Homeschooling: riflessioni

Scritto il 6 marzo 2008 | 30 Commenti

Grazie a tutte per i numerosi commenti al post precedente. Immaginavo che avrebbe fatto discutere.

Come ho già detto in precedenza, le scelte educative spettano ad ogni singola famiglia e sono influenzate dal vissuto personale, dai principi, dai valori, dal confronto tra i due genitori e da moltissimi altri fattori. Ritengo che siano tutte degne di rispetto e non intendo giudicare chi sceglie un percorso diverso dal mio. So bene che esistono scuole validissime e insegnanti eccellenti.
 
Qui intendo illustrare la soluzione che mi sembra più adatta alla nostra famiglia in questo momento.
Nel post precedente ho cercato di spiegare che cos'è l'homeschooling (che ora che ho scoperto come si dice in italiano chiamero' "scuola familiare"). Ora vorrei tentare di sfatare alcuni pre-giudizi in proposito.
 
E' molto difficile fare un discorso generale, visto che ogni famiglia gestisce questa scelta come meglio crede. Quindi vi parlero' della nostra personale concezione di scuola familiare, che situerei a metà strada tra homeschooling e unschooling.
 
Tanto per cominciare, la scuola familiare (ripeto, nella nostra concezione) non è una scuola. In molti, quando sentono parlare di homeschooling immaginano una mamma seduta a tavola con i suoi figli per ore ed ore, e dei bambini rinchiusi in casa senza contatti con il mondo esterno e con i coetanei. Che tristezza!
 
Probabilmente esistono famiglie che la intendono cosi'. Ma la maggior parte ritengono che "il mondo sia la loro classe". L'apprendimento non avviene "a tavolino" ma "sul campo", cioè nel mondo.
La scuola familiare non si svolge solo tra le mura domestiche. L'apprendimento avviene ovunque. I bambini non sono chiusi in casa (mentre quelli che vanno a scuola sono chiusi nelle scuole…).
 
Nella mia idea di scuola familiare non ci sono programmi. Ci sono linee guida piuttosto vaghe (ad esempio, se a una certa età mio figlio/a non sa ancora leggere o contare, inizio a preoccuparmi…). 
Quello che mi sembra di riscontrare tra gli scettici con cui ho avuto a che fare, è una mancanza di fiducia nei bambini, nella loro curiosità, nella loro volontà di imparare, di crescere, di far parte del mondo e della società.

Proprio in questi giorni mi è stato chiesto, come spesso avviene, "come faccio" con una casa, tre figli e un lavoro a trovare il tempo per insegnare loro i muscoli o le fasi lunari. Ebbene, sulla casa stendiamo un velo pietoso (niente visite a sorpresa, mi raccomando!). Il lavoro avviene essenzialmente quando i bambini sono a letto, cosi' come la maggior parte delle mie creazioni. Per quanto riguarda le cose che "insegno" ai miei figli… beh, mi limito a rispondere alle loro domande, e a permettere loro di imitarmi (quando ad esempio vogliono cucire o cucinare). Leonardo è avvantaggiato da un'eccellente memoria ma, a parte questo, non credo di avere dei "piccoli geni". Semplicemente, presentando un argomento nel momento in cui sorge in loro l'interesse, o quando è pertinente con la situazione che stiamo vivendo, o con la conversazione in corso, questo rimane impresso nelle loro menti. 

Leonardo conosce tutte le ossa del corpo umano. Come ho fatto ad insegnargliele, visto che io non le conosco? Semplicemente gli ho letto i libri che lui stesso ha scelto in libreria o in biblioteca.
In genere, quando un argomento li interessa, fanno molti disegni in proposito, o "scrivono libri", che poi rileghiamo e che entrano a far parte della nostra biblioteca domestica. Penso che questo sia un ottimo modo per "fissare" i concetti.

Ma cosa fare se i nostri figli non si interessano assolutamente ad argomenti fondamentali? Beh, per quanto mi riguarda, se questo dovesse succedere, vestirei i panni della maestrina, e cercherei di insistere. Magari mi farei aiutare da qualcuno (come spesso avviene anche per i bambini che vanno a scuola). 
 
