
La nostra è davvero una casa a misura di bambino. E, per forza di cose, si evolve per adattarsi alle esigenze dei bambini che crescono. Ricordate il nostro angolo morbido di ispirazione montessoriana?
Ebbene, anche lui si è trasformato, per permettere a Chiara di esercitare una sua nuova abilità.

Ora che inizia a volersi alzare in piedi, abbiamo sistemato lo specchio in posizione verticale e posizionato davanti ad esso una rudimentale (e artigianale) spalliera alla quale Chiara può aggrapparsi per raggiungere l’agognata posizione eretta.

Tutto intorno, ovviamente, cuscini e coperte per attutire un’eventuale caduta.
L’idea è piaciuta molto non solo a Chiara, ma anche a Leonardo e Gloria, che ci deliziano con i loro esercizi alla sbarra, non appena questa si libera.

quindi devo far la lista, taggar altre persone e preparar un premio?
Ma quanto è felice, questa bambina?
Proprio ieri sera io e Nex abbiamo fatto una lunga chiacchierata commovente sulla felicità… era l’una passata, ma non riuscivamo a smettere di chiacchierare.
Anche Dafne è sempre tanto felice… e questo, per noi che abbiamo avuto due vite incasinate, è davvero un miracolo.
Gratitudine, ecco. La parola Gratitudine è il leit motiv di tutta la nostra vita di genitori fino ad ora.
L’unica cosa che desidero veramente, è che la felicità odierna delle nostre figlie resti per sempre dentro di loro come una specie di guscio che le possa proteggere dalle normali disavventure della vita.
Hugs.
A me piacciono questi premi perché sono un’occasione per segnalare agli altri i propri blogs preferiti del momento.
Se ti va fai la lista, tagga e scrivi su di te. Altrimenti prendilo solo come un complimento!
Io ho potuto constatare che le persone più serene ed equilibrate che ho incontrato in vita mia sono quelle che hanno avuto un’infanzia tranquilla e felice. E anche protetta. Spesso mi sento dire che faccio vivere i miei figli “fuori dal mondo”. Che se non li espongo alle brutture che ci sono là fuori, poi quando le incontreranno non sapranno affrontarle.
Innanzitutto i miei figli vivono ed interagiscono con il mondo e con altre persone. Cerco però di proteggerli dalle brutte cose, in modo che crescano sereni e sicuri di sé, e abbastanza forti da poter affrontare le difficoltà, quando arriveranno.
Mi trovi assolutamente in sintonia…
Io non ho mai creduto nel valore terapeutico del dolore: sono anzi convinta che la felicità richiami la felicità.
E credo che i bambini non abbiano affatto bisogno di esporsi alle brutture del mondo, ma anzi di fare il pieno di felicità e bellezza, che saranno poi le basi con cui affronteranno quelle brutture e sapranno superarle.
I tuoi figli vivono una vita pienissima, circondati da amici della loro età e da adulti bellissimi. Non sono affatto isolati.
Credo che voi siate davvero ‘cittadini del mondo’, molto più di chi vive la routine cittadina e spreca il suo prezioso tempo a fare code, a guidare l’auto tutti i giorni e a spostarsi freneticamente da una parta all’altra della città.
Io sono felice che esistano famiglie come la tua. Perchè rendono migliore il mondo.
Mi dà una grande fiducia nel domani.
sto già ^reparando un post. un po’ diverso… vedrai
okkey, fatto! qui: http://nicozbalboa.blogspot.com/
Claudia, sottoscrivo in pieno!
P.S. Mi é venuta in mente una piccola cosa da raccontare. Ogni anno arrivano qui dei bimbi bielorussi (di solito che vivono in un istituto) per “fare il pieno” di felicitá, aria sana e alimentazione corretta, per riprendersi almeno qualche settimana dai problemi creati da Chernobyl. Un giorno una giornalista ha chiesto ad una bambina di 12 anni: Ma non é brutto per te scoprire qui quanto puó essere bella la vita e poi dover ritornare nella tua vita triste e brutta?- La bambina ha risposto: No, io durante tutto l’anno vivo di queste esperienze bellissime che posso fare qui. E avendo conosciuto questa felicitá ed allegria, ora so dove voglio arrivare da grande. Questo desiderio mi aiuta a studiare, ad avere pazienza, ad essere tenace, ad avere una meta. So che voglio essere felice e serena perché ho potuto scoprire cosa significa.-
che bello… dovrebbe essere cosi il piu’ possibile per tutti i bambini….
che poi è quello che di solito faccio con i bambini del nido ma nn per dovere ma per amore verso di loro…
anche io spero di evolvere giorno per giorno la camera di Alessandro per il suo benessere….
Com’è bella Chiara!!!!
Ma dai Chiara già si alza? La mia è proprio una polentona! Grazie mille per il premio!
Ciao Claudia, volevo chiederti una cosa sui pannolini lavabili. Ho provato a metterli a Leonardo che ha quasi 5 mesi, ma non mi sto trovando bene. Non è una questione di praticità, anche se gli fanno un sedere grosso come un boiler e i body non si chiudono più.. il problema è che gli usa e getta reggono tranquillamente 2-3 pipì e il bambino è asciutto, mentre con questi dopo una sola pipì il pannolino assorbe, quindi i vestiti fuori restano asciutti, ma il culetto è umido! Forse casco dal pero, ma devo cambiarlo ogni volta che fa pipì?! (sempre che me ne accorga) E di notte, che dorme 6 ore filate poppando dalla tetta senza svegliarsi? Lo cambio (svegliandolo) o gli lascio il culetto bagnato tutte quelle ore così poi brilla al buio tanto si infiamma? Mi sono persa qualcosa? Tu come fai?
Parole meravigliose. Grazie per averle condivise qui.
Scommetto che la tua “polentona” non ti sveglia ogni due ore la notte!
I pannolini lavabili non tengono asciutto il sederino. Non per questo la pelle si irrita. Al contrario, molte mamme passano dagli usa e getta ai lavabili proprio per risolvere problemi di irritazione causati dai primi.
Ovviamente ogni bambino è diverso e se il tuo si irrita con i lavabili ti conviene cambiarlo un po’ più spesso.
Per la notte… se tuo figlio non è infastidito dall’effetto bagnato lascialo pure (salvo appunto problemi di irritazione). Se riesci a cambiarlo senza svegliarlo hai tutta la mia invidia, in caso contrario di notte mettigli un usa e getta e non ci pensi più.
Io sono contro gli estremismi di ogni tipo quindi: viva i lavabili, ma solo se non ti complicano la vita!
Una cosa che notavo con Ettore usando i ciripà e che vedo anche ora con Cesare da quando usa i pannolini lavabili è che il fatto di sentirsi bagnati fa sì che automaticamente abbiano lo stimolo di fare la pipì quando viene tolto il pannolino per essere cambiati.. Questo non avviene con gli usa e getta perché sono sempre asciutti e non associano la pipì al bagnato.
Poi non so ancora se questo abbrevierà l’uso del pannolino..
grasssssie claudia!!