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Steiner e Montessori: due metodi a confronto

Rudolf Steiner e Maria Montessori

Steiner e Montessori a confronto

Questi due personaggi, praticamente contemporanei, hanno lasciato un’impronta importante nel campo della pedagogia. I loro metodi vengono spesso contrapposti, discussi, fraintesi. Ricevo molte mail con richieste di informazioni in materia.

Oggi proverò a mettere a confronto il metodo Waldorf (o steineriano) con quello Montessori.

Tanto per cominciare, vediamo chi erano:

Maria Montessori (1870-1952)

Medico, pedagogista, filosofa, educatrice. Presso la clinica psichiatrica dell’università “La Sapienza” (Roma) le fu affidato il recupero dei bambini considerati “deficienti”. Proprio per loro elaborò i materiali che sono tuttora alla base del suo metodo di insegnamento.

Rudolf Steiner (1861-1925)

Filosofo, pedagogista, esoterista. Nel 1919 il proprietario della fabbrica di sigarette Waldorf-Astoria gli affidò la direzione di una scuola destinata ad istruire i figli dei suoi operai. La scuola Waldorf prende il nome proprio da questa fabbrica.

I metodi Waldorf e Montessori hanno in comune molto più di quanto si possa pensare. Ecco alcuni esempi:

  • Entrambi riconoscono nel bambino un potenziale immenso e credono nella pedagogia come mezzo per migliorare la società di domani.
  • Entrambi ritengono che il bambino debba poter godere della massima libertà.
  • L’arte ha un ruolo importante nelle scuole steineriane come in quelle montessoriane.
  • Entrambi giudicano i voti inutili, se non addirittura dannosi.
  • Entrambi propongono un ambiente a misura di bambino.
  • Nella scuola dell’infanzia si riproduce la vita casalinga.

***

Vediamo ora le principali differenze, che possono comunque variare da una scuola all’altra:

  • Il metodo Waldorf mira innanzitutto a nutrire l’animo dell’essere umano, in modo da renderlo libero. L’apprendimento passa in secondo piano. Rudolf Steiner attribuisce una grande importanza all’immaginazione, fin dalla più tenera età.
  • L’apprendimento della lettura e della scrittura viene proposto solo dopo i sette anni. Steiner riteneva che, prima di questa età, il bambino fosse ancora ancorato ad un’altra dimensione, quella pre-natale.
  • I giocattoli proposti sono grezzi, rudimentali, e si prestano ad essere utilizzati in modi diversi. Lo scopo è quello di stimolare la creatività.
  • L’arredamento è a misura di bambino. I piccoli possono spostare i mobili, arrampicarvisi e trasformarli, con la loro immaginazione, in ciò che preferiscono.
  • I bambini seguono un ritmo (giornaliero, settimanale, annuale) regolare. Guidati dall’insegnante, trovano sicurezza nelle loro abitudini.
  • L’insegnante ha una grande responsabilità. E’ per i bambini fonte di ispirazione e modello di comportamento. E’ necessario che la sua sia una vera e propria vocazione.
  • Nelle scuole Waldorf l’arte e i lavori manuali hanno un ruolo di primaria importanza. Dalla pittura alla scultura, alla musica. Dalla maglia al cucito, alla fabbricazione della carta, alla lavorazione del legno e del metallo, gli studenti acquisiscono numerosissime abilità che forniranno un importante bagaglio personale.  Rudolf Steiner diceva a questo proposito:  “Nessuno che non sia in condizione, se necessario, di rattopparsi le calze o di rammendarsi i vestiti, può essere un bravo filosofo. Come si può infatti sapere ragionevolmente qualcosa sui più grandi misteri del mondo, se in caso di necessità non ci si può neanche fare le calzature? Non si può davvero voler penetrare con intima partecipazione umana nei misteri del mondo se non si ha assolutamente la minima abilità per le cose che ci stanno più vicine”.
  • Le scuole Waldorf sono contrarie all’uso della televisione, del computer e di altri strumenti tecnologici in genere da parte dei bambini.
  • Danno invece molta importanza al gioco all’aperto. Adeguatamente vestiti, i bambini vanno a giocare fuori quualunque sia la condizione climatica e la temperatura, anche sotto la pioggia o la neve.

LEGGI ANCHE: “A scuola nel bosco

***

  • Nelle “Case dei Bambini” montessoriane, lettere e numeri vengono introdotti, attraverso il materiale didattico, fin dai tre anni. In genere il bambino, spinto dal proprio interesse, impara a leggere e scrivere intorno ai quattro-cinque anni.
  • L’insegnante ha un ruolo di guida, di facilitatore. Permette al bambino di accedere a ciò che gli interessa.
  • Il materiale ideato da Maria Montessori permette ad ogni bambino di acquisire una determinata abilità, di esercitarla e poi passare ad altro in completa autonomia. Tutti i materiali montessoriani permettono l’autocorrezione dell’errore. Non è necessario il voto o l’intervento dell’insegnante perché il bambino si renda conto di aver sbagliato e provi a correggersi.
  • A differenza dei materiali steineriani, che possono (anzi, idealmente dovrebbero) essere utilizzati in ogni modo possibile, i materiali montessoriani vengono presentati all’allievo dall’insegnante e devono essere utilizzati esclusivamente per lo scopo al quale sono destinati. La Montessori stessa invita però l’educatore a rispettare eventuali utilizzi alternativi, se considerati costruttivi.
  • Il bambino è libero di scegliere quale attività svolgere in qualsiasi momento.
  • Anche qui l’arredamento è a misura di bambino, per permettere a i piccini di spostare tavoli e sedie a loro piacimento. Non vedrete però, in una scuola montessoriana, bambini in piedi sul tavolo o sedie accatastate a mo’ di capanna come nelle scuole Waldorf. Si dà molta importanza all’ordine, nella convinzione che ordine esteriore e interiore siano intimamente legati.
  • Pur incoraggiando la creatività, il metodo montessori mira a tenere il bambino “con i piedi per terra”. Essendo egli incapace di distinguere tra realtà e finzione, la Montessori ritiene opportuno non confondergli le idee.
  • Prima di stimolare l’immaginazione, l’approccio Montessori provvede a fornire al bambino gli strumenti adatti a poterla esprimere, educandolo ai gesti corretti.
  • Maria Montessori definisce la mente del bambino come “mente assorbente”, non solo in grado, ma desiderosa di immagazzinare una gran quantità di insegnamenti con il minimo sforzo. Il segreto, secondo lei, è cogliere i momenti “sensibili” e saperli sfruttare al meglio.

LEGGI ANCHE: Montessori – il decalogo dell’educatore.

Ma vediamo ora le critiche che spesso vengono mosse a questi due metodi pedagocici.

WALDORF:

  • Le scuole steineriane sono spesso guardate con sospetto. C’è chi pensa si tratti di una setta, chi di una religione. Ovviamente, niente di tutto questo. In effetti Rudolf Steiner ha trattato molti temi ed elaborato teorie sugli argomenti più vasti, occultismo e religione compresi. Ma questi non vengono certo insegnati ai bambini nelle scuole.
  • C’è poi chi ritiene che i bambini che frequentano le scuole Waldorf non vivano nel “mondo reale”. In effetti, come abbiamo già detto sopra, ai bambini viene proposta una visione fiabesca del mondo e della vita. Si può condividere o meno questo approccio, ma non c’è bisogno di preoccuparsi: il bambino, crescendo, impara a distinguere tra fiaba e realtà.
  • C’è chi pensa che un bambino che crede nelle favole non sarà in grado, una volta cresciuto, di affrontare la realtà. Io credo invece che un bambino felice sarà un adulto libero ed equilibrato, perfettamente capace di far fronte alle difficoltà. Che sia stato educato nel mondo incantato della scuola Waldorf, in quello ben realistico dell’ambiente Montessori o in quelli intermedi che troviamo in genere nelle nostre case e nelle nostre scuole tradizionali.

MONTESSORI:

  • Secondo Maria Montessori il bambino deve essere lasciato il più possibile libero. Queste sue parole vengono spesso male interpretate, e si immaginano orde di bambini indisciplinati in nome della libertà. In realtà la Montessori mira all’apprendimento dell’autodisciplina. Entrando in una classe di bambini dai tre ai sei anni sarete stupiti dal silenzio e dall’ordine che vi regnano.
  • C’è chi invece non apprezza il fatto che i bambini svolgano attività prevalentemente individuali a scapito, si pensa, della socializzazione. La nozione di rispetto che viene trasmessa quasi inconsapevolmente è invece una solida base per una socializzazione sana e serena.
  • Nelle scuole Montessori le classi sono di età mista (3-6 anni, 6-12 e così via). Quella che per alcuni è vista come un’ottima opportunità di socializzazione non ridotta solo ai coetanei, è invece per altri considerata un limite, soprattutto per i bambini più grandi che, si teme, rischiano di “restare indietro” per adattarsi ai tempi dei più piccini.

***

Purtroppo un ultimo punto in comune tra scuola steineriana e scuola montessoriana è la scarsa accessibilità. Le scuole sono poche, i costi elevati.

Per chi fosse interessato ai metodi sopra descritti, ecco alcuni testi che possono essere fonte di ispirazione per portare un po’ di Waldorf (o di Montessori) nelle nostre case.

