ’70) e mi ha dato parecchio fastidio che tutti i corsi e le pubblicazioni in merito ne minimizzassero il dolore, perché non è così e non sono l’unica per cui l’allattamento è stato una tortura.
    Ripeto, non per seminare la paura, ma per aiutare le donne che soffrono (per un qualsiasi aspetto legato alla maternità) a non sentirsi sbagliate.
    Un saluto
    Chiara

    • Claudia dice:

      Perché quando i tuoi figli non dormono, tutti sembrano sapere il perché e il come. E tu ti senti una deficiente perché, invece, non capisci proprio un bel niente.

      • Anna dice:

        Mi piacerebbe averti incontrata allora, anche solo virtualmente: avrei potuto minimamente ricambiare un po’ della serenità che mi trasmetti in questo periodo…
        Per professione e passione faccio l’educatrice al nido, per grazia ricevuta la mamma di due belle bimbe, fortunatamente dormiglione (ha ragione Chiara, è un terno al lotto, ma anche una cinquina, direi, se sapessi come si gioca al lotto).
        Dalle due esperienze e nei molti anni in “sezione piccoli” ho imparato che il sonno di un bambino piccolo varia normalmente tra le 20 e le 13 ore, per i neonati nei primi mesi. Queste ore perlopiù sono concesse in 12/24 comode rate quotidiane dai bimbi più amanti della veglia, i quali però, ancora poco esperti della gestione delle energie, ne spendono molte per farci sapere che, se proprio non possono riavere il cordone, desidererebbero almeno un contatto continuo. Nei mesi successivi le ore di sonno diminuiscono. Le rate, a volte, no.
        Da qui può partire il processo di beatificazione del mei tai.
        Noi mamme delle famiglie mononucleari, arrivate a trent’anni senza magari aver mai preso in braccio un piccoletto, non lo sappiamo dalle comari di famiglia o di paese, ci tocca di scoprirlo in corsa. Le comari arrivano dopo. A far danni.
        Meno male che ci sono i blog. Diffondiamoli tra le neo mamme, io al nido lo faccio.
        Fine della prima puntata, perché devo svegliare le belle bimbe per portarle a scuola e poi raggiungere i nanetti del nido.
        Buona giornata a tutte!

      • Lanterna dice:

        Però la gente ti giudica in tutto quello che fai, e non va mai bene come lo fai. Non hai idea di come mi hanno fatto pressioni per la storia dell’allattamento, ma non mi sono sentita una cattiva madre: ho solo pensato che loro fossero degli invadenti inopportuni.
        Ti ripeto, sarà che mia madre e mia nonna mi hanno inculcato questa idea, ma mai e poi mai, se i miei figli fossero stati insonni, avrei potuto credere che dipendesse da me. Se fossero stati stitici, avrei potuto pensare che sbagliavo alimentazione. Ma, insomma, quante volte anche da adulti non si ha proprio sonno? Perché per i bambini dovrebbe essere un processo matematico?
        Spero di non averti offesa con la mia affermazione, non era mia intenzione.
        Un abbraccio
        Chiara

        • Claudia dice:

          Figurati. Io ho tendenza a sentirmi in colpa per tutto ciò che accade nel mondo. In un periodo difficile come quello, ancora di più…

    • donatella dice:

      raccontare la mia esperienza coi miei figli è un po lunga….comunque si secondo me è questione di fortuna,i bambini ci nascono che dormono…o che non dormono ;per me le notti insonni coi mie figli a lungo andare diventano un dramma ,il miracolo avviene quando si inverte la rotta(ma quando??).penso le notti insonni possano essere fisiologiche nei primi mesi tra coliche adattamento e ritmi nuovi…dopodichè penso che sia fisiologico il sonno,niente di più naturale e ne deduco che svegliarsi più volte urlando sia segnale di un qualche disagio ,grande o piccolo che sia non cambia le conseguenze .è un dispiacere e una frustrazione per una madre non riuscire a capire di che si tratta per arrivare a trascorrere notti serene.vedeste il visino angelico che ha la mia bimba quando miracolosamente fa una notte tutta di fila!ed è comunque altrettanto brutto e frustrante trovarsi con medici pediatri che ne capiscono meno di noi con soluzioni trovate pari a zero manco fosse una malattia rara ….ormai è abitudine liquidare il problema (perchè non riuscire a riposare un po neanche la notte alla fine lo è )dicendo che bisogna avere pazienza per i primi tre anni…..non c’è niente da fare che è una cosa normale anche il loro figlio era così.wow che consolazione!!
      baci donatella

  27. elena dice:

    Oh, come ti capisco!!

