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	<title>Commenti a: Homeschooling</title>
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	<description>La storia di una famiglia in cerca della felicità</description>
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		<title>Di: Claudia</title>
		<link>http://www.lacasanellaprateria.com/2008/03/homeschooling/comment-page-1/#comment-13496</link>
		<dc:creator>Claudia</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 20:52:00 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Sarah,

innanzitutto ti devo informare che al momento, in seguito ad una loro richiesta, i miei figli frequentano la scuola. Resto comunque una sostenitrice della scuola familiare e il mio metodo preferito è quello del &quot;Child-led learning&quot;. Seguire l&#039;interesse del bambino mi sembra la strada migliore. I bambini sono curiosi di natura e se messi nelle condizioni giuste sono desiderosi di imparare, e imparano anche meglio e prima che a scuola.

In bocca al lupo per questa bella avventura, torna a trovarmi se ti va e tienimi aggiornata!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Sarah,</p>
<p>innanzitutto ti devo informare che al momento, in seguito ad una loro richiesta, i miei figli frequentano la scuola. Resto comunque una sostenitrice della scuola familiare e il mio metodo preferito è quello del &#8220;Child-led learning&#8221;. Seguire l&#8217;interesse del bambino mi sembra la strada migliore. I bambini sono curiosi di natura e se messi nelle condizioni giuste sono desiderosi di imparare, e imparano anche meglio e prima che a scuola.</p>
<p>In bocca al lupo per questa bella avventura, torna a trovarmi se ti va e tienimi aggiornata!</p>
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		<title>Di: Sarah</title>
		<link>http://www.lacasanellaprateria.com/2008/03/homeschooling/comment-page-1/#comment-13495</link>
		<dc:creator>Sarah</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 20:23:00 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Daniela e Claudia, anch&#039;io mi sto entusiasmando molto per la scuola in famiglia. Abbiamo 2 bimbe di quasi 2 e quasi 5 anni. La più grande frequenta un asilo steineriano. Non ci va troppo volentieri. Preferisce stare a casa con noi e con l&#039;amata sorellina. Oltre ciò ha delle belle amicizie e non è per niente isolata. Vedendo i siti americani sullo homeschooling, sono proprio questi bambini i più integrati nei loro comuni. Io sono tedesca e mio marito è italiano. Dall&#039;anno prossimo dovrei riuscire a stare a casa. Avremmo allora una scuola bilingue familiare ... un po&#039; ma non troppo steineriana, montessoriana ... Quello che mi interessa è come avete vissuto l&#039;inizio di essere insegnante oltre di essere mamma. Ogni tanto giocando guardiamo un po&#039; le lettere però poi consigliate di fare un netto taglio &quot;da oggi studiamo questo e quell&#039;altro&quot; oppure iniziare pian piano giocando ... se trovate il tempo, sarei molto contenta di condividere!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Daniela e Claudia, anch&#8217;io mi sto entusiasmando molto per la scuola in famiglia. Abbiamo 2 bimbe di quasi 2 e quasi 5 anni. La più grande frequenta un asilo steineriano. Non ci va troppo volentieri. Preferisce stare a casa con noi e con l&#8217;amata sorellina. Oltre ciò ha delle belle amicizie e non è per niente isolata. Vedendo i siti americani sullo homeschooling, sono proprio questi bambini i più integrati nei loro comuni. Io sono tedesca e mio marito è italiano. Dall&#8217;anno prossimo dovrei riuscire a stare a casa. Avremmo allora una scuola bilingue familiare &#8230; un po&#8217; ma non troppo steineriana, montessoriana &#8230; Quello che mi interessa è come avete vissuto l&#8217;inizio di essere insegnante oltre di essere mamma. Ogni tanto giocando guardiamo un po&#8217; le lettere però poi consigliate di fare un netto taglio &#8220;da oggi studiamo questo e quell&#8217;altro&#8221; oppure iniziare pian piano giocando &#8230; se trovate il tempo, sarei molto contenta di condividere!</p>
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		<title>Di: Anna</title>
		<link>http://www.lacasanellaprateria.com/2008/03/homeschooling/comment-page-1/#comment-6345</link>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 15:12:00 +0000</pubDate>
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		<description>Ho immaginato che le parole sulla porta di casa chiusa avrebbero potuto creare perplessità... di certo io non penso affatto che siano isolati i bimbi, men che meno i tuoi che vedo sempre coinvolti in tante belle iniziative...
