I GIOCATTOLI WALDORF

Scritto il 28 gennaio 2008 | 32 Commenti

Partendo, come anticipato, dal post della mia amica canadese di Free Range Kids), vorrei parlare dei giocattoli Waldorf. Da quando mi sono avvicinata alla pedagogia steineriana, la “sala giochi” dei miei figli è cambiata completamente. E cosi’ il loro modo di giocare, e anche il mio modo di giocare con loro.

Prima ero la loro schiava. Volevo dare loro il meglio, e quindi ero sempre disponibile per giocare con loro. Risultato: ovviamente loro non mi mollavano mai. Quindi io non avevo un attimo per me, e loro dipendevano da me. Se io non giocavo con loro, erano persi e non sapevano cosa fare. Nel dubbio, optavano spesso e volentieri per i capricci.

Il bello è che questo processo è assolutamente reversibile. Almeno per me lo è stato, forse anche grazie alla tenera età dei miei figli (2 e 4 anni all’epoca). Sono partita per la montagna, da sola con i bambini, per un mese, con “Educare alla libertà” e un paio di libri di Steiner. Leggerli è stato meraviglioso. Questi libri non mi hanno “convertita” o “convinta” ma rassicurata. Il 99% erano cose che pensavo da sempre, ma che, sentendomi una “mosca bianca” non osavo esprimere. Figuriamoci metterle in pratica. Ho approfittato del fatto di aver cambiato ambiente, nonché del fatto di essere sola, senza JM a contraddirmi, per fare un esperimento.

Ho eliminato la TV, dicendo semplicemente che quella che si trovava nell’appartamento non funzionava. Non me l’hanno reclamata in tutto il mese. Non solo, non l’ho guardata neanche io dopo averli messi a letto, nemmeno una volta. Ho portato con me pochi giochi semplici (le loro bambole, costruzioni, trenino e qualche altro giocattolo in legno). Ho avuto occasione di vedere i miei figli correre liberi nei prati (come pensate che mi sia venuto in mente il titolo “la casa nella prateria”? Ricordate la sigla?), saltare, rotolarsi nell’erba, raccogliere fiori, sassolini e pigne e custodirli come tesori.

Nei giorni di pioggia quei pochi giochi semplici in genere ci bastavano. E se non bastavano, potevamo disegnare quel che ci mancava, ritagliarlo e via. Ho cercato di farmi un po’ “da parte”, nel senso di intervenire sempre meno nel processo creativo del gioco. Non ci sono volute neanche 24 ore per vedere i risultati. Ovviamente all’inizio si rivolgevano a me, ma dal momento in cui mi sono resa meno disponibile (meno “tappetino”) ma comunque presente, hanno dato libero sfogo alla loro immaginazione, e non hanno mai più smesso. Tornando a casa ho deciso che, prima di tutto, volevo assolutamente che i miei figli continuassero a correre liberi nei prati sempre, e non solo un mese all’anno. E poi che alcuni giocattoli, di quelli che “giocano da soli”, facendo del bambino un semplice spettatore passivo, non sarebbero più entrati in casa mia.

Ho anche deciso che vivere senza TV era un’ottima idea. Purtroppo pero’ a casa c’era JM con il suo nuovo schermo al plasma gigante, pronto a giurare che alcuni cartoni animati facevano parte dei migliori ricordi della sua infanzia. Abbiamo quindi pattuito che i bambini avrebbero potuto guardare un DVD, selezionato con miei severissimi criteri, (niente gormiti ma neanche bambi e cenerentola – vedi “Bambi, capolavoro dell’horror”). Permettendoci cosi’, tra l’altro, opportunisticamente, di prenderci una piccola “pausa”.