***

WALDORF:

STEINER: L’EDUCAZIONE DEI FIGLI (Oscar Mondadori)

EDUCARE ALLA LIBERTA’ (di Carlgren, Klingborg, ed. Filadelfia)

LA SALUTE DEL BAMBINO (di Goebel, Glockler, Armando Editore)

YOU ARE YOUR CHILD’S FIRST TEACHER (di R. Baldwin Dancy)

MONTESSORI:

LA MENTE DEL BAMBINO (di M. Montessori, ed Garzanti)

LA SCOPERTA DEL BAMBINO (di M. Montessori, ed. Garzanti)

Il BAMBINO IN FAMIGLIA (di M. Montessori, ed. Garzanti)

EDUCARE ALLA LIBERTA’ (di M. Montessori, Oscar Mondadori)

LIBERTA’ E AMORE (di Elena Balsamo, ed. Il Leone Verde)

Commenti

  1. dice

    C’è stato un momento in cui mi sono particolarmente appassionata al metodo della Montessori e credevo leggendo che sarebbe stata la scuola materna ideale per mio figlio per la sua personalità…ho cercato quale fosse la migliore su Milano e sono andata a vederla con un’altra mamma direttrice del nido di mio figlio..il loro sito era così pieno di belle parole..ma la loro casa dei bambini mi è sembrato un piccolo e sterile lager silenzioso e anche triste, c’era tristezza negli occhi dei bambini e troppo troppo silenzio per dei bambini. Nessuna attenzione neanche all’arredo oggetti pericolosi ovunque bambini terrorizzati anche di uno sguardo…. persone direttrice e personale scortesi..oltre le belle parole sarebbe davvero una gran cosa trovare davvero in queste scuole tutto ciò che leggiamo nei libri.E’ stata davvero una grandissima delusione

    • Anna dice

      Ciao…con qualche anno di ritardo. La mia bimba di quasi sei anni frequenta una scuola Montessori e ho avuto anch’io le tue stesse perplessità, putroppo solo dopo che aveva iniziato a frequentare. Posso chiederti se puoi dirmi qual era la scuola che avevi visitato tu a suo tempo? Siamo ancora indecisi per le elementari, anche se lei sembra andare volentieri e sembra decisa a voler proseguire lì.
      Grazie di cuore. Anna

      • dice

        Non ho ben capito a quali perplessità ti riferisci. Io vivo in Francia e le scuole che ho visitato erano rispettivamente a Ginevra (la Waldorf) e ad Annecy (la Montessori). Oggi insegno in una scuola Montessori e non posso che consigliarti di proseguire, soprattutto se tua figlia ne è soddisfatta.

        • Anna dice

          Ciao Claudia,
          innanzitutto mi scuso con te e tutti…è la prima volta che mi inserisco in una discussione ‘virtuale’ e pensavo di indirizzare direttamente la mia mail a Manuela, che aveva scritto a proposito di Montessori a Milano il 9 settembre del 2009… Il suo commento era relativo al troppo silenzio e agli sguardi tristi…e anche io purtroppo ho avuto la stessa sensazione nella classina dove va la mia bimba. Per questo pensavo, anche con un messaggio ‘privato’ di poter avere una indicazione della scuola a cui si riferiva.
          A me piace molto il metodo! Ho iniziato a conoscere Maria Montessori leggendo i suoi testi quando mia figlia aveva circa un anno e mezzo e – anche senza materiali veri e propri – abbiamo cercato di applicarne la filosofia in casa. Quando ho scoperto che c’era anche una scuola nella città dove viviamo sono andata a visitarla alla giornata aperta e ho sperato di riuscire ad iscriverla. Poi, nel tempo, abbiamo scoperto che le maestre assegnate erano molto rigide, fredde e…urlanti! Davvero una delusione, consdiderando che ci aspettavamo un ambiente davvero attento, diverso, rispettoso del bambino. E poi un silenzio più indotto che spontaneo e dovuto alla concentrazione dei bimbi ‘al lavoro’. E poi accoglienza quasi inesistente, un ciao, un buongiorno e via! Mi chiedo se sia autonomia o asocialità. Siamo ad un bivio. Continuare con la primaria con il dubbio che capiti di nuovo una situazione pesante a livello di relazione con la maestra oppure la speranza di incontrare davvero un’insegnante sensibile e accogliente o abbandonare del tutto l’idea del metodo…a malincuore. Secondo me chi segue un corso Montessori dovrebbe essere una persona veramente dotata di maggiore sensibilità e attenzione alle esigenze del bambino, che possa davvero accompagnarlo in un percorso di crescita ed autonomia. Mi sembra invece di esere incappata in un altro genere di cosa…
          Visito il tuo sito da qualche tempo, su suggerimento di un’altra amica montessoriana e ne sono rimasta colpita. Mi piace. Trovo molto interessanti le tue idee e i tuoi consigli. Mi piace pensare che qualcuno provi a vivere come piacerebbe anche a noi! :-)
          Grazie per la tua attenzione! Anna

          • m.giovanna Iavicoli dice

            Mi dispiace tanto di leggere queste testimonianze negative, sono una montessoriana appassionata, lavoro per il Centro Nascita Montessori di Roma che gestisce alcuni nidi aziendali e convenzionati. I bambini che frequentano sono attivi indipendenti sorridenti e buongustai! Il metodo non è una bacchetta magica ma uno strumento in mano alle educatrici o alle maestre, sta alla loro preparazione, sensibilità e intelligenza metterlo in pratica, preparando l’ambiente adeguato, rispettando il potenziale individuale di ogni bambino, la sua innata curiosità, la sua vitalità, in un contesto di regole condivise. Avrei tante cose da dirvi

    • menesunda dice

      quella che lei ha visitato non e’ certo una scuola montessoriana, in quella di mio figlio il sorriso regna sovrano.

      • Laura dice

        Mia figlia frequenta la scuola Montessori da 3 mesi, ha 3 anni e mezzo e sorride sempre, scherza, è una bomba di creatività. non vuole mai andare via quando vado a ritirarla nel pomeriggio, ma soprattutto mangia tutto, cosa che non faceva all’asilo comunale. L’amministratrice e le maestre sono persone pacate e serene, che trasmettono serenità e tranquillità a noi genitori. Giocano da soli con le Attività o in gruppo se vogliono. Hanno i piccoli strumenti proporzionati per fare i travasi e per lavare i panni. Una sala vuota per correre e giocare il libertà. Un piccolo teatro, fanno lezione di musica e canto. hanno un bellissimo spazio all’aperto con la sabbiera per i giochi estivi, altalene e tricicli. Sono davvero contenta di aver scoperto questa scuola che non pensavo di trovare in una piccola cittadina di 20.000 anime (Sardegna). Spero di potermi permettere la scuola anche per i prossimi anni, visto che la retta non è accessibilissima.

        • Pasqua dice

          Ciao Laura,tra 1 anno portero’ la mia bimba per la prima volta e sarei felice doi esaudire il nostro desiderio di portarla in una scuola come questa che descrivi, ma io ne conosco piu’ di una in sardegna,potresti indicarmi quale per favore?

          • dice

            Io posso consigliarti la prima scuola montessoriana in Sardegna. È una realtà giovane, ben strutturata, che non puó non incantare chiunque vi si approcci. Si chiama Casa dei Bambini “Maria Montessori”, a Capoterra. Visita il loro sito, troverai molte risposte ai dubbi sul metodo e vai a trovarli: te ne innamorerai!

  2. zzoe@libero.it dice

    ciao,
    è da un pò che vorrei leggere il libro di Baldwin Dancy…. ne vale la pena? dal titolo m’incuriosisce molto…
    notte
    Sara

  3. dice

    Grazie per il chiaro essenziale confronto tra questi due metodi. Leggendo e conoscendo un po’ di entrambi penso che sei riuscita molto bene a tratteggiarne i caratteri salienti e soprattutto a sfatare alcune leggende metropolitane che tendono a mettere in cattiva luce queste due pedagogie.
    Penso che presi secondo il proprio personale buon senso siano entrambi validi e arricchiscano molto la vita di genitori e figli.

  4. dice

    E poi c’è l’a pedagogia reggiana (alias “pedagogia dell’ascolto” o “pedagogia della relazione”) di Loris Malaguzzi che, partendo da entrambi gli approcci, ne sviluppa uno tutto suo, che vede moltissime discipline in perenne dialogo (arte, musica, architettura, musica, danza, teatro), che introduce nelle scuole gli atelier e che ruota tutta attorno al concetto del bambino competente. :-)
    http://www.mammaimperfetta.it/2008/06/19/scuole-infanzia-reggio-emilia/

    • Silvia dice

      Sempre fortunati voi in Emilia! :-)
      Scherzi a parte, qualche giorno fa parlavo con la mamma di un compagno di mio figlio, maestra a proposito delle difficoltà che i nostri figli (maschi decisamente vivaci) incontrano nella scuola pubblica e le ho chiesto come mai la scuola pubblica italiana non applica anche solo in parte la disciplina Montessoriana che riscuote tanto successo all’estero e lei mi ha risposto che le uniche scuole pubbliche montessoriane in Italia sono in Emilia Romagna (!) ………e a noi lombardi le scuole ‘in batteria’ dove la personalità dei bambini viene schiacciata senza pietà.

      • maria dice

        rispondo a Silvia: le scuole pubbliche Montessori in Italia sono anche in altre regioni. Io ho lavorato nella scuola di Perugia.