Rodari sottolinea un altro aspetto: l&#039;essere &quot;costretti&quot; a fare comunità con persone che non sceglieremmo mai, perchè si ha un obiettivo comune. Succede con i genitori e succede al gruppo classe. Quando questo si realizza (ma dovrebbe essere una delle priorità) credimi, è estremamente educativo.
Ciao!
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho immaginato che le parole sulla porta di casa chiusa avrebbero potuto creare perplessità&#8230; di certo io non penso affatto che siano isolati i bimbi, men che meno i tuoi che vedo sempre coinvolti in tante belle iniziative&#8230;<br />
Rodari sottolinea un altro aspetto: l&#8217;essere &#8220;costretti&#8221; a fare comunità con persone che non sceglieremmo mai, perchè si ha un obiettivo comune. Succede con i genitori e succede al gruppo classe. Quando questo si realizza (ma dovrebbe essere una delle priorità) credimi, è estremamente educativo.<br />
Ciao!</p>
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		<title>Di: Mariella</title>
		<link>http://www.lacasanellaprateria.com/2008/03/homeschooling/comment-page-1/#comment-6344</link>
		<dc:creator>Mariella</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 10:32:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lacasanellaprateria.com/2008/03/homeschooling/#comment-6344</guid>
		<description>Mi inserisco in questa interessantissima discussione per puntualizzare che in Italia l&#039;obbligo non è di frequentare la scuola bensì di istruire i propri figli.
L’obbligo scolastico può essere assolto:
-Presso le scuole elementari e medie di Stato.
-Presso altra Istituzione scolastica parificata o autorizzata ( es. Scuole Private).
-Tramite “istruzione familiare” (detta anche scuola paterna, scuola familiare,
scuola di casa).
A chi fosse seriamente interessato all&#039;homeschooling consiglio di visitare questo sito:
&lt;a href=&quot;http://www.utilecomune.com/scuola_paterna.htm&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.utilecomune.com/scuola_paterna.htm&lt;/a&gt;
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi inserisco in questa interessantissima discussione per puntualizzare che in Italia l&#8217;obbligo non è di frequentare la scuola bensì di istruire i propri figli.<br />
L’obbligo scolastico può essere assolto:<br />
-Presso le scuole elementari e medie di Stato.<br />
-Presso altra Istituzione scolastica parificata o autorizzata ( es. Scuole Private).<br />
-Tramite “istruzione familiare” (detta anche scuola paterna, scuola familiare,<br />
scuola di casa).<br />
A chi fosse seriamente interessato all&#8217;homeschooling consiglio di visitare questo sito:<br />
<a target="_blank" href="http://www.utilecomune.com/scuola_paterna.htm"  rel="nofollow">http://www.utilecomune.com/scuola_paterna.htm</a></p>
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		<title>Di: Claudia - La Casa Nella Prateria</title>
		<link>http://www.lacasanellaprateria.com/2008/03/homeschooling/comment-page-1/#comment-6343</link>
		<dc:creator>Claudia - La Casa Nella Prateria</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 22:53:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lacasanellaprateria.com/2008/03/homeschooling/#comment-6343</guid>
		<description>Grazie a te. La poesia che citi la conosco molto bene e l&#039;ho anche pubblicata sul mio blog:
&lt;a href=&quot;http://www.lacasanellaprateria.com/2009/12/una-scuola-grande-come-il-mondo.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.lacasanellaprateria.com/2009/12/una-scuola-grande-come-il-mondo.html&lt;/a&gt;
La cosa curiosa è che io la vedo come un&#039;inno all&#039;unschooling. Un invito ad uscire da quelle quattro pareti...