In seguito ci siamo trasferiti in campagna, in questa casa che abbiamo messo su “a nostra immagine e somiglianza”. Purtroppo non abbiamo più la “sala giochi”, ma credo che ai bambini la cosa non dispiaccia più di tanto, anzi… visto che ora hanno a disposizione, oltre alla loro stanza, nella quale giocano volentieri, il salotto, che è il “fulcro” della casa. Essendo i giochi pochi e semplici, il salotto non somiglia a un campo di battaglia, e questo non è male. Tra l’altro, abbiamo eliminato – che liberazione! – quelle orribili, enormi “ceste dei giocattoli” dove si butta dentro di tutto, non si trova mai niente e che fanno impazzire bambini e genitori. Ma veniamo al vero argomento di questo post: i giocattoli waldorf. E qui cito “Free Range Kids”. Ecco una tipica “stanza dei giochi” steineriana:

“L’idea di base è che i giocattoli dovrebbero essere semplici, (relativamente) pochi, in materiali naturali, fatti a mano se possibile, e con un “finale aperto”, che significa questo: il gioco dovrebbe stimolare l’immaginazione – il bambino puo’ “completarlo” usando la propria mente.

Un esempio significativo sono i teli da gioco. Quadrati o rettangoli di seta colorata di misure diverse, diventano vestiti per le bambole, abiti, mantelli, cappelli, travestimenti, bandiere, fiumi, montagne… Scooby (cosi’ chiama sua figlia) ne ha messo uno bianco dentro ad un secchio un giorno e poi mi ha detto, tutta soddisfatta, di aver finito di mungere la sua mucca.

[...]

Questi sono pezzi di legno, belli e rustici, tagliati e levigati a dovere, in modo da poter essere impilati con precisione. Tutti gli input sensoriali dei materiali veri e naturali, con in più la sicurezza tipica delle porcherie moderne.

[...]

Ovviamente non potevano mancare marionette, burattini, marionette da dito… e un sacco di storie da raccontare” (e da inventare).

-

E come non parlare delle bambole Waldorf… (quelle nelle foto sono le mie).

Queste strane bambole costano care e molti non vedono l’interesse di spendere 100-150 euro per una bambola “imperfetta” quando ci sono meravigliosi esemplari, parlanti, piangenti, facenti pipi’ e anatomicamente perfetti che costano meno della metà.

“Il fatto che la bambola sia semplice, morbida e abbia, al posto degli occhi e della bocca, solo due puntini, dà al bambino la libertà di concretizzare la sua fisionomia vaga in una rappresentazione personale [...] inoltre la bambola di stoffa è in grado di modificare, agli occhi del bambino, la sua espressione a seconda dello stato d’animo”. “Da “Bambini e Bambole”, Karin Neuschutz

Abbiamo passato la fase dei mucchi di giocattoli di plastica; poi siamo entrati in una nuova era: meno giocattoli, ma di migliore qualità, e fatti con materiali naturali. Gli specialisti Waldorf con i quali abbiamo parlato ci hanno assicurato che i nostri piccoli monelli avrebbero trattato queste bambole come esseri umani. Avevamo i nostri dubbi, ma… è proprio vero!

[...] Ci sembra evidente che i bambini sono sensibili alla qualità di queste bambole, realizzate con molta cura da esseri umani. Inizialmente, nella mia ignoranza, non apprezzavo molto questo tipo di bambola, con i suoi tratti primitivi. Ma il fatto che i lineamenti siano rudimentali è il frutto di una scelta precisa, perché il bambino possa attribuire loro qualsiasi emozione. Sono imbottite con lana di pecora, che si scalda tra le braccia del bambino, dando la sensazione di una bambola “viva”.[...]

Le prime due bambole che ho fatto per Leonardo e Gloria da autodidatta, prima del corso alla scuola steineriana, sono decisamente bruttine (vedi quella al centro nella foto). Sia a causa della mia inesperienza, sia per mancanza delle materie prime adatte (ad esempio la maglina di cotone – usata per la pelle – che si trova in Italia non è un granché). Ma i miei figli le hanno subito adottate, preferendole a qualsiasi altro gioco, e portandosele a letto, loro che non lo avevano mai fatto con nessun’altra bambola o pupazzo.