    Il tuo stesso percorso IDENTICO l’ho seguito io, solo che i miei bimbi sono due e già al secondo ero serena della scelta di dormire con il piccolo, di allattarlo la notte, di seguire i suoi desideri e le sue naturali necessità.
    Adesso i mei bambini hanno 6 e 3 anni, si addormentano nei loro lettini appaiati, insieme a uno di noi genitori, dopo la lettura di un libro o il racconto di una storia

    ma spessissimo la notte ci raggiungono e noi li accogliamo a braccia aperte, che splendore avere un cucciolo nel letto (io e mio marito dormiamo ciascuno in un letto matrimoniale, sappiamo che la notte arriverà compagnia e non vogliamo sacrificare ancora la qualità del nostro sonno)

    (il primo figlio mi ci hafatti dannare col sonno, il piccolo ha sempre avuto la capacità di rilassarsi da solo … non credo nella possibilità di educare al sonno)

  28. Raffaella dice:

    Cara Claudia, devo riconoscerti la dote di aver saputo sintetizzare sette anni di vita notturna in una paginetta. So bene di cosa stai parlando perché anche noi abbiamo seguito il vostro percorso. Non siamo stati solo così “pazzi” o “fortunati” da avere il secondo prima di risolvere i problemi della prima. Estivill, Nopron, ecc. anche noi siamo passati attraverso medesimi sentimenti e pari esperienze. Dopo tre anni di notti insonni, con il secondo ho cambiato strategia sin dal pancione. Poi co-sleeping per un 14 mesi. Quando non ce l’ho più fatta, perché anche il co-sleeping è duro, ho smesso l’allattamento e sono andata a dormire in un’altra stanza. Ci aspettavamo notti di inferno, invece Gabriele in tre, e dico tre notti, è passato ad un sonno continuativo di nove-dieci ore, con il papà nel letto di fianco. Non ci potevamo credere, ma è successo. Grazie per la tua bella condivisione, questo è un tema così importante che chi ci è passato vorrebbe evitare ad altri lo stesso strazio.

  29. Marta dice:

    Cara Claudia…GRAZIE!ho una bimba di quasi 3 anni e ancora adesso la notte continua a svegliarsi e l’unico modo per riaddormentarla e farla venire nel lettone.
    Anche noi abbiamo provato con il metodo di FATE LA NANNA, ma anche se tutti mi dicevano che era infallibile, con noi non avuto altro risultato che un mare di lacrime sue e mie!!
    Così abbiamo provato a mettere il suo lettino in camera nostra e la cosa ha funzionato, ma poi mi sono detta”deve imparare a dormire in cameretta” e così rieccoci punto e a capo….
    baci

  30. esterina dice:

    :) anch’io ho tre bimbi e di notti ne ho viste di tutti i tipi! la prima mangiava ogni 2 ore ma dopo il primo mese non mi dava più problemi lei mangiava si riaddormentava e io pure, tutto in 10 min. Il secondo si svegliava solo una volta ma verso i 9 mesi ha cominciato a stare sveglio di notte PER ORE! ho retto un mese poi ho provato anch’io con il noprom. Devo dire che la mia pediatra è stata molto scrupolosa, dose minima solo dopo aver tentato e revisionato tutto e solo per 1 mese eppure è stato sufficiente. Il terzo… be quando aveva due mesi ho telefonato alla pediatra per sapere se era normale che dormisse per 9 ore di fila! detto questo le notti no ci sono sempre, magari qualche brutto sogno, sempre motivato in realtà, qualche piccolo malanno… ma tanto so che finirà e molto probabilmente non ce ne saranno altre e forse in quest’ottica mi mancheranno un casino!

  31. donatella dice:

    ho allattato la mia bambina a richiesta, cercando di abituarla a dormire nel suo lettino fin da subito, anche se la notte (poppava ogni 2 ore) passava nel lettone…
    è stata dura abituarla, anche io spesso mi sono ritrovata a pingere…, ma non sono mai stata dura con lei, non la lasciavo piangere, la prendevo e la ricoricavo…
    fino ai 15 mesi lei si svegliava ancora 2 volte a notte, poi ho deciso di interrompere l’allattamento, contestualmente lei ha iniziato a dormire nella sua stanza da sola al piano di sopra, dopo un mese ha iniziato a dormire tutta la notte, dopo 2 mesi è passata nel letto singolo dei bimbi grandi!
    tutt’ora si addormenta da sola e dorme tutta la notte…, nel frattempo io ho avuto un altro bimbo
    spesso margherita mi manca nel lettone, tante volte sono stata tentata di salire sopra prenderla e dormire abbracciata con lei!
    il mio piccolo ometto di 3 mesi, invece già dorme tutta la notte…. incredibile!
    non credo ai libri, credo al cuore dei genitori, credo al proprio istinto
    voi siete stati bravissimi e i risultati si vedono, anche se voi non avete dormito a lungo!
    in bocca al lupo a tutti i neo genitori!!!
    donatella

  32. la staccata dice:

