Archive for gennaio, 2010

Picassò

gennaio 31st, 2010 | Attività con i Bambini, Creazioni, Educazione, I disegni dei bambini, Imparare Giocando | 41 Commenti

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Sono assolutamente convinta che non si debba “insegnare” ai bambini a disegnare. L’unico risultato che otterremmo, sarebbe quello di uccidere la loro creatività.

Purtroppo a scuola è tutto un “si fa così” e “non si fa cosà” e “non uscire dai bordi”… Read the rest of this entry →

Piccola Yogi

gennaio 29th, 2010 | Attività con i Bambini, Famiglia, Yoga | 21 Commenti

 

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Chiara ha battuto il nostro record familiare di pratica precoce dello yogaRead the rest of this entry →

Depuriamo

gennaio 28th, 2010 | Ecologia | 10 Commenti

Depuriamo

Nelle scorse settimane è stato inaugurato DEPURIAMO. Un nuovo sito internet che lancia un'idea: riciclare, recuperare, rimettere in circolo oggetti che abbiamo in casa, magari trasformandoli, per dare loro una nuova vita.

A tale scopo, sul sito di DEPURIAMO potete trovare etichette, cartellini, segnalibri e adesivi per personalizzare gli oggetti che decidete di "rimettere in circolo".

Personalmente, ho apprezzato in particolar modo il "certificato di provenienza", sul quale si può raccontare la storia del prodotto. Un semplice pezzetto di carta che permette di creare un legame tra chi dona e chi riceve, e contribuisce a rendere ancora più speciale l'oggetto in questione.

Un grande in bocca al lupo allo staff di DEPURIAMO per questa nuova avventura!

Nonsolofascia

gennaio 26th, 2010 | Creazioni, Portare i bambini | 41 Commenti

Silk Baby Sling

La mia fascia in shantung rosa si è rivelata, nell’uso, molto più che una semplice fascia…

In tutti questi mesi è stata utilissima in diverse occasioni sotto forma di: copertina, tendina parasole (sia nel passeggino che in auto), fasciatoio di emergenza, mantello da supereroe, amaca per bambole e… sfondo per le fotografie.

In progress

In progress

Non male per un semplice pezzetto di stoffa… che ne dite?

Altre idee?

Crafty Room

gennaio 25th, 2010 | Creazioni | 57 Commenti

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Visto che nei giorni scorsi abbiamo parlato di privacy, oggi vi apro le porte della mia "crafty room". Se non ve l'ho mai mostrata prima non è per ragioni di riservatezza, ma perché speravo di cambiare prima quell'orribile tappezzeria con le palme (ancora più orribile se pensate che si trova in una casa di legno alto-savoiarda!)

Ma i mesi passano, il tempo scarseggia, e le palme sono ancora lì. Probabilmente ci saranno ancora dopo di noi. Nel senso che questa casa è in affitto, e non contiamo di rimanerci in eterno.

Così eccomi, macchina fotografica alla mano, intenta ad immortalare quello che è diventato a pieno titolo "il mio ufficio".

Un lungo tavolo da lavoro ospita contemporaneamente computer, macchina da cucire e base di taglio. Basta allungare un braccio per passare da La casa nella Prateria a un mei tai (al momento solo su ordinazione), a Webmamans.

Una finestra velux (siamo in mansarda) proprio sopra il tavolo mi permette di avere luce naturale a volontà. Ma siccome gran parte del mio lavoro si svolge nelle ore notturne, è d'obbligo la lampada effetto-riflettore (scalda che sembra di essere su un palcoscenico).

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Ecco poi lo scaffale che contiene (dall'alto verso il basso, da sinistra verso destra): una selezione delle mie stoffe preferite del momento, pronte all'uso, scatole di bottoni e accessori vari, alcuni libri presi in prestito dalla libreria al piano di sotto, che ruotano regolarmente, il dizionario francese-italiano (non si sa mai), oli essenziali per rendere l'ambiente più accogliente (per la precisione, lavanda e un mix ayurvedico per tipi vata, come me), quel che resta della nostra scorta di Bare Books. Scatole e barattoli contenenti tutto il necessario per confezionare le mie bouillottes, uno dei miei regali "last minute" preferiti, alcuni dei nastri gentilmente offerti da madame Cordier. E poi il ferro da stiro sempre pronto all'uso, indispensabile quando si cuce. Qualche scartoffia e, ai piani bassi, alcuni dei materiali dei bambini: la macchina da cucire di Gloria, qualche pezzo di feltro di lana e, ancora più sotto, scatole piene di scampoli con i quali i bambini possono sbizzarrirsi.