C'è poi chi obietta che il bambino educato in famiglia diventerà un "diverso", un emarginato. Questo è possibile. Come è possibile che un bambino che va a scuola si senta diverso o emarginato. In nessun caso imporrei questa scelta ai miei figli se vedessi che cio' li rende infelici. Tutte le mie motivazioni crollerebbero in un secondo, in favore di cio' che è meglio per loro. 
 
**********
Ovviamente questo post non ha lo scopo di convincervi a scegliere la scuola familiare, né di denigrare il sistema scolastico, ma semplicemente quello di condividere le mie idee e di confrontarle con le vostre.  Grazie per averlo letto.

(Post aggiornato l'11 settembre 2009)

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30 Commenti a “Homeschooling: riflessioni”

  1. enikő scrive:

    No, grazie a te. Queste tue riflessioni ad alta voce sono molto stimolanti per chi non ha mai pensato in modo approfondito all’argomento o lo ha fatto solo marginalmente.Ti ammiro per quello che fai. A me, sembra, mi stanno sfuggendo le cose di mano. Sono sempre in ritardo con le cose, con le scadenze, altrocchè homeschooling e creazioni vari. Ma la tua esperienza mi sprona a cercare di migliorare.Ciao. :)

  2. EricaML scrive:

    Secondo me sei una mamma eccezzionale. Ti invidio

  3. Dawn scrive:

    Excellent post Claudia. I wish I would have had more confidence when I first started home schooling my daughter. It takes confidence and trust in the ability of children to learn from their own curiosity. The longer I teach my kids at home, the more I learn to let go and follow their interests. When they are led by their own interests, they’ll go far above what I would have imagined what they could be capable of.

  4. Laura scrive:

    Anche per chi, come me, per varie ragioni non pratica l’homeschooling, vale il principio secondo il quale i genitori sono i primi insegnanti dei propri figli. Grazie perchè il tuo esempio mi serve tanto per uscire dalla pigrizia in cui a volte mi areno..

  5. Giuliana scrive:

    E’ da un po’ che ti seguo ma solo ora approfitto di questo post per fare i miei complimenti a te come mamma, che sei veramente unica, ed alla tua bella famiglia. Sono sicura che qualsiasi scelta farai sarà dettata dal cuore e dall’istinto, e sappiamo che l’istinto materno non sbaglia mai. E non farti prendere dai dubbi sul tuo compito di insegnante: con l’entusiasmo e la volontà che hai puoi sopperire benissimo alla classica maestra. Per fare una battuta (ma ci sarebbe da piangere) mia figlia, nonostante abbia avuto CINQUE maestre, quando ha terminato il percorso delle elementari non conosceva tutti i nomi dei capologhi di provincia italiane (e figurati il resto…)

  6. Chiara scrive:

    È strano come queste tue riflessioni vadano a sovrapporsi con riflessioni dello stesso tipo, che stanno sorgendo nella mia famiglia.Come ti dicevo, l’homeschooling per noi è fuori discussione. Ma in questi giorni sta sorgendo un’altra opportunità: quella di fondare un centro gioco steineriano, che potrebbe trasformarsi in un asilo.Siccome non abbiamo risorse economiche illimitate, mandare i nostri figli in un asilo steineriano significherebbe che io dovrei lavorare a tempo pieno per pagarlo. E la cosa mi sembrerebbe assurda.Alla fine, penso che seguiremo il progetto originale (part-time appena Ettore finisce il nido) e ci impegneremo nel progetto steiner proponendo il nostro lavoro come contributo, se questo sarà sufficiente a coprire i costi.Se invece non sarà sufficiente e quindi dovrò diradare la frequentazione, sicuramente il tuo blog sarà un ottimo esempio per le attività con i miei bambini.

