Gran Finale

Spettacolo di fine anno

Quest'anno lo spettacolo finale ha per noi un significato ancora più importante.

Abbiamo salutato tante persone con le quali speriamo di continuare a rimanere in contatto.

Tra una smorfia e un sorriso, tra una pacca sulla spalla dell'amica che ha appena perso un nipote e una carezza sulla pancia di quella che sta per partorire salutiamo la scuola, gli amici, gli insegnanti. Questa è la parte più difficile. Il momento in cui ti accorgi che anche se ti sembrava di non aver messo radici, qui, quel che avevi seminato stava comunque germogliando.

Il momento in cui ti rendi conto che non vuoi più cambiare casa, regione, stato ogni due anni (beh, questa volta siamo arrivati a tre!).

Che sia la volta buona non lo prometto a nessuno, ma la voglia di stabilità inizia a farsi sentire…

Spettacolo di fine anno

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Commenti

  1. Claudia dice:

    Anche i Francia nella maggior parte delle scuole separano fratelli e sorelle. Io non sono assolutamente d’accordo, a meno che non ci siano problemi particolari.

  2. nadia dice:

    Non prometterlo, aspetta, vivi le novità e i progetti. E poi se ti verrà voglia di cambiare di nuovo lo affronterai in quel momento. Per ora buona estate.

  3. Roberta dice:

    Per noi andare via da P. è stato molto doloroso: solo al momento della partenza ci sia mo veramente resi conto di quello che avevamo costruito…
    Ma adesso, tornando a P. una volta all’anno, è come se non fossimo mai partiti, è tutto così naturale e famigliare: gli AMICI si contendono l’opportunità di ospitarci (e non siamo in pochi) pranzi, cene, passeggiate…ce l’abbiamo ancora una casa là…nei loro cuori…ma tu questo lo hai già provato!?!

  4. mammasorriso dice:

    ti capisco, siete anche troppo bravi! io non ce la farei di sicuro!

  5. Lanterna dice:

    Eh beh, immagino che nei primi tempi tutto fosse più facile anche perché i bambini erano piccoli e quindi non riuscivano a costruirsi veri legami al di fuori della famiglia. Per dire: se noi domani mattina prendessimo e andassimo a vivere a Genova, i miei figli si accorgerebbero solo del fatto che il mare è molto più vicino e che le gatte portano a casa topi più grossi e piccioni. Non rimpiangerebbero degli amici o delle persone in particolare, credo.
    Ciò non toglie che, se un domani davvero io potessi trasferirmi all’università di Genova e mio marito trovasse lavoro là, cercherei di dribblare le resistenze dei figli e farei carte false per trasferirmi comunque!

  6. Tania dice:

    Facilmate comprensibile questo distacco.
    Una curiosità, io quest’anno ho iscritto mio figlio alla materna e durante il colloquio, mi hanno detto che i fratelli secondo gli psicologi, devono crescere in classi diverse. Perchè secondo loro il periodo della crescita, deve essere fatto separatamente.
    Tu che ne pensi?In Francia fanno così?
    Non sò non ha abbastanza esperienza per giudicare, ma a me sembra che sia relativo questo tipo di accortezza?

  7. Dani dalla Scozia dice:

    Claudia, non spravo di sentirti fino a dopo l’estate, che bella sorpresa!!!!!!!!!!!!!!Io non avro’ l’internet per tutto il mese di luglio, ma non vedo l’ora di sapere tutte le novita’ del trasferimento dopo l’estate. Ti capisco sul mettere radici. Io che sono espatriata ho radicette piccole e sili, ma per me sono un tesoro e spero di non dovermi piu’ spostare da dove viviamo ora…ma con il lavoro del marito, chissa’…Ancora in bocca al lupo!!!!!!!!!!!!!!!!!!dani