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a te. La poesia che citi la conosco molto bene e l&#8217;ho anche pubblicata sul mio blog:<br />
<a href="http://www.lacasanellaprateria.com/2009/12/una-scuola-grande-come-il-mondo.html"  rel="nofollow">http://www.lacasanellaprateria.com/2009/12/una-scuola-grande-come-il-mondo.html</a><br />
La cosa curiosa è che io la vedo come un&#8217;inno all&#8217;unschooling. Un invito ad uscire da quelle quattro pareti&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Claudia - La Casa Nella Prateria</title>
		<link>http://www.lacasanellaprateria.com/2008/03/homeschooling/comment-page-1/#comment-6342</link>
		<dc:creator>Claudia - La Casa Nella Prateria</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 22:51:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lacasanellaprateria.com/2008/03/homeschooling/#comment-6342</guid>
		<description>Grazie per il link e grazie per il tuo intervento. L&#039;unico pregiudizio che non riesco a sradicare nonostante io non faccia che ripeterlo è questo: sebbene il termine sia fuorviante, homeschooling NON significa stare chiusi in casa. Gli homeschoolers NON sono affatto isolati!
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per il link e grazie per il tuo intervento. L&#8217;unico pregiudizio che non riesco a sradicare nonostante io non faccia che ripeterlo è questo: sebbene il termine sia fuorviante, homeschooling NON significa stare chiusi in casa. Gli homeschoolers NON sono affatto isolati!</p>
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		<title>Di: Valeria</title>
		<link>http://www.lacasanellaprateria.com/2008/03/homeschooling/comment-page-1/#comment-6341</link>
		<dc:creator>Valeria</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 23:05:00 +0000</pubDate>
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		<description>Io semplicemente esprimendo un giudizio,non me la sentirei di portare avanti un programma di lavoro,leggere scrivere e tutto il resto rinuciando alla scuola,perchè non ne sarei all&#039;altezza ma Claudia è da ammirare per l&#039;ottica che propone di insegnamento,uno stare con i figli amandoli e farseli amici,tramettere loro amore per le piccole cose,proteggendoli da maestri non in grado di coprendere i bisogni dei bambini (se ho capito bene...e quanti ce ne sono..)Troppo spesso vediamo mamme che (al di la delle ore di lavoro) delegano ad altri troppe cose dei proprio figli...ma questo forse è un altro discorso.
In generale oggi l&#039;homescholing ,anche volendo, è difficile da praticare perchè  sono più le mamme che lavorano che quelle che stano a casa,ma una mamma che cresce i suoi figli con attaccamento è da prendere da esempio,sopratutto in una socieà &quot;del distacco&quot; come la nostra dove già a quattro mesi ti suggerisono di metterlo nel lettino,basta latte materno,centri estivi, mille attività pomeridiane,tanti psicolgi,ma non hanno capito che il bambino va tirato su solo dalla mamma,la figura unica e insostituibile.
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io semplicemente esprimendo un giudizio,non me la sentirei di portare avanti un programma di lavoro,leggere scrivere e tutto il resto rinuciando alla scuola,perchè non ne sarei all&#8217;altezza ma Claudia è da ammirare per l&#8217;ottica che propone di insegnamento,uno stare con i figli amandoli e farseli amici,tramettere loro amore per le piccole cose,proteggendoli da maestri non in grado di coprendere i bisogni dei bambini (se ho capito bene&#8230;e quanti ce ne sono..)Troppo spesso vediamo mamme che (al di la delle ore di lavoro) delegano ad altri troppe cose dei proprio figli&#8230;ma questo forse è un altro discorso.<br />
In generale oggi l&#8217;homescholing ,anche volendo, è difficile da praticare perchè  sono più le mamme che lavorano che quelle che stano a casa,ma una mamma che cresce i suoi figli con attaccamento è da prendere da esempio,sopratutto in una socieà &#8220;del distacco&#8221; come la nostra dove già a quattro mesi ti suggerisono di metterlo nel lettino,basta latte materno,centri estivi, mille attività pomeridiane,tanti psicolgi,ma non hanno capito che il bambino va tirato su solo dalla mamma,la figura unica e insostituibile.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: anna</title>
		<link>http://www.lacasanellaprateria.com/2008/03/homeschooling/comment-page-1/#comment-6340</link>
		<dc:creator>anna</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 13:15:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lacasanellaprateria.com/2008/03/homeschooling/#comment-6340</guid>
		<description>E&#039; un po&#039; lungo ma voglio regalare a chi le vuole leggere le bellissime parole di Rodari a cui avevo accennato ( e a te Claudia perchè la scuola pubblica ha bisogno dei genitori come te!)
