Come Tingere la Lana con i Coloranti Alimentari

Scritto il 9 marzo 2009 | 24 Commenti

Credo che il mio amore incondizionato per la lana sia ormai noto a tutti. Questo amore è cresciuto con il tempo, affrontando un percorso a ritroso: dal maglione al gomitolo, alla lana cardata (che uso per imbottire le mie bambole, e non solo) fino ad arrivare alla lana grezza, fresca di tosatura.

Vista la mia passione per il lavoro ai ferri, ho voluto conoscere meglio questo meraviglioso, insostituibile materiale.
Alla scuola Waldorf ho imparato a cardare la lana. Processo faticoso ma necessario perché le fibre vadano tutte nello stesso senso. La cardatura è indispensabile se la lana deve poi essere filata.
-
Grazie a Sylvie, ho potuto comprendere il passaggio da lana cardata a lana filata, e imparare a filarla. E’ stata una vera rivelazione. Ora sto racimolando i soldini per comprarmi un vero fuso, di quelli con la ruota.Mi mancava un’ultima tappa. Quella della tintura. Sempre grazie ai preziosi consigli di Sylvie, ecco come ho trasformato questo…
-
In questo.
-
Si tratta di una lana morbidissima, che avevo comprato l’anno scorso in gran quantità, e che avete già visto qui.
Come dicevo qualche post fa, di solito amo molto i colori neutri, ma questo inverno interminabile e cosi’ avaro di luce mi fa venire voglia di colori più accesi.
-
Guardavo i miei gomitoli di meri-cach (90% Merinos, 10% Cachemere) e il loro color “neve” non mi invogliava affatto. Che fare? Un raid verso il mio negozio di lana preferito era da escludere, vista la distanza. Un’ordine su internet? Fatto. Si’ ma adesso? Mentre aspetto che la mia lana non tinta arrivi? Perché non tentare un esperimento?
-
Vi interessa? Ecco come fare:
-
Occorrente: Lana non tinta oppure di colore chiaro (attenzione, se è trattata per essere irrestringibile non potrà essere tinta).
Colorante alimentare, aceto.
-
Se la lana che volete tingere è avvolta in un gomitolo, dovrete disfarlo. Arrotolatela intorno al vostro avambraccio in modo da ottenere una matassa più o meno regolare. Legatela in due punti perché non si ingarbugli.In una pentola, mettete metà acqua tiepida e metà aceto. Aggiungete qualche goccia di colorante alimentare (o di più per colori più accesi). Immergetevi la vostra matassa.
-
Per ottenere un effetto disomogeneo, ho legato la matassa molto stretta (in quei punti è rimasta quasi bianca) e ho aggiunto qualche goccia di colorante direttamente sul filato mentre era a bagno (qui invece il colore è rimasto più intenso).
-
Mettete sul fornello e portate, lentamente, ad ebollizione. Non preoccupatevi, non la infeltrirete. Ad infeltrire la lana non sono le alte temperature ma i bruschi sbalzi. Se mettete la fiamma al minimo non succederà niente. Quando bolle, spegnete il fuoco e togliete la pentola dal fornello.
-
Lasciatela a bagno almeno un’ora. Io l’ho lasciata tutta la notte.Sciacquate con acqua tiepida o fredda finché questa non scorre limpida.Togliete l’eccesso d’acqua (senza strizzare, io ho usato lo scolapasta!) e stendete la vostra matassa al riparo dal sole (vabbé, tanto qui non c’è…).Ora dovrete avere pazienza e aspettare che si asciughi.
-
Ora dovrete avere ancora pazienza e districare la matassa, facendone un gomitolo.
-
Come sto andando, Chiara?
-
Bene, adesso non vi resta che decidere cosa ne farete …
-
E non dimenticate di condividere con noi (potete pubblicarle qui) le foto dei vostri capolavori!

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

24 Commenti a “Come Tingere la Lana con i Coloranti Alimentari”

  1. Mammagiramondo. scrive:

    Bravissima Claudia. E’ buffo, ho appena postato sul mio blog la ricetta del didò fatto in casa che ho appena rifatto proprio perchè avevo voglia di colore. E poi faccio un salto a trovarti e vedo che anche tu parli di voglia di colore. Ok sembra una banalità ma è stato buffo e avevo voglia di dirtelo.Un saluto a tutta la famiglia.

  2. Rossana scrive:

    Chiara è attentissima a cosa fa mamma. :)

  3. enikő scrive:

    Claudia, grazie tante della condivisone di idee. Da una vita che voglio tingere la lana con dei colori naturali ma non sapevo da dove inziare.Una domanda: ma la lana poi mantiene abbastanza il colore o coi lavaggi sbiadisce molto?Chiara è uno splendore. Secondo me ti assomiglia parecchio.Un abbraccio. :)

  4. Anonymous scrive:

    Ma è bellissimo il colore che hai ottenuto!!! io pensavo, magari per il prossimo autunno di usare le foglie di castagno, dovrebbe uscirne un bel colore, autunnale appunto.Comunque sono propio contenta di avere scoperto il tuo blog, se tu vorrai passare a trovarmi vedrai che l’ho inserito tra i preferiti e passarò spesso a farti visita!!!

  5. Chiara scrive:

    Grazie mille! Per due motivi:1 – volevo fare un esperimento di tintura con i bambini e non sapevo come fare senza dover prendere prodotti appositi2 – tempo fa avevo preso dei coloranti alimentari per fare il didò, ma ne ho presi talmente tanti che non li userò mai tutti e mi occupano posto.Domanda: credi che lo stesso procedimento si possa fare anche con il cotone e/o con il lino?Grazie ancora!