  7. Barbara scrive:

    Ciao Claudia, è da qualche tempo che leggo il tuo blog: è molto interessante. Sono mamma di una bimba di 4 anni e pedagogista. Anita è rimasta a casa fino a 3 anni lasciata libera di apprendere attraverso le esperienze del momento (e ci siamo divertite tantissimo a fare ogni giorno scoperte nuove!), poi l’ho iscritta alla materna. Se ci fosse stata una scuola Montessori nella nostra città l’avrei scelta, ma mi sono dovuta accontentare (si fa x dire) di un ottimo asilo con ottime maestre. Quello che apprezzo ogni giorno di questo asilo è che c’è un interscambio continuo tra insegnanti e genitori, noi siamo al corrente di ogni attività che svolgono all’asilo e della finalità, i bambini non vengono solo formati ma anche educati e lasciati liberi di apprendere. Per quanto riguarda noi genitori di Anita, abbiamo sempre cercato di stimolarla a guardare, ad ascoltare… e abbiamo sempre risposto alle sue 1000 domande e curiosità. Se vogliamo è una specie di homeschooling anche questo. Certo richiede un certo impegno, ma il divertimento è assicurato!

  8. La casa nella prateria scrive:

    Eniko, Erica, non mi ammirate e non mi invidiate: ho la casa sottosopra e i momenti in cui do’ i numeri come tutte le mamme. Semplicemente non riesco a rassegnarmi a vedere i miei figli essere amalgamati agli altri per la comodità della maestra…Non sono una super-mamma. Sono solo una che crede che noi mamme possiamo salvare il mondo educando adeguatamente i suoi giovani abitanti.Dawn, you are one of my favourite sources of inspiration on this subject.Laura, è ovvio che noi siamo i primi insegnanti dei nostri figli, che vadano a scuola oppure no. E, anche non mandandoceli, non aspiro certo ad essere l’unico esempio e l’unico modello di riferimento per i miei bambini. Non solo perché non sono perfetta, ma perché penso che la varietà sia fondamentale.Giuliana, come dicevo nei commenti al post precedente, mio figlio ha provato la scuola waldorf ed è stato vittima di “bullismo” (si puo’ chiamare cosi’ quando si tratta di bambini di sei anni???). Ho ceduto all’idea della scuola tradizionale e vedo che cercano di spegnere ogni sua curiosità, forse per evitare che interrompa la maestra con le sue domande… nella scuola del paese che ho visitato la maestra critica ogni bambino con i genitori degli altri. Che faccio, provo tutte le scuole della regione? Mi sembra più logico prendere in mano la situazione…Chiara, la vostra mi sembra una bellissima idea.Barbara, sei fortunata. Io lascio i miei figli a scuola al mattino e bisogna fare in fretta, e quando vado a prenderli li devo aspettare in fondo al corridoio. La maestra non la vedo neanche e non so se hanno mangiato, se hanno dormito, come si sono comportati ecc.Ogni tanto decido di risalire la corrente e di andare a porre qualche domanda e passo per la mamma italiana appiccicosa e rompiscatole.Non dubito del fatto che sappiano fare il loro lavoro. Purtroppo pero’ i loro standard non corrispondono ai miei, e comunque ritengo di avere il diritto di essere informata su cosa succede a scuola. Mi hanno detto che se ci fossero problemi mi farebbero sapere.Peccato che io abbia scoperto un paio di settimane fa che mia figlia in mensa non mangia NIENTE dall’inizio dell’anno, e che nessuno si sia disturbato a “farmelo sapere”.Devo ammettere che quest’anno, con la gravidanza, mio marito con la gamba rotta e con l’arrivo di Chiara, la scuola mi ha fatto comodo, con i bambini a casa non ce l’avrei fatta. Per i prossimi mesi continuero’ a mandarli solo al mattino e l’anno prossimo, a meno che non venga fuori un’altra soluzione, si torna a fare homeschooling.E comunque, come dici tu (Barbara) in effetti mi sento un po’ un’homeschooler anche quest’anno, anche se i bambini frequentano la scuola. Perché continuo a portare avanti il nostro percorso anche a casa…