le ho trovate su
&lt;a href=&quot;http://www.rodaricentrostudiorvieto.org/site/10879/default.aspx&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.rodaricentrostudiorvieto.org/site/10879/default.aspx&lt;/a&gt;
Fin dai tempi della scuola materna, siamo andati in caccia della scuola giusta, della maestra giusta. Abbiamo fatto, posso dirlo?, &quot;carte false&quot;, pur di procurare a nostra figlia una certa scuola: quella che ci permettesse di fare &quot;fronte unico&quot; con la maestra, di lavorare insieme nella stessa direzione, senza disfare l&#039;uno il lavoro dell&#039;altro.
Per la scuola elementare, sarebbe quasi un romanzo raccontare come abbiamo agito. Il fatto essenziale mi pare quello di aver avuto una strategia. Avevamo bisogno di una scuola moderna, non dogmatica, non intollerante, aperta; una scuola in cui i bambini contassero più dei registri, il loro lavoro più dei voti con cui la legge fa obbligo di classificarli, la loro comunità più delle loro piccole competizioni, la loro sincerità più dell&#039;ortografia, la loro libertà più dello schema imposto dall&#039;alto. L&#039;abbiamo cercata e trovata. Per anni abbiamo visto crescere nostra figlia, tra casa e scuola, proprio come avevamo desiderato che crescesse: sincera, attiva, amica di tutti, capace di avere opinioni e di difenderle; anche dura, dove e quando occorre cercare la durezza, per non costruire sulla sabbia. Un miracolo? Bene, noi abbiamo trovato questo miracolo nella scuola di tutti, nella scuola di stato. La media, vedremo, sarà quel che sarà. Ma quegli anni conteranno per sempre.
Del resto, anche per la media, non siamo mica rimasti con le mani in mano. Ci siamo messi, un gruppo di genitori, decisi a far restare insieme i nostri figli anche dopo la quinta, in cerca della scuola giusta: non troppo lontana dalle abitazioni (Roma è sterminata!), disposta ad accoglierli in blocco, come una comunità già costituita, non come atomi disgregati; disposta a tener conto della loro storia passata, a costruire su quella, non sul vuoto dei programmi e dei regolamenti.
Così, siamo andati da un preside. Mancavano mesi all&#039;apertura delle scuole, i bambini non avevano ancora fatto l&#039;esame di quinta. Ci rendevamo conto che la nostra richiesta era, a dir poco, insolita. Siamo stati ascoltati con attenzione, con intelligenza. Una scuola pubblica ha fatto una classe apposta per noi. Un altro miracolo? Questa volta no. Questa volta debbo precisare la lezione che ricavo dall&#039;esperienza: si ottiene di più, per il proprio figlio, si ottiene il meglio, per lui (il meglio possibile...) se non si agisce soli, se i genitori si alleano, se ognuno di noi si sente padre... di un gruppo, se supera l’egoismo della paternità (della maternità) per far qualcosa che contribuisca a creare una responsabilità collettiva della società adulta nei confronti della società bambina.
Ci sono cose che si risolvono in casa, ce ne sono altre, molte, moltissime, che bisogna risolvere, o almeno tentare di risolvere, lottare per risolvere, fuori casa. La porta di casa protegge, ma isola. Bisogna saper uscire. Bisogna lasciar entrare chi vuole. La gente ci guadagna, a conoscerla. Noi eravamo e siamo padri tanto diversi: c&#039;è chi è religioso e chi è ateo, chi è ricco e chi è povero, chi è comunista e che non è niente del tutto. I nostri figli ci hanno costretti a diventare amici, a conoscerci e a capirci. Spiegatemi un po&#039; come accade che finiamo per volere le stesse cose, essendo così diversi. Spiegatemi perché bambini cattolici e bambini protestanti, o non battezzati, si sentono oggi difesi gli uni dagli altri, garantiti ciascuno dal rispetto e dalla tolleranza degli altri. A questo risultato nessuno di noi genitori avrebbe potuto pervenire da solo, o senza la maestra: ma la maestra non ci sarebbe potuta arrivare senza di noi, senza ciascuno di noi.