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Ancora nastri. Qui tengo i miei preferiti…

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Le mie ultime bouillottes con noccioli di ciliegia, lavanda e camomilla, in attesa di raggiungere i loro destinatari…

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Sempre a portata di mano, tappetino e cuscino per la mia pausa-yoga quotidiana. Irrinunciabile.

Questo vecchio baule ridipinto contiene un vero e proprio tesoro.

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Stoffe, stoffe, stoffe. E un sacco pieno di morbidissima lana merinos da tingere e da filare. Quando ne avrò il tempo.

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Ultima ma non meno importante, la mia inseparabile sedia Stokke Variable Balans. Con la pelle di pecora che ho rubato a Chiara è (se possibile) ancora più comoda!

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Si chiude così la visita guidata della mia stanza creativa. Prossimamente, gli ultimi aggiornamenti su alcuni dei progetti nati tra queste quattro mura.

Buon inizio di settimana!

Le bambole Waldorf

gennaio 23rd, 2010 | Creazioni | Commenti chiusi per questo post

 

Scarica qui il mio e-book “Come realizzare una bambola Waldorf”

Contiene
cartamodello e istruzioni per creare una bambola come quella nella foto
qui sotto, con maglioncino, pantaloni e pannolino (lavabile!).

*****

 

Cosa sono le bambole Waldorf?


Luce

Le bambole Waldorf (o bambole steineriane) sono bambole interamente fatte a mano, con cura e con amore, usando escusivamente materiali naturali.

“Il fatto che la bambola sia
semplice, morbida e abbia, al posto degli occhi e della bocca, solo due
puntini, dà al bambino la libertà di concretizzare la sua fisionomia
vaga in una rappresentazione personale [...] inoltre la bambola di
stoffa è in grado di modificare, agli occhi del bambino, la sua
espressione a seconda dello stato d’animo”.

Da “Bambini e Bambole”,
Karin Neuschutz


Le prime due bambole che ho fatto per i miei figli da
autodidatta, prima del corso alla scuola steineriana, sono decisamente
bruttine (vedi quella al centro nella foto). Eppure i miei figli le hanno subito adottate, preferendole a
qualsiasi altro gioco, e portandosele a letto, loro che non lo avevano
mai fatto con nessun’altra bambola o pupazzo.


Qualcuno trova strano che un bambino (maschio) giochi con le
bambole. Mi sono sentita dire che questo potrebbe “influenzare” la
futura identità sessuale di mio figlio.


Vorrei rassicurare chi la pensa in questo modo: i bambini, fino
all’età di sette anni, imitano gli adulti che hanno intorno. Un
bambino, maschio o femmina che sia, che passa la maggior parte del
tempo con la mamma, giocherà a passare l’aspirapolvere, a cucinare, a
stirare. A meno che non gli si dia una pistola giocattolo e lo si
piazzi davanti alla TV per permettergli di sipirarsi a modelli più
“virili”.

Un bambino che vede la sua mamma accudire la sorellina (o il
fratellino) giocherà a cambiare la bambola. Mio figlio ha avuto la
fortuna di vedere anche suo padre occuparsi tanto di lui quanto di sua
sorella, ed è proprio con lui che si identifica. Quando mette a letto
il suo bambolotto, questo gli risponde “buonanotte papà”, e non
“buonanotte mamma”.

Leonardo sa di essere un maschio, ma sa anche che
un uomo puo’ occuparsi dei suoi figli senza per questo essere meno
uomo, anzi.


Sono sicura che, un giorno, sarà un ottimo papà.


 

 

 

 

Bai Jia Bei

gennaio 22nd, 2010 | Creazioni | 20 Commenti

Bai jia bei

Mammamandorla è una mamma adottiva in attesa del suo piccolo proveniente dal Vietnam. Sul suo blog, Doi Mat La Dam, parla di adozione. Ma non solo. Racconta anche di meravigliose tradizioni dei Paesi dell'estremo oriente.

Dal Kamishibai al Furoshiki, al Bai Jia Bei.