Qualcuno trova strano che un bambino (maschio) giochi con le bambole. Mi sono sentita dire che questo potrebbe “influenzare” la futura identità sessuale di mio figlio.

Vorrei rassicurare chi la pensa in questo modo: i bambini, fino all’età di sette anni, imitano gli adulti che hanno intorno. Un bambino, maschio o femmina che sia, che passa la maggior parte del tempo con la mamma, giocherà a passare l’aspirapolvere, a cucinare, a stirare. A meno che non gli si dia una pistola giocattolo e lo si piazzi davanti alla TV per permettergli di sipirarsi a modelli più “virili”.

Un bambino che vede la sua mamma accudire la sorellina (o il fratellino) giocherà a cambiare la bambola. Mio figlio ha avuto la fortuna di vedere anche suo padre occuparsi tanto di lui quanto di sua sorella, ed è proprio con lui che si identifica. Quando mette a letto il suo bambolotto, questo gli risponde “buonanotte papà”, e non “buonanotte mamma”. Leonardo sa di essere un maschio, ma sa anche che un uomo puo’ occuparsi dei suoi figli senza per questo essere meno uomo, anzi.

Sono sicura che, un giorno, sarà un ottimo papà.

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32 Commenti a “I GIOCATTOLI WALDORF”

  1. fra scrive:

    condivido ogni singola parola di quanto hai scritto… tutti quei giochi di plastica mi fanno rabbrividire.correre, scalare gli alberi, fare costruzioni all’aperto… questi sono i ricordi di libertà assoluta di quando ero piccola: passavo tre mesi all’anno + tutti i week end in un paesino di 70 abitanti dove i bambini erano liberissimi di esplorare il mondo e la natura in piena libertà.i bambini che vedo qui in città sono tristi, isterici, sempre chiusi in case di 50 metri quadri senza giardino… non possono esprimersi, esplorare.mi consigli un bel libro a riguardo??GrazieFrancesca

  2. mammaclaudia scrive:

    Che fortuna hai avuto! Ma tu dove abiti? A riguardo… mi viene da consigliarti lo stesso libro che ho consigliato alla mia cara amica Monica poco più su: “Steiner – l’educazione dei figli”. Dà n’infarinatura sulla pedagogia steineriana, èd è di facile lettura (molti scritti di Steiner sono da mettersi le mani nei capelli!). Spero di aver capito che tipo di libro volevi che ti consigliassi… so che non hai figli ma… probabilmente ne hai in programma, o sbaglio? E poi, in questo momento sto leggendo “Earthways” (citato nella homepage) ed è interessantissimo… pero’ è in inglese. A presto!

  3. fra scrive:

    io sono trentina (di Rovereto), il paesino di cui parlo è vicino a Folgaria. Bambini al momento non ce ne sono ma ne vorremmo almeno tre (ci piacerebbe anche adottare)… sto finendo l’università quindi “la ricerca” inizierà verso la fine di quest’anno… al momento però mi sbizzarrisco con i miei due nipoti!grazie per il consiglio del libro, vado subito a cercarlo!ciaoFrancesca

  4. sabrina scrive:

    ciao a tuttia proposito di cose steineriane volevo segnalarvi che la Scuola Steiner di Roma a Monte Mario “Ilgiardino dei Cedri” ha finalmente un suo sito internet.Potete trovare tutto sulla scuola, sulla zona in cui è collocata ecome raggiungerla, oltre che informazioni sulle classi della scuola materna e del ciclo elementari-medie.Vi è inoltre una bacheca con le attività e le feste che si svolgonodurante l’anno (alcune delle quali sono aperte al pubblico) e tuttociò che puo’ servirvi per avere un contatto più diretto e percomunicare con i maestri e la segreteria anche attraverso internet.Abbiamo realizzato questo sito nell’intento di fornire maggioriinformazioni a tutti quei genitori sono alla ricerca di unorientamento della scuola più vicino ai loro valori e ad un idea dieducazione del bambino che rispetti l’individualità e che sappiaporgere con cura, attenzione e qualità degli stimoli adeguati alle suevarie fasi di crescita.L’indirizzo è http://www.giardinodeicedri.it/