Trovo, se debbo dirlo più in generale, che dell&#039;educazione familiare non ci si può accontentare: bisogna agire più in grande. Mi risulta che la cosa è possibile anche adesso: anche in una società frammentata come la nostra.
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; un po&#8217; lungo ma voglio regalare a chi le vuole leggere le bellissime parole di Rodari a cui avevo accennato ( e a te Claudia perchè la scuola pubblica ha bisogno dei genitori come te!)<br />
le ho trovate su<br />
<a target="_blank" href="http://www.rodaricentrostudiorvieto.org/site/10879/default.aspx"  rel="nofollow">http://www.rodaricentrostudiorvieto.org/site/10879/default.aspx</a><br />
Fin dai tempi della scuola materna, siamo andati in caccia della scuola giusta, della maestra giusta. Abbiamo fatto, posso dirlo?, &#8220;carte false&#8221;, pur di procurare a nostra figlia una certa scuola: quella che ci permettesse di fare &#8220;fronte unico&#8221; con la maestra, di lavorare insieme nella stessa direzione, senza disfare l&#8217;uno il lavoro dell&#8217;altro.<br />
Per la scuola elementare, sarebbe quasi un romanzo raccontare come abbiamo agito. Il fatto essenziale mi pare quello di aver avuto una strategia. Avevamo bisogno di una scuola moderna, non dogmatica, non intollerante, aperta; una scuola in cui i bambini contassero più dei registri, il loro lavoro più dei voti con cui la legge fa obbligo di classificarli, la loro comunità più delle loro piccole competizioni, la loro sincerità più dell&#8217;ortografia, la loro libertà più dello schema imposto dall&#8217;alto. L&#8217;abbiamo cercata e trovata. Per anni abbiamo visto crescere nostra figlia, tra casa e scuola, proprio come avevamo desiderato che crescesse: sincera, attiva, amica di tutti, capace di avere opinioni e di difenderle; anche dura, dove e quando occorre cercare la durezza, per non costruire sulla sabbia. Un miracolo? Bene, noi abbiamo trovato questo miracolo nella scuola di tutti, nella scuola di stato. La media, vedremo, sarà quel che sarà. Ma quegli anni conteranno per sempre.<br />
Del resto, anche per la media, non siamo mica rimasti con le mani in mano. Ci siamo messi, un gruppo di genitori, decisi a far restare insieme i nostri figli anche dopo la quinta, in cerca della scuola giusta: non troppo lontana dalle abitazioni (Roma è sterminata!), disposta ad accoglierli in blocco, come una comunità già costituita, non come atomi disgregati; disposta a tener conto della loro storia passata, a costruire su quella, non sul vuoto dei programmi e dei regolamenti.<br />
Così, siamo andati da un preside. Mancavano mesi all&#8217;apertura delle scuole, i bambini non avevano ancora fatto l&#8217;esame di quinta. Ci rendevamo conto che la nostra richiesta era, a dir poco, insolita. Siamo stati ascoltati con attenzione, con intelligenza. Una scuola pubblica ha fatto una classe apposta per noi. Un altro miracolo? Questa volta no. Questa volta debbo precisare la lezione che ricavo dall&#8217;esperienza: si ottiene di più, per il proprio figlio, si ottiene il meglio, per lui (il meglio possibile&#8230;) se non si agisce soli, se i genitori si alleano, se ognuno di noi si sente padre&#8230; di un gruppo, se supera l’egoismo della paternità (della maternità) per far qualcosa che contribuisca a creare una responsabilità collettiva della società adulta nei confronti della società bambina.<br />