  8. Elena dice:

    Le radici…ci siamo trasferiti dalla caotica ma meravigliosa roma, dove avevamo resistito tre anni, alla campagna toscana. Sono passati 9 mesi e ho imparato che prima di sentirsi a casa in tutto e per tutto in un nuovo ambiente bisogna aspettare un po’…Poi all’improvviso si festeggia un compleanno e vedi i bambini felici le mamme e i babbi che chiacchierano confidenzialmente e cominci a sentire di nuovo quel calore.
    Roma manca tanto a me e ai miei figli: li abbiamo il cuore (cosi’ mi sono mancate tutte le altre città dove ho abitato) ma se si riesce ad “aspettare” casa diventa dove costruisci ogni giorno e poi avrai tanti posti dove tornare perche’ li ci sono amici che aspettano. Stabilità e novità hanno ognuna bisogno del proprio tempo,vedremo se anche per noi e’ venuto il momento di scegliere!

  9. mammamicia dice:

    cara Claudia,ti capisco, fino ad ora anche noi abbiamo cambiato città, vita, casa ben 3 volte in 4 anni e non per scelta ma per il lavoro di mio marito… ogni volta, anche se lasciavo un posto che non mi piaceva, ho sofferto tanto, ho lasciato amiche e persone a cui tenevo e poi i traslochi, e ricominciare da zero nel nuovo posto… al momento spero di rimanere dove sono almeno per un po’…
    in bocca al lupo per tutto e buona estate (…se arriva!)

  10. francesca dice:

    Io ho traslocato 4 volte in otto anni e quindi capisco perfettamente quello che provi! Ogni volta si ricomincia da zero e non sempre è facile… Ci sono luoghi che ti sono più amichevoli, altri che invece non riescono a prenderti l’anima, ma sempre, sempre è un piccolo strappo!
    Anche io, arrivata ad un certo punto, mi sono sentita come un albero sradicato e ho avuto il bisogno, vitale quasi, di mettere radici!!!
    Ma adesso che le radici sono salde, mi rendo conto che quella vita un po’ raminga e zingaresca mi ha dato davvero tanto! Ogni cambiamento è stimolo, è energia… e adesso tutto questo mi manca!!!!
    Capirai, sentirai quando sarà arrivato il momento di stabilirsi in un luogo. La Provenza non è male, sai??? Penso che, in un modo o nell’altro, te lo faranno capire i bambini.
    Un abbraccio
    Francesca

  11. bismama dice:

    I cambiamenti sono sempre traumatici, specie quando si susseguono frequentemente.
    Ti capisco fino in fondo e io forse sarei già crollata al tuo posto.
    Goditi l’estate, pensa e decidi con calma!!

  12. Marzia dice:

    Ciao,
    io in 6 anni ho cambiato 3 case e due città,un po’ per il lavoro ed un po’ perchè io e mio marito non riusciamo ad abbandonare le nostre diverse città d’origine. Credo si tratti di un problema di identità, ma continuare a lottare per far prevalere l’una o l’altra (soprattutto nell’educazione dei figli)non credo ci farà crescere.
    Per questo motivo alla fine ho ceduto io e siamo venuti a vivere a Cava de’ Tirreni (Salerno), ma visto che sono in maternità qualche volta ripenso al lavoro che ancora mi lega a Roma (dal quale dovrei dimettermi a marzo).
    E’ difficile capire cosa sia meglio per noi e per i bimbi, ma ho scelto di stare qui soprattutto perchè ho deciso di allontanarmi dal modello della mia famiglia d’origine. Credo sia stato soprattutto l’atteggiamento anaffettivo di mio padre a farmi andare via, anche se talvolta ho nostalgia delle belle esperienze che mi ha fatto vivere (splendide vacanze estive e tanti libri).

  13. EleVi dice:

    Bellissime queste foto!!!Ancora tanti in bocca al lupo!!!!

