
La settimana scorsa abbiamo parlato della pasta di sale, con la promessa di mostrarvi ciò che stavamo preparando. Finalmente i nostri medaglioni di primavera sono pronti. Read the rest of this entry →

Nei giorni scorsi ho scritto, per WebMamans, un post su Roger Hargreaves ed i suoi personaggi, i Mr Men. In francese si chiamano i Monsieur Madame. In italiano… non credo esista una traduzione ufficiale (correggetemi se sbaglio). Read the rest of this entry →

… cambio di direzione. Questo progetto, iniziato mooolti mesi fa come copertina, stava andando un po' troppo per le lunghe. Vista la misura "neonato", avrebbe perso la sua utilità prima ancora di essere finito. Meglio trasformarlo in qualcos'altro.
Da copertina autunnale a top primaverile. Per la gioia di Gloria.

Scienziato, psicologo e filosofo, contemporaneo di Rudolf Steiner e di Maria Montessori, le sue teorie sullo sviluppo cognitivo del bambino hanno più di un punto in comune con i due illustri personaggi sopra citati.
La Montessori, in particolare, cita spesso Piaget come fonte di ispirazione. Proprio come la sua collega, Piaget ebbe occasione di lavorare con i malati mentali.
Nato a Neuchatel (Svizzera) nel 1896, Piaget seguì inizialmente una formazione scientifica, per poi orientarsi verso la psicologia. Iniziò ad occuparsi di psicologia dello sviluppo quasi per caso. Diventato padre, continuò a studiare lo sviluppo dell’intelligenza e del linguaggio anche attraverso i suoi tre figli.
“La nascita dell’intelligenza nel fanciullo” (edito da Giunti e Barbera) è considerato la sua opera più importante. E’ qui che Piaget introduce la sua teoria detta costruttivista. Secondo Piaget, lo sviluppo intellettuale del bambino procede per stadi (con alcune differenze, ritroviamo questa teoria anche nelle opere di Rudolf Steiner e di Maria Montessori). Il bambno passerebbe quindi da un’intelligenza essenzialmente pratica, allo sviluppo graduale del pensiero astratto.
Gli stadi di sviluppo definiti da Piaget sono:
- Stadio senso-motorio (dalla nascita ai due anni): il bambino esplora il mondo attraverso i sensi. L’acquisizione principale, in questo stadio, è la permanenza dell’oggetto.
- Stadio pre-operatorio (dai due ai sette anni): il bambino padroneggia ormai il linguaggio, così come le nozioni di spazio-tempo e di quantità. Non è ancora in grado di padroneggiare concetti astratti, ma inizia a ragionare attraverso le parole e i simboli.
- Stadio operatorio o delle operazioni concrete (dai sette agli undici anni): il bambino inizia a concettualizzare, a padroneggiare i ragionamenti logici.
- Stadio formale o delle operazioni formali (dagli undici anni in poi): il bambino è ormai in grado di elaborare delle ipotesi e di sperimentarle. E’ ormai pronto per affrontare questioni di ordine morale.
Uno degli argomenti che Piaget affrontò con grande interesse è quello del linguaggio. Opponendosi alle teorie genetiche del linguista americano Noam Chomsky, Piaget sosteneva che il linguaggio fosse costituito dalla continua interazione con l’ambiente circostante.
Piaget incoraggia genitori ed educatori a permettere ai bambini di sperimentare direttamente invece di relegarli al ruolo di semplici spettatori delle esperienze altrui. A lasciarli tentare e anche sbagliare. Perché è così che si impara davvero.
A chi volesse approfondire l’argomento, consiglio i seguenti testi di Piaget:
La nascita dell’intelligenza nel fanciullo (Giunti e Barbera)
La psicologia del bambino (Einaudi)
La rappresentazione del mondo nel fanciullo (Bollati Boringheri)
A chi invece voglia integrare le informazioni (ovviamente molto, molto sintetizzate) da me fornite in questo post, passo la palla nella sezione dei commenti.

