A volte ci troviamo in situazioni in cui abbiamo bisogno che i bambini restino tranquilli. Al ristorante, a casa di amici, in coda dal dottore, ecc.
Troppo spesso, in questo genere di situazioni, ai bambini viene affibbiato un bel videogioco, il che, secondo me, è un po'come premere il tasto "off" del loro cervello.
Carta e colori funzionano altrettanto bene, costano molto meno e "lasciano acceso" il cervello. Inoltre, il bambino che disegna continua ad interagire con le persone che lo circondano. Il videogioco, invece, lo isola completamente.
Noi abbiamo una borsetta sempre in macchina, pronta per ogni evenienza.
Ma quando ho visto questa, non ho potuto resistere alla tentazione. Si tratta di una valigetta in cartone riciclato, che contiene matite di grafite, matite colorate, pastelli a cera, un taccuino e un righello, sempre in cartone riciclato.
Ormai lo sapete, sono una grande fan di Muji. E questa valigetta non potevo proprio lasciarmela scappare.
Ovviamente, i bambini l'hanno subito personalizzata.
E anche io non ho potuto fare a meno di metterci il mio zampino. Innanzitutto, dei quadernetti bianchi fatti in casa, in modo che ce ne fosse uno per ciascuno.
Poi, dei pennarelli. Per tenerli in ordine, ho fatto questo "rotolo" portapenne di feltro. Ormai visto e rivisto su così tanti libri, blog e siti vari che non saprei proprio citarne la fonte originale. Un progetto facile e velocissimo, adatto anche alle principianti.
Per quanto riguarda i pennarelli, ho scelto i giotto bebé. Anche se i miei figli sono ormai cresciutelli e a casa usano materiali "da grandi", per le trasferte preferisco questi, che sono gli unici (almeno tra quelli che abbiamo provato noi) veramente lavabili. Così siamo certi di non andare a far danni in casa d'altri.
Poi due pochettes per tenere in ordine anche i pastelli a cera e le matite colorate…
E via. Il nostro atelier portatile è pronto per ogni evenienza!
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Un saluto speciale ad Alchemilla, che ha pubblicato una mia intervista sul suo nuovo sito. Grazie!
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Un consiglio, invece, alle blogger sprovviste di immaginazione che si divertono a scopiazzare qua e là: se vi manca la creatività, non tutto è perduto… è una dote che si coltiva. Ispirarsi a ciò che di bello vediamo in giro va bene, ma copiare pari pari senza citare la fonte… beh, questo non è solo stupido e scorretto, ma addirittura illegale!









Grazie per la citazione…E soprattutto grazie per la splendida intervista.
A leggere il tuo blog mi verrebbe voglia di avere un altro figlio…ma non è il caso di usarlo come cavia per vedere se sarei una madre migliore…e… non è il caso proprio!
Io ci vorrei provare a copiare le tue idee(citando la fonte)ma chi ci riesce ???
Ultima cosa: questa valigetta è fantastica!
Concordo pienamente, anch’io tengo sempre un piccolo kit creativo quando vado al ristorante con la mia giulia di due anni. Oltre a carta e pennarelli mi porto una minilavagnetta con gessetti (trovata in un negozio “tutto a 1 euro”) e un vasetto di pasta di sale fatta da me. Complimenti per il blog, sempre interessante. Silvia
Se non passo almeno 1 volta a settimana da Muji vado in crisi d’astinenza… La valigetta è nella nostra top ten degli oggetti migliori mai pensati per grandi e piccini e uno dei regali che facciamo più volentieri.
Grazie anche per il link alla pagina con i consigli per le foto, molto utile
adoro muji!
l’avevo svaligiato a londra ed era tappa fissa a new york… ma la valigetta mi manca, mi sa che appena momo inizia a prendere le matite in mano…
e deliziosi i portamatite DIY!!!
Questo sabato vorrei andare a Torino e credo che la tappa Muji sarà obbligata
Sulla lavabilità dei pennarelli: io mi sono trovata bene anche con quelli della Crayola.
Purtroppo l’abitudine ai videogioco, come ho potuto notare frequantando le mamme all’asilo o ai giardini, è comunissima, io non mi arrendo , e credo di dare un’ottima possibilità ai mie bambini, ma le mamme con cui mi sono confrontata ,in genere, accampano delle scuse incredibili, fra la quale, la convinzione che stimoli l’intelligenza o la capacità di leggere perchè costretti a leggere le spiegazioni del gioco!
Lo trovo allucinante, ma ad ognuno la propria libertà.
