Quando abbiamo deciso di mollare tutto e trasferirci qui, ci siamo sentiti dire (tra le altre cose) che volevamo crescere i nostri figli “fuori dal mondo”.
La cosa triste è che chi parla così è convinto che “mondo reale” significhi cemento, tubi di scappamento, gente che va di corsa.
Secondo noi invece, il mondo invece è la Terra, con i suoi ritmi, scanditi dal susseguirsi delle stagioni.
Da quando viviamo qui, abbiamo imparato a conoscerla. Molte cose dobbiamo ancora impararle. Altre non le impareremo mai, perché non ci basterà una vita. Ma intanto ci guardiamo intorno.
E ci godiamo, in questo momento, i preziosi tesori che ci porta l’autunno.
Il Mais,




Le zucche,


Noci e castagne raccolte nel bosco dietro casa.

Nel suo blog, Linda ha raccolto ben 100 ricette con la zucca, e 100 ricette con le castagne. Ricette testate con la zucca anche su Mammafelice.

Per finire, mele cotogne che aspettano di essere trasformate in deliziosa gelatina, da gustare nelle fredde mattine d’inverno, per una colazione accanto al fuoco del camino.
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Nel suo libro “Keeping a Nature Journal“, da diversi mesi in cima alla lista dei nostri preferiti, Leslie Roth afferma che anche i palazzoni di cemento possono essere considerati “natura”, proprio come i nidi degli uccelli o le tane degli altri animali.
L’idea in effetti è molto suggestiva. Ma se vivete in queste moderne tane, in una grande città, fate in modo che i vostri figli non siano completamente estranei al mondo naturale. Portateli fuori città durante il weekend, o anche solo a fare un giro al mercato. Perché possano respirare gli odori di questa meravigliosa stagione, e di quelle a venire…