  9. estrellazul scrive:

    ciao Chiara,in questo periodo non riesco a scrivere ma leggo sempre i miei blog preferiti, lo stimolo é continuo, anche dai commenti. Mi piace il tuo approccio nel dire questa é la mia scelta, non critico la vostra, e sono d’accordo con te nel pensare che é una bella scelta: io vedo che adottando questo metodo con Ale che ha meno di 3 anni, portarlo sempre con me, ha avuto finora molti frutti; certo, il sempre vuol dire quando non sto lavorando come ora, perché anche se da casa, lavoro per consulenza, ma appunto una scelta é prendere consulenze temporali, e avere dei periodi in cui non lavoro; e mi sento molto bene. Angela, la dottoressa di cui parlo sempre, mi ha detto che l’importante per un bambino é vedere i propri genitori contenti delle loro giornate. A volte solo sento la mancanza di genitori o amici che abbiano il mio stesso punto di vista, qui soprattutto l’educazione é completamente per risultati, per emergere, e io mi arrabbio ogni volta che vedo bambini mandati in estimulacion temprana, o altri discorsi educativi finalizzati a farne dei lider. un bacione

  10. beta scrive:

    Ciao Claudia, ho scoperto da poco il tuo blog, ma ne sono stata subito attratta… si respira un’aria di tranquillità, di gentilezza … si respira. Ho anch’io 3 bambini, frequentano la scuola normale, hanno delle brave insegnanti ma penso che anche noi siamo dei bravi insegnanti perchè rispondiamo alle loro curiosità, cerchiamo di stimolarli e forse a volte possiamo sembrare un po’ severi (ai loro occhi e agli occhi degli altri) quando limitiamo il loro tempo davanti a tivù e videogiochi, sono importanti anche queste attività ma crediamo che giocare, leggere, fare attività assieme siano molto più stimolanti (il maschietto, non sarà portatissimo per l’italiano scritto -a detta della maestra, anche se ha comunque un 8 in pagella- però le maestre sono sempre esterefatte davanti alle sue domande, conoscenze e risposte sul lato tecnico delle cose…)… cmq grazie per i tuoi post sono sempre interesantissimi i punti di vista diversi, gli spunti diversi, che uno li condivida o no. Un abbraccio, Beta

  11. Elisa Stocco scrive:

    Sospettavo che lavorassi mentre loro dormono. Sei bravissima.Niente visite a sorpresa, promesso!!!

  12. Barbara scrive:

    Riguardo alla tua risposta… non so se lo standard degli asili francesi sia questo o se hai avuto la sfortuna di incappare in personale (mi permetto di dire) poco professionale: loro non svolgono servizio di baby-parking, l’école maternelle si chiama così proprio perché dovrebbe in qualche modo “sostituire” la mamma nell’educazione. Hai ragione: io ho avuto la fortuna di trovare una scuola che corrisponde alle mie esigenze pedagogiche e di mamma. Credo che la cosa principale sia il benessere dei bambini, e leggendo il tuo blog si capisce proprio che con il vostro personale homeschooling state facendo un ottimo lavoro. Quindi avanti così e complimenti! PS: i bambini sono bilingue come Anita?

  13. estrellazul scrive:

    ah scusa volevo dire ciao claudia solo stamattina leggendo il tuo commento in cui parlavi dell-arrivo di chiara e pensando alle scarpine che le ho preparato e che ti devo far arrivare, ho fatto un lapsus !!

  14. daniela scrive:

    pecccato. noi volevamo farti una visitina a sorpresa…mi associo alle mamme che ti ringraziano perchè non lasci stare la nostra pigrizia.

  15. Mujahida scrive:

    Ti ho letta la prima volta pochi istanti fa. Ma, concedimelo, ti stimo molto. E ti ringrazio per queste riflessioni. Per favore, continua a pensare ad alta voce. A me serve.