      • erika dice

        sto vivendo ank’io un grosso problema nella scuola pubblica troppo rigida e non aperta all’individualita’,ho ank’io un maschio un po’ vivace e mi sono messa in discussione piu’ volte per capire se era mio figlio o le insegnanti,l’ho portato anche da una psicologa e la conclusione e’ stata che non riesce ad adattarsi al metodo rigido di insegnamento che vige nella scuola,dove si pensa a seguire il programma e dove non viene permesso ai bambini di esprimere un giudizio o un’opinione che non sia in linea con quella dell’insegnante.purtroppo anke dove abito io non ci sono scuole steineriane(ke le vedrei perfette per lui)o montessori,

  5. dice

    io è da qualche mese che mi sono approciata a questi metodi (anche grazie a te). ho letto per primo il libro di Tim Seldin e mi è piaciuto molto soprattutto per le numerose foto esplicative. per capire meglio comunque secondo me è necessario leggere anche gli altri libri della montessori. ho finito giusto l’altro giorno “il bambino in famiglia”, illuminante sotto molti punti di vista!
    per quanto riguarda il metodo di steiner ho letto “come sviluppare tutti i talenti del bambino”, ma per poterne parlare devo rileggerlo.
    grazie del confronto e del “riassunto” dei 2 metodi.
    anche se non manderò sofia a nessuna delle 2 tipologie di scuola per la troppa distanza mi piace molto approfondire l’argomento e mi sento un po’ “cresciuta” come mamma e come persona, anche se, putroppo o per fortuna, non si finisce mai d’imparare!!!!!
    ciao
    Smile

  6. dice

    Grazie: per chi non conosce i due metodi, questo schema sarà utilissimo.
    Quello di cui spesso non si tiene conto, parlando di scuole steineriane e montessoriane, è che questi meravigliosi metodi vengono applicati da persone, e diverse persone possono dare diverse interpretazioni, nel bene e nel male.
    Ecco quindi le Montessori lager, la Waldorf dove se mangi carne sei un reprobo (ma Steiner non esaltava l’uso del bovino in tutti i suoi aspetti? nella mia cascina biodinamica le mucche si allevano anche per la carne), le homeschooler che fraintendono lasciando i bambini allo stato brado (e maleducato).
    Personalmente conosco due persone della mia età uscite dalla steineriana che hanno una meravigliosa fiducia in se stesse e lavori più soddisfacenti del mio, che sono uscita dalla scuola tradizionale col massimo dei voti. Questo per rassicurare chi pensa che chi cresce in questi metodi poi diventi un disadattato ;-)

    • lalu dice

      Innanzitutto ciao a tutti.Il mio bimbo di 5 anni frequenta il terzo anno presso un asilo steineriano ed io ,nel suo grazioso cestino porta pranzo, metto carne quasi tutti i giorni senza che nessuno mi dica mai niente. Sfaterei quindi la leggenda che negli asili steineriani è vietato mangiare carne !! La sua maestra è splendida oserei paragonarla ad un angelo, è dolcissima e ama davvero tutti i suoi bimbi.Durante i colloqui pretende, giustamente, la presenza di entrambi i genitori, e ci intrattiene per ore a parlare del nostro adorato ometto. L’ ambiente è molto tranquillo, i giochi sono semplici e in legno proprio per dar modo ai bambini di esprimere la propria creatività inventando giochi sempre nuovi. Ogni lunedì fanno il pane ( buonissimo ), il martedì disegno ( usano quadrotti di cera colorata perchè la punta limita la creatività ), il mercoledì acquarello ( usano la vera tecnica dell’ acquarello e quelli di mio figlio sono degni di essere appesi in una galleria d’ arte ), il giovedì modellaggio e il venerdì telaio o falegnameria. Insomma una meraviglia !!!! Ora per quelli che si domandano se sia o meno la scelta giusta io risponderei che è giustissima !! Tra l’ altro io sono mamma anche di una bimba di 9 anni che purtroppo frequenta ( ma questo è l’ ultimo anno poi sposto anche lei alla steineriana ) una scuola statale ( quando ho iscritto il piccolo all’ asilo lei frequentava già la prima elementare e non me la sono sentita di spostarla ) e vi posso dire che oltre ad essere super stressata da compiti, verifiche e quant’ altro è diventata anche ansiosa ed insicura. Un suo compagno che viveva perennemente con il mal di testa una volta spostato alla steineriana è rinato, non ha più avuto neanche un episodio. Sono sicura che spostandole le farò un grande dono !! Spero di esservi stata di aiuto, vi saluto e vi abbraccio forte. Lalu

  7. dice

    Mamma mia che bel post! Complimenti! Anch’io sono per le classi miste, l’asilo di anita ha adottato questo metodo e mi sembra molto efficace, sia per i grandi che per i piccoli. Hai notato invece quante siano le differenze con la scuola di oggi, almeno in italia?

  8. Claudia dice

    In effetti, per quanto i metodi possano essere validi, sono sempre le persone a fare la differenza. Io stessa sono stata delusa dalla scuola Waldorf nella quale ho mandato i miei figli. Sono stata delusa dalla maestra e dalla sua incapacità di gestire la situazione, non dal metodo, che ritengo tuttora valido. Di questo parlerò nei prossimi giorni.

  9. dice

    Hai ragione Lanterna, l’ho visto anche dalla mia esperienza: una scuola puó avere un bellissimo concetto pedagogico ma non ha le persone adatte per trasmetterlo e per realizzarlo. Inoltre, il timbro “Montessori” viene messo su molte cose che con M. non c’entrano piú di tanto. Ad esempio conosco alcune scuole pubbliche che hanno le classi montessoriane, che poi significa soltanto che usano qualche materiale didattico montessoriano, ma sono classi con bimbi della stessa etá, ci sono i voti e le pagelle, un programma regolare da seguire, gli orari fissi, i bimbi non hanno la possibilitá di muoversi liberamente ecc. Le scuole montessoriane che funzionano bene le ho trovate solo su iniziative private, ad esempio http://www.pfuetze.ines.org/schule.htm . Per quanto riguarda la Waldorf, conosco persone che l’hanno frequentata sia supersoddisfatti sia delusi. Che si puó dire: é una questione individuale, il segreto nel scegliere il percorso migliore é trovare quello che piú si addice allo stile di vita della famiglia, perché comunque la stessa visione educativa dovrebbe continuare anche a casa e nella vita di famiglia e i problemi nascono quando c’é troppa discrepanza fra vita di scuola e vita di casa.

  10. Flavia dice

    Anch’io sono molto interessata alla pedagogia steineriana e ormai mi sono fatta una piccola cultura. Purtroppo però nella mia città non ci sono progetti di questo tipo e se ci fossero sarebbero probabilmente troppo lontani…. Io cerco di fare quel che posso a casa, ma ho davvero paura che con l’inizio della materna (domani! – ho un bimbo solo) sarà tutto più difficile perché quello che ho visto finora non mi è piaciuto per niente :-(
    Purtroppo non ho scelta e devo lavorare, anche se sto cercando di tenermi più tempo libero, almeno un paio di pomeriggi alla settimana. Una cosa che mi ha colpito subito è il buon senso di questa pedagogia, secondo me non ci vuole un genio per capire che a tre anni i bimbi hanno bisogno di stare fuori a giocare all’aperto piuttosto che chiusi in una classe a svolgere attività talvolta troppo avanzate per l’età (anche io credo che lettura e scrittura non dovrebbero essere iniziate troppo presto). Purtroppo anche le attività artistiche non mi sembrano molto “artistiche”. Spero di sbagliarmi.
    Anche da noi comunque classi di età miste, ma solo per ripiego, non perché si creda che sia un vantaggio.
    Grazie per il post!

  11. dice

    Ciao! Oltre ad essere interessante questo post, i commenti sono molto illuminanti. Mi rafforzano nell’idea che nessun metodo è piú buono degli altri di per sé, ma puó avere spunti interessanti che peró si devono applicare e sviluppare nell’equilibrio tra i componenti della famiglia. Ci sto pensando tanto, ora che i miei bimbi cominceranno nido e materna (e per il grande ho preferito appunto una materna con classi miste, per evitare di iperproteggerlo dai bimbi piú grandi come tendo a fare).
    Torno e ritorno su quale sia la scelta migliore, e mi è piaciuto tantissimo leggere che i tuoi hanno deciso autonomamente di andare a scuola, e ancora di piú mi è piaciuto leggere che sei stata pronta a cambiare le tue convinzioni per adattarti al loro desiderio di indipendenza e socializzazione. Questo intendo quando parlo dei metodi che è giusto applicare, ma ancora piú giusto non applicare. Ti leggo cosí volentieri proprio per questo, perché sei convinta e condivido molte tue convinzioni ma non sei dogmatica. Grazie, sei davvero un esempio.

  12. Giulia dice

    Io mando mia figlia più grande alla scuola dell’infanzia “normale”, ma sono più che soddisfatta, ma in effetti dipende molto, come dicevate voi, da CHI trovi! le classi sono miste 3-6 anni e la sua maestra, che è anche una musicista, tiene dei veri e propri laboratori musicali coi bambini! Ogni attività svolta mette a frutto la creatività dei bambini, la curiosità e la scoperta (L’anno scorso sono andati nel bosco a caccia dell’orso, che poi i bimbi hanno trovato come mega sagoma di cartone preparata dalle maestre). I materiali vengono utilizzati sia per i loro scopi, sia esplorati in modo creativo (tipo suonare coi libri o con le sedie…).
    Passano un sacco di tempo in giardino, dove oltre a giocare, coltivano alcune piantine ed esplorano il mondo degli insetti e dei piccoli animaletti che popolano il prato (bruchi, formiche, ricci…alcuni di questi poi li ricreano con materiali poveri)
    Per adesso mi trovo molto bene (meglio dire che Claudia si trova molto bene!), ma sono spaventata per quando dovremo fare l’ingresso alla scuola elementare…lì non so proprio cosa troveremo… :(

  13. dice

    Ciao Claudia,
    complimenti per il bellissimo post, chiaro ed efficiente.
    Anche io ho letto il libro di Tim Seldin apprezzando ogni singola pagina. Non sono una fanatica della pedagogia, ma ho trovato i contenuti plausibili e “affettuosi” nei confronti dei bimbi, spunti su cui riflettere e idee e modalità da mettere in pratica.
    Quello che ogni mamma che si dedichi ad un cucciolo dovrebbe fare.
    Qual’è il risultato? E’ vero che ho una bimba “vivace”, ma è una bimba felice che si sveglia con il sorriso sulle labbra. E, per ora, tanto mi basta.
    Grazie ancora per il bellissimo post, e grazie anche per i commenti delle “colleghe”.
    Un abbraccio a tutte.