  5. mammaclaudia scrive:

    Sabrina, grazie per le informazioni!Fra, anche io ne vorrei almeno 3…

  6. estrellazul scrive:

    GRAZIE !!!!ho scoperto oggi il tuo blog e questo post mi ha fatto sentire meno “mosca bianca” come dici tu, perchè anch’io ho scoperto da poco la pedagogia Waldorf leggendo “La salute del bambino” di Goebel & Goeckler, e la sto applicando come neo mamma di un frugolo di 9 mesi.a presto

  7. mammaclaudia scrive:

    Mi fa piacere! “La salute del bambino” è un altro libro eccellente, che devo ricordarmi di aggiungere alla lista dei miei preferiti. Un abbraccio a te e al tuo piccino.

  8. valeria scrive:

    Cara Claudia,questo tuo post esprime perfettamente il mio pensiero. Non solo, mi ha confortato! Infatti io sono all’inizio di questo processo di cambiamento di cui tu parli. So cosa voglio per Elena, la mia bambina di 2 anni ed ho realizzato da un po’ di tempo quale è la via da seguire, quella che sento più mia. Ho te e Sabrina come “inspiration” (infatti insieme a Coastalgirl siete nei miei links). L’esperienza del blog è una novità assoluta per me, nata da poco, ma visitando voi e i vostri siti preferiti ho trovato l’ispirazione per fare qualcosa che non pensavo avrei mai fatto! Certo che alcune mamme mi sembrano così brave da farmi venire le vertigini… Ho molto da imparare e mi consola il fatto che tu e Sabrina abbiate iniziato questo “percorso” quando i bimbi avevano già qualche anno… Perchè mi dico, non tutto è perso, non ho sbagliato troppo…Spero che leggerai questo mio commento, sai, non essendo esperta di computer non so se lo vedrai visto che si riferisce ad un tuo post di gennaio. Puoi darmi un cenno se lo ricevi?Devo scappare ma avrei un sacco di altre cose da dirti e da chiederti!!Grazie per l’ispirazione ed il conforto!Valeria

  9. Giò scrive:

    Ciao a tutti ho scoperto da poco questo sito e me ne sono inamorata. Ho iscritto i miei bimbi alla scuola materna steineriana per il prossimo anno. Ho scoperto da poco la pedagogia steineriana e sto iniziando questo percorso, ho bisogno di molti consigli, spero di non aver sbagliato troppo con i miei figli. Ho la fortuna di poter andare in estate due mesi in un paesino di montagna in Trentino e farò di tutto per mettere in pratica gli insegnamenti di Claudia.Accetto volentieri consigli e suggerimenti.Ciao a presto.

  10. mammaclaudia scrive:

    Gio’, benvenuta! Se posso esserti utile e rispondere ad alcune delle tue domande, lo faro’ con piacere!

  11. lallabel scrive:

    Ciao, che belllo aver trovato il tuo articolo, me lo ha segnalato un’amica mamma e penso che lo linkerò presto dal mio blog (patatoni.com).Proprio ieri a pranzo parlavo con una mia parente che manda la bimba di 7 anni alla scuola Steineriana e io le parlavo del nido Montessori. Voglio cercare di imparare di più e convincere anche chi ha a che fare con il mio bambino (2 anni) a seguire i miei consigli in questione di giochi.Avevo provato a mettere via tutti i giochi che reputavo poco adatti (es. plastica o con cui lui non giocava mai) ma il papà li ha ritirati fuori.Provvederò a farli sparire del tutto!!