  16. marcella scrive:

    non so più come ti ho trovata, ma ne sono contenta e ti ho immediatamente linkata su http://www.fioriecannoni.it/.Ho anch’io tre bimbi, vivo a milano e sono una ex maestra montessori passata allo stato. Le tue riflessioni sono interessanti e sinceramente mi allontanano da un pregiudizio, il che è un bene.Non so bene che cosa sia giusto, certo che nell’idea di scuola della montessori, dove la vera differenza la fa la lasciata al bambino nel proprio percorso educativo, dove l’adulto fa parte dell’ambiente e ha l’arduo compito di mettersi il più possibile in disparte, dove le “classi” non dovrebbero esistere, ma i bambini dovrebbero poter lavorare in gruppi misti per età….ecco in una scuola così vedrei solo vantaggi. Il problema è che le scuole non sono così, per la maggior parte nemmeno quelle titolate “montessori”. I miei figli frequentano le scuole pubbliche, con fortune altalenanti e cambi di sezioni, ma alla fin fine sono abbastanza soddisfatta. L’homeschooling che involontariamente facciamo è vivere con i nostri figli e rispondere alle loro esigenze; fondamentale è l’ambiente anche a casa, strutturato a misura di bambino e in modo tale da rispondere alle esigenze di ciascuno. “aiutami a fare da me”, per montessori significa mettere in atto un percorso di educazione il più possibile indiretta, dove è il bambino a poter effettuare la sua scelta in una miente opportunamente preparato….grazie, davvero bello il tuo blog, me lo leggerò con calmamarcella

  17. una mamma scrive:

    Ero già piacevolmente inciampata in questo blog, ora hai fatto un post stupendo, un’ispirazione che mi sta dando molto coraggio.Sono diventata mamma per la seconda volta due mesi fa, di una bambina anch’io. Ora, qui nel Veneto, sta partendo un progetto sperimentale di Nido in Famiglia, mi sono iscritta per avere l’abilitazione a farlo: fino a 6 bambini (compresi i propri) a casa propria. Non penso a farlo per guadagnare (irpef+inps…rischio anche di perderci) ma perchè per scegliere l’homeschooling sento il bisogno di portarmi un po’ di mondo dentro casa.La tua prateria sembra un sogno di serenità…

  18. flawia scrive:

    sei una mamma molto coraggiosa!!! :) io da poco me sto rendendo conto del fatto che bisogni dei nostri figli e la realta’: scolarizzazione nn sempre vanno d’accordomio figlio per adesso freguenta un belissimi nido familiare (nuova iniziativa nei Castelli Romani), sta li’ giusto 2 ore ore al giorno: tempo di ordinare la casa, preparare qualche attivita’ pomeridiana e anadre avanti con la mia tesi di dottorato (un po’ indietro, ma…), ha vissuto malissimo il distacco ma adesso sta bene nella casa di “tagesmutter”. ho scoperto che nella zona dei Castelli Romani c’e’ anche una scuola steineriana, magari li’ trovero’ la bambola (o il corso per imparare a farla:)Spero di poter tenere mio bambino con me a casa piu’ tempo possibile (almeno che nn dovro’ andare a lavorare etc., inanto cerco lavoro da casa…mah)fino alla scuola elementare spero…tanti salutiedyta

  19. Sybille scrive:

    Ciao,mi trovo d’accordo con molte cose che scrivi. Anche noi da giugno scorso facciamo homeschooling dopo 4 anni di esperienza di scuola montessoriana (14 e 10 anni) e ci troviamo benissimo. La differenza con bimbi piú piccoli é che dobbiamo per forza (per il grande) avvicinarci alla matematica avanzata, le lingue, contenuti piú complessi di storia, biologia e geografia ecc., insomma tutte le cose che poi servono per l’esame di scuola media. Peró lo si fa sempre in modo molto personalizzato, divertente e libero. La cosa piú bella sono le piccole libertá quotidiane: dormire quando si é stanchi, mangiare quando si ha fame, uscire quando c’é il sole, leggere quello di cui si ha voglia, fare musica insieme a tutte le ore del giorno, avere taaaaaaaanto tempo per le cose che ti interessano davvero. E non aver bisogno di vacanze :)

