Crafty Room
Scritto il 25 gennaio 2010 | 57 Commenti
Visto che nei giorni scorsi abbiamo parlato di privacy, oggi vi apro le porte della mia "crafty room". Se non ve l'ho mai mostrata prima non è per ragioni di riservatezza, ma perché speravo di cambiare prima quell'orribile tappezzeria con le palme (ancora più orribile se pensate che si trova in una casa di legno alto-savoiarda!)
Ma i mesi passano, il tempo scarseggia, e le palme sono ancora lì. Probabilmente ci saranno ancora dopo di noi. Nel senso che questa casa è in affitto, e non contiamo di rimanerci in eterno.
Così eccomi, macchina fotografica alla mano, intenta ad immortalare quello che è diventato a pieno titolo "il mio ufficio".
Un lungo tavolo da lavoro ospita contemporaneamente computer, macchina da cucire e base di taglio. Basta allungare un braccio per passare da La casa nella Prateria a un mei tai (al momento solo su ordinazione), a Webmamans.
Una finestra velux (siamo in mansarda) proprio sopra il tavolo mi permette di avere luce naturale a volontà. Ma siccome gran parte del mio lavoro si svolge nelle ore notturne, è d'obbligo la lampada effetto-riflettore (scalda che sembra di essere su un palcoscenico).

Ecco poi lo scaffale che contiene (dall'alto verso il basso, da sinistra verso destra): una selezione delle mie stoffe preferite del momento, pronte all'uso, scatole di bottoni e accessori vari, alcuni libri presi in prestito dalla libreria al piano di sotto, che ruotano regolarmente, il dizionario francese-italiano (non si sa mai), oli essenziali per rendere l'ambiente più accogliente (per la precisione, lavanda e un mix ayurvedico per tipi vata, come me), quel che resta della nostra scorta di Bare Books. Scatole e barattoli contenenti tutto il necessario per confezionare le mie bouillottes, uno dei miei regali "last minute" preferiti, alcuni dei nastri gentilmente offerti da madame Cordier. E poi il ferro da stiro sempre pronto all'uso, indispensabile quando si cuce. Qualche scartoffia e, ai piani bassi, alcuni dei materiali dei bambini: la macchina da cucire di Gloria, qualche pezzo di feltro di lana e, ancora più sotto, scatole piene di scampoli con i quali i bambini possono sbizzarrirsi.

Ancora nastri. Qui tengo i miei preferiti…
Le mie ultime bouillottes con noccioli di ciliegia, lavanda e camomilla, in attesa di raggiungere i loro destinatari…
Sempre a portata di mano, tappetino e cuscino per la mia pausa-yoga quotidiana. Irrinunciabile.
Questo vecchio baule ridipinto contiene un vero e proprio tesoro.
Stoffe, stoffe, stoffe. E un sacco pieno di morbidissima lana merinos da tingere e da filare. Quando ne avrò il tempo.
Ultima ma non meno importante, la mia inseparabile sedia Stokke Variable Balans. Con la pelle di pecora che ho rubato a Chiara è (se possibile) ancora più comoda!

Si chiude così la visita guidata della mia stanza creativa. Prossimamente, gli ultimi aggiornamenti su alcuni dei progetti nati tra queste quattro mura.
Buon inizio di settimana!


























Ciao Claudia,
scusa se mi attacco in coda… si può fare?
Che tipo di yoga pratichi?
Io avevo iniziato prima della nascita di mio figlio, e ho seguito un paio di anni di corsi, ma ora non riesco (anche per mancanza di corsi nelle vicinanze) e pratico da sola con l’aiuto di libri e dvd, ma non sempre con costanza purtroppo…
Ho scovato però un buon canale su youtube (in inglese)
http://www.youtube.com/user/yogatoday#p
/u/1/jWuvwDOcZxk
Aspettiamo il tuo libro
grazie!provero’ coi dvd,almeno finche’ non posso “sistemare” il piccolo!
anna
La medicina ayurvedica suddivide le persone in tre tipi: vata, pitta e kapha. Io sono vata.
Ho seguito corsi di hatha yoga con un maestro indiano, di quelli che ce l’hanno nel sangue. Con i successivi trasferimenti ho cercato altri corsi ma mi sembravano sempre troppo costruiti (ero abituata troppo bene). Così ho continuato e continuo tuttora da sola, ispirandomi anche ad altri tipi di yoga, in base alle informazioni che trovo qua e là…
Grazie, anch’io in pratica ho fatto così… La mia prima insegante era una bravissima insegante di Iyengar Yoga… ora faccio da sola, ma appunto a volte rischio di perdermi tra i vari stili… Bellissima la tua piccoa Yogi
Caspita! Era un po’ che non passavo a leggerti e mi sono ritrovata con gli arretrati! Quando vedo le tue foto mi vien voglia di mollare di fare l’ingegnere e dedicarmi solo alla macchina e ai miei ferri adoratissimi… che pizza prendere ogni volta la macchina da cucire, un giorno farò come te
E poi la coperta dei 100 quadretti (non ricorderò mai il nome)… mmmmm troppo invogliante…
P.S. mi dispiace tanto che siano continuati gli “scopiazzamenti”… sono allibita. Ma vedo che siamo in tante a volerti bene e un pochettino a proteggervi. Incredibili legami che si formano tra sconosciuti…
Davvero bellissimo … per me è un sogno!!
Vorrei tanto avere una macchina da cucire e soprattutto imparare ad usarla, ma il tempo libero è quasi inesistente, per ora resterà un sogno nel cassetto
ciao
Maè