Ci sono cose che si risolvono in casa, ce ne sono altre, molte, moltissime, che bisogna risolvere, o almeno tentare di risolvere, lottare per risolvere, fuori casa. La porta di casa protegge, ma isola. Bisogna saper uscire. Bisogna lasciar entrare chi vuole. La gente ci guadagna, a conoscerla. Noi eravamo e siamo padri tanto diversi: c&#8217;è chi è religioso e chi è ateo, chi è ricco e chi è povero, chi è comunista e che non è niente del tutto. I nostri figli ci hanno costretti a diventare amici, a conoscerci e a capirci. Spiegatemi un po&#8217; come accade che finiamo per volere le stesse cose, essendo così diversi. Spiegatemi perché bambini cattolici e bambini protestanti, o non battezzati, si sentono oggi difesi gli uni dagli altri, garantiti ciascuno dal rispetto e dalla tolleranza degli altri. A questo risultato nessuno di noi genitori avrebbe potuto pervenire da solo, o senza la maestra: ma la maestra non ci sarebbe potuta arrivare senza di noi, senza ciascuno di noi.<br />
Trovo, se debbo dirlo più in generale, che dell&#8217;educazione familiare non ci si può accontentare: bisogna agire più in grande. Mi risulta che la cosa è possibile anche adesso: anche in una società frammentata come la nostra.</p>
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		<title>Di: Anna</title>
		<link>http://www.lacasanellaprateria.com/2008/03/homeschooling/comment-page-1/#comment-6339</link>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 13:50:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lacasanellaprateria.com/2008/03/homeschooling/#comment-6339</guid>
		<description>Grazie per avermi ascoltato ed esserti voluta confrontare!
Ti consiglio, se riesci a recuperarlo perchè è un&#039;edizione particolare, un microlibro di Rodari, Pensieri per genitori.  Parla anche della scuola e trovo che dica cose molto belle.
In questa pagina trovi i riferimenti
&lt;a href=&quot;http://www.genitoridemocratici.it/htm/info.htm&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.genitoridemocratici.it/htm/info.htm&lt;/a&gt;
PS
La conosci la poesia Una scuola grande come il mondo? E&#039; molto bella, il primo giorno di scuola il mio piccolo rito è farla scrivere a tutti i ragazzi!
Ciao
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per avermi ascoltato ed esserti voluta confrontare!<br />
Ti consiglio, se riesci a recuperarlo perchè è un&#8217;edizione particolare, un microlibro di Rodari, Pensieri per genitori.  Parla anche della scuola e trovo che dica cose molto belle.<br />
In questa pagina trovi i riferimenti<br />
<a target="_blank" href="http://www.genitoridemocratici.it/htm/info.htm"  rel="nofollow">http://www.genitoridemocratici.it/htm/info.htm</a><br />
PS<br />
La conosci la poesia Una scuola grande come il mondo? E&#8217; molto bella, il primo giorno di scuola il mio piccolo rito è farla scrivere a tutti i ragazzi!<br />
Ciao</p>
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		<title>Di: Claudia</title>
		<link>http://www.lacasanellaprateria.com/2008/03/homeschooling/comment-page-1/#comment-6338</link>
		<dc:creator>Claudia</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 15:41:00 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie per il tuo intervento. Ti rispondo citando alcune parti del tuo testo:
 1. essere scettici verso gli esperti. faccio un paragone: se non mi
piace il modo con cui il pediatra tratta mio figlio, cambio pediatra,
non è che inizio a curarlo io [...] Assolutamente daccordo. Perché io non so curare le malattie, ma so insegnare. Parlo per me.
ammiro molto la Montessori e
lho studiata a lungo ma le sue sono critiche di centanni fa alla
scuola di centanni
fa! Le mie, invece, sono alla scuola di oggi.
2. essere diversi dagli altri. questa frase, ma forse lho interpretata
male, è un po snob... Più che desiderio di essere diversi dagli altri, direi allora (per non essere male interpretata) libertà di non essere uguali agli altri in tutto e per tutto.
3. quando ero tutor dei laureandi educatori e chiedevo loro di pensare
ai loro punti di riferimento educativi, cera sempre almeno un
insegnante...