Prima di Natale parlavo delle trapunte fatte a mano che speravo di far trovare ai miei figli sotto l'albero. E di come la coperta rappresenti, per me, qualcosa di speciale. Fare una coperta per il proprio bambino significa regalargli calore. La coperta lo avvolgerà come un abbraccio di mamma.

In Cina, ci racconta mammamandorla, è tradizione creare per i propri bambini un Bai Jia Bei.

Si tratta di una trapunta realizzata assemblando 100 quadrati di stoffa (25x25cm) donati da amici e familiari. Insieme al quadrato di stoffa, ciascuno dona un biglietto di auguri per il bambino. I genitori assembleranno i 100 pezzi di tessuto per farne una coperta, e raccoglieranno i 100 biglietti in una sorta di libretto. Questi oggetti porteranno in sé l'energia, l'amore e le "vibrazioni positive" provenienti da tutte le persone che hanno contribuito a realizzarlo, e verranno tramandati di generazione in generazione.

Mammamandorla ha deciso di creare un Bai Jia Bei per il suo bambino e propone, sul suo blog, uno scambio di quadrati di stoffa. Chi vuole aiutarla?

Ancora sui diritti d’immagine…

gennaio 20th, 2010 | Blog | 52 Commenti

 

the readers project

Dopo gli abusi segnalati nei giorni scorsi, continuano a piovere le e-mail, le opinioni, le domande, i consigli.

C’è chi ritiene che pubblicare la foto di un bambino sia una violazione del suo diritto d’immagine. Secondo la legge, il diritto d’immagine di un minore appartiene ai genitori. Legalmente, quindi, ho tutto il diritto di pubblicare le fotografie dei miei figli.

Questo, ovviamente, non significa che sia giusto farlo. Capisco perfettamente chi sceglie di non pubblicare immagini dei propri figli per tutelare la loro privacy. Capisco chi si autodefinisce “una fissata della privacy”. Read the rest of this entry →

Il manuale pratico della felicità

gennaio 19th, 2010 | Libri | 9 Commenti

Copertina-libro-250

Finalmente una bella notizia! Da oggi è disponibile "Il manuale pratico della felicità", il primo libro di Mammafelice. Io ho già ordinato la mia copia. Non lasciatevelo scappare…

E non è tutto…

gennaio 18th, 2010 | Blog | 21 Commenti

 

Dopo il post sui diritti d’autore sono stata letteralmente sommersa dalle e-mail.

Da una parte, segnalazioni di blog-cloni del mio e di foto rubate. Li sto pattugliando uno ad uno e… no, non intendo linkarli. Gli farei un favore.

Dall’altra, persone che mi hanno citata sul loro blog e ora hanno paura che io stia parlando di loro.

Vorrei rassicurare queste ultime: parlare di me e dei miei lavori sui vostri blog non è reato. Pubblicare una mia foto in un post in cui parlate (rispettosamente) di me e della mia famiglia e linkate al mio blog, non solo è perfettamente legale ma è anche, per me, lusinghiero. Se avete un dubbio in merito, contattatemi pure e concorderemo le modalità di pubblicazione.

Pubblicare una foto di Leonardo in un post in cui si parla di un bambino con i capelli rossi nato da una squallida relazione extraconiugale è illegale, irrispettoso e decisamente di cattivo gusto.

Ispirarvi alle mie creazioni e condividerne il risultato sui vostri blog, sempre citandone la fonte, va benissimo. Anzi, sono io la prima ad incoraggiarvi a farlo e sono felice quando condividete le foto nel nostro gruppo flickr o quando me le inviate tramite e-mail.

Copiare le mie creazioni senza citare la fonte e metterle in vendita alla metà del prezzo (segno evidente che la qualità dei materiali è decisamente inferiore) è scorretto, illegale e soprattutto tristissimo segno di scarsa immaginazione.

A chi chiede a me cosa bisogna fare per tutelarsi non so rispondere. Chiudere il blog o togliere tutte le foto? Per qualcuno può essere una soluzione. A me il mio blog piace così, e così rimarrà. Almeno per il momento. Ovviamente resto all’erta e sono pronta, secondo i casi, ad emettere regolare fattura (o eventualmente denuncia) nei confronti di chiunque si permetta di sfruttarlo per i propri fini.

Ho la fortuna di avere una schiera di lettrici fedeli, pronte a segnalarmi il minimo sgarro. Ringrazio tutte coloro che si sono mobilitate per segnalarmi i vari abusi. Spero che in futuro non ce ne sia più bisogno.