  14. marta dice

    piccola testimonianza personale: 10 anni di steineriana (dall’asilo alla 3° media/8° classe) e, quando sono “uscita”, nessun problema di integrazione con chi aveva fatto la scuola pubblica o in generale più avanti nella vita :)
    verissimo comunque che sono le persone a fare la differenza.
    ciao!

    • Silvia dice

      Grazie Marta!
      Sto meditando di spostare mio figlio dalla scuola pubblica (dovrebbe accedere alla quarta) alla scuola steineriana che ha frequentato per caso durante l’estate e in cui l’ho visto molto felice e coinvolto. I maestri e i genitori molto disponibili e gentili………si sono presi davvero a cuore mio figlio che invece nella scuola pubblica non è per niente stimato e stimolato a esprimere le sue potenzialità.
      La tua testimonianza mi incoraggia molto e mi piacerebbe scambiare più informazioni.
      Se ancora frequenti il forum e ti va, ti mando il mio indirizzo mail.

      Silvia (PV)

  15. dice

    Argomento sempre interessante, e complimenti per la capacità di sintesi…
    Io ho sempre a portata di mano il libro di Tim Seldin, anche se ho letto quasi tutti gli altri libri della Montessori, che però sono molto più teorici, e molto meno semplici da condividere in famiglia (tipo con un babbo con poca passione per la lettura)
    Di Steiner invece sapevo il poco che ho desunto dai tuoi post precedenti, e credo che una piacevole via di mezzo sia la cosa migliore. Per quel che riguarda le scuole, la divisione per fasce di età è una cosa che al nido non c’è, ma che introdotta già dalla materna a me intristisce un po’… anche perché il confronto con bimbi di altre età in questo modo si riduce al solo parco/fratelli, ed invece (vedi al nido) è così bello vedere come i bimbi si interfaccino tra loro!

  16. Cristina dice

    Cara Claudia,
    hai fatto una sintesi veramente ben fatta ed interessante! Conosco bene sia le teorie di Steiner che della Montessori, ho vissuto e sto vivendo le due scuole attraverso i miei figli e posso anche io confermare che la vera differenza la fanno in assoluto i maestri…
    Questa estate ho letto un libro di Henning Kohler che mi è piaciuto molto, è “Il miracolo di essere bambini” dove tratta “dell’essenza” del bambino secondo l’esperienza di vari pedagoghi tra cui Montessori e Steiner. Potrebbe interessarti…

  17. barbara dice

    Sono d’accordo: all’asilo di anita infatti i piccoli sono stimolati dal contatto con i grandi e avvertono meno, dall’altro lato i grandi si sentono responsabilizzati!

  18. Raffaele dice

    Buon Giorno a Tutti Carissimi.
    In ogni tempo Grandiosi Istruttori/Conduttori/Maestri di grande saggezza hanno cercato di trasmettere quella luce interiore per elevare questa nostra umanità dall’ignoranza indotta da esseri privi di un cuore che in ogni tempo vogliono con tanti mezzi schiavizzare questa nostra divina umanità.
    Tantissimi saggi dettami, in ogni tempo sono sempre stati affidati al libero arbitrio, al dire e al fare degli uomini. Tutto questo se compreso non deve per niente sminuire la grande opera dei meravigliosi artefici, anzi deve essere da stimolo, da esempio per capire tante cose della vera natura umana, per cercare dove è possibile di migliorare qualcosa là dove è necessario e richiesto.
    Oltre ai giusti moralistici insegnamenti che dal sociale, dalle religioni ci vengono benevolmente tramandati, ci sono insegnamenti nascosti, celati alla maggior parte delle persone. Nel tempo passato era quasi giustificato quest’occultamento NON DATE PERLE AI PORCI, ma oggi è diverso, la coscienza collettiva e soprattutto quella soggettiva si è spostata su un piano di consapevolezza più elevato.
    Ieri la scienza moderna riduceva l’esistenza e l’uomo ad un semplice evento casuale meccanicistico e quasi depersonalizzato e sminuito della natura, come anche le religioni istituzionali si preoccupavano più di mantenere il loro potere temporale e la loro importanza invece di essere sorgente di giusta trascendentale capita ispirazione spirituale. Oggi niente è più convincente dell’esperienza personale, diretta specialmente quando va al di là della nostra usuale, ordinaria mente razionale per toccare con la silente mente l’anima in un’esperienza transpersonale. E’ come dire, che come San Tommaso vogliamo capire da noi stessi senza nessuna benevola, giusta o ingiusta imposizione, senza nessun imposto dogma di qualsiasi credenza religiosa.
    In questo tempo di grande materialismo, molti hanno dimenticato di possedere un’anima perché non hanno mai avvertito la sua presenza o tanto meno la sua celata esistenza o perché sviati dai numerosi quotidiani impegni materiali e problemi della vita. Ma è anche vero che anche oggi, come per un trascinevole vortice, è come se tutta la coscienza di massa si stia movendo verso una maggiore consapevolezza. Questa è anche la SINCRONICITA’, perché è una legge universale che in ogni benevolo/malevolo evento ha il potere di riaprire quelle porte, quei portali che ci permettono d’essere consapevoli della propria anima e soprattutto del proprio sé superiore, dell’IO, dello spirito immortale.
    La chiave d’orata come ci rapportano gli antichi sapienti greci era conosciuta come la katharsis, quella celata forza che è nella trasfigurazione emotiva, nella purificazione dell’animo umano quando questa rincontra il Divino. Quella divina forza che di sicuro, non si trova su una montagna, racchiusa fra quattro mura o in una chiesa, ma in quella vera Cattedrale di Dio, in quella Sancta Sanctorum, in quella divina custodia biologica, nel CUORE d’ogni uomo, là in quel divino legame tra ogni consapevole battito del nostro cuore e la pulsazione esterna del cosmo. Là e solo là si trova la divina congiunzione dove il mondo esterno s’incrocia con quello interno. Ed è proprio quella benevola esperienza estatica, catartica dell’estasi, di coscienza modificata che c’è il legame mancante con la realtà spirituale del nostro IO Superiore che a volte riscopriamo nella nostra ricerca di coincidenza significativa dei perché di ogni causa prima attraverso la meditazione, la contemplazione o attraverso le percezioni extra sensoriali che spesso si rivelano in un grande inaccettabile dolore.
    ….
    Potrei continuare, ma solo una cosa vorrei sottolineare per concludere con questo misto fritto di sagge parole. NON SIETE DEI SEMPLICI MORTALI, SIETE ESSERI ANGELICI DISCESI IN QUESTO TEMPO PER UNO SCOPO PIU’ GRANDE. Anche se ancora non avete memoria di voi stessi e questo spesso crea turbamento, disorientamento e tanta non capita focalizzata nostalgia, incomprensione e tanti mali nel rapportarsi con gli altri. CERCATE DI SVINGOLARVI DAI CONDIZIONAMENTI CHE VI HANNO IMPOSTO DI CERCARE LE COSE FUORI DI VOI, MENTRE INVECE OGNI MISTERO, OGNI VERITA’ E’ DENTRO DI VOI, CERCATELO NEL VOTRO CUORE E LA’ TROVERETE LA LUCE AZZURA, LA LUCE DIAMANTINA CHE AVETE LASCIATO COME UNA FIAMMELLA ACCESA QUANDO SIETE RIDISCESI CON TANTA NOSTALGIA DAI SACRI REAMI REGNI SPIRITUALI DEL PADRE CELESTE.
    In una simbolica sottile storia del FIGLIOL PRODIGO è quella lampada splendente che è stata messa in un luogo oscuro e tenebroso, che dura fino a quando spunti il nuovo giorno, la nuova luce e sorga la stella mattutina che illumina i nostri cuori.
    Vedete tutte queste cose non li ho detto io, ma tanti Maestri di saggezza, come GESU’ Cosi come anche STEINER. (senza nessuna imposizione, vi suggerisco di leggete la sua biografia e capirete tante cose per espandere quella benedetta coscienza interiore)
    Affettuosamente
    Raffaele

  19. Rossella dice

    Io ho visitato il Giardino d’Infanzia vicino a casa, e parlato con le maestre. Ne ero entusiasta, sia per gli spazi sia per le attività proposte sia per la loro linea educativa…. finchè non hanno detto la retta.
    500 euro al mese, pasti esclusi, sono davvero troppe…..
    e poi chiedono una partecipazione dei genitori in termini di tempo che noi non abbiamo (bisogna andare a fare pulizie e manutenzione alla scuola)
    insomma…peccato!