  14. Lanterna dice:

    Anche nella scuola di Amelia mi hanno annunciato che, anche se ce ne fosse stata la possibilità, non avrebbero messo insieme Ettore e Amelia nella stessa classe.
    Da un lato posso capire che avere una “spalla” nel fratello maggiore possa impedire a certi bambini di sviluppare una socialità autonoma. Oppure, in altri casi, la situazione potrebbe generare conflittualità, se i fratelli non vanno d’accordo e portano in classe i problemi del loro rapporto.
    Dall’altro, però, mi sembra che vengano a cadere tutti i criteri del tipo “mettere insieme bambini che già si conoscono, per permettere loro un inserimento meno traumatico”.
    In definitiva, mi sembra limitante darsi una regola a priori in materia: si dovrebbe valutare caso per caso.

  15. twinsmamma dice:

    ciao Tania, mi permetto di darti una mia opinione in merito.
    Anche io ho iscritto i miei gemelli per il prossimo anno alla materna, sono di Roma. Saranno inseriti in classe separate anche se poi nelle attività in comune saranno insieme ma comunque seguiranno il loro percorso in classe diverse. Io penso che vada bene così, e spero che anche i miei figli lo accettino di buon grado. Penso che ognuno in questo modo abbia la possibilità di esaltare le proprie caratteristiche senza essere l’ombra dell’altro magari in occasione di qualche difficoltà. Frequentando l’asilo ho avuto modo di vedere che comunque i miei figli hanno sviluppato amicizie diverse e comunque hanno interessi diversi pur giocando insieme e quindi spero che nella materna il distacco sarà meno pesante seppure inizialmente tra qualche difficoltà. Ma nel mio caso parlando di gemelli si ha sempre il “timore” che si sviluppi un attaccamento maggiore.

  16. twinsmamma dice:

    Buon viaggio e sono sicura che tutti questi cambiamenti saranno belle esperienze per i tuoi figli…. anche a me sarebbe piaciuto dare questa opportunità ai miei figli e invece sono ben “salda” nella mia città. E’ bellissimo questo tuo girovagare anche se in tutte le cose ci sono naturalmente i pro e i contro. In bocca al lupo per questa nuova avventura.

  17. Heidi dice:

    Spero per te e per la tua famiglia che sia la soluzione definitiva perchè prima o poi bisogna decidere quale sia il posto che i nostri figli ricorderanno con nostalgia da adulti, proprio come è successo a noi.
    In bocca al lupo!

  18. v@lentin@ dice:

    …certo che il cambiamento non poteva capitare in un momento migliore…proprio alla fine dell’anno scolastico! Sarebbe stato molto piu’ complicato durante la scuola,per i tuoi bambini….dover interrompere qualcosa a metà e piombare in una nuova classe a metà anno! Io sono contenta di essere con le radici ben piantate e trovo una fortuna che i miei figli abbiano nonni , zii e cugini vicino. che si vedano spesso. Ma sono sicura che i bambini abbiano la capacità di adattarsi in fretta, soprattutto quando sono piccoli come i tuoi! E tu?Il tempo di farti conoscere e saprai farti apprezzare, per la bella persona che sei!!!

  19. Giulia dice:

    Io lavoro nelle scuole materne, dipende molto dalle maestre di sezione se mettere i fratelli assieme o meno: c’è chi è per il sì e chi per il no categorico! Io sia nell’uno che nell’altro caso non ho riscontrato disagi particolari nei bambini, i fratelli che sono in aula assieme spesso instaurano amicizie diverse e capita che non si guardino per tutto il giorno.
    I casi da evitare sono quelli in cui si crea un rapporto di dipendenza tra i due, o anche che solo uno dipenda dall’altro.
    Sono d’accordo con chi dice che bisognerebbe valutare caso per caso.
    I miei l’anno prossimo saranno in aula assieme, staremo a vedere…

  20. Chicca dice:

    Andra’ bene, come sempre. E se sara’ il momento giusto per fermarsi lo capirai, hai buon istinto e capacita’ di ascoltarti.

  21. M. dice:

    nella materna dove andrà l’anno prossimo il mio piccolo separano i fratelli (pare che il piccolo e nuovo entrato sia un freno per il grande…) ma tengono insieme i gemelli. Non ho capito secondo quale logica….

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