Sono assolutamente daccordo e vorrei segnalarti, in merito, questo mio post scritto proprio qualche giorno fa:
&lt;a href=&quot;http://ovskids.oviesse.com/2010/05/la-scuola-che-vorrei/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://ovskids.oviesse.com/2010/05/la-scuola-che-vorrei/&lt;/a&gt;
anche se tu dici di no, il punto di riferimento dominante
per i tuoi figli rimani tu - non ho mai detto di no. Certo che il loro punto di riferimento dominante rimango io.
e questa mancanza di pluralità non è
senzaltro positiva! - non smetto mai di ripetermi: home (o un) schooling non significa prigione. Non significa stare rinchiusi in casa (è il prefisso home che devia il significato, forse). Non significa che non si interagisce con nessun altro che con i propri genitori. Anzi!
linsegnante non deve essere per forza un
fuoriclasse, basta che sia sufficientemente buono...
Esattamente come il genitore
4. il preziosissimo confronto, soprattutto in adolescenza, con il gruppo
dei pari, la microsocietà. Ripeto quanto detto poco sopra. Nessuno rinchiude i bambini in casa. Il confronto avviene ugualmente in altri luoghi.
Perchè avere paura delle frustrazioni? degli
scontri? Mio figlio è stato vittima di bullismo alletà di 4 anni. Non ho paura delle frustrazioni, che esistono anche fuori dalla scuola e che accetto tranquillamente, ma linsegnante non ha saputo proteggere il mio bambino e questo significa, per me, che non era sufficientemente buona.
questo sì che è trasmettere
fiducia, non isolare i miei figli nel micro-contesto, o anche macro per
carità, che IO decido per loro... Perché, a scuola sono loro che decidono? Certo che io decido per loro, sono la mamma. Fa parte delle mie responsabilità. Sarò presuntuosa, ma ritengo di poter stabilire se il mio bambino è pronto per la scuola o no.
Conosco bambini (e adulti) che sono stati male fisicamente, ogni giorno, per anni, ogni mattina allora di andare a scuola. Ebbene secondo me queste persone avrebbero dovuto stare a casa. E la socialità? Non siamo tutti uguali. Non siamo tutti socievoli. E se è bene incoraggiare i nostri figli ad interagire con gli altri, credo si debba anche accettare, ad un certo punto, il loro carattere. Con i suoi limiti e anche quelli che ci sembrano difetti ma non necessariamente lo sono. Il piccolo solitario sarà magari un giorno un grande scrittore, schivo e riservato ma felice e realizzato.
non è che un modo in realtà per
controllarli, per non   lasciarli andare? Ancora una volta parlo per me, e la risposta è no. Questo post infatti è un po datato, ma oggi i miei figli frequentano la scuola, per loro scelta che ho assecondato senza alcun problema. Non escludiamo di ripetere lesperienza di homeschooling in futuro, magari in occasione di un viaggio intorno al mondo o per altre ragioni valide (se landare a scuola dovesse essere fonte di malessere, ovviamente non parlo di capricci passeggeri e non permetterò ai miei figli di fare avanti e indietro a loro piacimento)
Mi fermo qui perchè non voglio essere ancora più ingombrante, ma le me
perplessità sono ancora tante... e sono più che legittime. Ne ho tante anche io e non credo che nessuna di noi due troverà una risposta soddisfacente alle sue perplessità, perché la risposta non è una sola, ma va cucita su misura, caso per caso.