  12. tiziana boccaletti scrive:

    carissime mamme italiane e non,che belle discussioni! Io mi chiamo Tiziana e vivo da 17 anni negli Stati Uniti in California.Sono un’artigiana steineriana e produco giocattoli e bambole. Vendo le mie creazioni ai vari negozietti affiliati alle scuole Steineriane qui…ma sogno di condividere le mie creazioni con qualche famiglia italiana.Quest’anno abbiamo fondato una co-operativa Steineriana con altre 6 famiglie e i nostri figli si incontrano in una fattoria due volte alla settimana per giocare e ascoltare storielle. Siamo tutti genitori che facciamo “homeschooling” per cui per il momento nessuno va a una tipica scuola.Per favore, scrivetemi. Ho molta nostalgia dell’Italia. Mio papa’ vive nella provincia di Como…Se volete, visitate il mio sito Etsy…con alcuni giochi Steineriani ma anche gioielleria naturale e accessori in feltro:)www.tizib.etsy.com

  13. Bietolina scrive:

    che bello scoprire mamme come te…le stesse linee guida del tuo post le adottiamo nell’asilo nido dove lavoro…banditi giochi chicco che fanno solo arredamento e via libera agli stimoli….i gentoricapiscono spesso a fatica ma noi ci proviamo lostesso….

  14. Rossella scrive:

    anche il mio grande mi imita….la sera prende il suo orsetto, il suo cuscino per l’allattamento ( ognuno ha il suo), si tira sù la maglietta e dà il latte all’orso!! oppure una volta con un mio paio di vecchie calze fa fatto un marsupio per portare l’orsetto…troppo tenero!

  15. Giulia scrive:

    Ciao! sono Giulia, ho 27 anni e sono mamma di Claudia di 4 anni e Leonardo di 14 mesi.sono capitata in questo sito tramite ecobaby perchè ero interessata ad imparare a creare gli assorbenti lavabili…e sono rimasta affascinata dalla vita che fate!vedendo i giochi dei bambini poi ho riflettuto sulla marea di cose inutili che ci girano per casa, e sul fatto che alla fine i bimbi giocano SEMPRE con tutto fuor che con i giocattoli!!!I miei laltro giorno li ho trovati che avevano svuotato in terra il bidone della carta, allinizio ho pensato TRAGEDIA! dovrò rimettere tutto in ordine, poi ho visto come manipolavano e giocavano con brandelli di carta, cartone, di varie consistenze e forme…si divertivano, giocavano assieme, non si pestavano perchè lui mi ha rubato quello……li ho lasciati fare, ed alla fine del gioco abbiamo rimesso assieme tutto nel bidone (è stato proprio Leo ad iniziare, di sua iniziativa!).è proprio vero che meno hanno e più i bimbi stimolano la fantasia, mi verrebbe da prendere tutti i giochi e buttarli giù dalla finestra!!!unultima cosa: anche il mio Leonardo gioca a passare laspirapolvere (direttamente con la mia vera, ce la contendiamo!), a fare le pulizie e smanetta con le bambole! daltra parte gran parte della giornata la passa con 2 donne!!! ma non ho mai pensato che possa avere dei problemi di virilità! (anche perchè che virilità dovrebbe avere un bimbo di un anno????)ciao, un bacione Giulia, Claudia Leo

  16. Anonymous scrive:

    Ciao, anche io come te sono una mamma. Le tematiche educative mi interessano moltissimo…in fondo è il mio lavoro. Il mio ricordo ha 35 anni oramai; 3 mesi di vacanze al mare, vissute in un casotto attrezzato di posti letto, bagno e cucinotto, e costruito a 30 metri dalla riva del mare. 3 mesi a sgambettare, nuotare, fare e disfare con quella sabbia bianca e fine…niente tv…un sogno. Hai mai letto “La scoperta del bambino” di Maria Montessori? A me ha aperto un mondo intero. Grazie, Silvia