Interessante, ho visto che lo trovo anche a Oslo.
Andrò sicuramente a vederlo.
Che bella! E’ meravigliosa questa valigetta, così pure i portacolori che hai aggiunto tu. Anche noi abbiamo uno zainetto per le uscite fuori casa e ci manca la pasta da modellare di cui parla Silvia. Devo aggiungerla! E’ una buona idea.
mi trovi d’accordissimo, anche noi siamo andati molto di fogli e colori, anche se non organizzati come te a dire il vero.Io portavo dietro poi i loro libricini preferiti.Ora che le grandi hanno imparato a leggere, fanno tutto da sole ,ti dirò, non è male!
Avrei millanta storie di parenti e amici scandalizzati dalla mia richiesta di fogli di carta (molto spesso tovagliette usa e getta) per far disegnare nipotini & co annoiati all’ennesimo pranzo di adulti al ristorante… La mia strategia di fronte alle obiezioni è sorridere e andare avanti!
Sul rispetto del diritto d’autore nei blog ci sarebbe da fare un bell’approfondimento, ce n’è sempre più bisogno, il web 2.0 ci permette di fare cose meravigliose, ma impone anche dei doveri che non sono sempre chiari a tutti…
veramente deliziosa la valigietta
non c’è niente di più bello che disegnare e scarabocchiare…da piccoletta una cosa così mi avrebbe fatto impazzire…anzi, anche ora!!!
I miei figli sono ormai in età da comprarseli da soli, i pastelli, ma finché erano piccoli ho investito in cartoleria buona parte del budget loro destinato. Dicevo sempre che spendevo più di colori, pennelli e cartoncini che di merendine: ed era vero! Primo perchè le merendine non gliene compravo, secondo perché ho sempre creduto che tenerli occupati in maniera creativa fosse il migliore antidoto a certe brutture che sembrano studiate apposta per “spegnere” i bambini. Il mio motto era: “pochi oggetti, molti progetti”. E oggi, posso dirmi soddisfatta del lavoro fatto in tanti anni: il tempo dedicato a creare, disegnare, costruire, incollare, cucire, ricamare con i miei figli è stato ben speso. Attimi di luce che porto incastonati nel mio cuore, come pietre preziose.
E’ dunque con grande piacere che scopro blog come questo tuo. Ad attirare la mia attenziane è stata una valigetta di cartone che conosco benissimo… Forse Muji non esisteva ancora, ma lei sì: in versione rosso fiamma, comprata a Parigi un po’ d’anni fa. Contenuto pressoché identico… incredibile, no? Prosegui su questa strada e fai proseliti: i nostri bambini si meritano la bellezza e la creatività.
A presto
Sabrine
io son fortunata, che la mia non guarda nemmeno la televisione, solo pochi cartoni animati disney, sempre quelli (ora è la volta di cenerentola) e comunque nel frattempo gioca pure un po’con la bambola.
Noi nelle trasferte ci si porta quasi sempre una bambola, che è una forte forma di intrattenimento in questa fase. Altrimenti canta e parla, parla con tutti, e se siamo al ristorante o pizzeria parla con noi e con gli altri commensali. Se portiamo qualche gioco, lo tiriamo fuori soltanto finito di mangiare, perchè non ci piace che giochi mentre mangia, e comunque in generale sono costruzioni o appunto pennarelli.
Io sono laureata in informatica e proprio per questo, forse, i videogiochi non li sopporto.
la valigetta di muji è fantastica, grazie per la segnalazione, e anche i portapennarelli, mi sa che te li copierò!! ora vedo come si potrebbero fare all’uncinetto, però, che lo maneggio meglio della macchina da cucire.
Bellissima….favolosa questa valigetta! Veramente originale!
Concordo su tutto quello che hai detto… di cervelli spenti ce ne sono fin troppi in giro e sinceramente è un po triste!!
Un saluto Sara73.
Ah, che sogno questa valigietta!
Anche noi avevamo sempre una borsa pronta da portare dietro, per i ragazzi é diventata un abitudine pensare “e se mi annoio cosa faccio, e se devo aspettare molto cosa faccio…” e da molti anni ormai si organizzano da sé, soprattutto John si porta dietro sempre mezza scrivania
Peró ammetto che anch’io quando mi devo muovere (autobus, treno) ho sempre in borsa qualcosa di utile da leggere o da scrivere durante il viaggio (o l’attesa del ritardo…).
E’ da pochi giorni che ho scoperto e seguo il tuo blog e lo trovo davvero stupendo! La valigetta di Muji è bellissima ma le tue pochettes di feltro sono spettacolari e penso di mettermi subito al lavoro per copiartele. Complimenti davvero!!!