Questa primavera ha portato nuove creature nel nostro giardino.
Sono Jasmine e Lucy, e fanno parte della famiglia dei Little Humbugs. Essendo a metà farfalle, le Butterfly Girls hanno ognuna il suo bozzolo, dal quale escono per esplorare il mondo, possibilmente in compagnia di piccoli umani.
Tra un'acrobazia e una zuppa di fango…
Viva la primavera!
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Le Butterfly Girls sono disponibili sul sito di Marghanita.
Delle farfalle e degli impollinatori in generale parleremo ancora nei prossimi giorni. Nel frattempo, trovate qui un'attività a proposito del ciclo di vita delle farfalle.
La nostra pasta da modellare fatta in casa va sempre alla grande, sia in casa nostra che in giro per il web.
Manipolare, plasmare, modellare è molto importante per il bambino piccolo. La nostra pasta per modellare è molto morbida ed è perfetta per i più piccini (facendo attenzione che non la mettano in bocca).
Anche la cera e la pasta per il pane sono materiali molto interessanti da manipolare.
La cera ha la caratteristica di ammorbidirsi tra le mani, grazie al calore corporeo. Questo permette al bambino di essere doppiamente coinvolto nel processo creativo. E' un materiale naturale, profumato, piacevole al tatto, utilizzabile a volontà.
Per i più grandicelli, che desiderano conservare i loro capolavori, si può passare alla pasta di sale. Il processo è, questa volta, inverso rispetto a quello della cera. La pasta di sale, morbida in origine, si indurisce asciugando all'aria.
Ecco la nostra ricetta:
1 tazza di sale fino
2 tazze di farina
1 tazza d'acqua tiepida
Mescolare in un recipiente la farina e il sale. Aggiungere l'acqua e impastare energicamente. Se la pasta rimane troppo appicicosa, aggiungete un poco di farina. Se al contrario rimane secca e poco omogenea, incorporate ancora dell'acqua, poco alla volta.
Potete colorare la vostra pasta di sale con gli ingredienti che avete in cucina: paprika, zafferano, cannella, caffé, cacao (da aggiungere al mix di sale e farina, prima di incorporare l'acqua), qualche goccia di colorante alimentare (da aggiungere all'impasto già pronto).
In alternativa, potete utilizzare qualche goccia di colore acrilico alla pasta, oppure dipingerla una volta terminato il lavoro.
La pasta di sale si conserva una settimana in frigorifero, in un contenitore a chiusura ermetica.
Dopo averla lavorata, lasciate asciugare le vostre creazioni per 24 ore circa, poi terminate eventualmente cuocendola in forno, a 100° al massimo per evitare che si deformi. Il tempo di cottura varia a seconda delle dimensioni e dello spessore del vostro lavoro. Un oggetto più sottile cuocerà molto velocemente, uno più spesso richiederà più tempo.
Controllate regolarmente la cottura, e togliete i vostri capolavori dal forno quando saranno completamente asciutti.
Nei prossimi giorni, un'attività tutta primaverile con la pasta di sale…

Qui da noi si usa, in occasione del solstizio di primavera, bruciare in piazza un fantoccio che rappresenta l'inverno. Quest'anno abbiamo fatto anche a casa (a sei mani) il nostro personale Bonhomme d'hiver, che abbiamo poi buttato allegramente nel camino.
Au revoir!
Ed ecco i nostri buoni propositi per questo inizio di primavera.
Primo: uscire fuori.

Secondo: sporcarsi il più possibile.

Terzo: scovare piccoli tesori e cercare di infilarli in bocca prima che qualcuno se ne accorga.

Quarto: dare un tocco primaverile al blog. Vi piace? Tutto merito dei mitici Barbara e Nestore. Grazie!
Buona primavera a tutti!
Grazie alla mia nuova amica Marghanita, ho scoperto che oggi è il World Storytelling Day. Una tradizione nata in Svezia negli anni 90 e pian piano estesa a molti altri Paesi.
Il tema selezionato per il 2010 è "luci ed ombre". Marghanita ci suggerisce di uscire all'aria aperta e di invitare i nostri bambini a giocare con la propria ombra.
Creare ombre cinesi, tracciare i contorni della propria ombra un gessetto, o fotografare le ombre per poi stampare le immagini ottenute ed utilizzarle per creare una storia.
Se vi piace l'idea di celebrare il World Storytelling Day, date libero sfogo alla vostra immaginazione. E non dimenticate di venire a raccontarci come è andata!

Brave, brave. Avete indovininato. E' proprio lui che mi sono trovata davanti quel giorno, a Londra.
Mi sono subito rivolta a lui in italiano, e gli ho venduto sette paia di scarpe. Abbiamo chiacchierato del più e del meno.
Al momento di pagare, mi ha chiesto da dove venissi in Italia. Ho risposto semplicemente "Torino". Ma credo che il mio sguardo sia stato abbastanza eloquente. Lui infatti ha capito subito. Gli ho detto che ci aveva fatto un bello scherzetto, durante l'ultimo concerto.
In quel momento, mi è sembrato di trovarmi davanti ad un bambino, colto in flagrante mentre disobbediva ai genitori.
Mi ha detto di non sapere cosa gli fosse preso quella sera. Di essere cosciente del fatto di aver commesso un errore. E mi ha chiesto scusa. Il tutto con una semplicità ed umiltà sconcertante.
Non credo, come diceva qualcuno nei commenti al post precedente, che si sia scusato "per vendere un disco in più". Sono convinta che si sia scusato davvero con il cuore (in caso contrario, è ancora meglio come attore che come cantante).
Se è vero che, idealmente, avrebbe dovuto scusarsi pubblicamente e magari anche rimborsare (almeno in parte) i biglietti venduti, per quanto riguarda me personalmente questa storia ha davvero dell'incredibile.
Quando ho detto di volere da lui delle scuse non avrei mai pensato di poterle ottenere realmente.
Come dice la mia amica Eliane, "Bisogna fare attenzione a ciò che si chiede all'Universo!"