    • Alice dice

      Non è una scuola.. tutto qui. E’ uno stile di vita. Deve essere condiviso da tutta la famiglia, non è un ricreatorio oppure una scuola-parcheggio come molte materne, elementari e medie sono oggi. Il problema, è che molto per non dir tutto, dipende da chi la frequenta e dagli insegnanti, che sono educatori nel vero senso della parola. Educare alla libertà, al rispetto della natura, alla creatività è fondamentale. Ancor di più oggi, dove la scuola pubblica è massacrata e snaturata dai continui tagli e salassi, al fine di toglierle credibilità. Al fine di crescere cittadini ignoranti e manipolabili. Ma anche la scuola steineriana ha i suoi limiti, proprio nell’allontanarsi troppo dal mondo diciamo ‘reale’. Quello fuori dai recinti, che i piccoli non comprenderanno, da cui non sapranno difendersi, e in cui potrebbero non integrarsi mai. Alla fine, emerge che la differenza fra una scuola e l’altra non sono certo le materie, ma chi le insegna e come lo fa. Alla fine, sono le persone, che educano le persone, non i libri. Se ne deduce che è meglio puntare ad una scuola accogliente e in cui le maestre, o il maestro abbiano a cuore i nostri figli, piuttosto che confidare solamente in un metodo, demonizzandone un altro.

  20. silvia dice

    grazie, claudia, per il post e complimenti per essere riuscita a spiegare con obiettività e ed in modo schematico argomenti così complessi. ti linko su FB, proprio stamane ho postato “The Chidren’s year” ed un’amica mi ha chiesto di spiegarle di che cosa si tratta…
    ti abbraccio
    silvia (TO)

  21. dice

    Ciao Claudia,
    grazie per il post, molto interessante.
    Di Maria Montessori conosco la pedagogia, ma mi sembra così strano che alla facoltà di scienze dell’educazione che ho frequentato, non si sia mai accennato a Steiner.
    Con le indicazioni che hai suggerito, avrò modo di documentarmi, grazie ancora!
    baci,
    amalia

  22. dice

    Bello e sintetico il post.
    Io ho scelto la scuola Montessori perché ho letto un po’ di libri e forum sul metodo e due mie amiche, le più genuine e artistische forse, sono entrambe andate (seppure in paesi diversi) alla scuola Montessori.
    Certo è che dipende quasi tutto dalle singole insegnanti e che a meno di stare in classe nascosti in un cassetto bisogna davvero dare ficucia alla scuola e ai nostri bimbi che ci facciano sapere o capire se va tutto come speriamo noi mamme!
    Ammetto che mi piacerebbe approfondire meglio l’educazione Steineriana proprio per capire se l’autodisciplina del metodo Montessori non sia troppo un limite allo slancio creativo che hanno i bambini.

  23. Angela dice

    Carissima Claudia, seguo il tuo blog da qualche mese ed è diventato il mio preferito . Trovo tante idee simili alle mie , tante altre a cui ispirarmi e che mi aiutano nel quotidiano con i piccoli di 6 e 4 anni (il grande ne ha 18! ). Questo tuo ultimo post poi…Stasera non riesco a dormire : domani Francesco inizia la prima alla Montessori dove è andato il grande , ma è stato alla Steineriana fino a giugno. Non sono contenta di mandarcelo , ma sembrava l’ unica soluzione la scuola Waldorf, dove vanno anche i figli di Sabrina, è lontana oltre ad avere altri particolari che non mi convincevano del tutto . Resto convinta che il metodo sia il migliore e da qui il mio magone , quindi domani si comincia questa nuova avventura , ma io non sono contenta . Vedremo siamo sempre in tempo a cambiare ! Grazie , a presto.

  24. Claudia dice

    Anche io ho avuto il magone quando i miei figli mi hanno chiesto di andare a scuola. Non mi piace il metodo, non mi piace il sistema, non mi piace il concetto.
    Ma ho deciso di dare loro la possibilità di provare. E loro sono felici. Leonardo mi ha addirittura chiesto di restare al doposcuola!
    Il metodo perfetto non esiste, e anche se esistesse, sarebbero imperfette le persone che lo applicano, comprese noi mamme.
    Osserva Francesco e fidati di lui. Se è felice non c’è motivo di rimpiangere la scuola Waldorf, che ha tantissimi pregi ma anche numerosi limiti…

  25. dice

    Ciao Claudia, sono Davide di Equazioni, grazie per il tuo commento sul nostro blog. E guarda che caso.. trovo un tuo interessantissimo articolo sul confronto tra metodo Waldorf e metodo Montessori, tema su cui anche noi ci stiamo da un po documentando. Infatti da un po stiamo seguendo un percorso di lettura basandoci sul semplice concetto di “educazione alla libertà”. Queste parole sono infatti condivise da diversi titoli di libri di pedagogia, che spaziano da autori cattolici ad anarchici libertari passando appunto per Steiner e Montessori! A presto – appena ultimati tutti i libri – scriveremo qualcosa anche noi. nel frattempo grazie per il confronto prezioso.
    ciao

  26. dice

    ed eccomi anche io, francesca di equAzioni!
    A me il tuo post non poteva certo non colpire visto che da quest’anno la mia titolare ha aperto, dopo nidi e materne anche una scuola elementare di ispirazione steineriana!!!

  27. Angela dice

    Grazie Claudia le tue parole mi confortano . Con il passare dei giorni potrò vedere come va’, ti farò sapere . Grazie ancora .

  28. dice

    Un commento forse superficiale ad un post molto profondo ed interessante…. sono capitata qui per caso e mi è piaciuto subito questo blog, credo che ci tornerò.
    Io sono stata educata secondo il metodo Montessori.

  29. dice

    Grazie per il post molto esauriente.
    Mio figlio frequenta un nido che segue il metodo montessoriano in maniera molto libera. E io sono molto contenta, perchè lui s trova bene, la sua educatrice è dolcissima, e lui è molto sveglio e interessato e anche sereno, forse lo sarebbe lo stesso.
    Comunque mi piacerebbe iscriverlo anche alla casa dei bambini che qui a bergamo c’è, ma mio marito è contrario, in quanto contrario alla scuola privata, vedremo spero di riuscire a convincerlo.
    grazie ancora

    • ilary dice

      ciao Rosita anche io sono di bergamo e volevo vedere la scuola montessori. da piccola ci sono anche stata qualche anno ma dai miei ricordi non mi sembrava troppo montessoriana. tu ne sai di più? ti sarei grata della risposta!!!

  30. Raffaele dice

    Carissima Simona,
    da perfetto sconosciuto penso che oltre a quella giusta, benevola pedagogia bisogna conoscere anche la vera natura animico spirituale dell’essere nel sentiero di questa vita materiale.
    Penso che Steiner possa darti tante risposte interiori.

  31. Maura dice

    Lavoro da dieci anni in una “Casa dei Bambini” dove cerco di mettere in pratica gli insegnamenti di Maria Montessori e gli insegnamenti ricevuti nei vari corsi che ho frequentato. Ritengo Maria Montessori una donna geniale, che ha saputo VEDERE ed ASCOLTARE l’anima dei bambini e a quest’anima ha saputo dare risposte.
    Credo che i limiti in questo metodo siano dati dall’interpretazione personale che ogniuno di noi da alle sue parole.
    Sono anch’io daccordo nel dire che il successo in questo metodo è dato dalla bravura dell’educatrice, e che è una ricchezza poter lavorare in un gruppo di età mista.
    Mi ritengo fortunata nel poter passare tanto tempo insieme ai bambini seguendo questo metodo,,nel poterli osservare nei loro lavori e nel poterli accompagnare nelle loro scoperte.
    Conosco molto meno il metodo Staineriano, ho comunque visitato dei centri che seguono questa pedagogia e ne sono rimasta affascinata.
    Sono favorevole a qualsiasi metodo purchè non violento, non giudicante ma che sappia accompagnare con intelligenza e delicatezza lo sviluppo dell’anima del bambino.

  32. dice

    Intanto mi voglio complimentare con te Claudia non solo per questo articolo ma per l’intero sito. Poi vorrei aggiungere che io vivo in Norvegia con la mia famiglia e attraverso questo articolo mi sono resa conto che l’asilo che frequenta il mio bambino è proprio un mix dei due metodi. I bambini sono liberi di agire in tutta sicurezza nell’edificio, a misura di bambino, li puoi addirittura vedere salire sopra i tavoli, ciononostante viene insegnata loro l’autodisciplina.
    Stanno moltissimo tempo all’aperto, una o due volte a settimana escono per passeggiare tra la natura, indipendentemente dalle condizioni climatiche.
    Hanno comunque le giornate scandite da una routine, ogni giorno c’è il momento per la musica, c’è il momento per il gioco libero ed il momento per il gioco di gruppo.
    Le classi sono miste, 0-3 anni e 3-6 anni. Ogni bambino insegna qualcosa all’altro, imparano ad aiutarsi gli uni con gli altri. Dai tre anni poi si inserisce l’alfabeto.
    Qui ci sono molti stranieri come noi, quindi c’è un po’ di attenzione in più per i bambini come il mio a cui viene insegnata la lingua.
    Gli educatori (si, sono sia maschi che femmine, in ogni classe o sezione e sono uno ogni 4 o max 5 bambini) sono molto preparati per questo, inoltre c’è una pedagogista che viene alcune ore per settimana a verificare come il bambino si sta integrando, se fa progressi o meno. Al massimo in tre mesi mio figlio, che non parlava una parola di norvegese, sarà naturalmente bilingue.
    Quando si alza la mattina non vede l’ora di andarci e questo mi da gioia.
    Io sono appassionata della scuola waldorf e condivido molto del pensiero steineriano, ma questa in cui si trova mi soddisfa pienamente.

  33. massimo dice

    insegnando attivita sportiva i metodi montessori e altro
    sono utili ma non indispensabili mi rendo conto che siamo diversi.