  6. La casa nella prateria scrive:

    Mammagiramondo, credo che in questo momento sentiamo tutti lo stesso bisogno…Rossana, hai visto… mi controllano da vicino!Eniko, il colore dovrebbe tenere, stando a quanto dice la mia “maestra” Sylvie. Per me è il primo esperimento… ti faro’ sapere.Anonimo… io sto aspettando la primavera per provare un po’ di tinture con i prodotti del giardino… vi faro’ sapere.Chiara, con i coloranti alimentari puoi tingere solo lana e seta. Per il cotone e il lino ci sono altri procedimenti, che sicuramente prima o poi provero’ e condividero’…

  7. mammafelice scrive:

    E’ proprio bella la tua piccoletta…

  8. MamaF scrive:

    Proprio l’altro giorno mi chiedevo quale fosse il processo ( che conosco a GRANDISSIME linee ) che trasforma la lana grezza in un gomitolo, mi hai illuminato un pò.Dove si può trovare la lana cardata (?) o addirittura quella grezza ? Mi piacerebbe proprio andare ‘oltre’ il gomitolo …Ti auguro una buona giornata !

  9. beta scrive:

    Bellissima la piccolina… e mi sa che tra qualche mese la vedremo con ferri e gomitoli in mano :-) Ciao, buona giornata. Beta

  10. Lisa scrive:

    Che buona idea, anche da fare con i bambini! Me lo segno per quando sono piú grandini, adesso sono entrambi malati e chiusi in casa da una settimana e sto finendo le idee, puó colorare un pomeriggio uggioso.

  11. Chiara scrive:

    Grazie per il commento sul mio banalissimo blog!Magari però hai un consiglio da darmi….che posso fare con un solo gomitolo di lana morbido morbido? l’ho comprato perchè mi piaceva ma non ho osato prenderne di più perchè non saprei cosa farci visto che non sono ancora esperta….Un bacio!!

  12. smile1510 scrive:

    Grazie Claudia d’essere passata da me! :) )) entrare nel tuo blog mi mette sempre tanta curiosità e le immagini tanta serenità! :) Chiara è meravigliosa!! smile

  13. MamaF scrive:

    Claudia ti ho mandato una mail :) Ciao, Flavia

  14. Linda scrive:

    Ciao carissima Claudia volevo solo dirti che hanno pubblicato il mio articolo sul tuo mei-tai.Grazie mille per tutto!Questo è il link: http://www.blogmamma.it/2009/03/09/portare-i-bambini-marsupio-fascia-e-mei-tai/#more-3972

  15. miciobigio scrive:

    Che cose ganze che sai fare!Ogni tuo post è una scoperta…La piccina è bellissima ed è vero che ti assomiglia!Ha il musino curioso…Bacini Federica

  16. Maya scrive:

    Non finisci mai di stupirmi…addirittura colorarlain casa… grandeeeee! a presto

  17. Amalia scrive:

    Grazie per la tua condivione di idee, trovo che sia molto interessante conoscere il processo di trasformazione della lana grezza in gomitolo.La tua piccolina è stupenda, molto attenta a ciò che fa la mamma.Grazie per essere passata sul mio blog, mi ha fatto veramente piacere, oggi io e Francesco abbiamo realizzato dei segnalibri per i suoi librottini,si è divertito molto, se ti va, vieni a darci un’occhiata, ciao!Amalia

  18. Manuela scrive:

    Ma grazie di queste spiegazioni così precise, sei stata bravissima a spiegare tutto, mi stai tentando, se non fosse che come semrpe ho mille progetti in corso, sarei già pronta a cambiare faccia ad alcuni gomitoli un pochino tristi …CiaoManuela

  19. Brigantia scrive:

    Grazie per il commento sul mio blog! sono ancora “alle prime armi” e è sempre emozionante!complimenti anche per questa nuova produzione “colorata” e a Chiara che ti fa da supervisore!Robby

  20. La casa nella prateria scrive:

    Mammafelice, smile, Linda, miciobigio, maya, Amalia, Manuela, Brigantia – grazie!MamaF – la lana cardata la puoi trovare da un materassaio (ne esistono ancora?). Per quella grezza… beh, ti serve qualcuno che allevi pecore… magari faro’ un giveaway quando mio zio toserà le sue ;-) Beta- Chiara mostra già un forte interesse per i gomitoli.Lisa – i gomitoli “al naturale” che ho ordinato li tingero’ con i bambini. Ora che ho sperimentato sono pronta per proporlo anche a loro.Chiara, ti ho risposto sul tuo blog.

  21. kloklo scrive:

    ciaooo ho trovato il tuo blog vagando per il web…
    davvero utilissimo questo tutorial ^^
    complimenti per il blog =)
    a presto

  22. adriana scrive:

    anch’io vagando in internet ti ho trovata..abbiamo in comune diverse cose..lo yoga la curiosità di imparare cose nuove e la filatura…io ho imparato a filare con la “mulinella”(noi la chiamiamo così,quell’atrezzo con la ruota che si fa andare con un pedale)da una vecchietta che conosco dove passo l’estate in un maso sperduto ma fantastico!!!!Lei mi ha insegnato che si deve filare sporca,poi dal gomitolo si fanno le matasse e si lava…però sono molto curiosa del tuo sistema della cardatura,vorrei saperne qk ..mi scriveresti???o mi fai sapere in qk modo??ti ringrazio tantissimo,ciao e complimenti per il tuo blog!!!

  23. Grazie mille per i preziosi consigli. Sperimenteremo al più presto e vedremo cosa ne uscirà!

  24. LianaB. scrive:

    davvero interessante!Vorrei tingere anch’io la lana in questo modo ma ho un dubbio : il colore si mantiene nel tempo?Grazie mille.Liana

Leave a Reply