Tanti Modi di Portare

Due immagini scattate qualche settimana fa  in riva al lago di Annecy.

Un superpapà che porta ben due bambini senza alcun supporto, e una madre che insegna alla figlia a portare… ehm, un bicchiere di coca cola sulla testa.

La signora è arrivata portando lei stessa il bicchiere in questo modo. Non sono riuscita a fotografarla in tempo, ma mi è piaciuto molto questo mix tra cultura tradizionale e modernità…

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Commenti

  1. da diverse culture c’è sempre da imparare…che belle foto di stile di vita….come va l’adattamento nuova casa? Mi sembra bene da quello che ho letto…e i tuoi figli sono contenti?

  2. Trasparelena dice:

    Anche il Traspamarito porta la BambinaGrande sulle spalle, io invece a volte la porto dietro, come il super-papà della foto!
    però ora che ha 4 anni cerchiamo di farla camminare :-P
    Complimenti per le foto, che sono sempre bellissime

  3. Rossella dice:

    anche mio marito porta i bimbi sulle spalle abitudinariamente.
    Io invece Matteo lo porto nel mei tai… fatto da te :-)

    • Trasparelena dice:

      A proposito di mei tai: il cartamodello non si può più scaricare? volevo provare a farne uno per la mia amica…
      grazie
      ciao
      Elena

      • Claudia dice:

        Deve essere un problema relativo al trasloco. Ora lo sistemiamo.

        Problema risolto! Il cartamodello è nuovamente disponibile qui.

        Grazie per avermelo segnalato.

  4. devo dire che le spalle del papà non sono niente male…;)
    deliziosi!
    un abbraccio

  5. Sybille dice:

    Fortissime queste foto! :)

  6. Heidi dice:

    Eh si in questo periodo ci piacciano particolarmente le famiglie colorate e multietniche :)
    Chissà che il mei tai non servirà anche a me?

  7. Anna dice:

    Bellissimo veramente

  8. paola dice:

    belle foto! anche io ho portato il mio bimbo in spalla nel “mbottou” sulla schiena, si dice così in wolof, anche negli aeroporti in europa…comodo e leggero.
    e complimenti per il tuo lifestyle!

  9. Marlene dice:

    mia mamma mi ci metteva l libro in testa….per il portamento diceva!! meravigliose queste foto. ah! volevo dirti che ho candidato il tuo blog ai macchia nera award come miglior blog fotografico. In bocca al lupo.

  10. Lanterna dice:

    Ettore adora stare sulle spalle! Il problema è che, se si rilassa troppo, si addormenta e ciondola, rischiando di cadere. Quindi, se è in un momento “a rischio”, lo controlliamo spesso.

  11. Barbara dice:

    Ciao Claudia! E’ la prima volta che scrivo anche se ti seguo da un pò. Adoro il tuo blog e le vostre “avventure” sono sempre molto piacevoli da leggere e spesso di grande ispirazione. Volevo ringraziarti per aver condiviso il tutorial del mei tai, è fatto così bene che sono riuscita a farne uno anch’io che non avevo mai cucito niente in vita mia :)
    E’ bellissimo!! …e comodissimo!!!
    Grazie!

  12. mammolina dice:

    Bellissime queste immagini, mi colpisce sopratutto la spontaneità con cui portano queste persone. E’ come se facesse proprio parte di loro. Spero che sarà così anche quando e se nel futuro mia figlia porterà….

  13. mariaclaudia dice:

    ciao !!!!! da tanto tempo che non passavo anche se mi chiedevo come sarà la vostra nuova casa. Ti ho pensata quaggiù in Africa, le donne portano i bambini sulla schiena con asciugamani e qualsiasi telo e i pesi sulla testa, qualsiasi peso sia. Ma solo le donne scure mentre quelle chiare usano i passeggini, ma per la mia esperienza, se lo fanno per differenziarsi, non è una cosa intelligente. un bacione

  14. polly dice:

    a parte l’ovvio apprezzamento per la schiena di quel babbo… il post mi ha fatto pensare, scusa se vado un po’ fuori topic, a quando, a gennaio, sono stata a un mercatino di beneficenza qui nella mia città. adoro i mobili vintage, anche se poi non compro mai nulla. all’uscita c’erano due africani che avevano comprato un divano e lo portavano a casa, a piedi, sulla testa. mi ha fatto pensare che solo qualche decina di anni fa anche mio nonno faceva i traslochi con un carretto, e mi hanno fatto molta tenerezza. avrei voluto gridare: “guardate, quelli eravamo noi”. ciao.

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