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		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per il tuo intervento. Ti rispondo citando alcune parti del tuo testo:<br />
 1. essere scettici verso gli esperti. faccio un paragone: se non mi<br />
piace il modo con cui il pediatra tratta mio figlio, cambio pediatra,<br />
non è che inizio a curarlo io [...] Assolutamente daccordo. Perché io non so curare le malattie, ma so insegnare. Parlo per me.<br />
ammiro molto la Montessori e<br />
lho studiata a lungo ma le sue sono critiche di centanni fa alla<br />
scuola di centanni<br />
fa! Le mie, invece, sono alla scuola di oggi.<br />
2. essere diversi dagli altri. questa frase, ma forse lho interpretata<br />
male, è un po snob&#8230; Più che desiderio di essere diversi dagli altri, direi allora (per non essere male interpretata) libertà di non essere uguali agli altri in tutto e per tutto.<br />
3. quando ero tutor dei laureandi educatori e chiedevo loro di pensare<br />
ai loro punti di riferimento educativi, cera sempre almeno un<br />
insegnante&#8230;<br />
Sono assolutamente daccordo e vorrei segnalarti, in merito, questo mio post scritto proprio qualche giorno fa:<br />
<a target="_blank" href="http://ovskids.oviesse.com/2010/05/la-scuola-che-vorrei/"  rel="nofollow">http://ovskids.oviesse.com/2010/05/la-scuola-che-vorrei/</a><br />
anche se tu dici di no, il punto di riferimento dominante<br />
per i tuoi figli rimani tu &#8211; non ho mai detto di no. Certo che il loro punto di riferimento dominante rimango io.<br />
e questa mancanza di pluralità non è<br />
senzaltro positiva! &#8211; non smetto mai di ripetermi: home (o un) schooling non significa prigione. Non significa stare rinchiusi in casa (è il prefisso home che devia il significato, forse). Non significa che non si interagisce con nessun altro che con i propri genitori. Anzi!<br />
linsegnante non deve essere per forza un<br />
fuoriclasse, basta che sia sufficientemente buono&#8230;<br />
Esattamente come il genitore<br />
4. il preziosissimo confronto, soprattutto in adolescenza, con il gruppo<br />
dei pari, la microsocietà. Ripeto quanto detto poco sopra. Nessuno rinchiude i bambini in casa. Il confronto avviene ugualmente in altri luoghi.<br />
Perchè avere paura delle frustrazioni? degli<br />
scontri? Mio figlio è stato vittima di bullismo alletà di 4 anni. Non ho paura delle frustrazioni, che esistono anche fuori dalla scuola e che accetto tranquillamente, ma linsegnante non ha saputo proteggere il mio bambino e questo significa, per me, che non era sufficientemente buona.<br />
questo sì che è trasmettere<br />
fiducia, non isolare i miei figli nel micro-contesto, o anche macro per<br />
carità, che IO decido per loro&#8230; Perché, a scuola sono loro che decidono? Certo che io decido per loro, sono la mamma. Fa parte delle mie responsabilità. Sarò presuntuosa, ma ritengo di poter stabilire se il mio bambino è pronto per la scuola o no.<br />
Conosco bambini (e adulti) che sono stati male fisicamente, ogni giorno, per anni, ogni mattina allora di andare a scuola. Ebbene secondo me queste persone avrebbero dovuto stare a casa. E la socialità? Non siamo tutti uguali. Non siamo tutti socievoli. E se è bene incoraggiare i nostri figli ad interagire con gli altri, credo si debba anche accettare, ad un certo punto, il loro carattere. Con i suoi limiti e anche quelli che ci sembrano difetti ma non necessariamente lo sono. Il piccolo solitario sarà magari un giorno un grande scrittore, schivo e riservato ma felice e realizzato.<br />
non è che un modo in realtà per<br />
controllarli, per non   lasciarli andare? Ancora una volta parlo per me, e la risposta è no. Questo post infatti è un po datato, ma oggi i miei figli frequentano la scuola, per loro scelta che ho assecondato senza alcun problema. Non escludiamo di ripetere lesperienza di homeschooling in futuro, magari in occasione di un viaggio intorno al mondo o per altre ragioni valide (se landare a scuola dovesse essere fonte di malessere, ovviamente non parlo di capricci passeggeri e non permetterò ai miei figli di fare avanti e indietro a loro piacimento)<br />
Mi fermo qui perchè non voglio essere ancora più ingombrante, ma le me<br />
perplessità sono ancora tante&#8230; e sono più che legittime. Ne ho tante anche io e non credo che nessuna di noi due troverà una risposta soddisfacente alle sue perplessità, perché la risposta non è una sola, ma va cucita su misura, caso per caso.</p>
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