    @ Lanterna: avrei voluto incontrarti anni fa, quando la questione insonnia (associata ad altre problematiche, così non battevo la fiacca) mi aveva ridotto a un’ameba.
    Attorno a me, soltanto critiche sulla mia presunta incapacità ad “insegnare” a mio figlio ad addormentarsi da solo. Quello di farlo addormentare da solo nel suo lettino era soltanto la punta dell’iceberg di un problema ben più pesante: quello dei frequenti risvegli notturni, in media ogni mezz’ora, mica bruscolini.
    Beh, non ci crederai, ma anche il supplizio dei risvegli era “colpa mia”, perchè “gli trasmettevo l’ansia”.
    Attorno a me, solo “bravi madri” che avevano scoperto la formula magica per assicurarsi sonni tranquilli.
    Ti assicuro, Lanterna, che se qualcuna di queste madri che io considero fortunate ( ma senza alcuna acredine) mi avesse detto ” Il fatto che i miei figli dormano volentieri mi fa sentire fortunata, non brava. E se, per disgrazia arrivasse un terzo e non dormisse, la considererei una sfortuna, non una sconfitta.
    Non mi piace fare terrorismo alle neomadri o alle donne incinte, ma penso che sia meglio metterle davanti a ciò che potrebbe aspettarle, per prepararle e non farle sentire “strane” se il bambino non si comporta come Cicciobello” avrei affrontato il mio calvario con uno spirito ben diverso.
    Viva Dio è un periodo ormai dimenticato, ora Superboy ronfa come un ghiro senza che io abbia fatto nulla di particolare per “meritarmelo”. Non sono diventata una brava addomesticatrice di piccoli insonni, è lui che ora dorme.
    E’ la prima volta da quando sono diventata mamma che mi capita di leggere un commento così sensato sull’argomento. Come ha segnalato Claudia in apertura del post, ho recentemente scritto un articolo contro il metodo Estivill, raccontando per sommi capi qual è stata la mia esperienza di mamma di un bimbo che non ha chiuso occhio per quasi 3 anni e mezzo.
    Ha ricevuto diversi commenti, alcuni solidali, altri meno. Ci sono ancora mamme e papà che, fra le righe, mi dicono: il sistema per far dormire i cuccioli c’è. Io non sono fortunato, sono bravo ( e modesto, aggiungerei).
    Ecco, io non ho mai invidiato in modo cattivo questa categoria di genitori, ma con tutto quello che ho passato sentirmi dire ancora che non si tratta di fortuna, ma di metodo, mi fa venir voglia di imbracciare un lanciafiamme :-D
    Grazie per il tuo commento, Lanterna. Mi ha scaldato l’anima.

  33. Sara dice:

    Il post è vecchio, ma non sai quanto mi faccia bene leggerlo dopo notti come questa… Grazie!!!

    • Claudia dice:

      Beh, sono argomenti sempre attuali (purtroppo)… spero ti possa essere utile!

      • lady dice:

        Bhè Claudia, intanto come hai fatto a sopravvivere con quelle poche ore di sonno??? e poi…che coraggio farne altri 2, se avessi avuto dei dormiglioni quanti ne avresti fatto? un bacione

        • Claudia dice:

          Come ho fatto? Credo di essermi semplicemente adattata, come l’uomo fa da sempre per sopravvivere. Comunque con i primi due ho passato un periodo davvero terribile, e mi sono anche ammalata. Prima di fare Chiara ho aspettato di “riprendermi” in effetti. Se avessi fatto dei dormiglioni lei sarebbe senz’altro la quarta.

  34. Veronica dice:

    Capito in questo post oggi, per caso (o forse no…) stanca e un po’ sfiduciata. A leggere queste storie mi sono tirata su di morale! Non sono l’unica (questo lo sapevo già, ma fa bene sentirlo ripetere) e soprattutto prima o poi finisce questa fase!!!
    Claudia, siete stati proprio coraggiosi a fare 3 figli, con i primi due che non dormivano! La nostra prima ha sempre fatto le notti da subito e quindi abbiamo subito con leggerezza messo in cantiere il secondo…certo sapevamo di essere stati fortunati e che quasi sicuramente non ne avremmo avuto un’altro così dormiglione…però i primi mesi sono stati veramente duri! Sveglia ogni 2 ore per un mese e mezzo. Poi grazie a varie sedute da un osteopata le cose si sono piano piano calmate, anche se a 10 mesi si sveglia ancora minimo una volta.
    Ora come ora il terzo figlio direi che non é proprio il caso, mi piacerebbe in teoria, ma non ce la potrei fare fisicamente. La gravidanza, l’allattamento, ancora meno ore di sonno…aiuto!
    Forse fra 2-3 anni quando ritorneremo a fare notti intere magari cambierò idea…
    Per quanto riguarda le teorie per addormentare i bimbi…non so, secondo me innanzi tutto ognuno deve trovare il suo metodo perché ogni bimbo, ma anche ogni mamma é diversa!
    A me personalmente non piacciono nessuno dei due estremi: lasciare piangere un neonato sconsolato per ore o tenerselo nel lettone per anni con la tetta a disposizione. IO (considerazione personale, applicabile probabilmente solo a me) non riesco a dormire bene con un bambino (piccolo o grande) nel letto. Quindi anche i primi mesi preferivo svegliarmi ogni due ore, ma almeno dormire comoda per quei brevi periodi.
    Vado, é ora di cercare di far dormire la “grande”…

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