Come vorrei essere anche io “fuori dal mondo”!!!!!!
Un abbraccio Sara.
Hai ragione!
Si vive benissimo “fuori dal mondo”.
Il problema è che non si riesce mai ad essere sufficientemente “fuori” da tutto e da tutti, dalla cattiveria gratuita, dai pettegolezzi, dall’invidia e..dai vicini curiosi della nostra vita!
Per questo…che bella la vita in campagna, serena e tranquilla!
Ciao Giulia
quando quest’estate sono stata nel sud della francia spesso e volentieri guardavo quanto distante era Annency da dove mi trovavo in quel momento.
anche a me piacerebbe vivere “fuori dal mondo” in quella regione meravigliosa!! bellissime foto, come sempre! baci smile
È proprio un’autunno bellissimo, ieri c’erano incredibili 27 gradi!
Credo che innanzitutto per andare “fuori dal mondo” bisogna farlo per prima con la testa. In fondo, dappertutto ci sono delle cose o delle situazioni con perfette. Ad esempio puoi vivere in campagna ma hai l’autostrada vicina, o hai dei vicini che rompono, oppure vivi talmente isolata che quando hai bisogno di qualcuno é sempre un problema… Insomma, penso che dobbiamo fare il meglio con quello che abbiamo a disposizione e possiamo permetterci, senza rimpiangere troppo quello che ci piacerebbe avere (in quel modo non si “vive” realmente). Quando vado in cittá spesso vedo dei balconi bellissimi, talmente pieni di piante e fiori, mi piace pensare che quelle persone fanno di tutto per realizzare un piccolissimo spazio-paradiso anche dove si crede che non sia possibile. La sfida é quella di realizzare i propri sogni dove é possibile e non rimanere immobili perché sembra che nulla é realizzabile di ció che desideriamo…
Grazie per le bellissime foto, quella con Iago e il mais é troppo forte
Ho sempre osservato con tristezza i bambini “cittadini” seduti su passeggini spinti velocissimi e ad altezza dei tubi di scappamento delle auto… Cambiando argomento, mi piacerebbe sapere il tuo parere su una cosa: i bambini e il bilinguismo. Credo che i tuoi bambini parlino francese ed italiano, la mia bimba parla italiano e olandese. Hanno avuto difficoltà ad apprendere le due lingue insieme? Mia figlia ha ancora qualche difetto di pronuncia e hanno balenato la parola “logopedista”, che francamente mi sembra un po’ esagerato a 5 anni non ancora compiuti! ma mi interessa il tuo parere…
Che meraviglia. Sono d’accordo con te… io vivo in città, nel centro di Pisa in una casa antichissima che in qualche modo ormai è natura, come dice poeticamente la tua Roth, le cui mura fanno del loro meglio per regalare anche a noi sogni e suggestioni, e la nostra è abbastanza una città a misura d’uomo, ma farò di tutto per fare conoscere la natura vera al bambino/a che verrà. Baci.
Anch’io sono della tua stessa ipinione, si fa così presto a rientrare nel mondo e a perdere tutto quello che si aveva! Finchè è possibile meglio godersi queste meraviglia!
un abbraccio
Ma che fuori dal mondo! Se vivi in campagna, impari subito le cose base della vita. Per dire: i miei figli hanno già visto diversi animali morti (magari i vitelli nati morti o le prede delle gatte), per loro la morte non è una cosa da spiegare o un tabù. I miei figli non si scandalizzeranno nello scoprire che le bistecche non crescono sugli alberi, e che ciò che mangiano proviene dal duro lavoro (del papà) nell’orto.
Mi viene in mente il discorso che facevi sul far capire che certe cose (un vestito, per esempio, o una bambola) non devono per forza essere comprate, possono anche essere fatte in casa. Per noi è la stessa cosa con i formaggi e la verdura.
Che belle immagini… l’autunno è la mia stagione preferita
Anche noi viviamo in campagna (anche se forse non in un posto così bello) e davvero non potrei immaginare niente di diverso.
Credo che metterò il libro che hai citato ai primi posti della mia wish list. Spero che sia utile anche per chi non disegna molto bene come me…
Al momento sto leggendo un altro libro che hai segnalato (“You Are Your Child’s First Teacher”) ed è davvero fantastico. Grazie per gli spunti!
Dalle tue parti verrei a viverci subito!
E’ un libro adatto a tutti. E, tra le altre cose, insegna a disegnare!
Per quanto riguarda “You are your child’s first teachers”, per me è come la Bibbia: lo leggo e lo rileggo quando ho bisogno di motivarmi un po’…
Vorrei venire ad assaggiarli…
Sono pienamente d’accordo con te!!!!!…potessimo anche noi vivere fuori dal mondo!!!! Noi viviamo in città (ok, non è grandissima ma è pur sempre una città…), in un appartamento al quarto piano senza un pezzo di giardino…sarà che io sono allergica alla casa, ma i miei figli ci passano giusto il tempo di mangiare, fare il bagnetto e dormire! per il resto del tempo siamo sempre in giro: parco giochi, bosco, montagna (abitiamo in Trentino quindi abbiamo tutto a “portata di mano”). I miei figli conoscono “dal vivo” un sacco di animali perchè conosciamo alcune fattorie dove andare a trovarli, accarezzarli e nutrirli! Io non ce la farei a segregarli tutto il giorno in un appartamento! Li ho sempre portati fuori in qualsiasi stagione e con qualsiasi condizione atmosferica. Leonardo ha fatto la sua prima passeggiata a 3 giorni sotto la neve!!! Siete dei genitori grandiosi, state dando un sacco di opportunità di conoscere ai vostri bambini, altro che fuori dal mondo…..