  20. Anonymous scrive:

    Ciao Claudia, sono Marika. Cercando notizie sulla scuola famiglia sono arrivata qui….Sono rimasta davvero stupita dalla tua bravura e dalla tua forza credo tu sia una persona speciale.Negli ultimi mesi ho parlato spesso con mia cugina di scuola famiglia e spesso abbiamo pensato di avviarne una, ma con l’aiuto di un’insegnante con formazione montessoriana(io non riuscirei mai a farlo da sola forse sono più egoista di te ma io e il mio bimbo siamo talmene attaccati che ho bisogno di “staccare” durante la giornata)mio figlio è ancora piccolo (2 anni e mezzo) e il più grande dei suoi inizia la prima elementare a settembre. Siamo molto scoraggiate dal sistema scolastico e per questo pensavamo ad un’alternativa…. ci sarebbe piaciuto poter usufruire di una scuola montessoriana o steineriana ma nella nostra zona non ci sono. Ho letto parecchie pagine del tuo blog e ammiro molto quello che stai facendo, mi chiedevo però come hai fatto burocraticamente a tenere i bimbi a casa e se devono fare esami a fine anno e se sì come riescia a garantirne la riuscita visto che il tuo sistema e più unschooling e quindi non segue programmi.Ti ringrazio per il prezioso tempo che ti rubo.Un bacio a te ed ai tuoi bimbi.Marika

  21. Claudia - La casa nella prateria scrive:

    Marika, in Italia fino ai sei anni il problema non si pone. Quando invece arriva il momento della scuola elementare, bisogna semplicemente informare, per iscritto, il preside della scuola di zona della propria intenzione di istruire i propri figli in casa.Non sono previsti controlli fino all’esame di terza media, che tutti i bambini dovranno sostenere.

  22. flawia scrive:

    sai per caso se ci sono delle infomazioni ufficiali sul sito ufficiale di homeschooling internazinale?il Italia pare nn ne sappia nessuno nulla…

  23. Daniela scrive:

    Come maestra elementare, sara’ che qui in Scozia il sistema e’ diverso, ma i genitori che chiedono, si interessano o hanno bisogno di parlare DEVONO essere i benvenuti, non certo respinti come appiccicosi. E’ parte del lavoro dell’insegnante comunicare coi genitori che sono i PRIMI educatori dei figli, e sono fortunata come mamma che qui il “sistema” la pensa cosi’. Quanto alla tua bimba che non mangia nulla e nessuno te lo dice, scusa ma e’ incompetenza!!!?!?!?Avrebbero assolutamente dovuto dirtelo. Io sono a casa che cresco i bimbi, ma quando insegnavo volevo assolutamente che i genitori venissro a parlarmi per qualsiasi piccola cosa, e tenevo d’occhio i miei bimbi anche durante il pranzo. Ti vorrei dire una cosa: dici che Leonardo ha imparato i nomi delle ossa perche’ tu gli hai letto un libro, questo indica che L. e’ un bimbo che apprende facilmente, ma ci sono molti bimbi per cui sono necessari altri metodi per impartire ‘insegnamento, per cui e’ necessario un training didattico. Credo che anche mio figlio Sorley sarebbe come Leonardo, mentre alcuni suoi amichetti assolutamente no. Per questo sono molto sospettosa sull’home schooling. Un abbraccio
    Dani ps sto mandando un sacco di rsposte a vecchi post, scusa!!