Un abbraccio!
che idea fantastica quella della valigetta!
me ne devo ricordare per il futuro
Francesca
non conoscevo MUJI…che belle cose hanno! Hai comunque messo il tuo tocco facendo diventare questa valigetta un sogno. Ho sempre adorato quaderni , matite e tutta la cartoleria in generale! Mi ricordo di un compleanno in cui mio papa’ mi regalo’ un buono in cartoleria a scalare!!! e quando ricevetti una scatola di legno con tutti quei colori con quelle punte…perfettamente temperate
Anche noi ci portiamo sempre qualcosa per le trasferte, di solito qualche giochino o libretto (i mei i videogiochi non li hanno mai visti, e se hanno preso da me, non saranno nemmeno mai in grado di usarli)! ma questa valigetta è stupenda, e in effetti, i bimbi prima o poi chiedono sempre da colorare!!…ed io ad intrattenerli con vecchi scontrini o liste della spesa e la penna che ho in borsa, che genio!!! la prossima volta dovrò ricordarmi uno zainetto con fogli e pastelli!!
ps: bellini i libretti fai da te, sai che la mia bimba ha imparato all’asilo a farli proprio come i tuoi e poi lo ha insegnato a me? da allora la propongo sempre come attività negli asili in cui vado ad insegnare!
Giulia
credi che la tua valigetta vada bene anche per una scrittrice in erba?
il blog è stupendo!
Melpomene
Grazie Claudia per questa bellissima segnalazione, hai ragione carta e colori sono più stimolanti per i bambini di un freddo videogioco (anche se il grande lo vorrebbe).
Quando ci spostiamo di solito ai bambini preparo una piccola valigetta, ahimè non così bella come quella di muji, con un libro da leggere per uno, un giochino per ognuno (di solito piccole costruzioni) e appunto carta e colori.
Sono quasi tentata di provare a fare la valigetta di muji con del cartone, così ne posso fare una per ognuno.
Chicca
Anche io ho cercato di tenere alla larga i miei figli dai video giochi/ammazza noia. Abbiamo sfruttato spesso la tua tecnica di avere a portata di mano fogli e colori, oppure librini. Oggi che loro sono più grandi siamo passati ai libri: sono loro stessi ora a ricordarsi di portarseli dietro quando sanno di avere dei momenti di attesa. Sto anche cercando però di abituarli a “sopportare” la noia, a saper sfruttare i momenti di vuoto di “cose da fare” e trasformarli in attimi preziosi per loro stessi, in cui ci sono solo loro, i loro pensieri … vorrei che capissero che quello che chiamiamo “noia” è in realtà una magia nel caos della vita quotidiana.
Un abbraccio.
Anch’io per i miei ho sempre portato via colori e carta nelle trasferte, in uno zainetto o nelle cartelline a valigetta. Li porto via ancora adesso, assieme ai videogiochi, così variamo e si procura ai bimbi quello che piace… che nel mio caso sono ambedue le cose! Penso che a volte, dipenda solo dai tempi che concediamo loro per certe cose … per il videogioco raramente permettiamo loro di superare la mezz’ora!
Buon giorno Claudia!

Intanto bellissima l’intervista: mi è piaciuto il tuo modo di parlare delle cose, come le vivi ecc.. O per lo meno, quel poco che capiamo
Il tuo blog mi appassiona, e devo dire che leggerlo mi da un po’ di speranza in più su un eventuale domani: sapere che c’è qualcuno che ce l’ha fatta a fare quello che io amerei essere un domani mi fa un po’ sognare
A parte questo, sto imparando un sacco di cose per quando e se diventerò mai una mamma, ahah, il che non è inutile direi!
Anzi, la borsa giochi sale direttamente ai primi posti!!
Un bacione
che meraviglia.. anche io porto in giro gli stessi materiali per Niccolò ma in uno zainetto mooolto meno carinooo
concordo, anche io con quelli della Crayola (fino a 12 mesi) mi sono trovata benissimo, finora son sempre andati via!!
bella idea, me lo prenderò anch’io…
questa valigetta degli artisti è davvero bellissima, come anche i tuoi porta-pennarelli e porta-pastelli! la aggiungerò alla mia wish-list!
ho letto l’intervista su Alchemilla e mi è piaciuta tantissimo!