  17. Anonymous scrive:

    Ciao a tutte,Finalmente un papà eccomi ho 38 anni una bimba di 5 iscritta lla scuola steiner di Milano, la mia decisione di mandarla alla Waldorf è dovuta al fatto che seguo e studio da anni la filosofia buddhista che mi permetto di dire un passo avanti a quella di Steiner dal quale egli trasse tutti i suoi insegnamenti per poi modificarli e adattarli al mondo occidentale.Sono completamente in accordo con te su quello che hai scritto anch’io capisco la “mosca bianca” i miei genitori mi prendono per matto e anche quelli che della mia compagna cercano di agire in modo del tutto contrastante l’ideologia Waldorf ( non li biasimo che ingonra non puo’ che mal comprendere).C’e solo una cosa che non condivido ed è quella del scappare dalla città sicuramente in campagna tra la natura le condizioni sono più propense al risultato che vogliamo raggiungere pero’ siamo noi interiormente che dobbiamo cambiare certo ci vuole più impegno però tutto si puo’ realizzare ovunque non è quello che c’è esternamente che deve cambiare ma quello che abbiamo dentro cio’ come percepiamo la realtà.Io ti ringrazio di cuore per aver creato questo sito/blog, stai apportando un grande aiuto al prossimo.Marco

  18. La casa nella prateria scrive:

    Ti ringrazio. Per quanto riguarda lo “scappare dalla città”, tu non lo condividi e infatti stai a Milano. Noi abbiamo fatto questa scelta prché è proprio dalla città che volevamo fuggire e non da qualcosa che stava dentro di noi. E infatti qui siamo molto più felici, e anche se non voglio “mai dire mai”, ci vorrebbe un motivo veramente valido per farci tornare indietro.

  19. arcobaleno scrive:

    Salve, sono una russa, che abito in Italia.quando sto imparando l’italiano ogni giorno mi aspettano le scoperte.tanti cose sto scoprendo, che sono belli, ma ci ne sono le cose, che non posso a condividere in realtà italiana.sono una mamma di una ragazza che fra poco farà 15 anni, e sono una donna molto creativa, che studiato come maestra asilo e scuola materna.In Russia l’infanzia era molto protetta e rispettata.come potevo a pensare, che una poesia europea cosi bella po non rispettare la maternità e i bimbi?Mia amica, che ha un bimbo, cercavo sempre qualcosa bello per il suo figlio, ma in sua zona non trova…invece io stavo con il computer, fin che lei non mi ha convinto a prendere un impegno di lavoro come baby sitter.due meravigliose bambine che che mi guardano con i suoi occhietti, fidano di me.dal quello giorno io ho cominciato a VIVERE!!!e creare.da Lei ho imparato a colorare la lana.e ho visto tanti l’altri belli cose.Grazie mille per il suo blog!!!!

  20. Claudia - La casa nella prateria scrive:

    Sono io che ringrazio…

  21. Anonymous scrive:

    ciao Claudiaquesto post risale a prima che io conoscessi il tuo bellissimo blog e me l’ero perso. Infatti legegndoti cercavo proprio di arrivare alle fonti di ciò che vediamo nei post attuali- So cos’è vivere in mezzo alla prateria sono nata e i miei vivono ancora in un borghetto in Toscana di 40 persone. Verde, animali, piante da frutto, uccellini e giocattoli in legno intagliati da mio babbo sono stati la mia infanzia e la mia vita. Vivo a Roma per lavoro ma fortunatamente siamo a soli 150 km da lì e ci torniamo spesso e volentieri. Ho un bimbo di 20 mesi, Niccolò che ogni volta che andiamo lì sa perfettamente che vuole stare fuori, sempre con il nonno dietro agli animali, sta imparando a contare coi sassi, anche io gli costruisco e ritaglio tanti giochi. Non dico che non abbiamo giochi di plastica perchè in occasioni come battesimo e compleanni ce li hanno regalati ma sono pochi e lui non li guarda molto,tra un po’ spariranno. Mi sono segnata tutti i tuoi libri e i tuoi riferimenti per documentarmi meglio anche perchè gestisco un portale per mamme http://www.pianetamamma.it dove si fa informazione molto generalista, si parla un po’ di tutto ciò che riguarda concepimento, gravidanza e bambino fino ai 6 anni. Mi piacerebbe tanto pubblicare queste tue guide perchè spieghi in modo semplice e con esempi sul campo ciò che a volte nei manuali è ostico soprattutto per la veloce lettura tipica del webTornando a me la penso come te sulla stanza da giochi, dui giochi, Niccolò non guarda tv ma devo dire che proprio non gli interessa minimamanete anche se la vede accesa (a me però qualche film e il tg piacciono!), ama i libri, le attività creative, i giochi in legno. Mi daresti delle dritte alternative alle ceste di giocattoli che vedo odi e odi anche io ma non sono arrivata a capire come eliminarle?grazie per tutto un abbraccio perchè mi sembra di conoscere tutta la vostra bella famigliail mio blog è http://vyrtuosa.giovani.itemanuela