  34. Daniela dalla Scozia dice

    Claudia,
    A un certo punto accenni a un episodio di bullismo successo a Leonardo in una scuola Waldorf, se non e’ una cosa privata potresti raccontarci quest’esperienza?

  35. anna dice

    Bellissimo post, complimenti.
    Ho iscritto mia figli alla scuola statale del mio paesello, 300 anime e migliaia di mucche.
    La scuola sembra ben impostata, giardino ampio, accesso a tutti gli strumenti creativi, numerose attività di gruppo…il problema è che grazie alla Gelmini si ha solo un’insegnante per 28 bambini….
    Ho quindi scritto per andare a vedere due scuole metodo montessori, in via Arosio e in via Bertolini a Milano. Qualcuno ha avuto esperienza in queste scuole?

  36. Pier Paolo dice

    mi permetto di inserirmi per informare chi fosse interessato che da settembre partirà una prima classe Steineriana a Roma Nord, in piazzale Adriatico (Montesacro). L’associazione di riferimento è LA PRIMULA, che fino ad oggi ha gestito nella zona nido e materna

  37. Sylva dice

    Ciao! Grazie per la lucida spiegazione dei due metodi. In effetti sto pensando alla scuola Mostessori, che c’è nel mio quartiere. Sarebbe tutto bellissimo, se solo poi i ragazzi, entrando al liceo, non dovessero subire l’impatto con la scuola pubblica italiana, fatiscente, antiquata, poco efficiente. Questa situazione mi sta, mio malgrado, facendo considerare l’idea di una scuola privata. Purtroppo in Italia non c’è molta scelta.
    Vi vorrei anche segnalare che alcune regioni italiane hanno adottato il metodo pedagogico di Tsunesaburo Makiguchi, pedagogista giapponese di inizio XX secolo che ideò la “Teoria del valore”, molto simile per certi versi alle idee di fondo di Steiner e della Montessori, e che sta alla base del sistema educativo Soka in Giappone. QUesto sistema porta i bambini dall’asilo all’università e si basa anche esso sul rispetto del bambino, la sua individualità, e mira a farlo fiorire esprimendo appieno le sue potenzialità.
    Per chi volesse saperne di più:
    http://sgi-italia.org/sokagakkai/Makiguchi.php
    http://sgi-italia.org/sokagakkai/EducazioneSoka.php
    Ciao a tutte e complimenti per il blog!

  38. dice

    Interessante, però essendomi trovata molto bene con la scuola “classica” ed essendo amante della creatività a prescindere non so, non ne sento il bisogno. Bello comunque potersi informare.

    • Milù dice

      Ciao a tutti,
      sono una laureanda/specializzanda in scienze dell’educazione e sto scrivendo la mia tesi proprio sul confronto tra il metodo della Montessori e quello di Steiner. Se qualcuno può darmi qualche suggerimento, dritta, consiglio o del materiale ve ne sarei grata. Per Luglio voglio laurearmi e sto ancora all’inizio visto che la mia relatrice non mi segue tantissimo, mi ritrovo a fare tutto da sola.
      Grazie mille per l’attenzione e per chiunque volesse aiutarmi!!!

  39. dice

    Bellissimo post, grazie! La nostra famiglia deve ancora decidere fra la scuola Montessori o Waldorf..però c’è solo una in provincia… Penso che si trasferiremo in vicinanza della scuola Waldorf.

  40. dice

    Ciao Claudia io vivo a Latina e i miei figli hanno frequentato la scuola steineriana. Uno di loro la frequenta ancora. La più grande ha 13 anni ed è uscita lo scorso anno ma siccome non aveva completato il ciclo a causa di problemi organizzativi le ho fatto ricominciare la scuola media dalla prima classe.
    Su queste esperienze c’è da dire molto e sarebbe auspicabile organizzare un dibattito su un sito come il tuo che non è di parte. Come molte hanno scritto dipende dalle persone. E così. Io faccio parte di questa scuola, sono molto impegnata all’interno, ma ho fatto fatica a capire tutto e ho impiegato del tempo. Credo che non tutto vada sempre bene per tutti. Mia figlia era molto malinconica negli ultimi anni e timida. Il suo temepramento di natura malinconica è peggiorato. Da quando va alla pubblica è rifiorita. Io soffro perchè IO non mi trovo bene alla pubblica, ma lei ne ha beneficiato. Di questo se ne dovrebbe parlare in questi ambienti! L’altro mio figlio è al quarto anno. Ha cominciato dall’asilo ma non si è trovato bene. Non voleva andare e la maestra non lo ha saputo capire. Loro cercano di adeguare tutti i bambini ad un certo ritmo ma questo non funziona con tutti. Per mio figlio non ha funzionato in asilo. Ora che va a scuola va meglio ma in quegli anni sapessi i pianti che mi facevo perchè ero convinta di fare il meglio e non capivo perchè lui invece non si trovasse bene. Quello che mi poiace in questa scuola è che noi genitori possiamo partecipare. E’ come se facesse parte della nostra famiglia. Ma bisogna ascoltare per prima cosa i bambini. Ora come ora sarei più favorevole ad organizzare una scuola familiare.
    Milvia

  41. dice

    Trovo che a monte di tutto sia necessario porsi delle domande sulla scelta educativa che si deve fare per i nostri figli. Purtroppo spesso si fanno delle scelte obbligate da quello che fanno tutti, magari per mancanza di coraggio, soprattutto per la poca informazione. Le mie bambine frequentano una scuola steineriana e non tornerei mai indietro. Per loro e per me e mio marito si è aperto un mondo che è meraviglioso che si addice al nostro modo di essere e che è in armonia.
    Questo non significa che sia tutto rose e fiori perchè anche in questi ambienti ci sono problemi anche molto comuni.
    Come dicevo all’inizio è la consapevolezza delle scelte che si fannola cosa fondamentale! La responsabilità di far parte di un progetto educativo e la volontà di mantenerlo in vita associati al fatto che molto spesso queste realtà nascono per volere dei genitori implica che a volte sia necessario andare a fare le pulizie e che magari ogni mattina bisogna pensare al pranzo ma qual’è il problema? Mille volte questo che delegare l’educazione dei miei figli a degli sconosciuti per i quali mia figlia è solo un numero su un elenco alfabetico! ammetto ovviamente alcune sporadiche eccezioni!

  42. camilla dice

    Care mamme, vi scrive chi é lontano dai consigli e deve sperimentare tutto con la sua pelle. Io abito in germania da poco. sono arrivata che ero giá in cinta ed ho desiderato il meglio per la mia bambina.ho conosciuto l asilo waldorf per caso, e sono felice dell´esperienza che ho fatto perché ti aiuta a vivere. a riprendere un pochino quelle percezioni che il mondo attuale vista la sua velocitá e cío che ci propone, ci fa perdere.
    il gioco motorico i canti, il gioco continuo all esterno della struttura qualsiasi sia il tempo, neve pioggia, vento.
    oggi ho 3 figli. la mia grande ha 6 anni e stiamo sceghliendo per lei una educazione waldorf.che costa naturalmente sacrifici. ma credo che oggi conta il sapersi conoscere interiormente,lei piccolina, a casa canta, disegna, strimpella la chitarra cercando i guisti accordi, si impegna ore ed ore. mai un momento di noia, o richieste di televisione stabile. anche loro naturalmente ogni tanto guardano un film di walt disney, ma sono piú interessante io in cucina ad affettare carote zucchine, e cosí inizia la vera magia. ed é la tv. quella che annoia.
    la scuola propone di tirar fuori da ogni individuo se stesso, ed il piacere di imparare. nessuna paura del voto. nessuno stress o panico , per chi é il bravo e chi viene considerato il peggiore (che di solito sono i piú sensibili)
    si discute insieme allínsegnante del bambino e di come potrebbe sviluppare certe attitudini. e non il solito potrebbe far di meglio..quando sono stata a scuola per l íscrizione un ragazzino stava lavando un pavimento, vedeste con che lena!!! male non fa! anzi, se a questo mondo fossimo tutti un poco piú umili, ci rispettassimo un pó di piú e dassimo nella vita di tutti i giorni piú interesse all´uomo come essere meraviglioso… sarebbe tutto piú semplice..

  43. dice

    In questi giorni ero così contenta di aver scoperto che fra pochi mesi apriranno una scuola Montessori qua in Ticino (Svizzera) presa dall’entusiasmo ho subito chiesto informazioni sia per mandarci i miei figli e sia per trovarci un lavoro,,,appena giunta la risposta son rimasta di stucco la retta per la scuola elementare è di Fr 20.000 all’anno una cifra esorbitante (per noi ovviamente è moltiplicata per 4) ma possibile che queste scuole non le possono rendere pubbliche….e così gli unici che potranno andare saranno i figli di genitori super ricchi che per moda o chissà cosa manderanno i propri figli….bè mi consolo con i libri della Montessori e cercherò di mettere in atto i suoi insegnamenti qui a casa e magari portando all’orecchio dei maestri alcune attività….e poi grazie al tuo blog che seguo sempre ben volentieri!!!!
    Ciao
    Marta
    PS ai tempi avevamo anche pensato di mandarli alla scuola Steiner ma abbiamo appunto rinunciato per le rette troppo alte!!!!