  24. Anna scrive:

    Spiace leggere di queste scuole così “burocratiche”; per quanto mi riguarda la mia esperienza, con 3 bimbi, va in tutt’altra direzione. E anche io, che insegno, cerco di mettere nel mestiere più passione e umanità che “conoscenze”.
    Credo che il lavoro degli insegnanti e dei genitori sia complementare e siano entrambi insostituibili e preziosi. Lo stesso ambiente classe, non sempre perfetto, è una piccola società con le sue regole ed allena i bambini a vivere anche situazioni conflittuali dove il principio sia quello di trovare un’armonia perchè si è una “squadra”. Non credi che questa cruciale capacità, il sapermi relazionare con tutti quelli che mi circondano, anche se non sempre ci sono affinità elettive, vada un po’ persa con l’home schooling?
    Altra domanda: ma alla scuola media e gli ordini superiori?
    Se la scuola viene vissuta con intelligenza, serenità, e dai ragazzi con sana goliardia, non mi sembra che si vada verso l’omologazione e l’oppressione.
    E la realtà della scuola, scusate, ma è la classica foresta che cresce senza far rumore, mentre si parla solo del fracasso degli alberi che cadono.
    Ciao a tutte le splendide mamme.

  25. stefania scrive:

    Ciao a tutte sono Stefania da poco a conoscenza di questo blog.
    Ho cresciuto mio figlio cercando di aderire il piu’ possibile alla filosofia steineriana, mi sono letta tutti i libri, pure quelli sullo svezzamento, ho costruito bambolotti (che purtroppo non sono mai stati utilizzati dal mio Ares),niente tv ,videogiochi o altro..il problema e’ che con l’ingresso alla scuola materna ed il suo entrare in ’societa’ il mio piccolo gioiellino si e’ trasformato…e questo anno che corrisponde al 2° di scuola materna (compie infatti 5 anni) i cambiamenti sono ancora piu’ evidenti….imita in tutto e per tutto i suoi compagni piu’ ‘agitati’ e ‘birichini’ nel modo di fare, di non ascoltare e persino di parlare….ed io stento a riconoscerlo..mi chiedo ma mio figlio dove e’ finito??? questo anno e’ stato difficile perche’ a novembre e’ arrivato il fratellino…ma a parte i primi 15 giorni di gelosia manifesta poi le cose sono andate bene…mi sono chiesta se l’arrivo del fratello potesse avere avuto il suo peso…anche se gia’ la cosa si era evidenziata lo scorso anno…
    Insomma care mamme…il fatto e’ che io sento di provare una vera antipatia nei suoi confronti..mi scatena una rabbia enorme e finisco per l’arrabbiarmi in continuazione..cerco di proporgli i nostri vecchi passatempi ma poi si mette a fare lo sciocco e finiamo per lasciare perdere…mi sono un po’ avvilita ed al tempo stesso mi sento in colpa per cio’ che provo nei suoi confronti…non so piu’ che pesci prendere…
    a volte mi dico basta asilo a che pro??? guarda che ho ottenuto! ma non credo sia la soluzione giusta per lui che ama tanto la compagnia…
    vi ringrazio della vostra attenzione…un caro saluto a tutte…
    stefania

  26. Claudia scrive:

    Cara Stefania, purtroppo educhiamo in nostri figli meglio che possiamo ma dobbiamo essere preparati all’evenienza che questi non siano esattamente come li vorremmo.
    Si tratta senz’altro di una fase passeggera e l’arrivo del fratellino contribuisce a portare un po’ di scompiglio, non solo nel cuore di tuo figlio ma probabilmente anche nel tuo.
    Non sentirti in colpa, ma cerca di accettare il fatto che tuo figlio non può rispecchiare al 100% le tue aspettative, senza rinunciare ad aiutarlo a gestire le sue reazioni e relazioni.
    Se non ama più i vostri vecchi passatempi, ne troverete senz’altro di nuovi. A metà strada tra le tue esigenze e le sue…
    Un abbraccio

  27. Sara scrive:

    Ciao Claudia sto cercando anch io di prepararmi all’ home schooling trovando dentro me stessa le capacita’ che ho perso nel tempo,vivendo per lavorare, sto leggendo steiner,tanta natura.Il mio problema e’ che davvero e’ difficile trovare persone “come me” ed io sto pensando che sarebbe davvero bello poter unire più bambini con il mio in modo da dare più esempi e maggiori sfaccettature all insegnamento. Io ho lo spazio la natura l ‘orto l’ottimismo, l’arte dello Shiatzu ma ad esempio mianca manualità e vorrei poter cucire… Se qualcuno e’ d’accordo con me e vuole parlarne… Io sono di Torino!!!! Grazie Claudia e’ bello condividere