ciao Claudia! lascio un commento veloce, non ho ancora letto i commenti a questo post e il prezioso link che segnali di Leslie Roth. (sì h visto invece la tua intervista, complimenti!)
la scelta che avete fatto è sana e intelligente, e lo testimoniano i visi dei tuoi bimbi!!
per fotuna sono sempre di più le persone che la pensano così e soprattutto mettono in pratica queste idee.
Anche il movimento bioregionale sostiene che bisogna guardare alle città e al mondo costruito e artificiale come “selvatico”… è solo una nostra convinzione che non lo sia… ed è questo che sta facendo “perdere la terra sotto i piedi” alla società, che non riconosce più le sue basi naturali…
sul bioregionalismo segnalo questo link
http://www.terranauta.it/c42/bioregionalismo/
cari saluti e complimenti
Ciao, io direi piuttosto che voi non vivete fuori dal mondo ma vivete il mondo e tutto quello che la terra vuole offrirvi.
Chi non ha mai guardato la natura, chi non l’ha mai vissuta si è perso qualcosa di eccezionale.Buon autunno.
Ah bene! allora è proprio quello di cui ho bisogno
“You are your child’s first teachers” credo che diventerà anche per me un importante riferimento. Peccato non averlo letto quando ero incinta, o almeno un po’ prima visto che mio figlio ha già tre anni e mezzo!
Quando vuoi. Noi peraltro siamo spesso a Torino, casomai capitasse di incrociarci mentre ci siete anche voi…
Bè, ma tra lo scenario grigio “cemento, tubi di scappamento, gente che va di corsa” e una casa nella prateria, c’è tanta di quella vita!!!!!
Ci sono tutte le famiglie stupende che cercano di vivere il rapporto con i figli, la loro crescita, la loro e-ducazione con lo stesso stile di cui scrivi anche tu; ma lo fanno in mezzo (fisicamente e quotidianamente!) a un’umanità viva varia colorata, a volte fastidiosa e irritante, spesso sofferente.
Ed è questo che non sono ancora riuscita a “sentire” nella tua bella casa nella prateria, che comunque seguo da tempo con piacere e interesse.
Non è semplicemente questione di campagna o città, ma di nido o di “casaperta”: una casa che è aperta e radicata (in senso fisico e non!) in una umanità e modus vivendi diverso dal mio, che mi interroga e “disturba”, alla ricerca di una contaminazione, di un lasciarsi scuotere dall’altro.
Uno stile educativo che ogni giorno cerca di mettersi in discussione, di confrontarsi, di attingere agli insegnamenti della Montessori o della Dolto o altri: tutto ciò vive e palpita anche in questo pezzo di città che viviamo noi, dal quale non voglio fuggire ma che voglio continuare ad abitare per contribuire a renderlo ogni giorno un pochino più bello!
[n.b. ovviamente "casaperta" non in senso di aperta agli ospiti conosciuti o sconosciuti!]
Grazie, fede
Cara Fede,
come puoi leggere proprio in questo post, non ho mai pensato che la questione fosse “campagna o città”. O meglio, lo era per noi, che qui siamo letteralmente rinati. Ma la vita di campagna non è certo per tutti. E infatti non sto incoraggiando chi vive in città a mollare tutto e trasferirsi in mezzo alla prateria.
Il mio obiettivo, in questo post in particolare e nel mio blog in generale, è quello di ricordare a chi vive nei “nidi di cemento” che facciamo parte del mondo naturale, e che i bambini hanno il diritto di conoscerlo.
“La casa nella prateria” è un nome simbolico. In realtà viviamo sì in campagna, ma in un paese vivo e attivo, circondati dall’”umanità”, e a cinque minuti da una città meravigliosa e multietnica che frequentiamo regolarmente.
Anche noi ci confrontiamo ogni giorno con gli altri, ci mettiamo in discussione e cambiamo anche idea (vedi scuola vs homeschooling ad esempio).
Se è vero che “non è questione di campagna o di città”, lo è in emtrambi i sensi. Si tratta solo di trovare il posto giusto per sé e per la propria famiglia.
I just discovered your blog. You have so beautiful photos in your posts!!
Cara Claudia You are your child’s first teachers” si riesce a trovare anche in italiano? MI piacerebbe leggerlo ma non ho una buona padronanza della lingua inglese. Grazie
E’ un po’ quello che continua a ripetermi mio marito: “vuoi andare a vivere fuori dal mondo….” ma sinceramente non riesco a capire che cosa voglia dire.
“Fuori dal mondo”….” Il mio mondo è quello che sogno non quello che vivo, almeno per il momento!!!
Una casa in campagna, piuttosto isolata… vivere rispettando i ritmi e i frutti della stagione… vedere le cose che crescono e maturano attorno a me… godermi le albe e i tramonti e accorgermi dei cambi di stagione da ciò che cambia attorno a me… Il mondo è questo!!!
Ciao Caludia, un abbraccio fortissimo
Francesca
Ammetto di non sentire affatto l’esigenza di vivere in campagna. A me la città piace, anche se indubbiasmente le dimensioni di Roma sono ormai fuori controllo e assolutamente oltre ogni misura d’uomo.
Però ho cercato sempre di non far mancare al Sorcetto la conoscenza di altri ambienti: il mare, in modo rispettoso e confidenziale, ma anche la campagna.
Noi produciamo il nostro olio in Sabina e lui ha partecipato con grande soddisfazione alla faticosa raccolta delle olive (non prima dei 4 anni però, perchè il nostro campo è molto scosceso ed impervio) e, fin dai due anni, alla vendemmia. Conosce gli animali ed abbiamo anche improvvisato un mini-orto da balcone, per coltivare la nostra bieta ed i nostri pomodorini.
Insomma, con un po’ di buona volontà e qualche bel fine settimana, riusciamo a non rimanere… fuori dal mondo reale!