  44. alexandra dice

    Da 6 anni che mio figlio frequenta la scuola waldorf. sia lui che noi in speciale io che leggo argomenti antroposofici da prima di essere incinta di lui siamo molto contenti e ringraziamo tanto a loro per tutte le sue atenzioni e insegnamenti . io ho trovato tantissime cose belle da fare, da costruire, da arredare, da mangiare, insomma , uno stile di vita prezioso e di grande valore. non posso che raccomandare questa pedagogia e questa maniera di percepire la vita o al meno per chi non vuole avvicinarsi tanto alla Antroposofia, cercare di provare un po’ gli esercizi che loro insegnano riguardo al gioco o alla maniera di vivere il rapporto con la natura e le stagioni del anno. Può risultare anche divertente per i genitori il fatto di praticare queste cose assieme ai bambini., dargli giocattoli migliori (in tutti sensi), aiutarli a vivere di maniera piu consapevole il ritmo delle cose. ecc..
    Purtroppo sì, i costi sono elevati, ma secondo me vale la pena spendere un po’ ( se si ha la maniera, infatti) nella educazione, nel cibo, nei giochi,.. alla fine ti senti più piena, più contenta. e comunque loro sempre sono disposti a parare della situazione economica e possono abbassare i prezzi della scuola o fare di maniera che con un aiuto da parte dei genitori o una collaborazione con loro si arrivi a completare il pago, come abbiamo fatto infatti anche noi per tanti anni. I ritmi dei bambini infatti sono più lenti, ma comunque secondo me, il mondo va a vanti , la tecnologia si puo evitare a casa ma fuori no, e lo sviluppo della vita normale si aggiusta piano piano anche se non vogliamo, quindi per chi ha paura di questo , de che i bambini restano in un mondo di fabe”, posso dire in esperienza propria di stare tranquilli perche loro, i bimbi comunque imparano e ricevono tanti stimoli da fuori e anche senza noi volerlo loro imparano delle cose “reali” del mondo la fuori. anche se questo succede un po’ più piano.

  45. daniela dice

    Ti seguo da molto ma solo oggi scrivo.Mi è piaciuto il confronto tra Steiner e la Montessori.Io seguo e leggo da molto Steiner e ultimamente La Montessori,che mi lascia un po perplessa per la rigidità che mi ha dato la sensazione di passare ai bambini,per l uso del materiale,ecc.Comunque riesco a comprendere meglio coi tuoi articoli su Montessori,peccato l esperienza che avete avuto ultimamente con la scuola Montessori.Mi piacerebbe se scrivessi anche più su Steiner se ne hai esperienze di vita pratica.Grazie.Io ho avuto una bimba da poco,abitiamo in campagna e vicino non ci sono nessuna delle due scuole,quindi farò il meglio possibile a casa per educarla secondo quei metodi,che ,secondo me ,hanno lati positivi entrambi.

  46. flavia dice

    Ciao a tutti! Volevo chiedere, se qualcuno riesce ad aiutarmi, qualche informazione in più sui requisiti necessari per diventare insegnante dei due metodi sopra citati. Ho una laurea in scienze della comunicazione e non riesco a capire se per insegnare, seguiti i trienni della Steiner o in non so quanti anni di formazione della Montessori, devo necessariamente aver frequentato scuola magistrale e/o facolarà di scienze della formazione. Ne sapete qualcosa? grazie :)

  47. nicol dice

    Il tuo articolo non mi trova d’accordo circa “ciò che hanno in comune” i due metodi a confronto. Infatti i presupposti teorici dei due metodi educativi sono, in realtà, antitetici. La pedagogia Waoldorf è saldamente ancorata all’antropologia e il punto fondamentale del progetto educativo consiste nel considerare le tappe evolutive che il bambino (ma anche l’adulto nel panorama della sua “biografia”) di volta in volta attraversa e che si esprimono in cicli di 7 anni. Il “settennio” costituisce una sorta di “giro di boa” in cui forze vitali che vengono utilizzate per lo sviluppo di uno degli aspetti della crescita dell’essere umano, vengono utilizzate nel settennio successivo per far maturare nuove facoltà. Il concetto di “metamorfosi” regge lo sviluppo dell’essere vivente, le forze sono sempre le stesse, ma vengono utilizzate in modo diverso a seconda della tappa di crescita nella quale il bambino si trova.
    Nella pratica ai bambini non si insegna a leggere e scrivere e compiere qualsiasi attività intellettiva che implichi la capacità di astrazione prima della maturità raggiunta al concludersi del primo settennio. Il motivo è semplice, prima di allora, le forze del bambino piccolo sono occupate in compiti gravosi che non si ripeteranno più dopo di allora: sul piano fisico, la strutturazione fine degli organi interni che non si è ancora del tutto conclusa; sul piano “animico” lo sviluppo della facoltà immaginativa che negli anni successivi non avrà più occasione di svilupparsi così intensamente. Infatti il bambino piccolo vive di immagini, questo è il motivo per cui osserviamo che non sa distinguere tra realtà e fantasia, questa capacità di distinguere non è “naturalmente” presente a questa età, la “realtà” così come la intendiamo noi adulti non lo interessa perchè egli è totalmente impegnato nel costruire altro: la sua immaginazione. Più tardi, verso i 7 anni (non vanno intesi in senso rigido, c’è una certa elasticità nel verificarsi del cambiamento di rotta) le forze che hanno terminato un buono sviluppo della facoltà immaginativa, si liberano per impegnarsi in un compito successivo: la capacità di produrre il “pensiero astratto”. Ora è il momento di portare incontro al bambino la lettura e la scrittura che implicano la capacità di simbolizzazione. Secondo il metodo Waldorf lo si fa seguendo il ritmo di crescita del bambino e quindi passando gradualmente dall’immagine (la facoltà da lui già sviluppata interamente) via via fino al “simbolo” vero e proprio. Così vengono scoperte le lettere dell’alfabeto e i numeri, in un certo senso seguendo le orme del cammino dell’umanità per come questi simboli sono stati concepiti: da figure disegnate, a geroglifici, e infine a simboli. Lo stesso accade con le “fiabe”, prima, le “favole”, dopo, i “miti”, ancora di segiuito, poi le “leggende” e solo alla fine la “storia” vera e propria. Tutto al momento giusto, nè prima nè dopo. E comunque, mai troppo presto. Come si vede questo principio della metamorfosi, uno dei “cardini” della pedagogia Waldorf è opposto a quello del pensiero montessoriano, dove ai bambini vengono proposte precocemente le attività che implicano la simbolizzazione; il materiale è legato a un utilizzo rigoroso e l’autonomia è sollecitata precocemente. Molto si potrebbe dire anche delle altre differenze che riguardano gli altri presupposti “fondamentali” delle due pedagogie, ma mi fermo qui sperando di non avervi annoiato.

    Per Flavia: per insegnare in una scuola Waldorf devi avere seguito il triennio di introduzione alla pedagogia, ma se la scuola è parificata devi avere, per legge, anche il titolo abilitante all’insegnamento relativo (scienze della formazione per asilo e primi 5 anni; laurea relativa all’insegnamento per gli altri 3 e/o per il liceo.) Chiedi informazioni alle singole scuole per sapere qual’è il loro regime.

    • dice

      Dal tuo commento vedo che conosci in modo molto approfondito il metodo steineriano. Quello che invece non sai è che le stesse cose si applicano, in maniera leggermente diversa, nell’approccio montessoriano. Le tappe evolutive, i cicli, eccetera. Ai bambini piccoli (6-12) non viene insegnato a leggere. Viene loro presentato l’alfabeto con un approccio non astratto ma sensoriale (lettere da toccare, ad esempio). Poi ovviamente li si lascia liberi di imparare a leggere e scrivere, partendo dal presupposto che se ci arrivano è perché sono pronti. I due metodi hanno in comune molto più di quanto pensi. Il vantaggio (secondo il mio modesto parere) del metodo Montessori rispetto al metodo Waldorf è la minore rigidità. Le varie tappe vengono stabilite non secondo un calendario predefinito, ma in base all’osservazione diretta del singolo bambino. Per quanto riguarda l’utilizzo rigido del materiale, si tratta di una “leggenda metropolitana”. Nelle sue opere la Montessori ha sempre incoraggiato il rispetto delle interpretazioni creative del materiale da parte dei bambini. Di questo abbiamo parlato, tra l’altro, qui: http://www.lacasanellaprateria.com/2012/11/montessori-e-linnovazione/

  48. nicol dice

    Forse sono stata fraintesa, il mio intento, e ammetto che probabilmente non sono stata chiara, era sottolineare quanto “unici” e imparagonabili siano questi due pensieri pedagogici. I loro fondamenti teorici sono distantissimi, più di quanto non appaia in superficie osservandone l’applicazione pratica. Io ho fatto la maestra tutta la vita, ho iniziato facendo tutto il mio tirocinio nella scuola montessoriana di Milano e l’ho conclusa in quella steineriana (dopo aver lavorato tanti anni nella scuola pubblica) e lungi da me stabilire quale di questi cammini sia il migliore. La scelta attiene alla libertà individuale, massima autorità da me rispettata, a fronte di corrette informazioni e considerazioni personali che tengono conto di ciò che più ci appare “vicino” interiormente. Mi era parso di cogliere (non per carenza tua, sei bravissima a sintetizzare cose complesse) la necessità di una integrazione, perchè la mia esperienza è stata che si conosce poco di questi metodi e spesso si tende a semplificare, ma ciò non è possibile in presenza di pensieri complesssi senza, inevitabilmente, impoverire ciò che c’è di meraviglioso! Questo vale, naturalmente, anche per la straordinaria intuizione di Maria Montessori, che, a mio parere, resta diversissima da quella di Rudolf Steiner. In quanto alla rigidità, penso che il pensiero complessivo di Steiner non ne contenga neanche una briciola, il suo massimo intento è , anzi, sciogliere, come ben è espresso nella sua opera massima “la filosofia della libertà” e nemmeno il pensiero montessoriano ne contenga, a dispetto del materiale e del modo di usarlo. Spesso la rigidità è in chi applica in modo “dogmatico” ciò che invece viene pensato per liberare. Naturalmente le indicazioni servono in entrambi i metodi come tali, e i bambini sono sempre liberi, come dici tu, di fare esperimenti e imparare con i loro tempi, (settenni a parte, l’evoluzione è sempre considerato un fatto assolutamente individuale, certe schematizzazioni servono per capire, in senso teorico, ma non possono esssere applicate all’umano, che per sua natura, sfugge a ogni tentativo di “incasellamento”) il rispetto assoluto del bambino, che tu citi come valore comune ai due percorsi, è certamente tale. Colgo comunque l’occasione per ringraziarti dello sforzo che compi per rendere più chiare le possibilità di scelta che ogni genitore ha riguardo all’educazione dei propri figli, il mio voleva essere un contributo al tuo impegno, con lo stesso intento. Grazie Claudia.