Ah, quasi dimenticavo… OGGI è arrivato il libro, ero emozionata e felice come un bambino quando ho aperto la busta! ancora grazie! un abbraccio Smile
idea meravigliosa, una valigia degli artisti degna dei nostri “futuri piccoli artisti”
abbraccio forte
raffaella
ciao
a casa ho molte valigiette prese all’opitec… ma mi hanno un pò deluso: una volta dipinte per le varie idee che dovevo realizzare non si chiudevano più tanto bene. dalla foto la tua sembra più solida… me lo confermi? speriamo vendano su internet… o è la volta buona che devo passare per Milano per una gita Munari Muji!
Ben ritrovata Claudia, torno a casa dopo un mese e mezzo di Italia!!!
Come sempre belle idee da copiare.
Quanto mi trovi d’accordo, non sopporto minimamente i videogiochi, penso anch’io che il cervello si spenga, di sicuro i bambini si isolano e perdono il contatto con la realta’.
Bacissimi Elisa
Ciao Claudia,
ti leggo sempre e rimango affascinata dal tuo mondo, lo stile di vita tutto naturale, lontano da me mille miglia, non perche’ mi schifa, anzi, ma perche’ me ne manca proprio la cultura.
Ma per esempio: le tue bambole!!! io non so cucire, non ci ho mai provato, e poi la mia pigrizia mescolata al poco tempo libero: ed io, a differenza di te, DEVO dormire!…Ma non sai quante bambole di pezza abbiamo comprato, la mia grande (8 anni) ci gioca ancora, le ha consumate!.. Certo, ora gioca pure con il DS.
In piu’ ci si mette anche la tua omonima di Nonsolomamma…con i pannoloni eco (tu li usi per la piccola? io no, ovviamente…il mio secondo – e ultimo – ha 2 anni) e nei suoi commenti ho pure scoperto le coppette raccoglimestruazioni (da dire cosi’ è terribile…). Ti spingi a tanto, tu? Be’, a me piacerebbe modificare un po’ le ns abitudini…ma, son sincera, non so proprio da che parte iniziare.
Brava a te (ma anche all’altra Claudia-Elasti).
Alessia
p.s. sono completamente fuori tema con il tuo post…ma il mio commento e’ stato “di getto”. Scusami.
Bellissima l’idea della valigetta!! Da tenere in considerazione…
Noi per Diego abbiamo sempre portato in trasferta pennarelli colorati (giotto bebè) e quaderni o librini, e le sue inseparabili macchinine!! (un giorno, chissà quando, ci sarà sul nostro blog un gioco da viaggio per lui…)
Per Irene invece, al primo posto sta il librino in stoffa fatto da noi… troppo piccolina forse ancora per capire che i pennarelli non si mangiano!!
Vanessa
ma che meravigliaaaaaa! La vorrei anche io… per me!!
Ciao. Sono arrivata a te attraverso Alchemilla. Che bello, mi hai riportato indietro nel tempo. Quando anche io ero come te. I miei figli disegnavano a tutte le ore e dapertutto, anche in macchina (non ti dico i rimproveri!). A casa dei nonni c’erano le loro ‘attrezzature da lavoro’, e ora ho un figlio che é un artista a tutto campo. disegna e dipinge benissimo, suona, e scrive; e l’altra disegna lo stesso, anche se ha un genere diverso, ma altro e tanto bello.
I videogiochi inebettiscono le menti. Meglio far volare la fantasia con una bella gettata di colori, e tanta improvvisazione.
Ciao
Lilly
mi piace tantissimo la valigetta! anch’io ho fatto l’anno scorso dei rotoli per i colori, ma hai fatto tante di quelle altre cose proprio carine! complimenti!
lisa
ti seguo già da tempo quindi ti volevo dire che ho un candy in corso. se ti va, passa da me per partecipare!
http://cucicucicoo.blogspot.com/2010/01/cucicucicoo-compie-1-anno-festeggiamo.html
bello bello bello!
il mio piccolo è ancora in pancia, ma credo che anche per la gioia della mamma l’idea valigetta sempre a disposizione comincerò a portarmela in macchina ben presto!
effettivamente a volte mi dico: azzz…non ho nulla per colorare…(un quadernino è sempre in borsa!)e la valigetta potrebbe essere un’ottima idea a cui non avevo pensato.
grazie per l’idea: mi sa che mi farò uno zainetto portacolori…mmm, ti farò sapere cosa riesco a combinare
Anche i miei bimbi avevano una valigetta così, regalo di mia sorella. Poi l’hanno lanciata dalla finestra e qualcuno c’è passato sopra con l’auto…
Concordo con i Giotto bebè, sono davvero gli unici pennarelli lavabili!! Li consiglierei a tutte le mamme disperate che come me si ritrovano disegni più o meno carini sul divano bianco!