  28. Serena scrive:

    Ciao,
    sono anche una tua cliente, cmq … io quello che ti invidio è la pazienza, non so il perchè io adoro i miei figli, per loro ed anche per questioni economiche, ho lasciato il lavoro, ma perdo facilmente la pazienza.
    Molte volte non so cosa fare: il primo a quasi 4 anni, quindi solo ora apprezza lavoretti e robe varie, cucina tantissimo con me non mi stupirei se diventasse cuoco, ha passione; il piccolo ha appena compiuto l’anno e con lui vado solo in giro… pur di non farmi stressare a casa, poi con il caldo bisogna solo stare chiusi in casa, devo montare la piscina.
    Non so ma vedo molte mamme, e ne sono felice, perfette… bhè io non lo sono, non sono quella delle ricerche in strumenti di educazione, forse per questo motivo non vorrei mai tenere i miei figli a casa con me… il mio interesse è da vecchia mamma che lava, stira(quando riesce, visto che ho almeno 3 lavatrici da stirare) e cucina…
    Ora scrivo al pc e il piccolo rogna, devo andare….
    beata te che riesci ad organizzarti, ti invidio ed ammiro.
    un abbraccio
    Serena.

  29. Serena scrive:

    Ciao Stefania,
    non credo che sia nè scuola, fratellino, metodi di insegnam…., nè quant’altro. Mi pare sia solo l’età, lo so che questo scatenerà commenti, ma vivendo molte,troppe, mamme con bimbi della ns./tua età i problemi sono identici.
    Ti sfidano, tastano il terreno per vedere il proprio ed il tuo limite è normale, è solo una fase. Ti capisco quando dici: “il fatto e’ che io sento di provare una vera antipatia nei suoi confronti..mi scatena una rabbia enorme e finisco per l’arrabbiarmi in continuazione..”.
    io e il mio grande litighiamo in continuaz. anzi ti dirò di più è ormai il ns. rapporto,ma io non lo vedo come negativa la cosa.
    Facciamo delle bellissime litigate e poi… tutto finisce con un TI AMO, siamo proprio una coppia.
    Ti dico un’altra cosa assurda, quando non c’è atato per 2 gg, mi sembrava di morire, non c’era rumore e non avevo nessuno con cui discutere… amo mio figlio ed il ns. rapporto un pò… così! attenzione, per la cronaca, non è che urliamo tutto il giorno, ma sai tra caratteri testardi!
    Baci.
    Serena.

  30. stefania scrive:

    Grazie mille Claudia e Serena! almeno mi sento meno sola…io leggo sui libri quanto posso ma poi l’esperienza che davvero fa la differenza! per questo e’ stato molto interessante avere i vostri pareri. In effetti e’ vero a volte sembra proprio che faccia apposta! vuole sempre che sia come e quando vuole lui per ogni cosa..ed ha solo 5 anni…anzi li compira’ a fine luglio. C’e’ da dire che si comporta allo stesso modo anche con mio marito..e anche lui e’ una bella fatica! cerco di portare pazienza, di cercare l’approccio migliore ma purtroppo non sempre ho la tranquillita’ necessaria per riuscirci. Eppoi al momento sembrano interessargli solo il pallone e i fumetti di topolino…ne sono nauseata ma si interessa di poco altro al momento e cerco di adeguarmi come posso..Anche io non lesino coccole, baci e parole affettuose che convivono con questi altri momenti in cui lo trovo davvero ‘insoportabile’ e ci sono giorni in cui vivo il momento in cui va a dormire come una liberazione…Cerco di tenere a mente le parole di Claudia e di lasciare da parte la mia rigidita’ che mi vede li’ a desiderare che mio figlio aderisca al mio ideale…insomma e’ un periodo difficile…grazie ancora a presto.Stefania

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