  49. simona dice

    Ciao a tutti!
    Ho l’intenzione di iscrivere il mio figlio di 3 anni alla scuola Montessori
    di via Milazzo, a Milano.
    Qualcuno di voi ha avuto qualche esperienza con quella scuola&educatrici?
    Grazie,
    Simona

  50. Silvia dice

    Grazie Claudia per l’articolo,che leggo solo ora. Durante l’estate mio figlio (8 anni) ha frequentato un centro estivo presso la scuola Steineriana di Pavia ed ha subito una vera e propria metamorfosi.
    Per la prima volta da quando va a scuola (materna compresa) l’ho visto felice…… E’ vero che è solo un centro estivo, ma mi ha fatto molto riflettere e sto cercando di raccogliere più materiale possibile per decidere se sia il caso di spostare mio figlio alla steineriana. La sua personalità esuberante viene continuamente mortificata nella scuola pubblica e lo trattano come un diverso per il solo fatto che si distrae durante le lezioni. Non hanno mai pensato che potrebbe essere perchè si annoia?
    D’altronde però scegliere una steineriana significa , forse, un successivo problema di inserimento alle scuole superiori , quindi sono molto indecisa……
    Silvia

    • Leonardo dice

      Carissima Silvia, per quanto riguarda l’inserimento nelle superiori, posso dirti di non preoccuparti assolutamente: ho 19 anni, e frequentato la scuola steineriana dall’asilo fino alle medie; ora sono all’ultimo anno di liceo classico, mi trovo benissimo e ho ottimi voti. Chiaramente all’inizio delle superiori, soprattutto per la necessità di abituarmi ad una mentalità completamente diversa, ho incontrato difficoltà, ma non più grandi di quelle incontrate dai miei attuali compagni di classe, tutti provenienti dalla scuola pubblica. Lo stesso discorso vale per molti dei ragazzi e delle ragazze che hanno frequentato la scuola steineriana con me e con cui ho mantenuto rapporti stretti (una delle tante cose belle della Steiner secondo me è il percorso unico che le classi fanno dalla prima elementare alla terza media: trascorri otto anni con le stesse persone, e arrivi a creare legami di amicizia fortissimi). A mio parere dunque la scuola steineriana non pregiudica affatto un buon inserimento alle superiori. Esattamente come nella scuola pubblica, ci sarà chi andrà bene e chi andrà male. Non si possono avere certezze su ciò. Puoi però essere sicura del fatto che se tuo figlio frequenterà la scuola steineriana vivrà un infanzia felice.

      • dice

        Che bello, una testimonianza diretta! Grazie Leonardo. Non giurerei sull’equazione “scuola steineriana = infanzia felice” (ci sono tanti altri fattori nella vita) ma mi fa piacere dissipare il dubbio sul passaggio dalle scuole “alternative” a quelle tradizionali.

  51. dice

    Come diceva qualcuno, per esempio Lanterna che conosco personalmente :-) ritengo che la scuola la facciano le persone e ogni persona e’ diversa. Io lavoro in una scuola dell’ infanzia pubblica e ritengo che, anche se ci sono spazi e materiali non sempre perfetti, si possa dare comumque il meglio per i nostri alunni. La passione, l’impegno, la professionalita’ in continuo aggiornamento, l’osservazione e le riflessioni comseguite ci portano a fare scelte pedagogiche ben pensate per sviluppare nel bambino un’adeguata crescita a livello affettivo, morale, esistenziale, senza dimenticare che il fascino di materiali e spazi e i tempi distesi, almeno per quanto possibile, danno la sensazione di divertirsi prima che di apprendere.

  52. Angela dice

    Noi mandiamo i nostri bimbi alla scuola steineriana.
    Per un approccio da genitori al “mondo” waldorf (perchè non solo di pedagogia si tratta) c’è un bellissimo libro “Come Sviluppare tutti i Talenti del Bambino – Arve Mathisen”

  53. Federica dice

    Salve a tutti,
    Anche se l’articolo é di qualche anno fa stavo sperando di avere qualche informazione.
    io vivo ad Oslo Norvegia, qualcuno di voi sa se da queste parti ci sia una scuola di questo tipo?
    Grazie mille
    Federica

  54. Anna Mariani dice

    Aiuto!!!!! Esiste a Milano una scuola montessoriana adatta a un bambino che dovrebbe fare la quinta elementare il prossimo anno e che per quattro anni sfortunatamente ha trovato una scuola pubblica veramente terribile??????
    Grazie
    Nonna anna

    • dice

      Prova a cercare su google “scuola montessori milano”. Molte scuole montessori però non accettano in quinta bambini che non sono abituati al metodo…
      In bocca al lupo!

      • dice

        Grazie Claudia.Mi è servita la tua recensione . Mio fratello ha un figlio e volevo documentarmi sui vari metodi. Io vivo in Italia ed in Germania ed ho potuto visto molte scuole.;-)

  55. sara dice

    Ciao, io sto pensando di inserire mio figlio alla scuola materna Waldorf . Fino ad oggi è stato al nido “normale” ed ha avuto un’ottima esperienza . La mia ansia è dovuta al fatto che fino ad ora non ho mai applicato I’ll metodo steineriano ed ho paura dello stravolgimento che tale metodo potrebbe comportare sia nel bambino (sempre a contatto con bimbi che parlano di Peppa Pig e Uomo Ragno e Capitan Uncino ) che in famiglia dove abbiamo consentito di guardare la TV e abbiamo comprato molti giochi “commerciali” etc etc. Per non parlare dei suoi cuginetti che frequenta tutti I giorni che sono abituati alla scuola pubblica e quindi molto lontani dai modelli alternativi steineriano e montessoriano. Mi chiedo se questa scelta dovrà comportare di eliminare completamente dalla testa del bambino tutti i modelli “commerciali” cosi come far scomparire da casa tutti i giochi e la Tv ed evitare I contatti con I suoi cugini e gli amici del parco! Questa cosa mi mette ansia non I’ll metodo in sé! Avete dei consigli da darmi o esperienze da raccontarmi? Grazie ciao Sara

    • dice

      Come dico sempre, al di là dei “metodi”, la scuola la fanno le persone. Ci sono strutture steineriane molto aperte e altre più (in alcuni casi troppo) rigide. Parla con gli insegnanti e valuta in base al loro approccio. E poi, se ti va, torna a raccontarci la tua esperienza!

  56. dice

    Sempre più spesso mi capita di pensare che dietro alle scuole montessoriane e steineriane ci sia un business, che cerca di giocare con le lacune delle scuole tradizionali. In realtà penso che in tanti, tanti principi di entrambe gli studiosi, si ritrovino anche le insegnanti, che non specificatamente lavorano negli istituti privati. La Montessori ha avuto intuizioni uniche per il potenziamento dell’autonomia e di Steiner mi piace molto il “materiale di gioco”, il contatto tra natura e immaginazione. Complimenti! Post ben scritto e chiaro!

  57. Micol dice

    Vorrei consigliare anche la lettura del libro “Come Sviluppare tutti i Talenti del Bambino” di Arve Mathisen, l’ho trovato un “manuale” pratico per i genitori, anche sull’approccio ai giochi. I miei figli frequentano una scuola steineriana e, devo dire, mai scelta fu più felice.

  58. roberto dice

    la scuola la fa’ chi insegna, maestri bravi nella pubblica come nella montesori o la steineriana.
    spesso non teteriali dei teniamo a debito conto le dinamiche caratteristiche dei bimbi.
    per un bimbo ci vuole una scuola piu’ strutturata come quella pubblica, mentre per un’ altro ci vuole una steineriana.
    io ho 2 ragazzi e ho fatto la scelta della non pubblica, e vi dico sono molto pentito.
    se tornassi indietro non inizierei quel percorso.

  59. Benedetta dice

    Grazie per il post davvero interessante…volevo sapere se qualcuno conosce/frequenta scuole steineriane o montessoriane a Bologna o provincia? grazie mille, Benedetta

  60. A. Francesca M. dice

    Noi abbiamo i figli in un asilo steineriano e anche noi abbiamo trovato molta apertura nei confronti di “atteggamenti” che si distaccano dal pensiero stretto. Felicissimi della scelta!
    Le maestre sono quasi delle mamme, osservano e conoscono i bambini benissimo, caiscono subito cosa non va, e anche cosa va.
    Come genitori ci impegna abbastanza perchè abbiamo scelto di partecipare attivamente alla vita della scuola (organizzazione delle feste, riunioni, ecc..). Manca il giudizio, anche nelle scuole, e devo dire è un approccio eccezionale alla vita. Non solo per i bambin, anche per gi adulti.

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