  22. simona scrive:

    Cara Claudia,
    grazie al tuo post ho scoperto le Bambole Waldorf, oltre a ringraziarti volevo segnalarti che ti ho citata nel mio blog proprio a proposito di queste meravigliose creazione.
    Ciao Simona
    http://agataeisolachenonce.blogspot.com/2009/08/anche-noi-finalmente-abbiamo-una.html

  23. Sarah scrive:

    Ho trovato il tuo articolo emozionante ed illuminante! Sono sempre più convinta di seguire il tuo esempio! Grazie per tutte le informazioni.
    Sarah
    P.S. Ci sono dei siti italiani che parlano un pò di queste cose? O che vendono giocattoli waldorf?

  24. Emanuela scrive:

    Il mio percorso di mamma ha dei punti di contatto con la tua esperienza e proprio per la condivisione dei principi di educazione steineriana con alcune famiglie abbiamo aperto un giardino d’infanzia in Salento, a Copertino (LE): http://www.salentowaldorf.blogspot.com/
    Se passi da questa parti vieni a trovarci!
    Emanuela

  25. susanna scrive:

    Un saluto a tutte e a tutti! Sono la mamma di un giovane di 15 anni che ha frequentato la scuola Waldorf dall’ asilo all’ ottava classe (3 media) presso l’ Associazione Pedagogica Steineriana Janua a Roma. E’ stata un esperienza meravigliosa che auguro a tutti i bambini del mondo.
    Un caro saluto Susanna Bacchilega

  26. mammamichela scrive:

    Ciao Tiziana, conosco già il sito Etsy che apprezzo molto; quindi colgo l’occasione oggi che ho inconytrato il sito della casa nella prateria per ringraziare entrambe!
    Ho adorato Etsy ed ora comincerò a sfogliare anche questo bellissimo di Claudia. Sono una mamma Waldorf di Verona, entusiasta di come sta crescendo mio figlio nella scuola di Steiner! E domani ci sarà il Bazar di Natale nella nostra scuola! Buona domenica e buon inizio d’Avvento a tutte voi!

  27. Martina scrive:

    Bellissimo articolo grazie.
    Vorrei tanto mandare mio figlio (ora 15 mesi)alla scuola steineriana ma temo sara’ difficile perchè vivo a Roma centro e qui vicino non ce ne sono (e poi perchè mio marito vorrebbe mandarlo alla scuola inglese. Esistono scuole steineriane inglesi a Roma?)
    Ti linko nel mio blog
    ciao

  28. valeria scrive:

    ciao, mi chiamo Valeria…sono incinta da poco e solo oggi vi ho scoperto e mi avete aperto un mondo..qualcosa che sentivo come giusto e aderente alla mia natura di futura mamma. Ma, mi chiedevo…come fate a scontrarvi con la realtà commerciale? nel senso che, i bimbi non tendono a desiderare i giochi che hanno tutti gli altri amichetti? Barbie, winx, gormiti ecc..? grazie

  29. Claudia scrive:

    Ciao Valeria,
    innanzitutto congratulazioni per la tua gravidanza. Per quanto riguarda la “realtà commerciale”, siamo riusciti a restarne fuori per ben sei anni. Il fatto che i miei figli non guardino la tv (solo un dvd la domenica) e quindi non vedono la pubblicità ha secondo me un enorme peso sui loro desideri che sono stati finora autentici e non indotti.
    Dell’ingresso di gormiti e compagnia in casa nostra parlavo qui, se ti può interessare: http://www.lacasanellaprateria.com/2009/12/sotto-lalbero.html
    Spero che tornerai a trovarci!

  30. Daniela scrive:

    Care tutte,
    Apprezzo moltissimo lee idee nuove che vedo in questo sito, come mamma e insegnante elementare aderisco d’istinto a qusti principi. Ma non credo che la realta’ commerciale sia tutta da buttare: i mieibimbi amano tantissimo i film (NON BAMBI!!!!TRAUMA!!!) e io non ho problemi a lasciare che guardino dvd da noi selezionati o i programmi per bambini della BBC. Queste attivita’ sono limitate non tanto dala nostra disciplina ma dal fatto che hanno una vita piena, in cui le tante attivita’ di gioco e socializzazione impediscono di appiccicarsi alla tv. Mentre sarei stata felicissima di mandare i bimbi a un asilo Montessori, l’home schooling mi spaventa: temo la mancanza di socializzazione e anche la preparazione dei genitori a dare cononoscenze che magari loro stessi non hanno, mentre le maestre fanno studi specifici. Accetto volentieri critiche e input, specialmente sull’ home schooling. Vivo in Scozia ma sono italiana. Ciao Claudia, ciao a tutte!

  31. Laura scrive:

    e brave mamme giovani!!!!!!
    Sono una nonna che ha mandato i suoi figli alla scuola Steiner. E’ stato facile non fare entrare la tv nella nostra casa quando loro erano piccoli ed è stato facile seguire una vita più a dimensione umana, con giocattoli non commerciali, fine settimana in campagna, tre mesi d’estate a contatto con la natura, e disegni … cibo sano e semplice e tanta più semplicità in tutto.Invece è stata una missione impossibile permettere a mia nipote altrettanto. Le tantissime bambole confezionate dalle mie mani per la piccolina sono sempre rimaste perfette su una mensola. La mia nipotina ha sempre preferito le orribili bambole anatomicamente più simili ai neonati o le Barbie; le spoglia tutte e giacciono costantemente per terra, nude ed ammucchiate insieme agli innumerevoli pezzi di plastica, innervosendo mia nuora che vorrebbe la bimba ordinata. E questo nonostante sia finita(per un caso miracoloso) in un asilo steineriano nonostante mia nuora avesse chiarito, fin dalla nascita della bambina, che non l’avrebbe mai mandata in una scuola steineriana. Mamme io non sono pentita delle scelte che avevo fatto. Mio figlio ha tentato di far pesare la validità della sua esperienza per permettere altrettanto alla figlia; ma lui lavora molto per permettere una vita confortevole alla sua famiglia e, stando molto fuori casa, non è lui che decide l’educazione della bambina. E’ un papà amorevole e sono certa che sarà di aiuto per sua figlia … però peccato non poter approfittare della sua bella esperienza. Ho un ottimo rapporto con mia nuora alla quale voglio molto bene; ma su questo tema ha piazzato un muro ed io, oltre alle numerose bambole, non ho osato scalarlo in nessun altro modo. Lei è stata figlia di famiglia numerosa e la sua mamma educava a bastonate su chi capita a tiro, domestiche e tv.

  32. Claudia scrive:

    Grazie per la tua testimonianza. Conservate le bambole fatte a mano. Se la bambina non le apprezza adesso le apprezzerà sicuramente quando diventerà mamma a sua volta!

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